I Soprannomi: Identità, Storia e Tradizione nelle Comunità Italiane

L'Importanza dei Soprannomi tra Storia e Linguistica

Fin dai tempi più antichi, nelle comunità italiane, come quella dei gigliesi, le persone usano riconoscersi non solo con il nome ed il cognome, a volte troppo comuni, ma anche con un soprannome o un nomignolo. Nel passato, questi avevano la funzione di un vero e proprio nome, assumendo un ruolo centrale nell'identificazione individuale e collettiva.

Oggi, fra i giovani, il loro uso è meno frequente, ma nei discorsi degli anziani essi ricorrono ancora spesso, testimoniando una ricca tradizione linguistica e culturale. L'interesse per questo fenomeno ha spinto gruppi di ricercatori e studenti a intraprendere indagini specifiche, analizzando l'origine e l'etimologia dei soprannomi.

Mappa dell'isola del Giglio con evidenziati i principali centri abitati

I Soprannomi dell'Isola del Giglio: Una Ricerca Giovanile e un "Menù Tipico"

Un gruppo di ragazzi, partendo dalla riflessione linguistica riguardante i nomi e gli aggettivi, e spinti da una curiosità destata dalla lettura di testi specifici sull'argomento, ha eseguito una vivace ricerca nelle famiglie e fra i conoscenti dell'Isola del Giglio. Mettendo in funzione la memoria storica, hanno raccolto una notevole quantità di soprannomi e nomignoli, insieme alla loro origine ed etimologia. Più difficoltosa, invece, è stata l'individuazione dei soggetti che per primi li "meritarono".

Un esempio concreto emerso da questa ricerca è quello di BIONDI ENRICO (Campese). Sua mamma, Cesira Ulivi, lo chiamava per nome con cadenza francese e il "francese" ENRI veniva percepito in lontananza come OGHI', un soprannome che gli è rimasto.

Infine, i ragazzi si sono divertiti nell'ideare e realizzare un cartellone che rappresentasse, in modo simpatico e divertente, il loro lavoro. Scegliendo una parte dei soprannomi raccolti, hanno preparato un originale "menù tipico" che include i piatti più caratteristici della tradizione gigliese.

Il "Menù Tipico" Gigliese: Sapori e Nomi

Ecco una selezione dei piatti e dei soprannomi presentati nel "menù tipico" della tradizione gigliese:

Primi piatti:

  • PASTAECECI alla CONTADINA
  • PASTASCIUTTA alle LAMPITELLE
  • Pasta alla PORTOLANA
  • Spaghetti alla CARBONAIA
  • CAVATELLI al ragù della domenica
  • Risotto giallo alla ZUCCHETTA novella
  • PASSANELLI in brodo
  • Fumetto delicato di GHIOZZI
  • Zuppa di CAVOLO NERO
  • Caldaro di SARACINE, GRONCHI e LAMPITELLE

Secondi piatti:

  • MORENA fritta DORATA
  • OCCHIONI salati e arrosto
  • PALLETTE di gelato al limone
  • BECCACCINO alle olive nere
  • FILETTO al forno
  • PATATE al vapore
  • CIPOLLINE in agrodolce
  • ZUCCHINI trifolati al PEPE'
  • PEPERONI alla griglia

Dessert:

  • TAZZETTA di semifreddo caramellato
  • Tiramisù del BAMBINO
  • Crostata con marmellata di FICALINDO
  • MORETTO al cioccolato

Vino:

  • BOCCIA di Ansonaco gigliese

Prezzo: CENTOMILA lire .......... e BONAppetito!

Il LOCANDIERE ricorda: chi riuscirà a mangiare tutto, restando TRANQUILLO e senza rimediare una SBORNIETTA, avrà il pasto a MEZZOPREZZO ed una TAZZETTA di buon caffè del MORO al BAR della locanda. Chi non ha soldi per pagare, passerà lo SPAZZOLONE sul pavimento.

Foto di un menù tradizionale gigliese o tavola imbandita con piatti tipici

La Tradizione dei Soprannomi nel Quartiere di Piscinola (Napoli)

Le comunità secolari, originatesi dagli antichi e nobili Casali di Napoli, come Chiaiano, Marianella, Piscinola, Secondigliano, e molte altre, da Pozzuoli fino a Castellammare e oltre, hanno maturato nei secoli un forte senso di aggregazione antropica. Anche nel quartiere di Piscinola le antiche famiglie, da tempo qui radicate, hanno maturato l'usanza di identificarsi, non con il patronimico (ossia con il cognome anagrafico), come avviene in tanti altri luoghi del mondo, bensì con l'uso del soprannome.

La nascita dei singoli soprannomi è stato un fenomeno lento, graduale e del tutto spontaneo. Spesso un nomignolo veniva attribuito a una persona dopo che si era verificato un evento particolare, legato alla sua vita, che poteva essere anche apparentemente insignificante, ma curioso, incisivo e originale, che colpiva e rimaneva impresso nella mente dei suoi conoscenti. L'efficacia del soprannome era tale che, di lì a poco, si trasmetteva di persona in persona e diventava l'unico identificativo dell'individuo. I soggetti perdevano, in un certo senso, il proprio cognome anagrafico e acquisivano un "nome comunitario": avveniva come una specie di "iniziazione comunitaria".

La Raccolta del Prof. Gerardo Della Corte

La memoria del compianto prof. Gerardo Della Corte, coadiutore della Polisportiva Virtus Piscinola e per molti anni stimatissimo insegnante di educazione fisica nelle scuole statali del territorio, è legata anche alla sua passione per i soprannomi. Con molto entusiasmo e amore per il quartiere di Piscinola, egli volle donare un foglietto, preziosamente conservato, con su scritto di suo pugno moltissimi soprannomi piscinolesi di un tempo. Questo elenco, che è poi stato arricchito di altri nomi, conta ben 597 soprannomi Piscinolesi.

Si precisa che questi soprannomi erano spesso preceduti dagli articoli in dialetto, che erano, a seconda dei casi: "'o", "'e", "'a", "d' 'e", "d' 'o", "'ll". Questi articoli sono stati omessi negli elenchi, eccetto alcuni, ritenuti necessari per rendere chiara e compiuta la parola del soprannome.

Esempi Emblematici di Soprannomi Piscinolesi

In un recentissimo lavoro letterario, opera dell'amico Luigi Sica, dal titolo "Il borgo perduto", è stata inserita l'origine del soprannome "Chill''e ll'Aglio". In sintesi, la storia narra di un contadino di Piscinola che un anno decise di andare controcorrente rispetto all'usanza locale di diversificare l'impianto agrario nei campi di Scampia, con la semina dei soliti ortaggi come patate, broccoli o pomodoro. Costui, infatti, impiantò nel suo esteso appezzamento di terreno al Cancello solo ed esclusivamente una coltura di aglio. Quell'anno, mentre c'era abbondanza di patate e pomodoro, venduti al mercato a prezzi "stracciati", egli fu l'unico venditore che riuscì ad assicurare la forte richiesta di aglio e poté permettersi, quindi, di fissare a suo piacimento il prezzo dell'ortaggio, che fu alquanto alto. La scelta controcorrente si dimostrò essere una trovata geniale e vincente e fu la sua fortuna. Il lungimirante contadino riuscì a guadagnare moltissimo, producendo semplicemente quello che gli altri disdegnavano. I contadini conoscenti, alcuni ammirati e altri invidiosi per la fortuna capitatagli, iniziarono così a chiamarlo chille 'e ll'Aglio, da qui la nascita del soprannome.

Illustrazione di un contadino con un campo d'aglio e altri ortaggi

Un altro esempio significativo è il soprannome Fujecachiova. Si racconta che un giorno, mentre due persone trasportavano derrate agricole in città, oltrepassato il ponte della Sanità, incominciarono ad avvertire da lontano i segnali di un imminente e forte temporale. Uno dei due percepì il pericolo vicino ed esortò il compagno di viaggio a ritornare indietro per ricoverare il carico al sicuro, a casa, esclamando più volte verso l'altro: "...fuje ca chiove!" (fuggi che piove!). Quell'esortazione fu tramutata nel famoso nomignolo e, come si dice, gli restò appiccicato addosso.

Sono proprio questi avvenimenti atipici, curiosi e un po' sui generis che determinano la nascita di un soprannome. Poi, con il passare dei decenni, nessuno della progenie, pur conservando il nomignolo, ricordava più l'origine ed il significato del termine.

Gli appartenenti ad un determinato ceppo o nucleo familiare, dotato di un soprannome, erano (e sono ancora oggi) menzionati preceduti dal suffisso "Chille 'e...", (ad esempio, chille 'e ll'Aglio) oppure semplicemente con gli articoli in dialetto: " 'a", "'e", "'o", "d''e" (ad esempio, "d'é Malamenti"). Un aneddoto recente narra di un partecipante a una visita guidata del "Maggio dei Monumenti a Piscinola" che si presentò dicendo di essere "tizio, d'é Malamenti", precisando poi di appartenere all'antica famiglia piscinolese detta "dei Malamenti".

Il Valore Antropologico dei Soprannomi Piscinolesi

L'elenco dei soprannomi piscinolesi è stato raccolto e perpetuato non tanto per destare la curiosità dei lettori, ma principalmente con il preciso scopo di conservare nel tempo questo grande patrimonio antropologico del quartiere di Piscinola, oltre che per ricordare una perduta umanità, affinché resti a futura memoria delle generazioni che verranno.

Analisi Linguistica e Sociologica dei Soprannomi Napoletani

Sulla "Rivista italiana di onomastica" è apparso un raffinato lavoro di Federico Albano Leoni, linguista di grande fama, che ha raccolto una collezione molto vasta di soprannomi, una sorta di "spoon river" napoletana. Chi non si è mai imbattuto, specialmente nei quartieri popolari, in soprannomi bizzarri utilizzati in manifesti funebri per individuare in modo inequivocabile una persona? Questo fenomeno genera nello studioso una profonda attrazione scientifica, che produce "osservazioni sulla ortografia ingenua del napoletano e sulle sue possibili implicazioni fonetiche", come osserva Albano Leoni. Il fatto di esporre nel manifesto, oltre alle generalità del defunto, il suo soprannome, quasi sempre in dialetto, sembra essere una pratica esclusiva dell’area metropolitana di Napoli.

Funzione Identificativa e Microcosmo Sociale

Una caratteristica che accomuna tutti i soprannomi, osserva Albano Leoni, è che servono ad identificare con precisione una persona nel microcosmo del vicolo, dei suoi conoscenti diretti. Essi sono assolutamente inservibili al di fuori del microcosmo di riferimento. Un caso esemplare fortemente indicativo di come i soprannomi parlino a una comunità ristrettissima è quello di Maria dint è fnstell, comprensibile, osserva Albano Leoni, "solo a chi passava abitualmente per vico Paradiso a Montecalvario e vedeva Maria affacciata alla finestra del suo basso".

Questi soprannomi vengono spesso percepiti dalla persona comune solo come una curiosità, senza cogliervi un senso particolare sotto il profilo linguistico o sociologico. Il ricercatore, lo studioso, invece, è attratto da un senso e da significati che sfuggono alla persona comune. Ad esempio, "Peppe non solo fa il fabbro ferraio, ma lo fa qui a Napoli, in questo quartiere, in questa strada, dove tutti lo hanno chiamato per anni ‘u Frrar."

Foto di un vicolo stretto e caratteristico nel centro storico di Napoli

Soprannomi e Mestieri Scomparsi

Molte le osservazioni che emergono in modo naturale dallo studio dei soprannomi. Ad esempio, i soprannomi che si riferiscono a mestieri fanno riferimento ad attività spesso ormai scomparse, ma che sopravvivono in una traccia linguistica. Tra questi si annoverano termini come: acquaiuola, crapttar, cuzzcar, gassusar, graunar, nucellar, patanar, purtuallar, taralar.

La Resistenza del Soprannome alla Morte

Una simile forma di riconoscibilità sociale resiste alla morte? "Sì", è la risposta. Il soprannome, come ‘u Frrar, è come una carta d’identità che persiste anche dopo la scomparsa dell'individuo, mantenendo viva la sua memoria all'interno della comunità.

Altri Esempi e Considerazioni

Il vasto universo dei soprannomi include figure come gli "Oriee" o i "cavallant", personaggi legati all'uso dei cavalli e al trasporto su carro, che prima della perigliosa partenza erano soliti bere vino. Questi personaggi, spesso imponenti, possenti e di poche parole, erano figure omeriche del loro tempo, e i loro nomignoli ne riflettevano il carattere e l'attività.

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