Il Cristianesimo è la religione che riconosce Gesù Cristo come il Figlio di Dio e il Salvatore del mondo. Gesù, appartenente al popolo ebraico, iniziò una predicazione pubblica verso i trent'anni, dopo aver ricevuto il Battesimo di Giovanni, annunciando: "Dio vi chiama a convertirvi, a credere in lui e a entrare nel suo Regno".
Origini e Fondamenti del Cristianesimo
Il ministero di Gesù si rivolse a tutti, ma fin dall'inizio egli si circondò di discepoli e collaboratori particolari. Dopo aver pregato il Padre, chiamò a sé quelli che volle e ne costituì dodici, "perché stessero con lui e per mandarli a predicare" il suo messaggio (cfr. Mc). Diede loro il nome di apostoli, cioè "inviati", e li mandò a predicare e a compiere opere di guarigione. All'interno del gruppo apostolico, dedicò particolare attenzione a Pietro, al quale affidò la direzione e la custodia di tutti coloro che avrebbero creduto in lui. A Pietro e ai Dodici diede il comando e il potere di compiere gesti di guarigione e di liberazione dal male.
Nell'imminenza della sua passione, Gesù promise ai suoi discepoli una particolare assistenza dello Spirito Santo, per illuminarli e per farne i suoi testimoni (cfr. Gv). Dopo essere stato crocifisso, morto e sepolto, e dopo la sua risurrezione, diede loro il potere di perdonare i peccati. Gli Apostoli iniziarono la loro missione il giorno di Pentecoste, quando ricevettero il dono dello Spirito Santo, annunziando con franchezza la risurrezione di Gesù e la salvezza offerta in lui (At). Coloro che accettarono la testimonianza degli Apostoli e ricevettero il Battesimo formarono il primo nucleo della Chiesa, il nuovo popolo di Dio, da lui convocato.
Le prime comunità cristiane non si considerarono una nuova religione; piuttosto, esse riconobbero in Cristo il Messia che era stato promesso nell'Antico Testamento e si riconobbero come il resto fedele del popolo d'Israele (cfr. 2Cor; 1Gv), all'interno del quale permanevano e con il quale pregavano. Accanto ai libri sacri del popolo ebraico, si venne formando a poco a poco un complesso di scritti "cristiani": i Vangeli e gli Atti degli Apostoli, le lettere, soprattutto quelle di San Paolo, l'Apocalisse. In assenza degli Apostoli, e soprattutto dopo la loro morte, la loro lettura divenne parte integrante della preghiera liturgica. La comunità dei discepoli di Cristo si radunava attorno agli Apostoli; gli stessi Apostoli imponevano però le mani ad alcuni tra i discepoli per renderli partecipi del loro ministero, che così si perpetuava nella vita della Chiesa (cfr. At; 1Tim; 2Tim) in coloro "che già anticamente sono chiamati Vescovi, presbiteri, diaconi".

Diffusione e Sviluppi Storici del Cristianesimo
In pochi anni la fede cristiana si diffuse in Asia e in tutti i maggiori porti del Mediterraneo, iniziando a penetrare all'interno dei continenti. Il rifiuto nei confronti di Cristo da parte dei Giudei divenne poi poco a poco rifiuto e persecuzione anche di coloro che credevano in lui. Tra il V e il X secolo maturò la separazione tra le Chiese Orientali e la Chiesa di Roma, a causa soprattutto di rivalità umane, di nazionalismi e di incomprensioni, non senza colpa da entrambe le parti.
Nei medesimi secoli la società cristiana si trovò di fronte all'espansione vittoriosa dell'Islam in Asia, Africa ed Europa. Il mondo cristiano fu messo nuovamente alla difensiva dalle invasioni dei Mongoli che, nel XIII secolo, si spinsero fin nel cuore dell'Europa e dissiparono la presenza cristiana in Asia. Nei primi secoli del II millennio, tuttavia, la Chiesa occidentale poté dedicarsi alla trasformazione della società contemporanea, e la fede conobbe grandi sviluppi sociali e mistici, suscitando movimenti e opere d'arte.
Nel trapasso dal Medioevo all'Età Moderna si fece sentire universalmente in Europa la necessità di un rinnovamento "che fosse a un tempo purificazione di costume, rinascita spirituale e adeguamento alle esigenze di un umanesimo consapevole". La Breccia di Porta Pia (1870) costrinse la Chiesa a interrompere il Concilio Vaticano I, ma ne iniziò un cammino di purificazione evangelica e di libertà dai condizionamenti temporali.
Dottrine Fondamentali e Convergenze Cristiane
Il Cristianesimo crede in un solo Dio, vivo e vero, onnipotente, eterno, misericordioso, perfettissimo. Dio è conoscibile da parte degli uomini (cfr. Rm), e nel suo amore si è fatto vicino all'umanità, prima manifestando il suo amore e rivelandosi al popolo ebraico, e poi inviando ad esso e a tutta l'umanità il suo Figlio. Coloro che credono in Cristo e accettano il Battesimo entrano a far parte della comunità della Chiesa. Il cristiano vive un'intensa vita di preghiera, scandita dalla "formula" che Gesù stesso ha insegnato, il Padre Nostro, e dal ritmo del culto domenicale, con la celebrazione dell'Eucaristia nel giorno della risurrezione di Gesù. I cristiani professano la speranza della vita eterna, nella quale ognuno riceverà la retribuzione di quanto fatto, nel bene e nel male; gli stati di vita beata e dannata sono detti Paradiso e Inferno; il cattolicesimo conosce anche lo stato non permanente del Purgatorio. Il Cristianesimo ha la consapevolezza di avere un carattere universale e definitivo: è cosciente di essere "l'autorivelazione di Dio definitiva, essenzialmente insuperabile, esigente validità esclusiva e universale per tutti gli uomini di tutti i tempi".

Convergenze Essenziali della Fede Cristiana
Tutti i cristiani, ortodossi, cattolici e protestanti, condividono una comune fede cristiana che, nelle cose essenziali, è espressa con le stesse parole e ha il suo centro e il suo fondamento in Gesù Cristo. Questa fede comune include:
- La fede in Gesù Cristo, unico Signore e salvatore, uomo fra gli uomini e insieme Figlio di Dio e Dio. Nato da donna, è stato crocifisso, è morto e risuscitato per la nostra salvezza, per liberarci dal male.
- La fede in un solo Dio creatore, che si è fatto conoscere e si è rivelato nella storia, al popolo di Israele, parlando per mezzo dei profeti e compiendo la sua rivelazione in Cristo. È il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, che preghiamo con le parole del Padre nostro.
- La fede nello Spirito Santo, ovvero lo Spirito divino presente nell'universo, la mano di Dio nella storia. Dio che chiama, che opera, che dà vita. Lo Spirito che con il Padre e il Figlio forma la Trinità, dove le tre persone sono distinte, eppure un solo Dio.
A queste convergenze essenziali si aggiunge un vasto patrimonio di fede comune, che viene tuttavia definito o vissuto in modi diversi nelle diverse chiese. Unite nelle concezioni di fondo, esse spesso divergono nell'interpretazione e nell'applicazione alla vita dei credenti.
Questo patrimonio include:
- La Sacra Scrittura dell'Antico e del Nuovo Testamento, come luogo della rivelazione di Dio in Gesù Cristo e come unico racconto della storia che Dio ha vissuto con gli umani, dalla chiamata di Abramo alla storia di Gesù, alla sua nascita, parole e opere, fino alla croce, alla risurrezione e alla prima missione apostolica.
- I due sacramenti del Battesimo e della Cena del Signore, o Eucaristia. Vi è un solo Battesimo, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che le chiese riconoscono, così che un cattolico che entri a far parte della chiesa protestante (o viceversa) non viene ribattezzato. Nelle chiese evangeliche battiste il battesimo è tuttavia amministrato solo ai credenti adulti. Vi è anche una sola Cena del Signore, che è parte essenziale della celebrazione cultuale, e che dovrebbe essere, ma non è ancora, un segno di unità, in quanto alcune chiese, fra cui quella cattolica, non ammettono alla loro celebrazione eucaristica i fratelli e le sorelle delle altre chiese.
- La via del cristiano, ovvero una vita coerente con la fede. In tutte le chiese ci si aspetta che il cristiano viva in modo coerente, nella fede, nella speranza e nell'amore. La professione della fede non può essere separata da un comportamento etico corrispondente.
- La Chiesa, come comunità dei credenti, può essere concepita in modi diversi (è qui che troviamo le differenze maggiori), ma la Chiesa resta per tutti la realtà centrale del raccogliersi insieme del popolo di Dio, per la celebrazione domenicale e per la realizzazione delle opere comuni di servizio al mondo.
- Infine, l'apertura al futuro, al regno di Dio, la tensione verso il compimento finale dei tempi, quando le promesse che Dio ha fatto per mezzo dei profeti e di Gesù Cristo saranno alla fine realizzate.
Le Grandi Tradizioni Cristiane e le Loro Specificità
Nel mondo cristiano si sono sviluppate diverse tradizioni principali: il Cattolicesimo, le Chiese Ortodosse e il Protestantesimo, ciascuna con le proprie strutture, dottrine e pratiche specifiche.
Le Chiese Ortodosse: Struttura e Autonomia
Le Chiese Ortodosse sono emanazioni delle chiese di lingua greca, nate originariamente nel territorio dell'Impero Romano d'Oriente. A differenza di quanto accadde in Occidente, per quanto la chiesa greca assumesse rilevanza particolare, essa non fu mai in grado di imporre la propria supremazia sulle chiese "sorelle", che rimasero autocefale. Allo stesso modo, anche le chiese fondate da missionari ortodossi (specialmente fra le popolazioni slave) si resero rapidamente autonome dalle rispettive chiese-madri, considerandosi allo stesso loro livello. Fra queste la più importante è indubbiamente la Chiesa Ortodossa Russa.
Le Chiese Evangeliche: Un Cristianesimo "Emendato"
Le chiese evangeliche vivono un cristianesimo "emendato" o purificato, che ha eliminato dottrine, devozioni e riti considerati aggiuntivi e non conformi al messaggio biblico originario. Con molta probabilità alla domanda: "Cosa sa dei protestanti?", la prima cosa che la gente comune risponderà è che non accettano la figura del Papa. È importante sottolineare che cattolici e protestanti condividono una comune fede cristiana, ma differiscono su alcuni aspetti dottrinali e pratici. Ad esempio, nelle chiese evangeliche battiste il battesimo è somministrato solo ai credenti adulti, a differenza della pratica cattolica e di molte chiese protestanti che battezzano anche i neonati.
Il Papato: Un Punto di Disaccordo Fondamentale
La figura e la funzione del Papa, come definite dalla Chiesa Cattolica, rappresentano la differenza più vistosa e centrale rispetto alle altre confessioni cristiane. Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica (paragrafi 880-882 e 891), Cristo istituì il collegio dei dodici apostoli, del quale mise a capo Pietro, stabilendolo pastore di tutto il gregge. Questo ufficio pastorale, suo e di tutti i vescovi e dei suoi successori, "costituisce uno dei fondamenti della chiesa".
Il Papa, pertanto, come Vescovo di Roma e successore di San Pietro, è "il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli". Egli è "vicario di Cristo e pastore di tutta la chiesa, ha sulla chiesa potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente". Inoltre, il Papa è infallibile quando proclama "con un atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale". A lui spetta di governare la chiesa nel quadro della collegialità episcopale, di approvare la nomina dei vescovi e di dire l'ultima parola in fatto di dottrina e morale. Il Papa è considerato superiore anche al Concilio, l'assemblea straordinaria di tutti i vescovi.
Queste affermazioni non sono condivise dalle altre chiese cristiane, né dai protestanti, né dagli ortodossi. Nessun'altra chiesa cristiana accetta l'autorità del Papa, né è disposta a riconoscerla nella forma con cui viene oggi esercitata. Questa questione del papato e della sua autorità è un punto serio e qualificante, forse il più serio di tutti, che fa da ostacolo all'unità e spesso persino alla comunione dei cristiani.

Il Fondamento Biblico del Papato
Secondo le altre confessioni cristiane, al papato, soprattutto nella definizione che ne dà oggi la chiesa cattolica, manca un esplicito fondamento biblico. Nelle pagine del Nuovo Testamento, leggendo le storie di Gesù con i suoi discepoli e le vicende della prima missione di Pietro e poi di Paolo, non si trovano ordini, prescrizioni o suggerimenti che indichino come debba essere governata la chiesa, né una forma di sacerdozio istituita. In particolare, del papato, negli scritti del Nuovo Testamento, non se ne parla, né nella sua forma attuale, né in forme più blande o simboliche.
Anche il famoso passo del "Tu sei Pietro e su questa pietra io fonderò la mia chiesa" (Matteo 16,18) e "Ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto nei cieli" (Matteo 16,18-19) viene interpretato diversamente. La pietra e le chiavi, il legare e lo sciogliere sono metafore. Secondo questa interpretazione alternativa, con quelle parole Gesù risponde a Pietro che aveva confessato la sua fede, e in quel momento nasce la nuova comunità di coloro che credono in lui. Pietro, come primo e (allora) unico credente, rappresenta in sé tutta la chiesa, alla quale Gesù consegna un'autorità e una responsabilità effettive. Non risulta che esse volessero indicare la costituzione di un'autorità unica affidata a Pietro (e ai suoi successori) in quel tempo e per i duecento anni successivi.
Pietro fu indubbiamente un personaggio chiave della prima missione cristiana, leader e spesso portavoce del gruppo dei dodici apostoli, a cui si faceva riferimento come a un'autorità di fatto, ma non come al primo papa o a un'autorità formale e definita, né, strettamente parlando, come un "vescovo". La sua funzione di iniziativa e di guida si sarebbe conclusa abbastanza presto, quando Paolo gli sarebbe subentrato come figura centrale. La transizione da Pietro a "successori" è considerata una fantasia storica, poiché di tale autorità da trasmettere e della sua trasmissione non si trova traccia nella storia della chiesa antica.
Il Papato come Realtà Storica
Nei duemila anni di storia cristiana, il papato è stato una grande realtà storica, religiosa e politica che ha segnato momenti significativi della storia dell'Occidente. Tuttavia, è considerato una realtà storica e non una questione di fede dalle altre confessioni. Fu infatti nel corso della storia che il vescovo di Roma, a partire dal IV secolo, vide accrescere la sua autorità sia in campo ecclesiale, essendo il solo patriarca di tutto l'Occidente, sia in campo politico, per il venir meno di altri poteri e per il valore simbolico della città di Roma. Fu la storia a creare e consolidare il papato, fino a farne una delle istituzioni forti dell'Occidente, accreditandolo come un'istituzione ovvia e necessaria. Su questa base storica si argomenta spesso sull'opportunità pratica di un ministero di unità e di governo della chiesa. Tuttavia, ci si può domandare, sempre sul piano empirico, se il papato non sia stato storicamente un fattore di divisione piuttosto che di unità.
Inoltre, viene sollevata la questione se alla chiesa cristiana sia davvero necessario un governo centrale, come se fosse uno Stato, e se sia davvero utile. Se si paragonano il cattolicesimo con le altre confessioni cristiane e con religioni storiche come l'ebraismo, l'islam o il buddhismo, si nota che nessuna di esse dispone di proprie strutture centralizzate e universali, di governo o di magistero, senza che tale "vuoto" abbia impedito a ciascuna di esse di conservare la propria fede e cultura specifica, e anche la sua unità sostanziale. Nel mondo delle religioni, il cattolicesimo romano è il solo ad avere un governo centrale. Detto questo, rimane ancora aperto il problema dell'unità della chiesa e degli strumenti per realizzarla. La questione del papato si riduce, alla fine, alle diverse risposte che si possono dare alla domanda: in che modo si governa la chiesa? Qual è il modello, se un modello esiste, su cui uniformare le strutture delle chiese cristiane?
CATTOLICI e ORTODOSSI - 10 Differenze
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