Il Crocifisso nella Navata Sinistra del Duomo di Monreale: Storia e Significato

Monreale, una località situata a circa dieci chilometri da Palermo e a poco più di 300 metri di altitudine, custodisce nel suo Duomo tesori di inestimabile valore storico e artistico. La leggenda narra che la realizzazione di questo imponente complesso architettonico sia stata suggerita in sogno al re normanno Guglielmo II dalla Madonna in persona.

Il Duomo di Monreale: Architettura e Simbolismo

L'ingresso del Duomo si presenta imponente, con due massicce torri che incorniciano severamente l'intera facciata. La ricca porta bronzea, parzialmente celata da un portico settecentesco con tre archi, invita all'interno. La chiesa è orientata secondo l'asse ovest-est, un preciso riferimento simbolico: il percorso del fedele inizia dalle tenebre dell'ovest, punto in cui il sole tramonta, per giungere alla luce di Dio nell'abside, a est. La pianta della chiesa si articola in tre navate che culminano in tre absidi, con la navata centrale che triplica le dimensioni di quelle laterali.

Facciata del Duomo di Monreale con le torri e il portico settecentesco

All'interno del Duomo, a dominare lo spazio, vi è il monumentale Cristo Pantocratore, una tipica raffigurazione bizantina di Gesù che occupa interamente l'abside. La sua maestosa presenza, con lo sguardo che sembra raggiungere ogni osservatore, è capace di suscitare meraviglia indipendentemente dalla fede personale.

Cristo Pantocratore nell'abside del Duomo di Monreale

La Cappella del Crocifisso: Un Gioiello Barocco

Nella navata sinistra del Duomo si apre la Cappella del Crocifisso, un capolavoro del Barocco siciliano. Realizzata tra il 1686 e il 1692 dall'Arcivescovo Giovanni Roano, essa fu concepita come sua cappella funeraria e custodisce un prezioso crocifisso ligneo, che secondo un'antica tradizione, fu un dono di Guglielmo II.

L'ambiente della cappella è un tripudio di ricchezza e fantasia decorativa. L'ornatissimo portale, sovrastato dalla dedica dell'arcivescovo "Al suo amore crocifisso", introduce uno spazio dove la decorazione sbalordisce per la sua abbondanza e per lo smagliante luccichio dei marmi. Ogni immagine e raffigurazione all'interno della cappella celebra simbolicamente il sacrificio di Cristo sulla croce. Anche il pavimento, sebbene danneggiato, narra una storia attraverso gli intarsi marmorei raffiguranti Giona inghiottito dalla balena, un'allegoria della morte e resurrezione.

Interno della Cappella del Crocifisso a Monreale, con marmi policromi e decorazioni barocche

Gli stucchi che impreziosiscono la cappella sono opera del celebre Giacomo Serpotta. Tra questi spiccano le due grandi statue ai lati dell'altare maggiore, originariamente raffiguranti Evangelisti e successivamente adattate a San Pietro e San Paolo. Sempre di Serpotta sono i capitelli e i due angeli posti sopra il timpano del cappellone. Di recente sono stati riscoperti altri stucchi serpottiani, nascosti nell'Ottocento a causa dell'abbassamento della volta, ma ancora in ottimo stato di conservazione.

Storia e Ampliamenti della Chiesa

Le origini della chiesa risalgono al 1450, quando alle falde del Monte Caputo esisteva una piccola chiesetta rurale dedicata al SS. Crocifisso, molto frequentata dai fedeli. Con il diffondersi del culto al SS. Crocifisso e l'aumento della popolazione, la chiesa subì diversi ampliamenti nel corso dei secoli.

Un primo ampliamento iniziale vide l'aggiunta di diverse cappelle, tra cui la più importante dedicata all'immagine di Gesù Crocifisso. Successivamente, grazie all'Arcivescovo Girolamo Venero (1619-1628), fu realizzato un ampliamento di maggiore rilievo con l'aggiunta della navata centrale. Nel 1716, grazie alle donazioni dei fedeli, furono ultimati i lavori del coro.

Il 20 dicembre 1718, all'esterno dell'abside, venne completato un imponente pannello di maiolica, composto da 1500 mattonelle di ceramica policroma. Con una superficie di circa 50 metri quadri, è il più grande del suo genere in Italia e raffigura il Crocifisso al centro, sotto un baldacchino azzurro sorretto da angeli, con ai piedi l'immagine del Duomo e del panorama dell'antica Monreale.

Grande pannello di maiolica all'esterno dell'abside del Duomo di Monreale

Il 13 ottobre 1754, l'Arcivescovo Testa consacrò la chiesa, ormai completata, dedicandola al "SS. Salvatori Crucifixo". Nel corso del tempo, la chiesa ha subito ulteriori interventi, tra cui la pavimentazione con mattoni in marmo nel 1801 in occasione della visita di Ferdinando III di Borbone, e il rifacimento dei tetti e delle volte nel 1841 ad opera del Canonico S. Gentile, che tuttavia abbassò le volte a botte delle navate laterali, modificandone l'architettura originale.

Elementi Artistici e Architettonici Aggiuntivi

La Chiesa della Collegiata, parte integrante del complesso monrealese, custodisce numerosi oggetti d'arte. Tra questi, la statuetta dell'Immacolata al centro dell'ordine medio, angeli nell'ordine superiore e una statuetta del Battista nell'ordine inferiore. Statue di Santi sono disposte sui vari lati.

Sul presbiterio si ammira il maestoso coro in noce intagliato del XVIII secolo, articolato su due piani con 36 stalli. L'altare maggiore, in marmo bianco, risale al XIX secolo, così come le otto lapidi che chiudono gli ingressi alle gallerie sottostanti la chiesa. Pregevoli colonnine corinzie sorreggono i tre piani di un tabernacolo ligneo intagliato, con un timpano neoclassico che incornicia il cappellone contenente l'immagine del SS. Salvatore.

Nel 1631, i Canonici commissionarono la costruzione di un organo a canne per accompagnare le celebrazioni liturgiche. Inizialmente collocato sopra la cappella del transetto, nel 1840 fu spostato nella sua attuale posizione sul piano del coro.

Di notevole importanza storica è anche l'archivio voluto dall'Arcivescovo Gerolamo de Venero y Leyva, un tesoro di documenti riguardanti i Benedettini e vari monasteri e chiese della zona.

Meraviglie Monreale edit

Uscendo dalla chiesa, sopra la porta d'ingresso principale, è visibile un'immagine a mosaico della Vergine Odigitria, con un'iscrizione latina rivolta alla Vergine che recita "prega per tutti, ma soprattutto lavora per il re!".

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