Il Vangelo di Luca presenta un racconto programmatico dell'inizio del ministero di Gesù, distinguendosi da Marco e Matteo per la collocazione della scena cruciale nella sinagoga di Nazaret, luogo dove Gesù fu allevato e trascorse la sua vita nascosta (Lc 4,16). Questo episodio, che precede la missione di Gesù in Galilea, è un resoconto esclusivamente lucano e introduce i temi centrali del suo ministero: chi è Gesù e a chi sarà destinata la sua predicazione.
Alcuni motivi presenti nel brano sono noti anche a Marco e a Matteo: lo stupore per l’insegnamento di Gesù, la domanda sulla sua famiglia, il detto sul profeta non onorato in patria. L’insistenza su questo episodio porta a pensare che si tratti di un racconto “programmatico”, un brano introduttorio. Quanto accade nella sinagoga di Nazaret è ciò che accadrà a Gesù nel resto del Vangelo di Luca.
Cafarnao: Centro del Ministero di Gesù in Galilea
Cafarnao, il cui nome semitico Kĕfar Nahūm significa "Villaggio di Nahum", era una cittadina giudea le cui origini risalgono all'epoca del Secondo Tempio (fine VI sec. - I sec. d.C.). Non è menzionata nell'Antico Testamento e contava poco nella storia di Israele. Tuttavia, essa divenne la "propria città" di Gesù dopo l'espulsione da Nazareth (Mt 4:13-16; Lc 4:16-31) e il centro del suo ministero pubblico in Galilea.
Situata sulla riva occidentale del Mare di Galilea, in quella che è definita la "terra di Gennesaret", Cafarnao si trovava sulla grande strada che da Damasco conduceva ad Acco e Tiro, la cosiddetta Via Maris. Era una zona di frontiera tra la Galilea, governata da Antipa, e la Gaulanitide, governata da Filippo, e ospitava un dazio e un distaccamento di soldati romani sotto la giurisdizione di un centurione. La sua posizione privilegiata lungo le coste settentrionali del Lago, la vicinanza alle fonti sorgive di Tabga e la prossimità a un'arteria importante, permetteva agli abitanti di dedicarsi sia alla pesca che all'agricoltura e di beneficiare dei traffici commerciali. La popolazione, composta in maggioranza da agricoltori e pescatori, viveva in un ambiente rustico, senza lussi né raffinatezze.

A parte Gerusalemme, nessuna località riunisce tanti ricordi del passaggio del Signore sulla terra come questo piccolo villaggio, dove avvennero molti fatti raccontati dai Vangeli. Tra questi si annoverano la chiamata di Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni (Cfr. Mt 4, 18-22; Mc 1, 16-20; Lc 5, 1-11), la vocazione di Matteo (Cfr. Mt 9, 9-13; Mc 2, 13-17; Lc 5, 27-32), la cacciata di uno spirito impuro (Cfr. Mc 1, 21-28; Lc 4, 31-37), la guarigione del servo del centurione (Cfr. Mt 8, 5-13; Lc 7, 1-10), della suocera di Pietro (Cfr. Mt 8, 14-15; Mc 1, 29-31; Lc 4, 38-39), e il discorso sul Pane della Vita (Cfr. Gv 6, 24-59). L'impenitenza e l'incredulità dei suoi abitanti, dopo le molte prove che Gesù diede loro della verità della sua missione, portarono su di loro una pesante denuncia di giudizio (Mt 11:23).
La Sinagoga di Cafarnao: Storia e Archeologia
Le rovine della sinagoga di Cafarnao si ergono nel centro fisico della piccola città e le sue dimensioni sono notevoli: la sala di preghiera, a pianta rettangolare, misura 23 metri di lunghezza per 17 di larghezza, e ha intorno altre stanze e cortili. A differenza delle case private, con i loro muri neri di pietra basaltica, fu costruita con blocchi quadrati di calcare bianco, presi da cave situate a molti chilometri di distanza; alcuni blocchi pesano quattro tonnellate. La sua grandiosità sembra eccessiva per una borgata di contadini e pescatori. La magnanimità degli architetti si manifesta anche negli elementi decorativi, riccamente sbalzati e scolpiti: architravi, cornici, capitelli, lesene scolpite e un fregio molto ornato con motivi floreali e animali, oltre a vari simboli specificatamente ebraici (un'Arca della Legge su ruote, un candelabro a sette bracci e persino alcuni angeli).
Anche se si tratta del luogo di culto giudeo più bello tra quelli trovati in Galilea, questa sinagoga, con i suoi resti risalenti al IV-V secolo, non è quella in cui vennero ascoltati gli insegnamenti di Gesù e si presenziò ai suoi miracoli. Tuttavia, gli studi archeologici hanno confermato che il complesso poggia sui resti di altre costruzioni, tra le quali ci sarebbe stata la sinagoga precedente. L'indizio più notevole consiste in un ampio pavimento di pietra del I secolo, scoperto sotto la navata centrale della sala di preghiera. La localizzazione, pertanto, sarebbe stata mantenuta, e il basamento in pietra basaltica della sinagoga del I secolo è ancora visibile lungo le basi della struttura attuale.

Il lato sud della sinagoga, in cui si aprono le tre porte d’ingresso, indicava la direzione verso Gerusalemme, a cui si rivolgevano gli oranti. Una delle colonne sul fondo a destra porta in greco l’iscrizione dei donatori: «Erode (figlio) di Monimos e Giusto suo figlio insieme con i loro figli costruirono questa colonna».
Gesù Insegna e Annuncia il Regno
L'Inizio del Ministero Pubblico
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e Nèftali (Mt 4, 12-17). Matteo sottolinea che questo avvenne "perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta»". Questo territorio era talmente disprezzato dal profeta Isaia che lo chiamò "il distretto dei pagani", ma è proprio qui che sorge la grande luce.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino" (Mt 4, 17). Queste prime parole di Gesù sono un invito a un cambiamento di mentalità che incida poi nel comportamento. Il messaggio di Gesù non riguarda un regno nei cieli, ma un regno dei cieli, dove "cieli" sta per Dio. Questo regno, la società alternativa che Gesù è venuto ad inaugurare, diventerà realtà con la proclamazione delle beatitudini, offrendo una possibilità per il presente. Quando c'è una comunità che accetta di condividere quello che è e quello che ha, s'inizia il regno dei cieli, cioè Dio governa queste persone comunicando loro interiormente il suo spirito e la sua stessa capacità d'amare.
La Lettura del Profeta Isaia a Nazareth
La scena nella sinagoga di Nazaret, sebbene non a Cafarnao, è cruciale per comprendere il ministero di Gesù, come evidenziato da Luca. Gesù, dopo aver ricevuto il rotolo del profeta Isaia, lesse il brano: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi il recupero della vista, per rimettere in libertà gli oppressi e per proclamare un anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19, citando Is 61,1-2 e Is 58,6).
Il brano profetico letto da Gesù in sinagoga rivela che è ormai inaugurato l’anno di liberazione, il giubileo. Questo è il lieto annuncio: i poveri, che invano aspettano - insieme ai prigionieri e agli oppressi - un cambiamento, saranno salvati da Dio stesso. La citazione di Luca vede un’aggiunta (Is 58,6: “mandare gli oppressi in liberazione”) e omissioni rispetto all’originale del profeta, cosa che in sinagoga non sarebbe stata ammessa, indicando una scelta teologica precisa dell'evangelista.
Dopo la lettura, Gesù chiuse il rotolo e disse: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che avete ascoltata» (Lc 4,21). Questa dichiarazione sottolinea la contemporaneità e la validità eterna del messaggio. Quella cosa detta da Gesù in quell’unico irripetibile momento - e da Isaia scritta ancora prima - non vale solo per gli uditori contemporanei di Gesù, ma per tutti coloro che oggi leggono e ascoltano le stesse parole. Ogni volta che sarà letto il brano di Luca di Gesù a Nazaret, è un anno giubilare. Il Vangelo di Luca è quindi un unico lungo sermone, un commento del brano di Isaia sul giubileo, che si estende fino all'episodio di Emmaus (Lc 24,27), dove il Risorto ancora una volta "spiega le Scritture".
Insegnamento con Autorità e Miracoli
Gesù insegnava nelle sinagoghe "come uno che ha autorità e non come gli scribi" (Mc 1:22). Questa autorità si manifestava non solo nella profondità delle sue parole, ma anche nei prodigi e nelle guarigioni. Un esempio significativo avvenne proprio nella sinagoga di Cafarnao, dove Gesù scacciò uno spirito impuro da un uomo che gridava: «Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!» (Mc 1, 24). Gesù lo sgridò, dicendo: «Sta’ zitto ed esci da costui!». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti si stupirono e si domandavano tra loro: «Che cos’è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!» (Mc 1,21-28; Lc 4,31-37).
Questo episodio mostra come l'insegnamento di Gesù sia accompagnato da un potere che libera l'uomo dal male, rivelando la sua identità di "Santo di Dio", un superlativo biblico che indica una santità altissima, collegata a Dio e separata dal male. La guarigione comportò una crisi finale, ma lasciò tutti attoniti di fronte a questo nuovo insegnamento dato con autorità.
La Chiamata dei Primi Discepoli
A Cafarnao, Gesù compì anche la chiamata dei suoi primi discepoli. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare. Disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono (Mt 4, 18-22).
Gesù invita i suoi seguaci ad essere "pescatori di uomini", non per la propria utilità, ma per la salvezza degli altri, tirandoli fuori da un "habitat vitale" che potrebbe portare alla morte. Non sceglie monaci, pii o appartenenti al sacerdozio, ma persone normali, al di fuori dell'ambito della religione, perché devono comunicare vita. L'evangelista sottolinea più volte il fatto di essere fratelli, caratteristica della comunità di Gesù.
Gesù "Passò Beneficando"
Dopo aver stabilito la sua residenza a Cafarnao, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità (Mt 9, 35). San Pietro, che fu testimone di quei fatti meravigliosi, riassumeva il ministero di Gesù annunciando la buona novella al centurione Cornelio: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (At 10, 37-38). San Josemaría vedeva compendiata l'intera esistenza di Cristo in due parole: Perransiit benefaciendo, "riempì tutto di bene".
Anche se Gesù guarì molti uomini dalla malattia e ridiede la vita ad alcuni, non venne per abolire tutti i mali della terra, ma per liberare l'umanità dalla schiavitù più grave, quella del peccato. I prodigi, gli esorcismi e le guarigioni sono segni che il Padre lo ha inviato, mostrano il dominio amoroso di Dio sulla storia e rivelano che il Regno era presente già nella persona di Cristo fino al momento culminante del Mistero Pasquale (Cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, 541-550).
La Riscoperta di Cafarnao: Dagli Scavi all'Acquisizione
Primi Esploratori e Interessi Archeologici
Le antiche rovine di Talhum, identificate con Cafarnao, furono indagate nel 1838 dall’americano Edward Robinson, attratto dalla nascente archeologia biblica. Nel 1866, l’inglese Charles William Wilson condusse un piccolo saggio di scavo nella sinagoga e fu il primo a proporre l'identificazione di Talhum con Cafarnao. Le rovine della sinagoga, per il loro valore artistico, attirarono fin dall'inizio l'interesse dei ricercatori, ma anche di persone con pochi scrupoli, rendendo urgente la necessità di protezione.
L'Acquisto della Custodia di Terra Santa
Il merito principale dell’acquisto delle rovine di Cafarnao da parte della Custodia di Terra Santa va attribuito a fra Giuseppe Baldi. Fin dall’inizio un crescente numero di persone si presentarono quali proprietari dell’appezzamento, inclusi beduini, ebrei e greci-ortodossi, con offerte molto vantaggiose. Nonostante la situazione economica non florida della Custodia e l'ostilità del governo ottomano, fra Giuseppe Baldi condusse con prudenza le trattative. Dopo numerosi ostacoli burocratici, intrighi e complicazioni legali, l'affare di Cafarnao si concluse finalmente il 19 settembre 1894, quando tutti i titoli di proprietà passarono a nome della Custodia di Terra Santa.
Per contrastare i tentativi dei beduini di occultare parte del terreno prima della chiusura definitiva dei negoziati, i francescani eressero immediatamente un muro attorno alla proprietà e costruirono un Ospizio per proteggere le rovine, che nel frattempo continuavano ad essere preda di saccheggiatori.
Le Campagne di Scavo e le Scoperte Chiave
La prima esplorazione archeologica a Cafarnao dopo l'acquisto fu realizzata nel 1905 dalla società tedesca Deutsche Orient-Gesellschaft, diretta dai professori H. Kohl e C. Watzinger, nell’area della Sinagoga. Lo scavo fu completato negli anni seguenti da fra Wendelin von Menden.
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, gli scavi furono sospesi e ripresero solo nel 1921 e nel 1926 sotto la direzione del P. Gaudenzio Orfali ofm, che scoprì le rovine della basilica bizantina e gli edifici dello stesso periodo. Nel 1968, dopo quasi cinquant'anni, la Custodia di Terra Santa riprese l’esplorazione delle rovine, affidandone la direzione a P. Virgilio Corbo ofm, affiancato da P. Stanislao Loffreda ofm. Dal 1968 al 1986, P. Corbo e P. Loffreda diressero diciannove campagne di scavo, e dal 2000 al 2003 P. Loffreda ne condusse altre quattro.
I risultati di queste indagini furono eccezionali e permisero di:
- Tracciare la storia di Cafarnao dal periodo del Bronzo Medio al periodo Arabo.
- Precisare la datazione della celebre sinagoga al IV-V secolo, correggendo le stime precedenti.
- Riscoprire sotto la monumentale sinagoga tracce della sinagoga del tempo di Gesù, identificando il basamento in pietra basaltica del I secolo.
- Portare alla luce i resti della Casa di Pietro, trasformata in luogo di culto domestico.
La casa di San Pietro, risalente alla metà del I secolo a.C., formava parte di un insieme di sei stanze comunicanti attraverso un cortile a cielo aperto. A partire dalla fine del I secolo d.C., una parte di essa, la sala n.1, venne trasformata in "domus-ecclesia", un luogo di riunioni religiose. Nel IV secolo fu ampliata e separata dal resto del villaggio da un imponente muro di cinta. Nella seconda metà del V secolo, tutte le strutture dell’"insula sacra" vennero abbattute e fu costruita una chiesa di forma ottagonale sui suoi resti. Il 29 giugno 1990 è stato dedicato il moderno Memoriale di San Pietro, una chiesa ottagonale sostenuta da grandi pilastri, che permette ai pellegrini di osservare i resti archeologici sottostanti.
P. Corbo ha curato anche il restauro delle rovine e la sistemazione dell'intera area, rendendo visibili gli elementi architettonici della sinagoga e altri reperti a pellegrini e turisti. La sua collana "Cafarnao", proseguita da P. Loffreda, ha contribuito enormemente alla divulgazione scientifica e divulgativa di queste scoperte.

Il Messaggio Perenne: "Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino"
La profezia di Isaia e l'annuncio di Gesù, "Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino", non è un imperativo morale spaventoso o una minaccia di giudizio. Significa piuttosto un invito a "tornare a casa", a ritornare alla relazione con Dio. È un invito a riscoprire le vie di Dio, a lasciarsi istruire dallo Spirito e a rendersi conto che il regno di Dio non è qualcosa di futuro e lontano, ma è già dentro di noi, è il santuario della nostra vita. È il luogo dal quale si può pregare e desiderare di abitare nella casa del Signore tutti i giorni della propria vita, non essendo più dipendenti da niente e da nessuno e non avendo più paura delle cose che accadono, neanche della malattia o della morte.
Il Vangelo, come la luce di Isaia, ci invita a "accorgerci di quello che è stato seminato nella nostra vita! Accorgerci del dono del Battesimo che abbiamo! Accorgerci del fatto che la vita eterna è già cominciata in noi!". Questo desiderio di bene, di pace, di bellezza, di tranquillità, di riposo, che è il desiderio profondo del cuore umano, è in realtà un desiderio di vita eterna, più forte di ogni paura e incertezza. È una speranza da vivere nella luce, per portarla anche a un mondo che ancora non ha conosciuto le cose di Dio.