Il Santuario della Madonna dello Splendore, immerso nel verde di una collina a Giulianova, è un luogo di profonda devozione mariana e di grande valore artistico. Dedicato alla Madre di Dio, qui venerata con il titolo di Madonna dello Splendore, il santuario offre ai fedeli un ambiente propizio alla preghiera e alla meditazione. I recenti restauri, sia interni che esterni, hanno restituito splendore e rinomanza a questo santuario, che da sempre rappresenta una meta per numerosi pellegrini.

L'Apparizione della Vergine e le Origini Miracolose
L'origine del santuario risale al 1557, quando si narra che la Vergine Maria apparve a un contadino di nome Bertolino, avvolta da una luce intensa. L'evento ebbe luogo su una collinetta, fuori le mura di Giulianova, dove il pio contadino si riposava all'ombra di un frondoso ulivo dopo aver raccolto legna da ardere.
Il Racconto dell'Apparizione e il Miracolo
Il 22 aprile 1557 il Signore diede un segno della sua divina bontà facendo conoscere al popolo di Giulianova la Vergine dello Splendore. La Madonna rivolse a Bertolino le parole: "Su, Bertolino, levati e vanne tosto in Giulianova e spargi per tutto il paese la lieta novella che la Gran Madre di Dio qui ha scelto la sua dimora."
Ancora stordito dall'emozione, ma fiero dell'incarico ricevuto, Bertolino si recò dal governatore per riferire lo straordinario messaggio. Come prevedibile, il governatore e i notabili presenti si divertirono nell'ascoltare il racconto del contadino; tuttavia, quando questi insistette perché lo seguissero sul luogo dell'apparizione, persero la pazienza e lo cacciarono, tacciandolo di visionario e demente. Credendo nella sua buona fede, essi attribuirono l'episodio ai primi caldi o a un bicchiere di vino di troppo.
Molto abbattuto dall'accoglienza ricevuta, Bertolino tornò a casa. Il giorno seguente, spinto da una forza interiore, tornò all'ulivo sperando di rivedere la splendente immagine della Madonna per confidarle la sua amarezza. Giunto in prossimità dell'albero, tutti i suoi timori svanirono poiché la Madonna era lì ad attenderlo per rincuorarlo ed esortarlo a tornare dal governatore. La seconda ambasciata, purtroppo, non ebbe successo.
Il terzo giorno, Bertolino ritornò nel luogo a lui caro, si inginocchiò e attese l'apparizione. La Vergine tornò e con dolcezza e fermezza lo incitò a insistere presso il governatore, affermando che quanto asseriva corrispondeva a verità. Senza più esitare, Bertolino tornò in città, e con rinnovato fervore, per la terza volta, raccontò quanto la Gran Madre di Gesù gli aveva appena comandato, insistendo perché tutti salissero con lui sulla collina per verificare la veridicità del suo racconto. Questa volta, alle ingiurie si aggiunsero le percosse. Uno dei presenti, per meglio convincerlo a "mettere giudizio", iniziò a percuoterlo con violenza, tra il divertimento generale. Di temperamento mite, Bertolino sarebbe stato sopraffatto se la Madonna non fosse intervenuta liberandolo dalle mani dello sconsiderato, che rimase improvvisamente paralizzato e muto.
Nella sala calò un silenzio assoluto: tutti compresero di essere stati testimoni di un evento soprannaturale e ciascuno, nel proprio cuore, impetrava il perdono per le offese arrecate all'innocuo contadino. Sgomento e smarrito, il governatore si affrettò a convocare il clero (arciprete, quattro canonici, il preposto dell’Annunziata) e l'intera popolazione per recarsi in solenne processione nel luogo indicato da Bertolino. Il contadino, fiducioso nelle promesse della Madonna e con il cuore colmo di gioia, guidò il corteo dal palazzo ducale al luogo miracoloso, dove tutti poterono assistere, trasecolati, alla fantastica visione, chiara e distinta, della Vergine Maria, splendente fra fulgori di luce abbagliante.
La Sorgente Miracolosa e la Fine della Pestilenza
La Madonna aveva riservato loro un grande dono come prova tangibile e imperitura dell'evento straordinario: alla base dell’ulivo fece sgorgare una sorgente d’acqua pura e fresca, a getto continuo, che esiste tutt’ora. La notizia dell’apparizione, che pose fine alla pestilenza che aveva colpito l’intera regione ma che aveva lasciato indenne il circondario di Giulianova, si diffuse in un baleno. Un avvenimento così straordinario attirò sul luogo una moltitudine di persone che giungeva da ogni dove per vedere l’ulivo miracoloso, per segnarsi con l’acqua della sorgente e per prostrarsi in adorazione invocando misericordia, protezione e conforto.

Storia e Sviluppo del Complesso Monastico
Nel corso del tempo, il santuario è stato arricchito da elementi architettonici e artistici di pregio, evolvendo da semplice luogo dell'apparizione a complesso monastico e centro di devozione.
L'Affidamento ai Monaci Celestini e ai Frati Cappuccini
Nel 1599, i cappuccini ebbero a Giulianova un primo luogo di culto con la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, oggi di proprietà della diocesi di Teramo e conosciuta come “Casa Maria Immacolata”. Per circa due secoli e mezzo, il Santuario della Madonna dello Splendore rimase affidato alla cura spirituale dei Monaci Celestini, che abitavano il monastero attiguo. Nel marzo del 1807, a seguito della soppressione "napoleonica", i Celestini lasciarono l'abbazia.
Nel settembre del 1847, con decreto di Ferdinando II Re di Napoli e con rescritto della Santa Sede, ottenuto dal Vescovo di Teramo Mons. Berrettini, i Frati Cappuccini d'Abruzzo presero dimora nell’antica abbazia, assumendo la sollecita cura della Cappella-Santuario. Soppressa anche la comunità dei cappuccini nel 1866 per le leggi del governo piemontese, il santuario non fu mai del tutto abbandonato dai medesimi.
Sviluppi Architettonici e Funzionali
I frati cappuccini, nel corso degli anni, non hanno mai cessato di abbellire il santuario per renderlo sempre più accogliente. Tra l’altro, per il terzo centenario dell'apparizione, costruirono un bel campanile, recentemente restaurato, e progressivamente ingrandirono e abbellirono l’ambiente sacro, affinché potesse essere un luogo di pace e riconciliazione con Dio, con se stessi e con il prossimo.
Il 7 marzo 1927 fu acquistato un ampio sito adiacente al santuario e il 28 agosto 1927 fu posta la prima pietra del nuovo convento, che nel 1938 fu costituito sede dello studentato di liceo classico, rimastovi fino al 1965. Negli anni 1968-71, il convento dello Splendore ha ospitato un piccolo seminario serafico. Interventi di largo respiro, operati tra il 1990 e il 2000, hanno ristrutturato i piani superiori per ospitare un museo d’arte e la vecchia legnaia per accogliere la ricca biblioteca del convento, intitolata a P. Candido Donatelli.
Architettura, Arte e Elementi Distintivi
La Struttura della Chiesa
La chiesa, la cui struttura architettonica fu realizzata tra gli anni '37 e '50 del Novecento, si sviluppa a croce latina con una navata unica a impianto basilicale romanico moderno, e presenta un elegante soffitto a cassettoni. L’aula della chiesa è pavimentata con marmo di Carrara a scacchiera color bianco e grigio ardesia, e per l’altezza di circa due metri ha le pareti bugnate in travertino liscio. La chiesa custodisce una statua lignea policroma del XV secolo raffigurante la Madonna col Bambino, oggetto di profonda venerazione.
Nel 2001, in sostituzione di un piccolo organo da anni inagibile, il santuario è stato dotato di un grande organo della ditta Arte Organaria di A. Girotto.

La Via Crucis Monumentale
Lungo la Via Bertolino, una stradina di circa 450 metri che conduce al convento e che un tempo era un impervio sentiero di campagna, si snoda una suggestiva e maestosa Via Crucis monumentale. Si tratta di un vero capolavoro d’arte, opera dello scultore marchigiano Ubaldo Ferretti, allievo di Pericle Fazzini, e oggetto di ammirazione di visitatori e pellegrini. Ogni stazione è posta in una piazzuola e ha per cornice il verde del paesaggio che circonda il convento. Tutte le statue sono di bronzo, a dimensioni naturali, saldamente fissate sulle piattaforme. Colpisce l’espressività dei volti, insieme all’intensità spirituale ed estetica trasmesse da ciascuna. La Via Crucis non termina al Sepolcro, ma conduce idealmente al Cristo Risorto.

Il Tempietto dell'Acqua Miracolosa
Sul piazzale del santuario si trova inoltre il Tempietto dell’acqua, un tempietto votivo edificato sulla sorgente dell’acqua miracolosa scaturita durante l'apparizione. Qui si possono ammirare preziosi mosaici artistici che rappresentano episodi biblici nei quali Dio ha operato prodigi per mezzo dell’acqua. Nel triennio 1989-92, con interventi di bonifica e ristrutturazione degli ambienti che nel passato erano sorti intorno al terminale acquifero della “sorgente della Madonna”, è stato riedificato un tempietto votivo circondato da un riposante ambiente verde.
La Missione dei Frati Cappuccini
I frati cappuccini continuano a svolgere il loro servizio a favore del popolo di Dio, specialmente nell’ambito sacramentale e in particolar modo nel confessionale, per ciò che concerne il sacramento della riconciliazione. Il loro impegno costante è volto a rendere il santuario sempre più accogliente, promuovendo un'esperienza profonda della presenza materna e paterna di Dio. La festa in onore di Maria Santissima dello Splendore, che si celebra il 22 aprile, è un momento significativo per la comunità, ricordando l'evento dell'apparizione che ha dato origine a questo luogo di fede.
MADONNA DELLO SPLENDORE
Orario delle Sante Messe
Le informazioni relative all'orario delle Sante Messe presso il Santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova non sono disponibili nel testo fornito. Per consultare gli orari aggiornati, si consiglia di visitare il sito ufficiale del santuario o contattare direttamente la segreteria parrocchiale.