La spiritualità di Martin Lutero, e l'intero suo pensiero, era profondamente cristocentrica. "Ciò che promuove la causa di Cristo" era per Lutero il criterio ermeneutico decisivo nell’interpretazione della Sacra Scrittura. Questa osservazione fu pronunciata da Papa Ratzinger il 23 settembre 2011, incontrando i rappresentanti del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania nell’ex convento degli agostiniani di Erfurt.
La Domanda Esistenziale di Lutero e la Questione del Peccato
"Ciò che non gli dava pace - disse Benedetto XVI - era la questione su Dio, che fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell’intero suo cammino." La domanda centrale che penetrava nel cuore di Lutero e stava dietro ogni sua ricerca teologica e ogni lotta interiore era: "Come posso avere un Dio misericordioso?"
Papa Ratzinger sottolineava come questa domanda, forza motrice del cammino di Lutero, sia oggi spesso trascurata, anche tra i cristiani. La maggior parte delle persone, infatti, tende a dare per scontato che Dio, in ultima analisi, non si interessi dei nostri peccati e delle nostre virtù, assumendo che Egli, nella sua misericordia, ignorerà le nostre piccole mancanze.
Benedetto XVI invitava a riflettere sulla reale entità delle mancanze umane: "Ma sono veramente così piccole le nostre mancanze? Non viene forse devastato il mondo a causa della corruzione dei grandi, ma anche dei piccoli, che pensano soltanto al proprio tornaconto?" Egli evidenziava come il male non sia un’inezia e non potrebbe essere così potente se Dio fosse veramente al centro della nostra vita. La scottante domanda di Lutero: "Qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio?" deve tornare ad essere una domanda concreta, non solo accademica, per il nostro tempo.

Il Pontefice ricordava che "Dio, l’unico Dio, il Creatore del cielo e della terra, è qualcosa di diverso da un’ipotesi filosofica sull’origine del cosmo. Questo Dio ha un volto e ci ha parlato. Nell’uomo Gesù Cristo è diventato uno di noi - insieme vero Dio e vero uomo." Questa prospettiva rafforza il concetto di cristocentrismo luterano, dove "ciò che promuove la causa di Cristo" era il criterio ermeneutico decisivo per l'interpretazione della Sacra Scrittura.
Martin Lutero: Vita, Riforma e Principi Teologici
Le Origini della Riforma
Martin Lutero (1482-1546) nacque il 10 novembre 1483 ad Eisleben e rivoluzionò il cristianesimo dando inizio alla Riforma Protestante. La sua intenzione non era necessariamente quella di fondare un'altra chiesa al di fuori della Chiesa cattolica romana, ma piuttosto di riformare la Chiesa del suo tempo. Nel 1501 iniziò gli studi a Erfurt, conseguendo il magistero nel 1505 per poi studiare giurisprudenza.
Durante il suo soggiorno nel monastero agostiniano e nei primi anni di insegnamento, Martin Lutero si confrontò intensamente con la fede e la Bibbia. Si racconta che il 31 ottobre 1517, Lutero affiggesse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg (Schloßkirche) le sue 95 tesi sulla penitenza, con una forte critica alla vendita delle indulgenze. Questo gesto semplice, non osservato da alcuna folla, accese una scintella destinata a cambiare il corso della storia. Questa data viene ancora oggi ricordata ogni anno dalla chiesa luterana come l'inizio della Riforma protestante.
la Riforma protestante
Le tesi di Lutero provocarono una grande disputa e gli valsero un ultimatum da Roma, seguito dalla scomunica nel gennaio 1521. Nell’aprile dello stesso anno, l’imperatore Carlo V invitò Martin Lutero alla dieta imperiale di Worms per interrogarlo. Avendo ottenuto un salvacondotto dall’Elettore della Sassonia Federico il Saggio, Lutero si presentò e, interrogato se volesse revocare i suoi scritti, rispose di no, a meno che non gli dimostrassero, in base alla Sacra Scrittura, che aveva sbagliato. Il suo intervento si concluse con le celebri parole: “Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen”.
Sulla strada del ritorno da Worms, Federico il Saggio lo fece rapire e nascondere nel castello “Wartburg” sotto il nome di Junker Jörg, dove Lutero tradusse il Nuovo Testamento dal greco in tedesco.
Gli Anni della Riforma e le Sue Sfide
Martin Lutero ritornò a Wittenberg per placare le agitazioni provocate da alcuni sostenitori radicali. Negli anni seguenti, Lutero si dedicò intensamente alla predicazione e alla messa in pratica dei suoi principi, rivedendo la liturgia del culto, riformando la scuola e introducendo una cassa comunale per l’assistenza sociale.
Questi furono anche anni in cui Lutero dovette differenziare la sua teologia da movimenti paralleli, come quelli di Ulrich Zwingli, con il quale sorsero differenze significative sull'interpretazione della Santa Cena, dividendo il mondo evangelico in due correnti principali: luterani e riformati.
La rivolta dei contadini, spinti da riformatori radicali (come Thomas Müntzer), rappresentò un'altra sfida. Lutero, pur sostenendo le loro richieste iniziali, rifiutò ogni forma di protesta disordinata e, quando i contadini presero le armi, invitò i principi a sedare la rivolta, che fu soffocata in un bagno di sangue, un evento che pesò molto sulla sua coscienza.
Sempre nel 1525, Lutero scrisse "De servo arbitrio", distaccandosi dall’umanesimo. Nello stesso anno, a sorpresa e contro i consigli degli amici, sposò l'ex-monaca Katharina von Bora, un gesto che per lui simboleggiava speranza in un mondo che sembrava sprofondare nel caos. La famiglia crebbe con sei figli, e Katharina fu un grande sostegno, occupandosi della casa e amministrando il patrimonio, mentre Lutero era preso da un’impressionante quantità di lavoro, discutendo spesso di questioni teologiche e problemi attuali a tavola, i cui dialoghi furono annotati e tramandati nei famosi Tischreden (Discorsi a tavola).

Principi Fondamentali della Spiritualità Luterana
La Giustificazione per Grazia e il Primato della Scrittura
Lutero contestò la vendita delle indulgenze e sostenne la salvezza per grazia, il primato della Bibbia e il sacerdozio universale. La riscoperta dell'evangelo risiede nella centralità dell’annuncio della giustificazione per grazia mediante la fede. Per Lutero, la grazia è qualcosa che un semplice credente può avere, non solo il vescovo di Roma. L’uomo non ha il potere di salvarsi con le proprie azioni.
La storiografia della Riforma ha tradizionalmente posto molta attenzione ai "punti di svolta", chiedendosi quando e in cosa consista la "svolta riformatrice" di Lutero e come si manifesti il rapporto tra la riscoperta della giustificazione per grazia mediante la fede e le radicali conseguenze ecclesiologiche. Le tesi sulle indulgenze, pur non essendo teologicamente le più centrali, scatenarono la tempesta a causa del loro impatto economico e politico, mettendo in evidenza un vasto scontento verso lo stile di governo della Chiesa di Roma.

Ragione, Rivelazione e Libertà di Coscienza
Martin Lutero considerava l'orizzonte della libertà individuale e la possibilità di esercitare il libero arbitrio sulla base dei propri poteri di giudizio. In senso luterano, possiamo parlare di una certa ragione pratica in quanto l'uomo è dotato delle capacità necessarie per dedurre logicamente ed epistemicamente il mistero scritturale. La rivelazione gioca un ruolo speciale: la ragione diventa vera ragione solo se è illuminata e guidata dalla rivelazione; altrimenti, il discernimento della comprensione e del giudizio è infondato, debole e insignificante, basato solo sulla conoscenza quotidiana e superficiale. Una delle dimensioni filosofiche della personalità di Lutero riguarda il divenire della ragione attraverso la rivelazione.
Un altro concetto chiave è l’adiaphora, la possibilità di agire a piacimento. Questo concetto teologico, di grande importanza per molte confessioni cristiane, è particolarmente rilevante nella teologia di Lutero. Per adiafora si intendono quelle pratiche che non sono né respinte né approvate nella Scrittura, e l’individuo ha l’opportunità di scegliere a suo piacimento. Qui si riconosce la libertà di coscienza nel mondo delle idee luterane, ma una coscienza che acquisisce la sua libertà "solo in, attraverso e con Cristo". Altrimenti, la coscienza è priva di valore, lontana dalla verità e dalla conoscenza. Una consapevolezza al di fuori dell’orizzonte scritturale non può essere responsabile, morale e quindi razionale.
La Natura Umana e la Concupiscenza
Toccando il problema del peccato, e tenendo conto del ruolo svolto da Agostino di Ippona nel plasmare il suo pensiero, Lutero sviluppa il concetto di concupiscenza: l’attaccamento dell’uomo al peccato. Secondo Lutero, siamo nati nel peccato, diventiamo secondo il peccato, viviamo permanentemente con il peccato e amiamo il peccato, inclusa l’incoscienza. Egli riteneva che siamo totalmente dipendenti dal peccato, una conseguenza logica della nostra natura che si nasconde anche nelle buone azioni che proviamo a compiere. Ciò implica una morale alterata e difettosa in sé, non solo imperfetta, indipendentemente dalla qualità degli atti. Nell’antropologia luterana, l’uomo è immorale per natura, con una coscienza profondamente irresponsabile e un pensiero fragile e insufficiente.
Il bene nella sua complessità è qualcosa che abbiamo rimosso prima di nascere; quindi, non abbiamo il potere di salvarci con le nostre azioni. Lutero propone una sorta di filosofia della pratica mistica e religiosa, un dovere morale non utilitaristico nei confronti del corpo e della mente, una legge del dono di sé in favore di un Assoluto segreto che ci è stato offerto come grazia divina per la liberazione.
L'Impatto Ecumenico e la Sfida della Secolarizzazione
Benedetto XVI rifletteva anche sull'aspetto ecumenico di queste questioni, sottolineando come l’"errore dell’età confessionale" fosse stato quello di aver visto "per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico."
Due aspetti mettono in pericolo questa comunione: un "fenomeno mondiale" di nuove forme di cristianesimo e la sfida della secolarizzazione. "L’assenza di Dio nella nostra società si fa più pesante, la storia della sua rivelazione, di cui ci parla la Scrittura, sembra collocata in un passato che si allontana sempre di più." Non è l'annacquamento della fede che aiuta, ma "solo il viverla interamente nel nostro oggi. Questo è un compito ecumenico centrale nel quale dobbiamo aiutarci a vicenda: a credere in modo più profondo e più vivo." Come i martiri dell’epoca nazista condussero i cristiani gli uni verso gli altri, così "anche oggi la fede, vissuta a partire dell’intimo di se stessi, in un mondo secolarizzato, è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge, guidandoci verso l’unità nell’unico Signore."
La Rilevanza di Lutero nella Modernità
Il rinnovamento culturale umanistico che attraversava l’Europa non è sufficiente a spiegare la deflagrazione causata da Lutero. Friedrich Nietzsche, pur da avversario della fede, colse un punto centrale imputando a Lutero la responsabilità di aver "rianimato quello che a Nietzsche appare un cadavere, cioè il cristianesimo storico, nella fase iniziale della modernità." La protesta di Lutero non era un'esigenza di "aggiornamento" o di rendere la fede più accettabile alla modernità, ma piuttosto di ripristinare l'unica, vera chiesa di Gesù Cristo.
Nel fondo di tutto, resta il seme che Lutero aveva piantato: l’idea che l’uomo possa e debba rispondere da sé, senza intermediari, davanti a Dio e davanti a se stesso. Con Lutero, l’Europa imparò che la fede non è più solo obbedienza, ma responsabilità. Nacque il principio della libertà di coscienza, l’idea che ogni uomo possa leggere la Bibbia e interpretare il suo contenuto. Nacquero nuove chiese, nuove liturgie, nuove lingue. Questo permise alla parola di Dio, tradotta nella lingua del popolo, di restituire dignità a chi fino ad allora aveva solo ascoltato senza capire. La Riforma, tuttavia, non portò solo luce, ma anche guerre di religione, persecuzioni e fanatismi, frantumando il cristianesimo medievale e dando vita a un mondo nuovo, più libero ma anche più inquieto: il prezzo della coscienza, poiché non c’è libertà senza conflitto, né verità senza rischio.
tags: #spiritualita #di #martin #lutero #зва