Scritti Civili di Vittorio Bachelet: Un Esempio di Cittadinanza Attiva e Servizio

La scelta di dedicare una parte degli “Scritti Civili” di Vittorio Bachelet, editi da Editrice Ave, alla seconda prova scritta per il liceo delle Scienze Umane rappresenta un'opportunità preziosa per avvicinare i giovani alla figura e all'opera di un uomo di grande spessore. Bachelet, che fu presidente dell'Azione Cattolica in un periodo complesso per la democrazia italiana, è un esempio di cristiano esemplare e di servitore della Repubblica, fino al suo estremo sacrificio.

La sua vita offre ancora oggi spunti di riflessione significativi, sia per i più giovani che per gli adulti. Ci insegna cosa significhi amare e servire il proprio Paese e le sue istituzioni democratiche, dimostrando che ognuno di noi può diventare un "cittadino attivo", a patto di esserne consapevoli e di assumersene la responsabilità. Questo impegno si traduce nella volontà di garantire diritti e doveri per tutti, di rivolgere lo sguardo verso chi soffre ingiustizia, povertà e disuguaglianza.

Attraverso il suo sorriso carico di speranza, Vittorio Bachelet ha testimoniato i valori dell'Azione Cattolica: l'umanità come una comunità di fratelli e sorelle che devono prendersi cura gli uni degli altri e della "casa comune". Egli stesso sottolineava l'importanza fondamentale di "formare i giovani alla responsabilità, alla saggezza, al coraggio e, naturalmente alla giustizia. In particolare, dovrà coltivarsi nei giovani la virtù della prudenza".

Vittorio Bachelet sorridente

L'Azione Cattolica e il Contributo alla Resistenza

Gli studi più recenti sulla partecipazione dei cattolici alla Resistenza concordano nell'affermare il valore assoluto del contributo offerto dal laicato cattolico organizzato al movimento di liberazione. Numerosi soci, socie e assistenti dell'Azione Cattolica si spesero attivamente nella lotta partigiana, perdendo la vita durante l'occupazione nazifascista.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre, quando le attività ufficiali dell'Azione Cattolica divennero estremamente rischiose a causa della vigilanza nazifascista, i soci si impegnarono a rinsaldare i legami associativi e a consolidare i legami basati su valori culturali e religiosi comuni. In molti casi, questa rete associativa rafforzata fu determinante per la scelta di aderire alla lotta armata contro l'occupante.

L'esponente democristiano Benigno Zaccagnini, ricordando la sua esperienza, descrisse i dubbi e le paure che colpirono molti soci dopo l'8 settembre: "Cominciammo a tessere le nostre file [...]. Ma quante discussioni! Potevamo essere dei ribelli? Era lecita la rivolta? Era lecita quella particolare forma di guerra che era la guerra partigiana? Noi non potevamo agire né per vendetta, né per calcolo, né per odio, ma solo per giustizia e per amore. Si poteva entrare in quella bufera scatenata di vendetta, di delazioni, di sabotaggi, di distruzioni con la divisa dell’amore? Si poteva essere, come la preghiera diceva, ribelli per amore?". Nonostante questi tormenti interiori, la necessità dell'azione e dell'organizzazione spesso prevaleva.

La Tela Associativa come Fondamento per l'Impegno nella Resistenza

La comune militanza nell'associazione divenne per molti soci un impulso per superare le proprie esitazioni e unirsi alle formazioni partigiane. I gruppi di giovani, legati dalla condivisione di spazi, legami, educazione e riflessioni tipiche della formazione ricevuta nei circoli dell'Azione Cattolica, strutturarono vere e proprie collettività ristrette che reagirono in modo consequenziale all'elaborazione interna. La tela associativa offriva una funzione protettiva al singolo e un forte elemento identitario per intraprendere o proseguire l'opera nella Resistenza.

Molti giovani, negli ultimi scritti prima della condanna a morte o poco prima di cadere in battaglia, espressero la loro adesione ideale all'associazione, sottolineando la comunanza di valori assorbiti durante la formazione nei circoli e riadattati all'impegno nella lotta contro l'occupante nazifascista.

La Testimonianza di Gino Pistoni

Una delle storie più note è quella di Luigi Pistoni, detto Gino, nato a Ivrea nel 1924. Cresciuto nel circolo Giac "Contardo Ferrini", si distinse fin da giovane per capacità e dedizione, collaborando con il Centro diocesano della Gioventù Cattolica di Ivrea, di cui divenne segretario.

Prima di compiere vent'anni, nel gennaio 1944, fu richiamato per il servizio militare dalla RSI. Prima di arruolarsi, partecipò a un ritiro regionale della Giac a Torino, dove conobbe Carlo Carretto, che lo invitò a unirsi alla Società Operaia, un sodalizio laicale. Nella preghiera di ingresso, Gino scrisse: "Ti ringrazio per avermi chiamato, due anni fa, a far parte dell’Azione Cattolica, e di aver dato alla mia vita, prima di allora veramente vuota, uno scopo che la rendesse degna di essere vissuta".

Documento storico o foto d'epoca di Gino Pistoni

Dopo un breve periodo di formazione militare, Gino decise di abbandonare l'esercito repubblichino, contrario ai suoi valori, per unirsi alle formazioni della Resistenza. Si aggregò al battaglione "Caralli" della 76ª brigata della VII divisione Garibaldi, operando con il nome di battaglia "Ginas".

Il 25 luglio 1944, durante un combattimento nella valle di Gressoney, mentre le sue truppe arretravano, Pistoni si attardò per aiutare un milite della RSI ferito. In questo conflitto a fuoco, una scheggia di mortaio gli recise l'arteria femorale, ponendo fine alla sua vita. Prima di morire, Gino scrisse sul suo zaino con il sangue un ultimo messaggio: "Offro mia vita per Azione cattolica e per Italia, Viva Cristo Re".

"Ribelli per Amore": Il Sacrificio come Testimonianza di Fede

Il sacrificio di Gino Pistoni rappresenta un caso emblematico in cui la consapevolezza di dover operare per la salvezza del prossimo spinse al sacrificio personale, persino verso il nemico. La sua testimonianza in punto di morte illumina ulteriormente il contributo dell'Azione Cattolica, all'epoca l'unica associazione laicale ufficialmente attiva in Italia al di fuori delle organizzazioni fasciste, alla formazione di una coscienza resistenziale.

Non era raro che i soci, anche negli ultimi momenti di vita, sentissero il bisogno di esprimere gratitudine per quanto ricevuto nei circoli dell'Azione Cattolica o di riaffermare la propria appartenenza all'associazione. Gino Pistoni è ricordato come uno dei più convinti assertori della necessità di combattere senza odiare il nemico, fino al sacrificio della propria vita. Luciano Tavazza descrisse i suoi ultimi istanti: "Distese il sacchetto su una pietra, fino a farne un bianco fazzoletto, intinse un dito nella ferita aperta e cominciò a scrivere col suo sangue: “Offro mia vita per Azione Cattolica. Italia”. Gli si annebbiavano gli occhi. Aggiunse: “Viva Cristo Re” e si accorse d’aver scritto per traverso, malamente, ma non gli importava più nulla. Aveva scritto l’ultima sua lettera, una delle tante della resistenza, senza una parola di odio. Perciò aveva usato il verbo “offro”, perciò era sceso al ponte a salvare il “marò”, perciò aveva scelto la via dei monti e della libertà".

Gino Pistoni fu un "ribelle per amore", che scelse l'estremo sacrificio per testimoniare i valori e gli insegnamenti appresi durante il suo percorso formativo e di militanza in Azione Cattolica.

Alessandro Barbero - La Resistenza italiana

L'Azione Cattolica Oggi: Sinodalità e Inclusività

L'Azione Cattolica, attraverso un cammino assembleare triennale, mira a rafforzare la consapevolezza della straordinarietà delle opere di Dio nelle vite dei suoi aderenti, la ricchezza del vincolo associativo e le opportunità di evangelizzazione e le sfide del mondo contemporaneo. Il documento assembleare funge da "Instrumentum laboris", guidando l'associazione nel perseguire uno stile di sinodalità, come richiamato da Papa Francesco.

L'associazione si interroga costantemente sul senso del proprio servizio: per chi, in quali luoghi, con quali modalità e quali scelte intraprendere. La responsabilità di custodire una storia ricca di esperienze e testimonianze di fedeltà al Vangelo spinge l'Azione Cattolica a raccontare che "nessuno si salva da solo", ma che Dio ci attrae attraverso la complessa trama di relazioni interpersonali all'interno della comunità umana.

Fortemente ancorata a una dimensione popolare, l'Azione Cattolica si distingue per la sua capacità di vivere l'intergenerazionalità, unendo giovani e adulti in una grande famiglia. Nella diocesi di Lecce, l'associazione trova un terreno fertile per l'impegno della Chiesa nell'ascolto delle esigenze di ogni persona.

"Scrutati dalla Scrittura": un Percorso di Crescita Continua

Il percorso assembleare dell'Azione Cattolica non si limita ai giorni dell'assemblea, ma è un cammino in divenire, da costruire insieme. L'ispirazione giunge dalle lettere contenute nell'Apocalisse, dettate da Gesù Risorto a Giovanni, per dare vita a processi che edificano il popolo e puntano alla pienezza umana, piuttosto che a risultati effimeri.

Il riferimento a Laodicea, una città prospera ma con una comunità mediocre ("Tu non sei né freddo né caldo"), invita a una costante vigilanza e a un rinnovamento spirituale.

50 Anni dallo Statuto: Rinnovamento e Azione Cattolica dei Ragazzi

Il triennio trascorso è stato segnato dai festeggiamenti per il 150° anniversario della nascita dell'Azione Cattolica. Parallelamente, si celebra il 50° anniversario del rinnovamento dello Statuto e della nascita dell'Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR). Lo Statuto del 1969 ha definito un'AC popolare e democratica, riconoscendo nei più piccoli portatori di doni preziosi per la comunità ecclesiale e civile, protagonisti di un cammino di fede orientato alla missione.

"Tutto Ciò Che È Umano Ci Riguarda": L'Azione Cattolica nel Territorio

L'Azione Cattolica si propone di essere presente ovunque le persone abitano, lavorano, studiano, giocano e soffrono, mettendosi al servizio della realtà e del territorio in cui è radicata. La missione è considerata il compito primario dell'associazione, che chiama a farsi prossimi all'altro per ascoltare problemi, bisogni, attese e speranze.

La Parrocchia: Casa e Luogo di Incontro

Per un battezzato e un laico di Azione Cattolica, la parrocchia è il luogo della familiarità con il Signore, dove la Fede viene alimentata attraverso l'incontro con la Parola e l'Eucaristia. È il luogo in cui la Fede si incarna, si confronta e si scontra nel rapporto con il parroco, i fratelli e gli altri gruppi, rappresentando il primo punto di contatto tra la dimensione spirituale e la realtà terrena.

L'Azione Cattolica non deve temere di vivere con maturità il rapporto con il parroco e gli altri gruppi parrocchiali, poiché è da qui che si sviluppa l'ascolto profondo e la costruzione di relazioni sempre nuove, che valorizzano ogni persona.

Il Mondo della Cultura: Scuola e Università

L'associazione considera la scuola uno degli ambiti in cui si esprime più intensamente la sua vocazione missionaria, grazie all'impegno dei ragazzi del Movimento Studenti. Portare il Vangelo a scuola significa accompagnare i ragazzi nella costruzione di una cittadinanza consapevole, permettendo loro di esprimere le proprie potenzialità e di farsi portatori dell'incontro vissuto nei gruppi parrocchiali.

La Città: Vivere la Fede nel Tessuto Sociale

Vivere la fede significa incarnare l'esperienza spirituale nel tessuto sociale. Come l'anima è nel corpo, così i cristiani sono nel mondo. L'Azione Cattolica si impegna a stare nelle cose del mondo, a conoscere i fenomeni e a cogliere i cambiamenti del nostro tempo, offrendo gesti concreti di accoglienza, solidarietà e amore disinteressato.

Immagine che rappresenta la città e le persone che interagiscono

Per un'Associazione Sinodale e a Misura di Tutti: Lo Stile dell'AC di Lecce

La sinodalità è un cammino di crescita quotidiana, in cui i laici di Ac valorizzano ogni posizione e il dialogo che ne scaturisce, riconoscendo la ricchezza che ciascuno apporta. L'obiettivo è costruire reti e alimentare relazioni di amicizia che arricchiscano la comunità, individuando insieme le "cose da fare" e mantenendo un "passo comune".

L'Azione Cattolica di Lecce investe nel dialogo tra generazioni, creando occasioni di incontro tra ragazzi, giovani e adulti. La corresponsabilità in parrocchia con gli altri gruppi si esercita attraverso l'ascolto e la pazienza, collaborando con chi opera all'interno e all'esterno della parrocchia.

Sul versante del rapporto con i sacerdoti, l'associazione punta a un laicato maturo, capace di evangelizzare in un mondo in cui i valori cristiani sono messi in discussione. È fondamentale investire su relazioni fraterne e sincere con il clero, mostrando il volto bello dell'associazione e mettendosi al servizio della Chiesa.

"A Misura di Tutti": Accoglienza e Partecipazione

L'Ac si propone di essere sempre più "a misura di tutti", motivando ogni decisione e scelta affinché ogni socio possa partecipare attivamente e responsabilmente alla vita associativa. Essere "casa accogliente per chiunque" è l'obiettivo primario.

La consapevolezza di appartenere a una famiglia che travalica i confini parrocchiali, arricchita dalla storia di chi ci ha preceduto, spinge a valorizzare gli strumenti offerti dall'associazione per il proprio desiderio di felicità piena.

Scelte che Guardano Lontano: Le Sfide dell'AC di Lecce per il Futuro

La sinodalità e l'essere un'Ac a misura di tutti devono tradursi in scelte lungimiranti. L'associazione intende investire sulla creazione di nuove commissioni, mantenere saldo il legame tra il Settore Giovani e il Movimento Studenti, curare le relazioni fraterne con il Vescovo e i parroci, e rafforzare il rapporto con i seminaristi.

  • Investire sulla creazione di nuove commissioni, segno dell'attenzione dell'associazione al contesto in cui vive.
  • Mantenere saldo il legame tra il Settore Giovani e il Movimento Studenti, realtà rivolte alla cura del giovanissimo.
  • Curare le relazioni fraterne, in particolare il dialogo sincero e profondo, con il Vescovo e i parroci, mostrando un laicato maturo e consapevole.
  • Curare il rapporto tra l'associazione e i seminaristi, per conoscere le loro aspettative e far conoscere il contributo dell'Ac.

Il 7 marzo 2022 è stato il primo appuntamento della rubrica #unosguardosu, dedicata a racconti, testimonianze, testi letterari e del Magistero della Chiesa per approfondire il percorso formativo dell'anno. La rubrica esplora come l'adulto vive il mondo degli affetti, la tradizione, il lavoro, la festa, la fragilità e la cittadinanza, offrendo spunti di riflessione, speranza, impegno quotidiano e testimonianza di fede.

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