L'arte, in tutte le sue forme, continua a evolversi, abbracciando nuove tecnologie e modi di espressione per coinvolgere il pubblico in esperienze sempre più immersive. L'uso della luce come mezzo artistico e le iniziative volte a valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso l'innovazione tecnologica sono al centro di questo dinamico panorama.
La Luce come Mezzo Espressivo: Percorsi Storici e Tecnologici
La luce, invisibile di per sé ma rivelatrice degli oggetti che illumina, ha affascinato gli artisti fin dalle prime sperimentazioni. Forse il primo a farne uso in modo innovativo fu László Moholy-Nagy, artista del Bauhaus. Con il suo Modulatore Spazio-Luce del 1930, Moholy-Nagy provò a frammentare il fascio luminoso prodotto da alcune lampadine inserite in una scultura cinetica. L’effetto erano proiezioni cangianti sulle pareti con forme casuali ma dotate di una loro geometria, creando disegni e figure.
Dalle Sperimentazioni al Neone Artistico
Facciamo un passo indietro per riprendere il discorso di Lucio Fontana, la cui opera del 1951 costituisce un capolavoro della light art. Si tratta di un tubo di neon lungo circa 130 metri, aggrovigliato come uno scarabocchio di luce fatto in aria. La neon art, però, non è solo numeri e parole. Più prolisso fu Bruce Nauman che con il neon, oltre a figure umane, ha trascritto ben cento modi di vivere e morire. Nelle installazioni di Dan Flavin, le lampade misurano lo spazio dando ritmo e colore, mentre James Turrell è un altro mago delle superfici luminose: ogni parete o foro nel muro riflette o trasmette la luce alle superfici adiacenti, con risultati sorprendenti.
L'origine di queste tecniche risale a molto prima. Nel 1912 Georges Claude inventò il neon, e successivamente Jacques Fonseque ne sdoganò l'utilizzo in ambito pubblicitario, modificando per sempre l’aspetto notturno delle città europee e poi di quelle statunitensi. Negli ultimi anni, la tecnologia ha offerto agli artisti nuove sorgenti luminose da utilizzare nei modi più disparati, spingendo il pensare fuori dagli schemi e la ricerca di spunti esterni per trasformare il lavoro in arte.
La "Luce Nera" e le sue Applicazioni
Ma come fa la luce ad essere nera? In realtà, la luce non ha nessun colore; è invisibile, e noi vediamo non la luce stessa ma gli oggetti che essa illumina. Nel caso della luce nera, la cosa curiosa è che non illumina nulla se non ciò che è fluorescente. Una delle applicazioni più emozionanti è quella del teatro nero, spettacoli di danza illuminati con luce ultravioletta in cui i corpi sono visibili solo per le porzioni con costumi fluorescenti, un effetto simile a quello che si può osservare in discoteca.

"Napoli rivive la grande scena" all'Università Suor Orsola Benincasa
L'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha ospitato la mostra «Napoli rivive la grande scena», un progetto multimediale accattivante che ha trasportato la fantasia degli spettacoli teatrali storici nell'oggi. Aperta dall'11 gennaio al 12 febbraio, l'esposizione ha offerto ai visitatori un viaggio immersivo nel mondo del teatro ottocentesco napoletano.
Il Camerino Virtuale e i Capolavori del Passato
Tra le curiosità più affascinanti della mostra, il «camerino virtuale» permetteva di spostare una tenda e piombare in un mondo di meraviglie. Sullo sfondo di un panorama di campagna francese, in una teca di vetro un ologramma con il volto e le sembianze del Visconte di Sirval accoglieva i visitatori. Al centro, il proprio volto in abiti d'epoca ridava vita a Linda, la «Linda di Chamounix» di Donizetti, in scena al San Carlo il 30 ottobre 1843. Questa esperienza interattiva permetteva al pubblico più giovane e curioso di interagire facilmente con i capolavori del passato, riproponendo la Napoli capitale del teatro e della musica in tre dimensioni: quella antica, quella attuale e quella del futuro, grazie al laboratorio delle “Scienze nuove” che ha lavorato al progetto.
Bozzetti e Costumi Storici Ricostruiti
La mostra ha esposto un centinaio di bozzetti dalla preziosa collezione Pagliara, insieme a una decina di costumi realizzati con l’estro di Odette Nicoletti proprio da quegli antichi disegni. Tra questi, la Farfalla con le sue ali di tulle ricamato, la Carpa con il volto fatto di squame metalliche leggerissime, il Genio del Male con la calzamaglia e il corpetto ricamati di perle, e la Regina Gialla con il suo copricapo altezzoso. Questi abiti preziosissimi sono stati ricostruiti nella sartoria Peruzzi di Roma con materiali e tessuti antichi, veli, ricami, gioielli e passamanerie, e indossati da manichini di cartapesta dipinti con il volto dei personaggi rappresentati.
Odette Nicoletti, celebre costumista per anni al San Carlo e fedele collaboratrice di Roberto De Simone, insieme al marito scenografo Mauro Carosi, ha indicato tecniche e materiali, facendo ricostruire ad abili artigiani il mondo teatrale dell’Ottocento napoletano e del San Carlo. Ha spiegato che è stato un lavoro lungo e complesso, partendo dalla scelta dei figurini, i più particolari e fantasiosi, per poi passare alla realizzazione, facendo in modo che questi costumi potessero essere indossati ai nostri giorni.

Un Progetto di Ampio Respiro
Il rettore Lucio D'Alessandro ha sottolineato l'iniziativa, inserita tra le manifestazioni del comitato nazionale Neapolis 2500, grazie al quale la mostra sarà portata prima a Strasburgo, poi a Praga e, forse, anche a Città del Messico, con l'attesa di un ritorno a Napoli. Il professor Pierluigi Leone de Castris, responsabile scientifico del progetto curato dalle storiche dell’arte Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro, ha notato che il San Carlo potrebbe essere un punto di riferimento naturale per un'esposizione anche permanente di questi materiali, in particolare dei costumi, che sono pezzi unici preziosissimi.
Partendo dai pezzi più particolari della collezione Pagliara, spesso oggetto di mostre, sono stati scelti un centinaio di pezzi. Per il progetto multimediale, l'attenzione è stata posta su opere o balli di cui il Suor Orsola conserva anche le scenografie, arrivando così alla «Linda» e a due balletti, «Talismano» di Giaquinto (1865) e «Ettore Fieramosca» (1837), ora utilizzati come base per la parte multimediale dell'esposizione. Il ministro della Cultura, Giuli, ha individuato in questo progetto «la crescente consapevolezza del grande “capitale” storico e identitario di Napoli che rappresenta un motore di crescita e innovazione per l’Italia intera». Per Michele di Bari, prefetto di Napoli e presidente del comitato nazionale Neapolis 2500, «i figurini teatrali non sono soltanto opere d’arte: sono tracce vive della creatività napoletana che, per secoli, ha contribuito a definire l’immaginario dell’opera italiana nel mondo».
Fondazione TIM e il Bando "VIVERE L’ARTE"
Fondazione TIM presenta VIVERE L’ARTE, un nuovo bando nell’ambito Arte e Cultura. L'obiettivo è dare un'opportunità a chi opera nel settore artistico e culturale per incentivare l’avvicinamento e una partecipazione attiva di tutti i cittadini alla Cultura e al ricco patrimonio artistico italiano, realizzando esperienze nuove di fruizione dei contenuti culturali.
Fondazione TIM intende sostenere progetti in cui la tecnologia sia un elemento distintivo, un’opportunità per la creazione e personalizzazione di soluzioni per i diversi target di pubblico. Il fondo erogativo totale stanziato da Fondazione TIM per il bando è pari a 350.000 Euro. In caso di esito positivo della selezione, Fondazione TIM accorderà uno o più contributi economici per un importo complessivo fino a 350.000 euro. L’importo o gli importi erogati dovranno corrispondere a non oltre l’80% del costo complessivo del progetto/dei progetti.
Festival della Luce in Italia: Esempi di Valorizzazione Artistica
In Italia, diverse manifestazioni celebrano l'arte della luce, trasformando città e paesaggi in gallerie a cielo aperto.
Light is Life. Festa delle Luci A2A a Monte Isola
Si è conclusa, in un crescendo di pubblico e successo, la terza tappa di Light is Life. Festa delle Luci A2A che, dall’8 al 23 luglio, ha acceso Monte Isola. L'evento ha visto il segno dell’infinito ridisegnato da Michelangelo Pistoletto - opera luminosa emblema del coinvolgimento di un intero territorio - e le Ballerine di Angelo Bonello. Gli sbarchi serali sull’isola sono aumentati rispetto allo scorso anno e gli alberghi e i ristoranti sono stati presi d’assalto.
Il Terzo Paradiso luminoso di Pistoletto, connesso idealmente a tutte le 1600 installazioni ed eventi distribuiti nel mondo, è stato composto da 16 cumuli di reti colorate - tanti quanti i comuni del Lago d’Iseo - attraversati e uniti da un perimetro a led che delinea la celeberrima rivisitazione del segno matematico dell’Infinito. L’opera, che ha messo in scena e spettacolarizzato la rete, simbolo della tradizione artigiana locale e attuale distretto economico di rilievo internazionale, è realizzata con materiali di riuso: le reti prodotte sull’isola e le luci a led dismesse dalle opere di Light is Life, come segno di infinita rinascita.
Per l’occasione, anche Floating Ballerina e Ballerina Sequence, le due opere simbolo di Angelo Bonello, hanno danzato come se la loro energia vitale provenisse dal Terzo Paradiso. Le 20 silhouette di Ballerina Sequence, installate sulla riva, hanno stretto un serrato dialogo con la Floating Ballerina, che durante i weekend si è mossa sulle acque del lago, ricreando una danza suggestiva. L'evento è frutto di un’articolata collaborazione tra Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, A2A e la Fondazione Banco dell’Energia. La direzione artistica è stata affidata ad Angelo Bonello, mentre Fortunato D’Amico è stato il curatore del Terzo Paradiso dell’Energia a Monte Isola. Il progetto ha coniugato il gesto creativo e artistico alla diffusione della consapevolezza sulle tematiche ambientali e sulle reti di cooperazione territoriale e sociale.
Il progetto, fortemente voluto da A2A e Fondazione Banco dell’Energia Onlus in collaborazione con Cittadellarte - Fondazione Pistoletto e con il coordinamento di The Round Table, continuerà a stimolare l’attenzione sui temi cardine del nostro presente e futuro, come la povertà energetica, il processo di transizione verso le energie rinnovabili e l’economia circolare. A partire da settembre 2023, i materiali che hanno composto il Terzo Paradiso dell’Energia saranno riutilizzati per realizzare una o più opere site specific da lasciare a Monte Isola in modo permanente, grazie a un programma di residenza artistica curato da Cittadellarte. Sempre a settembre a Monte Isola avrà luogo il primo Forum dedicato all’energia per favorire la nascita di una comunità energetica del Lago d’Iseo. In autunno è inoltre previsto un incontro con la comunità professionale degli Architetti di Brescia e Bergamo per confrontarsi su come l’arte contemporanea possa attivare e accompagnare progetti di rigenerazione urbana e di edilizia sostenibile. Proseguiranno anche incontri e attività laboratoriali negli istituti primari e secondari di primo grado dei comuni del Lago d’Iseo.

Altre Manifestazioni e Festival della Luce
- Luci d’Artista a Torino: La città ospita, da ormai ventidue edizioni, questa manifestazione che raccoglie sin dalle origini installazioni luminose di pionieri di questa pratica artistica, tra cui Daniel Buren, Michelangelo Pistoletto e Mario Merz.
- CidneON, il Festival Internazionale delle Luci a Brescia: Qui l’intero castello si accende di installazioni, videoproiezioni e mapping, opere interattive e molto altro, offrendo un'esperienza luminosa mozzafiato.