La Chiesa valdese, parte integrante della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, è una realtà storica e profondamente radicata, le cui origini risalgono al XII secolo. Il suo organismo di massima autorità è il Sinodo, un'assemblea fondamentale che esprime l'unità di tutte le chiese e ne guida le attività, riflettendo un'ecclesiologia fondata su un sistema presbiteriano-sinodale.

Le Origini e l'Identità della Chiesa Valdese
La Chiesa valdese nacque a Lione nel XII secolo con gli insegnamenti di Valdo di Lione (1140 - 1206 circa) come risposta alla corruzione dell'epoca della Chiesa di Roma. Presenti in Italia dal XIII secolo, per secoli i valdesi furono oggetto di dure persecuzioni. Tra queste, particolarmente cruente furono quelle del XVII secolo nelle valli valdesi del Piemonte: le Pasque piemontesi del 1655, e le persecuzioni del 1686, sfociate nell'esilio e nel successivo Glorioso rimpatrio. Il 17 febbraio 1848, con le Lettere patenti, il re Carlo Alberto concesse i diritti civili ai valdesi.
I valdesi sono diffusi soprattutto in Piemonte, dove contano 41 chiese (120 in tutta Italia), di cui 18 nelle cosiddette valli valdesi, ed hanno il loro centro a Torre Pellice, in provincia di Torino. La città di Torino ha quattro chiese valdesi. A Roma le chiese sono due: quella storica e più antica di via IV novembre e quella di piazza Cavour, collegata alla Facoltà valdese di teologia. Da ricordare l'isola linguistico-religiosa di Guardia Piemontese in Calabria, dove la popolazione, pur non professando ormai più la fede riformata valdese a seguito della strage del 1561 ad opera dell'inquisizione romana, parla ancora un dialetto occitano.
Appartenenza Ecumenica e Simboli
La Chiesa valdese è parte della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, dell'Alleanza mondiale delle Chiese riformate, della World Communion of Reformed Churches e del Consiglio ecumenico delle Chiese.
Lo stemma valdese è il candeliere, di origine ignota, probabilmente in relazione con lo stemma dei conti di Luserna, antichi feudatari della Val Pellice. Compare per la prima volta in opere a stampa del XVII secolo. Le stelle sono quasi sicuramente un riferimento alla visione dell'Apocalisse (cap. 1, vers. 20) che le identifica con gli angeli o pastori delle sette chiese. Molto probabilmente i valdesi del XVII secolo hanno tratto quest'idea dal blasone dei conti di Luserna, allora signori della val Pellice, che per questo si chiamava val Luserna fino al tempo della Rivoluzione francese.

Il Sinodo Valdese: Funzioni e Struttura Organizzativa
Le Discipline vigenti nell’ordinamento valdese definiscono il Sinodo come l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività, esso agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.
Il Sinodo è costituito dai deputati delle chiese locali, da un numero equivalente di pastori e pastore e dai responsabili di particolari settori di attività. Si riunisce ogni anno a Torre Pellice, nelle Valli Valdesi, in provincia di Torino, a partire dalla domenica che precede l’ultimo venerdì di agosto. I lavori si svolgono secondo un modello di confronto assembleare, nella consapevolezza che l’azione dello Spirito guidi le decisioni condivise.
A prendere parte al Sinodo, come prevede il regolamento, sono circa 180 membri deliberativi, accompagnati da un nutrito numero di membri consultivi. Un aspetto peculiare è il bilanciamento tra pastori e laici: il numero di laici deve essere almeno pari a quello dei pastori, che non possono essere mai presenti in maniera prevalente. Ciò garantisce una piena parità di ruoli, competenze e poteri.
L'organo che rappresenta la Chiesa verso lo Stato e le altre organizzazioni ecumeniche è la Tavola Valdese, composta da 7 membri e presieduta dal moderatore o moderatora.
Orientamenti Teologici ed Etici della Chiesa Valdese
Nell'esegesi biblica, la Chiesa valdese, nelle sue espressioni oggi ufficiali, rifiuta l'approccio letteralista o fondamentalista, accostandosi piuttosto ai testi della Bibbia con il metodo storico-critico.
I valdesi sono sempre stati impegnati a favorire la piena laicità dello Stato. La chiesa valdese si è pronunciata in senso fortemente contrario all'esposizione del crocifisso, e più in generale di ogni simbolo religioso, in luoghi pubblici.
Per quanto riguarda i cosiddetti "temi etici", i valdesi hanno favorito il dibattito su questioni quali omosessualità, aborto, testamento biologico ed eutanasia. Si è anche detta molto favorevole ai registri per il testamento biologico, che in molte città sono gestiti dalle comunità valdesi.
Nella Chiesa valdese di oggi è largamente prevalente un'apertura ai temi dell'omoaffettività. Il Sinodo valdese, a larga maggioranza, ha deliberato in favore della benedizione delle coppie omosessuali. La Chiesa valdese si impegna attivamente nella lotta contro l'omofobia e nel supporto alle persone LGBT. Il dibattito sul tema dell'omosessualità avviene anche tramite la R.E.F.O.
A tale posizione si oppone un gruppo minoritario di dissenzienti, radunati nell'associazione Sentieri Antichi Valdesi, che si ritengono i più fedeli ai principi espressi dalla confessione di fede della Chiesa valdese e considerano l'omosessualità una "degenerazione" dell'ordinamento divino e un peccato dal quale il credente debba ravvedersi.
L'Impegno Sociale e la Diaconia Valdese
Resta forte l'impegno politico dei valdesi, i quali hanno partecipato attivamente al Risorgimento e alla Resistenza. Esponenti della chiesa - tra i quali spesso anche pastori (come Tullio Vinay, Lino De Benetti e Domenico Maselli negli ultimi anni) - sono stati eletti al Parlamento italiano.
Le Chiese locali hanno diverse attività di solidarietà con singole persone o gruppi, mentre la Diaconia Valdese gestisce le attività più impegnative, come istituti per anziani, minori, disabili, interventi di housing sociale, accoglienza di immigrati e profughi. Un impegno importante è quello dell'accompagnamento all'inserimento delle persone che arrivano in Italia attraverso i Corridoi umanitari (progetto creato una decina di anni fa dalle Chiese evangeliche insieme alla Comunità di S. Egidio).
Nel dibattito sinodale è stato notato come queste attività diaconali diventino sempre più necessarie in un'epoca di smantellamento dello stato sociale e di privatizzazione dei servizi essenziali. Il Sinodo ha preso atto che la Commissione Sinodale per la Diaconia intende continuare a lavorare soprattutto a sostegno delle persone fragili (anziane/disabili, migranti, nuove generazioni), approvandone e sostenendone l’impegno.
Il Sinodo esprime sincera preoccupazione per la situazione delle carceri del Paese, che si trovano in una situazione di sovraffollamento e degrado, rivolgendo un appello alle istituzioni della Repubblica affinché lo stato e la collettività si facciano carico, nello spirito proprio del dettato costituzionale (art. 27), della dignità dei detenuti.
Negli ultimi decenni si è sviluppato, nonostante le comprensibili diffidenze dovute alle vicende storiche, un dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica, il cui risultato più concreto è l'intesa sui matrimoni misti negli anni novanta.

Sinodi Esemplari: Temi e Momenti Salienti
L’evento Sinodale rappresenta un appuntamento fondamentale, perché ad essere centrale e determinante nella vita di questa realtà ecclesiale è proprio tutta la dinamica sinodale che ne pervade ogni aspetto. La moderatora della Tavola valdese, Alessandra Trotta, spiega che «Noi abbiamo un’ecclesiologia fondata su un sistema presbiteriano-sinodale e le nostre discipline affermano che il Sinodo rappresenta la massima autorità umana delle nostre Chiese ed esprime nel modo più compiuto la nostra unità».
Eventi Preparatori e Avvio del Sinodo
In preparazione al Sinodo, si svolgono diversi eventi preliminari. Un esempio di tali incontri include l'inaugurazione di una mostra sui 160 anni del metodismo in Italia, la presentazione di libri a tema come "La mia Emmaus. Storia di un pastore valdese" di Giorgio Tourn, e commemorazioni come l'incontro "Ricordando Paolo Ricca". Tradizionalmente, si tiene una giornata teologica, come quella intitolata a Giovanni Miegge, che ha affrontato il tema “Patti chiari. Dal Sinai al patto delle Nazioni Unite”.
Altri appuntamenti importanti sono "Frontiere diaconali", un incontro della CSD-Diaconia Valdese dedicato all'impegno diaconale nei servizi educativi, e il Pre-Sinodo della Fgei (Federazione giovanile evangelica in Italia). I lavori del Sinodo iniziano con il tradizionale corteo fino al tempio, seguito dal culto di apertura che include una predicazione. Le serate pubbliche, in alcune edizioni sperimentali, possono svolgersi in giorni diversi, ad esempio la domenica sera, affrontando temi di attualità come “Cerchiamo il bene della città?”
Il Sinodo del 2023: Accoglienza e Impegno Sociale
Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi si è ufficialmente aperto il 20 agosto 2023 a Torre Pellice (Torino). I lavori si sono protratti fino al 27 agosto. Nella sua predicazione, sul testo dal Vangelo di Luca (7:36-50), il pastore Sergio Manna ha citato Martin Lutero: “A ragione ebbe a dire una volta: ‘I peccatori non sono amati perché sono belli, essi sono belli perché sono amati’”. Il sermone ha parlato di accoglienza incondizionata, di perdono, di amore, di bellezza, di gesti amorevoli, di riconoscenza. L’atteggiamento di Gesù è stato descritto come un mirabile esempio di accoglienza positiva incondizionata, ciò che in termini teologici viene chiamato grazia.
Durante il culto è stato consacrato pastore Giovanni Bernardini e sono state accolte due pastore provenienti da chiese sorelle: Adriana Florea (dalla Chiesa evangelica di confessione augustana di Romania, nominata direttrice del centro ecumenico internazionale “Agape”, Prali) e Sara Mae Gabuyo (dalla United Methodist Church, presterà servizio presso la chiesa metodista di lingua inglese di Roma Ponte S. Angelo). Fra le personalità religiose e laiche, era presente al culto inaugurale anche il cattolico monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo. Dopo il culto, il Sinodo si è riunito in aula sinodale sotto la presidenza di Giovanna Vernarecci di Fossombrone, vice presidente Daniele Palermo.
La serata pubblica del 21 agosto ha avuto per titolo: “Oppressione, resilienza, trasformazione: donne nello spazio pubblico” con interventi di Cecilia Strada, Annalisa Camilli, Asmae Dachan, Daniela Di Carlo, e la conclusione di Alessandra Trotta, moderata da Susanna Ricci.
Fra i temi portanti del Sinodo 2023, l’impegno della chiesa nella società, la fede, l’etica, il ruolo delle donne nei ministeri e nella vita politica, religiosa, sociale, culturale. Al centro dei lavori sinodali c’è stato anche l’esame approfondito del cammino compiuto fin qui dalle Chiese e un’analisi attenta dell’operato degli organi che annualmente vengono incaricati di governare e di assumere decisioni per il bene della collettività. Una parte centrale di questi lavori è stata dedicata al tema della pace, con il forte desiderio delle Chiese di trovare il modo per pacificare il mondo. Una preoccupazione particolare della Tavola Valdese è stata l’uso strumentale della Bibbia in diversi conflitti armati, citando la presunta volontà del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe per avallare politiche di nazionalismo etnocentrico.
Un'altra sfida affrontata è stata la crisi di vocazioni, soprattutto per quanto riguarda i ministeri permanenti, interrogandosi su come la dimensione del vivere oggi stia rendendo più difficile l'impegno ecclesiale ai giovani e considerando la possibilità di aumentare le collaborazioni tra i vari ministeri. La secolarizzazione che ha colpito l’occidente spinge la Tavola valdese a continuare a trasmettere l’idea dell’importanza della fede rinnovando la gioia di essere cristiani.
Il Sinodo ha registrato un alto numero di ospiti da tutta Italia e dall’estero, inclusi esponenti della Chiesa di Scozia, Waldensian Mission Aid Society, Chiesa evangelica tedesca (Evangelische Kirche in Hessen und Nassau), American Waldensian Society e United Methodist Church.
Un Sinodo per il 50° Anniversario di Integrazione
Dal 23 al 27 agosto 2025, un Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste si è riunito a Torre Pellice (Torino). Questo evento è stato caratterizzato dal cinquantesimo anniversario dell’integrazione tra le Chiese valdesi e metodiste, che da allora compongono un unico corpo ecclesiastico, la Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi, pur mantenendo le caratteristiche di ciascuna tradizione.
Il Sinodo ha sottolineato l'importanza delle relazioni ecumeniche, sia con singole chiese (protestanti, cattolica e ortodosse) sia partecipando agli organismi ecumenici, primo fra tutti il Consiglio mondiale delle chiese. L’afflato ecumenico è stato reso percepibile dagli interventi dei numerosi rappresentanti di altre Chiese, provenienti da varie parti del mondo, tra cui il vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero, per la Chiesa cattolica italiana. Come ogni anno, il Sinodo ha preso in esame la vita delle Chiese metodiste e valdesi riflettendo sui cambiamenti in atto.
Ampia attenzione di pubblico e mediatica ha destato la discussione sulla guerra in corso a Gaza. Dopo ampia discussione, appassionata ma rispettosa delle opinioni altrui, il Sinodo ha approvato due ordini del giorno sull’argomento. Il Sinodo si è anche pronunciato contro la violenza e le discriminazioni che colpiscono diverse categorie e in particolare le donne e le persone LGBTQ+. Al termine del Sinodo, come ogni anno si sono eletti gli organi esecutivi: la Tavola valdese, il Comitato permanente dell’Opera metodista, la Commissione sinodale per la diaconia e il Consiglio della Facoltà valdese di teologia.