Miti Biblici e Classici: Origini del Mondo e della Vita

Da sempre l'umanità si interroga sulle origini del cosmo, della vita e del proprio posto nell'universo. Le domande fondamentali "Come è nato il mondo?", "Come sono nati l'universo, il cielo, la Terra, gli uomini?", "Che cosa c'era prima? Che cosa ci sarà dopo? E ci sarà un dopo? E soprattutto, perché tutto questo?" hanno dato origine a narrazioni che cercano di dare un senso alla realtà.

Nel corso dei secoli, diverse culture hanno sviluppato sistemi di pensiero per rispondere a questi interrogativi. Nella filosofia greca antica, ad esempio, pensatori come Anassimandro proponevano che tutta la materia derivasse da un principio primo, da lui chiamato apeiron ("illimitato"). Altri, come Democrito, ipotizzarono l'esistenza di particelle indivisibili, gli atomi.

I Greci furono anche pionieri nello studio del cosmo, scoprendo la sfericità della Terra e descrivendo il movimento dei pianeti con modelli sempre più sofisticati. Sebbene Aristarco di Samo avesse proposto il modello eliocentrico già nel III secolo a.C., per ragioni fisiche e filosofiche, prevalse il modello geocentrico. Quest'ultimo si integrò naturalmente nella visione antropocentrica del cristianesimo medievale e si impose grazie ai lavori di scienziati come Tycho Brahe, Keplero e Galileo Galilei, quest'ultimo bruciato sul rogo per eresia nel 1600. Le leggi di gravitazione universale, scoperte in seguito, descrissero il moto dei corpi celesti, inclusa la forza di attrazione tra corpi estesi, proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.

Illustrazione del modello eliocentrico e geocentrico con i pianeti in orbita attorno al Sole e alla Terra.

Oltre alla gravità, esistono altre forze fondamentali che governano l'universo: l'elettromagnetismo, l'interazione forte e l'interazione debole. Il progresso scientifico, pur avendo messo in discussione la visione antropocentrica prevalsa per millenni, ha rivelato un profondo legame tra la nostra esistenza e le proprietà fisiche fondamentali del cosmo.

Il Mito come Strumento di Comprensione

Il processo della mitopoiesi, ovvero la creazione di miti, è un fenomeno comune a tutte le culture antiche. Il mito è stato considerato la base di ogni realtà ed attività umana, un racconto attraverso cui il saggio comunicava alla sua generazione significati, verità, valori e paradigmi scoperti nella storia. Attraverso il mito, il sapiente trasportava la mente degli uditori fuori dal mondo reale, in un "mondo immaginale", "in quel tempo" o "in principio", là dove tutto ha inizio e dove si possono cogliere i veri significati delle cose e della storia.

Le culture più antiche, come i Sumeri, antenati di Abramo, conservavano miti e leggende sulla creazione del mondo da parte degli dei, sulla punizione dell'umanità corrotta con un diluvio, e sulle gesta di eroi come Uta-Napishtim, sopravvissuto al diluvio e reso immortale dagli dei. Questi miti erano considerati simboli che permettevano di penetrare i misteri del mondo e della vita.

Il Mito nella Bibbia Ebraica

Anche nella Bibbia ebraica troviamo narrazioni di genere mitologico. I saggi di Israele, deportati a Babilonia nel VI-V secolo a.C., riflettendo sulla propria storia e cercando una promessa divina, scoprirono nuovi significati religiosi. Rinarrarono la loro storia come una narrazione di creazione-salvezza in cui agiva Dio.

Le domande fondamentali che avevano spinto i Babilonesi a creare i loro miti - sull'origine e il significato del mondo, dell'uomo, il senso della storia - vennero poste alla storia della rivelazione divina. Nuovi significati e valori vennero scoperti e narrati attraverso la reinterpretazione dei miti babilonesi (e di altri popoli vicini come gli Egizi) alla luce della rivelazione divina. I protagonisti delle "vicende delle origini" non erano più gli dèi mesopotamici e gli uomini-eroi, ma il Dio unico di Israele e gli antenati di Abramo.

Il mito biblico è un racconto che descrive l'origine, il principio e, di conseguenza, il significato creativo e salvifico della realtà cosmico-storica attuale e globale, a partire dalla rivelazione divina. La Bibbia non è un manuale di scienze naturali, ma un libro religioso che comunica conoscenze religiose attraverso immagini che aiutano a comprendere la verità profonda. Come affermato da Joseph Ratzinger, la Bibbia distingue tra la forma espositiva e il contenuto, dove le immagini servono a veicolare l'elemento permanente e ciò che la Bibbia intende affermare: la verità su Dio.

CHI HA CREATO IL MONDO? - DIO o il BIG BANG?

Il cielo, secondo la prospettiva biblica, non è popolato da divinità inquietanti, ma è espressione dell'unica potenza, la ragione eterna di Dio (il Logos o Verbo divino), che nella parola divenne forza creatrice. Questo proviene dalla parola di Dio, la stessa che si incontra nell'evento di fede. Il mondo stesso diventa libero per la ragione che si eleva a Dio, e l'uomo è reso capace di incontrare Dio senza paura. L'uomo biblico sperimenta che l'unica potenza al fondo di tutto, che lo sostiene, è il Dio vivo, la stessa potenza che ha creato la terra e le stelle e che sorregge l'universo. In tale parola si tocca la potenza originaria del mondo.

Per l'uomo biblico, che vive con la percezione lineare del tempo, dire come il mondo riceve vita dal Dio Vivente significa concepire un inizio del tempo in cui il Vivente ha dato vita a tutte le cose. I termini "in principio" e "creare" sono teologia espressa in forme letterarie analogiche e vanno intesi come tali, non come affermazioni scientifiche. Il verbo ebraico barah, utilizzato per descrivere l'azione divina del creare, è analogo all'azione del vasaio che plasma la materia prima.

Il Racconto Biblico della Creazione

Il racconto biblico della creazione non si concentra sul "come" il mondo è nato, ma sul rapporto che Dio ha con il mondo e la storia, e sul significato di essi contenuto nella rivelazione. I tre capitoli della Genesi, pur potendo avere diverse fonti letterarie, sono finalizzati alla catechesi dei misteri delle "origini": creazione, caduta, promessa della salvezza.

La "Teologia della Creazione", come esplorata da Joseph Ratzinger, vede il tema di "Dio creatore" attraversare l'intera storia della relazione tra Dio e il suo popolo. La conoscenza di Dio si afferma nella Bibbia passo dopo passo, e con l'avvento di Gesù, secondo i cristiani, tutti i temi biblici, inclusa la creazione, ricevono una luce nuova e significati inediti. Ogni testo biblico va interpretato nella scia del cammino che il tema da esso centrato ha compiuto nella Bibbia.

Il Catechismo Universale della Chiesa Cattolica (CUCC) riconosce che la questione delle origini è oggetto di numerose ricerche scientifiche che arricchiscono la nostra conoscenza del cosmo e dell'evoluzione della vita. Queste scoperte invitano all'ammirazione per la grandezza del Creatore. Tuttavia, la fede cristiana si confronta con la domanda fondamentale sul senso di tale origine: se essa sia governata dal caso o da un Essere trascendente, intelligente e buono, chiamato Dio.

La fede cristiana è stata storicamente messa a confronto con diverse risposte al problema delle origini, presenti nelle religioni e culture antiche, così come nelle filosofie panteiste, dualiste, gnostiche, deiste e materialiste. Queste diverse concezioni testimoniano la persistenza e l'universalità del problema delle origini, una ricerca propria dell'uomo.

L'intelligenza umana, attraverso la luce della ragione, può conoscere l'esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere. La fede, tuttavia, viene a confermare e illuminare la ragione in questa retta intelligenza, affermando che i mondi furono formati dalla Parola di Dio, "sì che da cose non visibili ha preso origine ciò che si vede" (Ebrei 11,3).

Illustrazione di diverse cosmogonie antiche e moderne, che mostrano la varietà di miti sull'origine del mondo.

Influenze e Paragoni nella Mitologia Classica e Cristiana

Lo studio di Gesù nella mitologia comparata esamina le narrazioni della sua vita e come queste si collegano al cristianesimo e ad altre religioni. Il Vangelo secondo Giovanni, ad esempio, potrebbe aver subito l'influenza del platonismo e, in modo meno evidente, del culto di Dioniso, il dio greco del vino, dato il richiamo a storie di trasformazione dell'acqua in vino.

Le successive tradizioni cristiane di Gesù potrebbero essere state influenzate dalla mitologia greco-romana. Molta iconografia tradizionale di Gesù deriva da divinità mediterranee come Asclepio, Ermes, Serapide e Zeus. La data di nascita di Gesù, stabilita solo nel V secolo, divenne una festività romana in onore del dio del sole Sol Invictus. Durante il II e III secolo, il cristianesimo prosperava parallelamente al mitraismo; sebbene le relazioni tra le due religioni siano dibattute, gli apologeti cristiani notarono somiglianze, interpretate da alcuni come appropriazioni, ma più probabilmente frutto di un ambiente culturale condiviso.

La mitologia classica è ricca di racconti di nascite miracolose. Spesso, il padre è una divinità che si unisce a una donna mortale, generando un essere semidio. Un possibile precursore pagano della nascita da una vergine si trova in una leggenda ateniese: Efesto tentò di violentare Atena, ma lei lo respinse, facendo eiaculare sulla sua coscia. Atena, spazzando via il seme con della lana, fece sì che Gaia desse alla luce Erittonio, che Atena adottò. In questo modo, produsse un "figlio" senza perdere la verginità.

I miti biblici nelle diverse chiese cristiane sono oggetto di studio e dibattito. L'opera di Aldo Magris sul mito del Giardino dell'Eden e l'analisi del mito nel linguaggio simbolico e nella psicologia del profondo sono esempi di come i miti biblici continuino a essere interpretati e demitizzati nella teologia contemporanea.

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