L'Omelia di Papa Francesco e le Esequie di Benedetto XVI: Testo Integrale e Resoconto Completo

L'Omelia di Papa Francesco per il Papa Emerito Benedetto XVI

Pubblichiamo il testo integrale dell’omelia di Papa Francesco in occasione dei funerali del Papa emerito Benedetto XVI. L'omelia si è aperta con le parole: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46).

Papa Francesco ha sottolineato che queste furono le ultime parole che il Signore pronunciò sulla croce; il suo ultimo sospiro, capace di confermare ciò che caratterizzò tutta la sua vita: un continuo consegnarsi nelle mani del Padre suo. Queste mani sono state descritte come mani di perdono e di compassione, di guarigione e di misericordia, mani di unzione e benedizione, che spinsero Gesù a consegnarsi anche nelle mani dei suoi fratelli.

Il Signore, aperto alle storie che incontrava lungo il cammino, si lasciò cesellare dalla volontà di Dio, prendendo sulle spalle tutte le conseguenze e le difficoltà del Vangelo fino a vedere le sue mani piagate per amore: «Guarda le mie mani», disse a Tommaso, e lo dice ad ognuno di noi. Mani piagate che vanno incontro e non cessano di offrirsi, affinché conosciamo l’amore che Dio ha per noi e crediamo in esso.

Il Significato delle Ultime Parole di Cristo

«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» è l’invito e il programma di vita che sussurra e vuole modellare come un vasaio il cuore del pastore, fino a che palpitino in esso i medesimi sentimenti di Cristo Gesù. Questa è una dedizione grata di servizio al Signore e al suo Popolo che nasce dall’aver accolto un dono totalmente gratuito: “Tu mi appartieni... tu appartieni a loro”, balbetta il Signore; “tu stai sotto la protezione delle mie mani, sotto la protezione del mio cuore. Rimani nel cavo delle mie mani e dammi le tue”.

È la condiscendenza di Dio e la sua vicinanza capace di porsi nelle mani fragili dei suoi discepoli per nutrire il suo popolo e dire con Lui: prendete e mangiate, prendete e bevete, questo è il mio corpo che si offre per voi. Questa è stata definita la synkatabasis totale di Dio.

La Dedizione Orante del Pastore

L'omelia ha proseguito descrivendo una dedizione orante, che si plasma e si affina silenziosamente tra i crocevia e le contraddizioni che il pastore deve affrontare e l’invito fiducioso a pascere il gregge. Come il Maestro, porta sulle spalle la stanchezza dell’intercessione e il logoramento dell’unzione per il suo popolo, specialmente là dove la bontà deve lottare e i fratelli vedono minacciata la loro dignità. In questo incontro di intercessione il Signore va generando la mitezza capace di capire, accogliere, sperare e scommettere al di là delle incomprensioni che ciò può suscitare.

Questa è una fecondità invisibile e inafferrabile, che nasce dal sapere in quali mani si è posta la fiducia. Una fiducia orante e adoratrice, capace di interpretare le azioni del pastore e adattare il suo cuore e le sue decisioni ai tempi di Dio: «Pascere vuol dire amare, e amare vuol dire anche essere pronti a soffrire. Amare significa: dare alle pecore il vero bene, il nutrimento della verità di Dio, della parola di Dio, il nutrimento della sua presenza».

Papa Francesco pronuncia l'omelia durante i funerali di Benedetto XVI

Sostenuti dalla Consolazione dello Spirito

La dedizione è sostenuta dalla consolazione dello Spirito, che sempre lo precede nella missione: nella ricerca appassionata di comunicare la bellezza e la gioia del Vangelo, nella testimonianza feconda di coloro che, come Maria, rimangono in molti modi ai piedi della croce, in quella pace dolorosa ma robusta che non aggredisce né assoggetta; e nella speranza ostinata ma paziente che il Signore compirà la sua promessa, come aveva promesso ai nostri padri e alla sua discendenza per sempre.

Anche noi, saldamente legati alle ultime parole del Signore e alla testimonianza che marcò la sua vita, vogliamo, come comunità ecclesiale, seguire le sue orme e affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che egli ha sparso e testimoniato durante la sua vita.

San Gregorio Magno, al termine della Regola pastorale, invitava ed esortava un amico a offrirgli questa compagnia spirituale: «In mezzo alle tempeste della mia vita, mi conforta la fiducia che tu mi terrai a galla sulla tavola delle tue preghiere, e che, se il peso delle mie colpe mi abbatte e mi umilia, tu mi presterai l’aiuto dei tuoi meriti per sollevarmi». Questa è la consapevolezza del Pastore che non può portare da solo quello che, in realtà, mai potrebbe sostenere da solo e, perciò, sa abbandonarsi alla preghiera e alla cura del popolo che gli è stato affidato.

È il Popolo fedele di Dio che, riunito, accompagna e affida la vita di chi è stato suo pastore. Come le donne del Vangelo al sepolcro, siamo qui con il profumo della gratitudine e l’unguento della speranza per dimostrargli, ancora una volta, l’amore che non si perde; vogliamo farlo con la stessa unzione, sapienza, delicatezza e dedizione che egli ha saputo elargire nel corso degli anni. Vogliamo dire insieme: “Padre, nelle tue mani consegniamo il suo spirito”.

L'omelia si è conclusa con l'invocazione: "Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce!"

Benedetto XVI, addio in punta di piedi

Le Esequie del Papa Emerito: Partecipazione e Cerimonia

Le esequie del Papa emerito, presiedute da Papa Francesco, si sono svolte in Piazza San Pietro.

La Partecipazione dei Fedeli e delle Autorità

Circa 50 mila fedeli hanno partecipato in Piazza San Pietro ai funerali di Joseph Ratzinger, secondo le stime della Gendarmeria Vaticana e della Questura. Al termine della messa, la folla ha scandito a piena voce il grido "Santo subito!" e ha accompagnato l'uscita del feretro con un lungo applauso. Molti religiosi e fedeli, inclusi stranieri e famiglie con bambini, hanno affrontato il freddo per rendere l'ultimo saluto a Ratzinger. Numerose persone, circa 200mila, avevano già visitato le spoglie di Benedetto XVI in Basilica di San Pietro nei giorni precedenti.

Presenti alla messa il Capo dello Stato italiano Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, la quale ha dichiarato sui social: "Oggi a San Pietro per dare l'ultimo saluto a Benedetto XVI, Papa emerito. Illuminato teologo che ci lascia un'eredità spirituale e intellettuale fatta di fede, fiducia e speranza. A noi il compito di conservarla e onorarla sempre e di portare avanti i suoi preziosi insegnamenti".

Per l'Italia erano presenti in prima fila anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il vice-presidente del Senato Maurizio Gasparri, oltre al segretario della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti. Tra i partecipanti figuravano anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e l'ex premier Mario Draghi, che hanno scambiato un saluto prima della celebrazione.

La delegazione tedesca era composta dal presidente della Repubblica federale tedesca Frank-Walter Steinmeier e dal cancelliere tedesco Olaf Scholz. Hanno partecipato anche diverse teste coronate, tra cui il re Filippo e la regina Mathilde del Belgio (con un lungo velo nero in testa), e alla loro destra la regina Sofia di Spagna.

Il prefetto di Roma, Bruno Frattasi, ha espresso compiacimento per l'ottimo modello di sicurezza integrata che ha assicurato lo svolgimento ordinato dei funerali, considerando l'ingente afflusso di pubblico e la delicatezza per la partecipazione di autorità italiane e delegazioni estere. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha commentato che "Roma si stringe alla comunità dei fedeli di tutto il mondo per dare l’ultimo saluto al papa emerito", e ha aggiunto: "Benedetto XVI ha portato sempre nel cuore una profonda fede, grande sapienza e dedizione. Le romane e i romani mai dimenticheranno il suo affetto sincero per la nostra città".

Gli Ultimi Gesti di Papa Francesco

Un momento di preghiera e di commozione si è verificato prima che la bara di Benedetto XVI lasciasse il sagrato di San Pietro: Papa Francesco si è alzato in piedi e ha messo la mano sul feretro. Per pochi istanti, tutto il corteo si è fermato per l'ultimo saluto di Bergoglio a Joseph Ratzinger. Papa Francesco ha benedetto e pregato davanti al feretro di Benedetto XVI.

Papa Francesco posa la mano sul feretro di Benedetto XVI

I Dettagli della Liturgia Funebre

La funzione liturgica ha visto la partecipazione di circa 3700 sacerdoti provenienti da molti paesi, circa 120 cardinali e 400 vescovi. Dopo la prima parte della Messa, la celebrazione nella sua 'liturgia eucaristica' è stata proseguita sull'altare dal cardinale Giovanni Battista Re, per evitare che Papa Francesco si affaticasse. Il cardinale Re ha anche benedetto ed incensato la salma del Papa emerito.

Le preghiere dei fedeli, dopo l'omelia, sono state dedicate al Papa emerito. In lingua tedesca, una di queste recitava: "Per il Papa emerito Benedetto, che si è addormentato nel Signore: l'eterno Pastore lo accolga nel suo Regno di luce e di pace". Durante la Messa, si è verificato lo scambio del gesto della pace tra i fedeli, un rito ripristinato dopo essere stato evitato a causa della pandemia.

Con l'ultima "Commendatio et Valedictio", ovvero l'ultima "Raccomandazione e commiato" proprie dei riti funebri, si è conclusa la solenne celebrazione dei funerali. Papa Francesco ha pronunciato le preghiere previste dal messale, chiedendo ai fedeli di pregare per l'anima del Papa emerito e affidandolo "a Dio, Padre misericordioso e grande nell'amore". Il Papa, in latino, ha pregato anche affinché Dio "conforti la Chiesa che, pellegrina nel tempo, attende la venuta del Signore".

Al termine della messa, una banda bavarese ha suonato i propri inni in via della Conciliazione, mentre uomini e donne in abiti tradizionali (tracht e dirndl) formavano un corteo. Tra la folla, due suore mostravano fogli in cui chiedevano a Papa Francesco di rendere santo Benedetto XVI. Rosy Bindi ha commentato che Papa Ratzinger, sebbene sembrasse riservato, timido e schivo, manifestava una grande capacità di accoglienza, di ascolto e di rapporti umani, sottolineando la continuità tra i due Papi nel richiamo a una Chiesa accogliente e non chiusa in sé stessa.

La Tumulazione nelle Grotte Vaticane

Dopo i funerali tenuti sul sagrato della Basilica di San Pietro, la salma di Benedetto XVI è stata tumulata nelle Grotte Vaticane. La tomba, con tutta probabilità, potrà essere visitabile da domenica, dopo il completamento di una serie di lavori, come comunicato dal portavoce del Vaticano, Matteo Bruni.

Il Rito Privato e la Preparazione

La cerimonia di tumulazione si è svolta in forma privata e con la sola presenza di alcuni porporati e delle persone più vicine al Papa emerito, tra cui il suo segretario particolare, Georg Gänswein. La bara di semplice cipresso, che ospitava le spoglie mortali di Joseph Ratzinger, è stata trasportata in quella che fu, in un primo momento, la tomba di San Giovanni Paolo II, come esplicitamente richiesto dallo stesso Papa Emerito.

Il rito dell'inumazione, così come la messa funebre, ha ricalcato quasi completamente le modalità utilizzate per i papi regnanti. All'interno della bara sono state inserite le medaglie e le monete coniate durante il pontificato di Benedetto XVI, i Pallii (le vesti da lui indossate nelle funzioni liturgiche nel corso della sua carriera ecclesiastica da arcivescovo metropolita di Monaco e di Roma) e il cosiddetto "Rogito", un testo che descrive in breve il pontificato di Papa Ratzinger, conservato in un cilindro di metallo.

Durante il rito conclusivo, al feretro sono stati apposti i sigilli vaticani e alcune fasce. La bara di legno di cipresso è stata quindi adagiata in una cassa di zinco e poi in una di noce. Solo a quel punto è stata collocata nella tomba, ricavata nel pavimento all'interno di una nicchia con l'immagine della Madonna. Infine, la tomba è stata chiusa con una lastra di marmo ed è stato stilato l'atto notarile.

Tomba di Benedetto XVI nelle Grotte Vaticane

Aneddoti e Rivelazioni Post-Mortem

Le Volontà Testamentarie di Benedetto XVI

Il Papa emerito Benedetto, tra le sue volontà, espresse anche quella di distruggere ogni tipo di scritto privato dopo la sua morte. Lo ha rivelato il suo segretario particolare, monsignor Georg Gänswein, nel libro scritto a quattro mani con il giornalista e scrittore Saverio Gaeta, dal titolo "Nient'altro che la verità", nelle librerie in quei giorni.

Gänswein ha rivelato: "Ho ricevuto da lui istruzioni precise con indicazioni di consegna che mi sento obbligato a rispettare, sulla biblioteca, sui manoscritti dei libri" e sulla "documentazione relativa al Concilio e alla corrispondenza".

Le Dichiarazioni di Monsignor Georg Gänswein

Monsignor Georg Gänswein, segretario particolare di Ratzinger, ha espresso in un suo libro di sentirsi un "prefetto dimezzato". Nelle sue memorie, riferisce di essere rimasto "scioccato e senza parole" quando Papa Francesco gli avrebbe detto: "Lei rimane prefetto ma da domani non torni al lavoro". Benedetto XVI, "tra il serio e il faceto", avrebbe commentato la situazione con Gänswein dicendo: "Penso che papa Francesco non si fidi più di me e desideri che lei mi faccia da custode".

Gänswein ha anche voluto chiarire che "gli spazi personali degli ultimi Pontefici" sono stati "equivalenti a quelli di Francesco nell'appartamento di Santa Marta". Ha sottolineato di voler riferire ciò "senza alcuna polemica" ma per spiegare che non era corretto, soprattutto nei primi tempi, contrapporre Papa Francesco e Papa Benedetto per la diversa scelta dell'abitazione.

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