Chiesa dell'Immacolata Concezione a Santorso: Storia e Architettura

La Chiesa arcipretale di Santorso, dedicata all'Immacolata Concezione, rappresenta un importante esempio di architettura neoclassica nella regione. La sua costruzione si colloca nel quinquennio compreso tra il 1834 e il 1839, su progetto dell'architetto Antonio Baguti, noto stuccatore svizzero.

Facciata della Chiesa dell'Immacolata Concezione a Santorso

La Progettazione e la Costruzione

Antonio Baguti, già attivo a Vicenza nel 1825 per la realizzazione di due altari, fu incaricato della progettazione della nuova chiesa parrocchiale. La costruzione avvenne grazie all'importante contributo della popolazione locale, che collaborò attivamente al cantiere. Durante i lavori, la vecchia chiesa fu demolita per riutilizzare i materiali.

La licenza della Curia per la nuova edificazione fu rilasciata il 3 febbraio 1835. Le opere procedettero alacremente con la collaborazione della popolazione. Il campanile fu il primo ad essere smantellato, come indicato da un segno per avvisare il popolo. I costi di costruzione furono dettagliati, con il Capo mistro pagato a venete lire quattro ciascuno, e cifre inferiori per altre figure come il Castellaro e l'Arciprete. Le opere complessive ammontarono a 135.3/4, un costo significativo per l'epoca.

L'iscrizione posta sulla facciata della chiesa testimonia la sua edificazione in stile neoclassico su disegno dell'architetto Baguti nel periodo 1834-1839. Durante la visita pastorale del Vescovo Farina, egli espresse grande ammirazione per la nuova parrocchiale, definendola "veramente magnifica e di squisito gusto architettonico".

Architettura e Decorazioni Interne

L'interno della chiesa è descritto come magnificamente ornato di stucchi. Il parapetto dell'organo e del pulpito sono impreziositi da finissimi lavori. Il coro risulta spazioso ed elegante. La chiesa dispone di cinque altari, tutti collocati in cappelle laterali.

  • L'altare maggiore è dedicato all'Immacolata Concezione, da cui la chiesa prende il nome. Viene descritto come maestoso e ben fornito.
  • La Via Crucis è eretta canonicamente e in perfetta regola.
  • L'altare del Sacro Cuore è anch'esso in perfetta regola.
  • Di fronte a quest'ultimo e agli altri altari laterali si trovano magnifici lavori in gesso.
  • L'altare dedicato alla B. V. del Rosario è in regola.
  • L'altare dedicato a S. Carlo e quello dedicato alla B. V. del Carmine sono in pienissima regola.

Tra le pregevoli opere d'arte conservate all'interno, spicca la pala raffigurante l'Incoronazione della Beata Vergine, attribuita al pittore veronese Domenico Riccio. Un'altra opera degna di nota è il dipinto di Alberto Boschetti da Schio, visibile nella volta della chiesa.

La sacrestia, la custodia e i vasetti degli olii sono in ordine. Mancava la croce della consacrazione alla porta maggiore. I confessionali, il battistero e le porte della chiesa sono anch'essi in ordine.

Dettaglio degli stucchi interni della chiesa

Storia della Parrocchia e Devozioni Mariana

La storia della parrocchia di Santorso affonda le radici in un passato molto antico. La chiesa arcipretale di Santorso, sorta probabilmente attorno al Mille e dedicata a S. Orso monaco eremita, era già parrocchiale nel XIII secolo. Nelle "Rationes decimarum" del 1297 e del 1303 si trovano menzioni di sacerdoti legati alla chiesa.

Il santuario, posto a 1200 metri di altezza sulla vetta del monte Summano, ha una storia legata a devozioni antiche. La tradizione vuole che nell'anno 77 d.C. fosse presente un idolo di Plutone SUMMUS MANIUM (Summano). La devozione alla Vergine risale al 1305. Nel corso dei secoli, il santuario ha subito abbandoni, crolli e ricostruzioni.

La devozione mariana a Santorso è particolarmente sentita. La Madonna del Summano, venerata nella chiesa, ha una storia secolare. L'antica e veneranda chiesa parrocchiale di S. Maria del Summano, dedicata a S. Orso, fu oggetto di un importante aumento e di modifiche per adeguarla alle nuove esigenze liturgiche. La sua collocazione sul monte Summano la rendeva un luogo di grande spiritualità.

Un interessante promemoria conservato nell'archivio della Parrocchia, datato mercoledì dopo le Sante Feste di Pasqua, fornisce dettagli sulle opere e sulle contribuzioni della popolazione. La devozione alla Madonna del Summano è testimoniata da continui pellegrinaggi al Santuario, anche da paesi molto lontani.

La chiesa di S. Orso fu inglobata nella nuova costruzione. L'antica chiesa, che doveva accogliere la statua della Vergine trasportata a valle, fu inglobata insieme alla cappella alla Vergine.

Un documento del 1489 ricorda il "Venerabilis Dominus Fr. Giovanni da Brescia", un pellegrino devoto della Beata Vergine. La pietra sepolcrale di un precedente rettore fu tra le prime a scomparire.

La storia recente della chiesa include interventi di restauro. Nel 1997, il gruppo del M.A.S.C.I. ha intrapreso un lavoro di pulizia e consolidamento. Durante scavi per la pavimentazione nel presbiterio, fu rinvenuto un osso umano e un perimetro di muretto.

🔊 Trattato della vera devozione a Maria (completo) di S. Luigi Grignion da Montfort

Opere d'Arte e Simbolismo

Oltre alle opere già citate, la chiesa custodisce altre testimonianze artistiche. Una pala d'altare, chiamata nel Cinquecento "bellissima", è ricordata nei documenti. La Via Crucis è composta da dodici riquadri a pittura monocroma, raffiguranti scene come l'Annunciazione dell'Angelo e la Visitazione a S. Elisabetta.

L'architettura e le decorazioni interne riflettono una profonda devozione mariana, con riferimenti alla proclamazione di dogmi mariani e alla Vergine Assunta in cielo in anima e corpo. L'altare maggiore, dedicato all'Immacolata Concezione, è un simbolo centrale della fede della comunità.

La chiesa è citata in documenti che attestano la presenza in zona di missionari orientali e la venerazione della Madonna sotto il titolo della Cintura. Le matrici di altre chiese e le Rationes decimarum confermano l'antichità della presenza religiosa nella zona.

Dettaglio di una pala d'altare nella chiesa

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