Le omelie e le riflessioni cristiane spesso si concentrano sull'esigenza di una fede profonda e sull'applicazione dei principi evangelici alla vita quotidiana. Un tema ricorrente e di grande urgenza per la Chiesa è la condanna dell'aborto e della cosiddetta "cultura della morte", fenomeni che interpellano la coscienza dei fedeli e della società intera. Attraverso un forte richiamo all'interiorità, alla giustizia del cuore e all'esempio della Vergine Maria, si invita a una profonda riflessione sulla sacralità della vita e sulla potenza della misericordia divina.
Un Forte Richiamo all'Interiorità e alla Giustizia del Cuore
Il Vangelo di Cristo ci invita a superare una giustizia meramente esteriore, tipica degli scribi e dei farisei, per abbracciare una vera conversione del cuore. Gesù non approva chi guarda più all'esterno che all'interno dell'uomo, ma proclama l'urgenza di superare una "giustizia" che si preoccupa delle abluzioni rituali, delle posizioni da tenere nell'assemblea o dei vestiti adatti, trascurando i valori essenziali dello spirito e la purezza dell'animo. Ci insegna che ci sono valori più essenziali e decisivi, di cui ci si deve primariamente dar pensiero, ponendo l'attenzione sugli atteggiamenti dello spirito e sulla purezza dell'animo.
Estirpare il Male alla Radice
Questo forte richiamo all'interiorità si concretizza nell'esigenza di estirpare il male alla radice. Nel campo del rapporto col prossimo, non basta evitare l'omicidio, che è la più grave e clamorosa violazione del comando antico ed eterno: "Non uccidere". Bisogna eliminare ciò che anche solo inizialmente attenta all'amore che si deve a tutti, come il rancore segreto, l'odio coltivato, la durezza del giudizio e ogni parola offensiva. Tutto questo intrico di sentimenti, di parole e di atti che contrastano con il rispetto e la benevolenza verso i fratelli è condannabile e va tolto dalla nostra vita.
La Violazione del Comando "Non Uccidere": Il Dramma dell'Aborto
Come valuterà allora il Signore la società dei nostri tempi, dove così spesso si viola proprio il comando "Non uccidere" nei suoi imperativi primari e più gravi, e si arriva a sopprimere con la complicità della legge la vita umana innocente? Il mondo attuale è spesso caratterizzato da un egoismo, un odio e un'insensibilità ai diritti altrui che si impongono con un'arroganza nuova. È una dottrina morale alta e liberante, ma anche impegnativa e totalitaria. Questo Signore, proprio perché ci stima e ci ama, è esigente con noi, richiedendo una donazione interiore e un sacrificio che non ammette compromessi col male.

La Morale Sessuale e l'Uso della Parola
Gesù ci dice che non basta rifuggire dalle azioni esterne aberranti, ma va curata anche l'innocenza dei propositi e la rettitudine dei desideri. Come valuterà allora la società dei nostri tempi, che sembra farsi un punto d'onore di decantare il vizio in tutte le sue forme, anche le più strane e aberranti, e di deridere la virtù, presentata spesso come atteggiamento superato, oscurantista e perfino incivile? Nel campo dell'uso della parola, ci insegna che è troppo poco evitare gli spergiuri e la falsa testimonianza. Occorre coltivare un'assoluta lealtà interiore, un'abitudine al parlare schietto, dove sì vuol dire sì, e dove no vuol dire no. In un'epoca dove i mezzi di informazione alterano tanto spesso la presentazione della realtà al servizio di ideologie, e la preoccupazione di "fare notizia" prevale sulla verità, questo richiamo è più che mai attuale.
Maria ai Piedi della Croce: Fedeltà, Corredenzione e Misericordia
La figura di Maria Santissima ai piedi della croce offre un esempio straordinario di fedeltà e condivisione della passione, che illumina anche il dramma dell'aborto. Sotto la croce ci sono quattro donne, tra cui Maria Santissima, un'immagine di fedeltà in un momento in cui gli uomini sono scappati tutti, a cominciare dagli apostoli.
Lo Sguardo di Maria e il Dolore Innocente
Maria, madre, tiene fisso lo sguardo sul figlio, il "perfezionatore della fede". Non c'è nulla da ragionare davanti alla morte del proprio figlio, soprattutto di un figlio innocente. In questo sguardo si imprime un'immagine drammatica e meravigliosa, indelebile nella memoria. La Madonna ha resistito senza svenire a un dolore inimmaginabile, una spada che le ha trafitto l'anima, ben più appuntita di quanto si possa immaginare. Questa spada non è solo il dolore della morte del figlio, ma del figlio innocente, e oggi possiamo immaginarla nel cuore di Maria Santissima anche per la passione di Gesù e per le anime. La Madonna vive profondamente in tutte le relazioni, e questo è tipicamente femminile: la fedeltà all'amato.
Il Dramma dell'Aborto e la Fedeltà Femminile
Questo ci riporta, per esempio, al dramma dell'aborto. Una donna che l'ha subito, anche se per debolezza o per pressioni varie, non dimentica. Come possono le donne che hanno abortito, magari dietro consiglio di chi le ha detto di farlo, superare questo trauma psicologico dal momento che non riescono più a vivere? Il rapporto con i figli che non sono mai nati è una ferita che si ripresenta continuamente, a volte anche nel sogno, lasciando immagini depositate che non se ne vanno più. Il dolore di Maria, il suo "stare" sotto la croce, diventa così la stessa vita della Vergine Maria, un "ricordare" che dovrebbe entrare nel nostro cuore: ricordare quanto siamo costati a nostro Signore.
Maria Corredentrice e Madre di Misericordia
Maria non solo condivide la passione di Gesù, vedendo i chiodi sul suo corpo e la misericordia di Dio, ma diventa anche corredentrice. La sua compassione è profonda, una scelta libera di Dio. Lei impara cosa siamo costati a Dio e vede che la passione è vissuta con amore da Gesù. In lei entra la misericordia di Dio, effusa da Dio sul mondo, ma bisogna che qualcuno la riceva. Maria la riceve e la dona. Il Signore le dice: "Donna, ecco il tuo figlio!" (Gv 19,26). Questa maternità non si esaurisce nel rapporto Gesù-Maria, ma si riversa su Giovanni, il figlio amato, per fargli da mangiare la minestrina la sera? No, per riversare su di lui tutta la misericordia che ora era in Lei, una maternità nuova, l'amore di misericordia. I peccatori hanno bisogno di questa madre, ed è per questo che la Madonna è corredentrice e mediatrice. Con Giovanni, Maria diventa madre di tutti i credenti, donando una maternità di misericordia, e in quel momento il Signore domanderà anche a noi: "Che cosa vuoi che io faccia per te?".
Meditazione guidata - Maria stupore del Cielo
Il Genocidio Silenzioso e la Cultura della Morte
In un momento storico in cui si parla molto di emergenze umanitarie, appare ancora più amara la constatazione di un genocidio silenzioso che continua a perpetrarsi senza il dovuto riconoscimento.
L'Invisibilità dei Più Poveri
Come è possibile che il Vicario di Cristo dimentichi il genocidio in corso, ben superiore per quantità e qualità alla pur dolorosa Seconda Guerra Mondiale, ai Gulag, ai massacri di Pol Pot? Solo in Italia, 6 milioni di aborti in 39 anni di legge 194, più gli incalcolabili aborti illegali, gli aborti premeditati e selettivi della Procreazione Medicalmente Assistita, gli aborti chimici, ecc. E vogliamo calcolare cosa succede nel mondo ogni anno? C'è chi si turba per lo scarso riconoscimento dato ai martiri, associando a essi i milioni di bambini abortiti; sacrificati sull’altare della cultura della morte, della divinità “qualità della vita”, in odio al Dio amante della vita. Non pensiamo che sia colpa dei Massoni o dei vari Soros o delle femministe, ma è la conseguenza di una società che proclama Dio Padre, creatore del cielo e della terra, nel Credo della domenica, ma appena fuori non ha né Padre né Figlio. La persona cui è stata sottratta la vita dal grembo materno è il più povero ed invisibile degli esseri umani e, per far eco alla Santa di Calcutta, “il più povero tra i poveri”. Non si può e non si vuole accettare che questo popolo di creature senza vagiti e senza carezze di mamma sia meno determinante, per il futuro dell’umanità e della Chiesa, che il popolo dei migranti e dei profughi.
Il Diritto alla Vita come Bene Inalienabile
Il diritto alla vita è sacro ed inalienabile, più del diritto alla terra, alla famiglia, alla libertà. La Parola di Dio ci dà la certezza e la consolazione: «Anche se una donna dimenticasse il figlio, io non ti dimenticherò mai… Sulle mie palme ti porto tatuata…» (cfr. Is 49,15-16). Sono le mani di Gesù forate dai chiodi! Il peccato originale ha ferito l’uomo, che tende al male; per questo esistono le leggi, per impedirci di fare i nostri comodi quando questi danneggiano i diritti di qualcun altro. La Chiesa ci invita ad andare oltre la legge, ma può farlo solo se prima ci ha insegnato a pregare, pregare senza interruzione, chiedendo lo Spirito Santo perché ci faccia incontrare Cristo. Allora, pieni della gioia di questo incontro, pazzi del suo amore, risorti già adesso in questa vita perché abbiamo scommesso tutto sul Risorto, potremo nel sacrario intimo e inviolabile del nostro cuore decidere di andare oltre la legge, e di amare anche quando non è giusto, perché questo è l’amore.

La Misericordia Divina e la Necessità della Preghiera
La strada della salvezza è aperta attraverso la misericordia del Padre. Se saremo pronti, diremo: "Vedo la croce...", ma se non abbiamo mai capito cos'è la misericordia, cosa faremo? Che ci vada, andremo a capirlo nel Purgatorio, ma ben che ci vada! Non diamo al Signore il dispiacere della nostra diffidenza, ma gridiamo sempre con fede incrollabile la nostra invocazione: «Gesù, abbi pietà di noi!».
L'Esempio di Bartimeo e la Fede Perseverante
Il protagonista del Vangelo è Bartimeo, un cieco talmente preso dalla speranza di ottenere una grazia da Gesù che non si ferma nemmeno davanti ai rimproveri della gente. Egli continua a gridare: «Gesù abbi pietà di me!» (Mc 10,47). Quella invocazione: «Figlio di Davide», è anche una vera e propria professione di fede. Gesù si ferma e lo fa chiamare, e pur non avendo bisogno di sapere cosa volesse, gli domanda: «Che cosa vuoi che io faccia per te?» (Mc 10,51), per dargli l'occasione di sentirsi compreso e rafforzare la sua fede. Così Gesù fa anche con noi: vuole che noi formuliamo la nostra richiesta per dilatare in noi il desiderio della grazia e per esercitare la nostra fede. Bartimeo persevera nella sua preghiera, e Gesù l'esaudisce, dicendo: «Va', la tua fede ti ha salvato» (Mc 10,52). La mancanza di fede, in un certo senso, paralizza l'Onnipotenza di Dio. Quante grazie Egli non può donarci perché non preghiamo e perché la nostra preghiera è fatta senza fede viva! I raggi opachi della Medaglia Miracolosa simboleggiavano tutte le grazie che la Madonna avrebbe voluto donare da parte di Dio all'umanità, ma non poteva farlo proprio perché non si pregava con fede. Facciamo nostro il grido di Bartimeo e innalziamo sempre fiduciosi la nostra preghiera a Dio per la mediazione materna della Vergine Santa, perché la nostra preghiera sia sostenuta dalla loro preghiera e giunga certamente al Cuore di Gesù.
Superare la Legge attraverso lo Spirito Santo
Hanno ragione i governi che cercano di stabilire una società ordinata, che tuteli e protegga se stessa nel rispetto delle leggi, ordinate a una gerarchia del bene. Contemporaneamente hanno ragione i nostri pastori a ricordarci di pregare e digiunare per chiedere la grazia di saper fare la volontà di Dio, perché quando saremo pieni di Spirito Santo, abitati solo da lui, sapremo andare oltre la gerarchia del bene. L'essere cristiani non è solo un insieme di atteggiamenti o comandamenti, ma un dramma d'amore che deve entrare nel nostro cuore. È un lasciarsi liquefare dalla misericordia del Signore, e non c'è altro da fare che lasciarsi travolgere da questa misericordia che è l'essere rapiti. Molti preti, quelli che vogliono appartenere solo a Cristo e danno la vita nel silenzio, senza curarsi delle polemiche mediatiche e politiche, hanno molto chiaro tutto questo. Pochi altri, quelli che hanno manie di protagonismo politico, no, non parlano di peccato originale e di preghiera, di come solo Dio ci possa dare la miracolosa possibilità di essere buoni. La misericordia di Dio è lì, una porta aperta che ci invita a non scappare dal Calvario, ma a stare lì con Maria Santissima, abbracciando il Signore e non la nostra rabbia solitaria.