Nel corso della sua vita e del suo ministero, David Wilkerson ha offerto una profonda e toccante esplorazione della fede cristiana, concentrandosi sull'amore incondizionato di Dio, sulla natura di Cristo e sulla crescita spirituale dei credenti. I suoi sermoni e scritti, radicati nella Scrittura, invitano a una riflessione profonda sulla relazione tra Dio e l'uomo.
La Natura Umana e Divina di Gesù
Gesù Cristo, nel suo cammino terreno, era pienamente Dio e pienamente uomo. L'uomo che i discepoli videro ascendere nelle nuvole era lo stesso Gesù con cui avevano camminato, mangiato e imparato, l'uomo che aveva lavato loro i piedi. La sua ascensione non fu uno svanire spirituale, ma un ritorno al Padre nella stessa forma umana che aveva assunto. Due angeli confermarono ai discepoli: "Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo."
Nella sua dimora celeste, Gesù possiede una realtà tangibile. Sta costruendo una città come dono per la sua sposa, la Chiesa, una città che scenderà dal cielo, completa di strade, mura e porte, altrettanto reale quanto la terra su cui camminiamo. Nel futuro, non vedremo solo una luce circostante, ma vedremo Gesù faccia a faccia, potremo toccarlo, abbracciarlo e parlargli. Egli camminerà tra noi per sempre, un Uomo nella gloria, sensibile ai nostri sentimenti e alle nostre infermità.
Gesù pianse sulla terra, e nell'eternità Egli è lo stesso Gesù che pianse vedendo Gerusalemme, con il cuore rotto per la sua cecità spirituale. La voce che Saulo udì sulla strada per Damasco fu la voce di Gesù stesso, che si identificò come "Gesù il Nazareno, che tu perseguiti." Questo indica che Gesù non si presenta solo come il Re dei re, ma come l'uomo che aveva predicato nella loro nazione, un uomo con sentimenti umani profondi.

Il Cuore Spezzato di Gesù: L'Infamia del Rifiuto
Wilkerson sottolinea come i cristiani possano spezzare il cuore di Gesù non solo attraverso peccati esteriori, ma soprattutto attraverso l'abbandono della relazione con Lui. L'apostolo agli Ebrei mette in guardia contro coloro che "vogliono" allontanarsi da Gesù, coloro che sono stati illuminati, hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo. Allontanarsi da Cristo dopo aver sperimentato la sua grazia è un'infamia, un testimoniare al mondo che, nonostante la pace, la gioia, la liberazione dalla colpa e la presenza dello Spirito Santo, Gesù non è stato sufficiente.
Questa infamia equivale a dire: "La Croce è stata vana. Crocifiggetelo ancora!" È un atto di disprezzo che ferisce Gesù. Le Scritture ci mettono in guardia: "Quale iniquità hanno trovato i vostri padri in me, che si sono allontanati da me, e sono andati dietro alla vanità, e sono diventati essi stessi vanità?"
Peccati che Spezzano il Cuore di Gesù
Molti credenti pensano di ferire Gesù principalmente attraverso peccati come la fornicazione, l'adulterio, il materialismo o il nominare il Suo nome invano. Sebbene questi peccati abbiano conseguenze terrene immediate, i peccati che spezzano il cuore di Gesù hanno a che fare con l'amore e la relazione. La Bibbia paragona i credenti alla sposa di Cristo, impegnata in un fidanzamento eterno. Spezzare il cuore di Gesù significa trascurarlo, trattarlo come un fidanzato ignorato. Il Signore lamenta: "Il mio popolo si dimentica di Me continuamente!"
Questo trascurare si manifesta quando, pur affermando di amarlo, non si trascorre tempo in preghiera o meditando la Sua Parola. Gesù desidera la comunione, e talvolta attende semplicemente per godere della presenza del suo amato. Ignorare questo desiderio è un modo per spezzare il Suo cuore.
L'Adulterio Spirituale
L'inganno verso Gesù è un "adulterio spirituale". Questo avviene quando si trascura Gesù per un "altro amore": l'amore per il mondo e le sue cose, il lavoro che assorbe tempo ed energie, o anche dottrine che allontanano da Cristo. Molti si definiscono cristiani ma sono attratti da dottrine che mettono in secondo piano Gesù, o si concentrano su aspetti secondari come il battesimo piuttosto che sull'essenza del Vangelo. Altri sostituiscono Gesù con il proprio coniuge non credente, trascurando la casa di Dio e la preghiera.
Il Dubbio sulla Capacità e Volontà di Dio
Un altro modo per spezzare il cuore di Gesù è mettere in discussione la Sua capacità e il Suo desiderio di fare ciò che è meglio per noi. La storia di Rut, che amava e confidava in Dio, dimostra come Egli operi per il bene dei suoi fedeli, preparando circostanze e persone per il loro benessere. Tuttavia, quando dubitiamo che Dio stia lavorando per il nostro bene in ogni momento, spezziamo il Suo cuore.
La sposa di Cristo è descritta come "gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti." La "ruga" simboleggia la preoccupazione e il nervosismo. La sposa di Cristo riposa nel Suo amore, libera da ansie e dubbi.

Il Cammino dell'Arresa
David Wilkerson enfatizza l'importanza di una vita "arresa" a Dio, un concetto che va oltre la semplice sottomissione, implicando una completa consegna della propria volontà, dei propri obiettivi e della propria vita. Questo cammino, come illustrato dalla vita dell'apostolo Paolo, inizia con un senso divino di profonda impotenza.
L'Impotenza Divina e la Rivelazione
Dio spesso inizia il suo processo di trasformazione "scaraventandoci giù dal cavallo", come accadde a Paolo sulla strada per Damasco. L'accecante luce celeste e la caduta a terra lo portarono a un profondo senso di impotenza e a una revisione radicale della sua vita. La visione di Stefano, martirizzato con apparenza divina, fece emergere la vacuità della vita di Paolo, priva della conoscenza rivelata di Dio.
La voce di Gesù che gli chiede: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" fu una rivelazione soprannaturale che sconvolse il suo mondo. Paolo, dopo tre giorni di digiuno e preghiera, trovandosi in profonda impotenza, chiese: "Signore, che vuoi che io faccia?". Questa è l'essenza di una vita arresa: la completa dipendenza da Dio e la disponibilità a fare la Sua volontà.

La Sofferenza come Scuola di Arresa
Il cammino dell'arresa comporta la sofferenza, un concetto che Paolo stesso descrive con espressioni come "agonia fisica, angoscia mentale, distretta emotiva, dolore spirituale." Le Scritture attestano che Paolo sopportò spina nella carne, naufragi, lapidazioni, battiture, rifiuti e persecuzioni. Questa sofferenza, definita "la scuola dell'arresa", è permessa da Dio per forgiare il carattere del credente.
La sofferenza non è un segno di giudizio, ma un mezzo attraverso cui Dio ci avvicina a Sé, ci rafforza e ci prepara a consolare gli altri. Paolo stesso scrive: "Così anche noi, per mezzo di Cristo, abbiamo fiducia in Dio... Egli ci conforta in ogni nostra afflizione, affinché, mediante il conforto che noi stessi riceviamo da Dio, siamo in grado di confortare quelli che si trovano in qualsiasi afflizione."
Il Successo Secondo Dio
Wilkerson contrasta il concetto mondano di successo con quello biblico. Il successo biblico non si misura in termini di popolarità, ricchezza o numero di seguaci, ma nella completa resa alla volontà di Dio. Ministri che cercano solo la lode umana o che si concentrano su formule di successo falliscono nel loro ministero. Il vero successo risiede nell'avere il cuore completamente arreso a Dio, nel cercare solo le Sue direttive.
Paolo, pur avendo affrontato incredibili sofferenze, non si lamentava. La sua gioia più grande era udire la voce del Signore e predicare il messaggio che Dio gli dava. La sua vita era completamente arresa alla volontà del Padre.
La Soddisfazione in Ciò che Si Ha
Il cammino dell'arresa porta alla soddisfazione di ciò che si è e di ciò che si ha. Paolo, pur affrontando persecuzioni e rifiuti, affermava: "Ho imparato ad accontentarmi di quel che ho." La sua gratitudine non derivava dalle circostanze esterne, ma dalla consapevolezza di aver guadagnato Cristo. La sua speranza era rivolta alla gloria celeste, non alle ricompense terrene.
Anche di fronte alla gelosia o al rifiuto, Paolo non si scoraggiava. La sua gioia proveniva dalla relazione con Cristo, non dalla lode umana. La sua vita era incentrata sul portare il Vangelo, sapendo che ogni sforzo fatto per Cristo non sarebbe stato vano.

L'Amore di Dio: Una Rivelazione Eterna
Il messaggio di Wilkerson pone un'enfasi centrale sull'amore di Dio, una verità fondamentale per la vita cristiana. L'amore di Dio non è condizionato dalle nostre azioni, ma è eterno, radicato nella Sua stessa natura.
Amore Eterno e Incondizionato
Gesù pregò: "Padre, ...poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo." Questo rivela che l'amore del Padre per Cristo è eterno. Allo stesso modo, Gesù pregò che i suoi discepoli fossero amati come Lui è stato amato, indicando che l'amore di Dio per noi è antico quanto la Sua esistenza. Dio ci ha amati prima ancora che fossimo concepiti, fin dalla fondazione del mondo.
Questo amore non è guadagnato attraverso le nostre azioni o la nostra obbedienza, né inizia il giorno del nostro pentimento. Siamo amati da sempre, perché "Dio è amore." Egli smetterà di amarci solo quando smetterà di amare Suo Figliolo, cosa impossibile.
Mantenersi nell'Amore di Dio
L'apostolo Giuda esorta i credenti a "conservarsi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna." Questo significa non solo conoscere teologicamente l'amore di Dio, ma viverlo. Molti cristiani rimangono solo "immersi fino alle caviglie" nell'amore di Dio, sperimentandolo solo nei momenti di benessere.
Mantenersi nell'amore di Dio significa credere nel Suo amore anche nelle prove, nelle tentazioni e nelle difficoltà. Dio castiga i suoi figli con amore, come un padre corregge il proprio figlio. La sua correzione mira alla nostra guarigione e alla nostra crescita.

L'Amore di Dio Attraverso Cristo
Tutto l'amore di Dio dimora in Gesù. Noi riceviamo questo amore attraverso Lui. Sapere che l'amore di Dio ci viene trasmesso per mezzo di Cristo è cruciale per rimanere in questo amore. Non dobbiamo mai dubitare del Suo amore, anche quando affrontiamo prove o peccati.
L'amore di Dio per noi si manifesta nel Suo sacrificio per noi: "egli ha dato la sua vita per noi." Di conseguenza, anche noi siamo chiamati a dare la nostra vita per i fratelli, non necessariamente attraverso il martirio, ma attraverso una vita "morta" al proprio orgoglio e ambizione, permettendo allo Spirito Santo di purificare il cuore.
Il Timore di Dio e l'Obbedienza
Wilkerson collega strettamente l'amore di Dio al timore di Dio e all'obbedienza. Il timore del Signore è l'odio per il male. Chi ama Dio osserva i Suoi comandamenti. Questo non è un legalismo, ma una risposta naturale all'amore ricevuto.
L'Importanza del Timore di Dio
Il timore di Dio è essenziale per evitare il male e vivere una vita retta. Senza il timore di Dio, si può credere erroneamente che Dio tolleri il peccato. Al contrario, il timore di Dio ci spinge a fuggire le concupiscenze e a camminare nella santità.
Il timore di Dio si impara attraverso la Sua Parola e l'obbedienza. Coloro che non conoscono la Sua Parola sono persi. Dio non fa favoritismi; il peccato ha sempre conseguenze. La vera obbedienza non è un peso, ma una risposta d'amore.
Le Manifestazioni dell'Amore di Dio
L'amore di Dio si manifesta in diverse forme per coloro che Gli obbediscono:
- Manifestazione di Sé: "E io lo amerò e mi manifesterò a lui." Chi obbedisce a Cristo sperimenta la Sua presenza e la Sua rivelazione personale.
- Conoscere la Sua Voce: L'obbedienza affina le nostre orecchie spirituali per udire la voce di Dio, distinguendola dalle tentazioni e dalle false promesse.
- Risposte alle Preghiere e Gioia Completa: Chi dimora in Cristo e obbedisce ai Suoi comandamenti vedrà le proprie preghiere esaudite e la propria gioia resa completa.

Le Prove di una Vita in Cristo
David Wilkerson delinea tre prove fondamentali che dimostrano se un credente è veramente "in Cristo":
- Rinnovamento Continuo: Essere in Cristo significa essere in un processo costante di rinnovamento dello Spirito Santo, trasformati nell'immagine di Gesù.
- Guida delle Scritture: La vita di un vero credente è diretta dalle Scritture. Si teme la Parola di Dio e si vive in obbedienza ad essa.
- Fede Mista a Carità: La fede in Cristo si manifesta nell'amore verso gli altri, specialmente verso i fratelli nella fede. Questo amore non è una reazione impulsiva, ma una profonda disposizione al perdono e alla comprensione.
Le Amicizie e le Loro Conseguenze
Wilkerson dedica una parte significativa del suo insegnamento alle amicizie, sottolineando l'importanza di scegliere con saggezza chi ammettere nella propria cerchia intima. Le azioni dei nostri amici hanno conseguenze dirette sulla nostra vita spirituale.
La Scelta degli Amici
Dio si preoccupa profondamente della nostra cerchia ristretta di amici intimi, coloro che hanno maggiore influenza su di noi. Satana tenterà di portare nella nostra vita amici non credenti che potrebbero distruggere la nostra santità. Un vero amico credente si schiera sempre con la Parola di Dio, non solo con l'amico.
La Bibbia ammonisce: "Non fare amicizia con l’uomo collerico... perché tu non impari le sue vie ed esponga te stesso a un’insidia." Wilkerson esorta a rompere ogni relazione con amici non credenti nella cerchia ristretta.
Le Conseguenze delle Cattive Frequentazioni
Le Scritture offrono numerosi esempi di come le cattive frequentazioni possano portare alla rovina. Giosafat, pur essendo un uomo devoto, fece amicizia con Acab, un re malvagio. Questa alleanza portò a conseguenze disastrose, mettendo a rischio il suo regno e la sua stessa vita. L'apostolo Paolo ammonisce: "Non vi ingannate: le cattive compagnie corrompono i buoni costumi."
Chi parla male degli uomini di Dio o promuove comportamenti contrari alla Parola di Dio è un pericolo. La vera amicizia si basa sulla verità e sull'amore, anche quando questa verità comporta correzione.

Le Afflizioni e il Calice del Dolore
Wilkerson affronta il tema delle afflizioni, chiarendo che esse fanno parte del cammino cristiano. Non sono sempre un attacco del diavolo o un segno di giudizio divino, ma spesso sono parte del "calice del dolore" che Dio ci serve.
Il Calice di Dolore
Come Gesù nel Getsemani, anche i fedeli servitori di Dio sono chiamati a bere il loro calice di dolore. Questo può includere l'angoscia fisica, mentale o emotiva, ma anche il dolore profondo di essere feriti o scartati dagli amici, o il cuore spezzato quando i figli si allontanano.
Non dobbiamo fuggire dalle afflizioni, ma affrontarle con la consapevolezza che Dio le sta usando per il nostro bene. La fede in Colui che ci serve questo calice, e la comprensione del Suo scopo, ci permettono di berlo, sapendo che il Padre celeste ha il controllo.
La Notte di Confusione
Spesso, prima della vittoria, si sperimenta una "notte di confusione", un periodo in cui la guida divina sembra svanire e le preghiere sembrano inascoltate. Gesù stesso gridò sul Golgota: "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?". Giobbe, Davide e Pietro hanno tutti attraversato simili notti di smarrimento.
In questi momenti, è essenziale ricordare che Dio non ci abbandona mai. Egli può nascondere il Suo volto per un tempo, ma la Sua misericordia è eterna. La notte di confusione passerà, e la luce della vittoria sorgerà.

La Soddisfazione in Cristo e la Vita Eterna
La vita cristiana, secondo Wilkerson, non è una ricerca di successo mondano, ma una profonda soddisfazione in Cristo. L'orgoglio nella propria santità (Giobbe), il fallimento morale (Davide) o la missione mancata (Pietro) sono lezioni che ci portano a una dipendenza totale da Dio.
Le forze che producono santità sono quelle che hanno agito contro Cristo nel Getsemani: l'angoscia, lo scoraggiamento e il tradimento. Affrontare il proprio calice di dolore, confidando nella fedeltà di Dio, è la via per una vita di fede autentica.
Il Diletto del Padre
Dio si compiace di coloro che fanno la Sua volontà. Come Gesù fu l'eletto del Padre, anche i credenti, attraverso Cristo, sono accettati e dilettati da Dio. Questa accettazione non dipende dalle nostre opere, ma dall'opera redentrice del Figlio.
Le prove di essere "in Cristo" includono il rinnovamento continuo, la guida delle Scritture e la fede mista a carità. L'amore per gli altri, specialmente per i fratelli nella fede, è una chiara dimostrazione della presenza di Cristo in noi.
