La semantica, ovvero la grammatica dei significati, non è un territorio suddiviso in compartimenti stagni, bensì un continuum fluido e variabile. Per comprendere a fondo il concetto di indulgenza, è necessario analizzare il suo campo semantico e confrontarlo con termini apparentemente affini, esplorando le sfumature che distinguono il perdono da altre attitudini umane.

L'indulgenza nel campo semantico
Secondo il Dizionario Garzanti dei sinonimi e dei contrari, l'indulgenza è considerata sostituibile con una serie di termini: clemenza, comprensione, condiscendenza, tolleranza, benevolenza, benignità, misericordia e longanimità. Sebbene alcuni di questi siano al limite dell'accettabilità, essi descrivono l'atteggiamento di chi non si mostra severo, ma comprensivo verso qualcuno che ha commesso un errore, un peccato o una scorrettezza.
In questo vasto ambito, l'indulgenza - insieme alla comprensione - è la parola che occupa lo spazio più ampio. Tuttavia, ogni termine citato possiede contorni specifici:
- Clemenza: È propria soltanto di chi detiene un potere reale e stabile, a differenza dell'indulgenza, che può essere manifestata anche da chi possiede solo un vantaggio morale episodico.
- Condiscendenza: Si distingue dall'indulgenza poiché spesso si accompagna a un'ostentazione di superiorità, risultando talvolta fastidiosa.
- Misericordia: Confina più con la pietà e può essere rivolta anche a chi non ha commesso alcuna colpa, ma si trova semplicemente in una situazione di bisogno.
- Benevolenza e benignità: Si collocano ai margini, poiché descrivono un'inclinazione caratteriale a trattare bene il prossimo, a prescindere dall'esistenza di colpe o errori da perdonare.
- Longanimità: Parola rara e colta, richiama la magnanimità e la pazienza, implicando una costante e duratura inclinazione a guardare con favore l'inferiore.
Il confine tra tolleranza e indulgenza
Sebbene la tolleranza sia spesso accostata all'indulgenza, essa opera in spazi diversi. La tolleranza è tipica di chi rispetta un atteggiamento diverso dal proprio, pur non considerandolo sbagliato. L'indulgenza, invece, riconosce l'errore, ma sceglie di scusarlo, mite nella determinazione della pena o giungendo persino a revocarla.
Inoltre, la tolleranza possiede accezioni tecniche e scientifiche - legate al concetto di sopportazione e resistenza - che sono del tutto estranee all'indulgenza. Il legame tra tolleranza e sopportazione emerge chiaramente anche nell'uso degli aggettivi derivati:
| Termine | Valenza attiva/passiva | Significato |
|---|---|---|
| Tollerante | Attivo | Soggetto che tollera |
| Tollerabile | Passivo | Qualcosa che può essere sopportato |
È importante notare che se essere intollerante è un giudizio su un comportamento, definire qualcosa come intollerabile si riferisce alla sua natura di non poter essere sopportato, non alla mancanza di tolleranza del soggetto.
Conclusioni sull'uso dell'indulgenza
L'indulgenza esprime un atteggiamento di comprensione e perdono, manifestandosi in chi giudica il comportamento imperfetto altrui. Essa comporta sempre una superiorità morale, anche temporanea, e una disponibilità alla giustificazione, arrivando, in ambito religioso, alla piena remissione della pena. Per quanto riguarda l'uso del verbo indulgere, occorre distinguere la forma intransitiva, che significa 'lasciarsi andare' o 'abbandonarsi', dalla sua costruzione sintattica.
tags: #sinonimo #di #perdono #indulgenza