Il Libro di Ester è un racconto biblico affascinante, ambientato durante i tempi dell'impero persiano, che costituisce un'importante testimonianza della fede e della resilienza del popolo ebraico. Tradizionalmente annoverato tra i Libri storici della Bibbia, esso condivide con i libri di Giuditta e Rut un fine principalmente teologico e pedagogico, descrivendo l'assistenza che Dio rivolge ai suoi fedeli perseguitati.
La vicenda si colloca alcuni anni prima del ritorno di Esdra a Gerusalemme, in un periodo storico successivo al rientro degli Ebrei dall'esilio (538 a.C.). Non tutti i deportati erano tornati in patria; molte famiglie ebraiche erano rimaste nei territori dove erano state deportate, spesso affrontando contrasti e persecuzioni a causa delle loro usanze e modi di vivere diversi dalle popolazioni locali.

La Trama Principale: Dalle Vicende Reali alla Minaccia
La storia ha inizio nella città di Susa, la capitale, quando il re persiano Assuero (che alcuni studiosi identificano con Serse I, regnante dal 486 al 465 a.C.) organizza un grande banchetto per mostrare la sua ricchezza e potenza. Durante la festa, il re chiama la regina Vasti affinché si mostri al popolo, ma lei rifiuta. A seguito di questo rifiuto, il re decide di scegliersi un'altra moglie che sarà la nuova regina.
In tutto l'impero, le più belle giovani vengono radunate per essere presentate al re, e tra queste c'è anche Ester, una giovane ebrea orfana che viveva con suo cugino Mardocheo, il quale l'aveva allevata poiché i suoi genitori erano morti quando lei era piccolina. Ester, il cui nome ebraico אֶסְתֵּר equivale a הֲדַסָּה “Hadassah” che significa “mirto”, attira la simpatia del re di Persia, diventa sua sposa e, a sua volta, regina. Mardocheo, un servitore del re, e Ester diventano così gli israeliti più importanti nel regno di Persia.
Nel frattempo, Mardocheo scopre un complotto per assassinare il re e lo rivela ad Ester, che a sua volta lo comunica al re attribuendolo a Mardocheo. Questo evento viene registrato, ma Mardocheo non riceve subito un riconoscimento.
L'Ascesa di Aman e la Congiura Antiebraica
Le invidie e le gelosie subentrano con l'ascesa di Aman, un uomo molto importante in Persia e primo ministro del re. Aman vuole che Mardocheo si inchini dinanzi a lui, ma Mardocheo rifiuta di farlo, poiché gli ebrei non possono adorare nessuno se non Dio, e Mardocheo non crede sia giusto inchinarsi a un uomo tanto cattivo. Questo rifiuto fa infuriare Aman.
Per vendetta, Aman racconta al re delle bugie sugli israeliti. Egli afferma: «Sono un popolo malvagio che non ubbidisce alle tue leggi. Dovrebbero essere messi a morte». Assuero, ignorando che sua moglie Ester è israelita, emana un decreto che stabilisce l'annientamento degli ebrei. Aman aveva fissato la data del loro sterminio, estraendola a sorte.

L'Intervento Coraggioso di Ester
Quando viene a sapere di questa legge, Mardocheo è molto preoccupato e manda a Ester un messaggio: «Devi parlare al re e pregarlo di salvarci». È contro la legge dei persiani presentarsi al re se non si è invitati, e Ester è spaventata dalle conseguenze di avvicinarsi al re senza essere chiamata. Tuttavia, Mardocheo la esorta, suggerendo che forse lei è diventata regina proprio per un momento come questo (un'allusione all'aiuto divino).
Ester decide di agire con coraggio. Si presenta al re senza essere stata invitata. Il re, colpito dalla sua audacia, le tende il suo bastone d'oro, il che significa che non verrà uccisa e la sua richiesta sarà ascoltata. Ester invita il re e Aman a un banchetto, e in seguito a un secondo banchetto, dove rivela la minaccia che incombe su di lei e sul suo popolo.
A quel banchetto Ester dice al re: «Vogliono uccidere me e il mio popolo». Il re si adira: «Chi osa fare una cosa del genere?», chiede. Il re è veramente adirato quando scopre il complotto di Aman. Ordina che Aman venga ucciso.
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Il Trionfo degli Ebrei e il Messaggio del Libro
Aman viene giustiziato e Mardocheo viene nominato consigliere di alto rango del re, ricevendo un posto nel governo secondo solo a quello del sovrano. Mardocheo si interessa quindi di fare emanare un'altra legge che permetta agli israeliti di difendere la propria vita il giorno in cui avrebbero dovuto essere uccisi, poiché il re non poteva revocare un decreto reale già emanato. Gli ebrei si preparano per la battaglia e riescono a sconfiggere i loro avversari. Il giorno sorteggiato per il loro sterminio vede invece il trionfo degli Ebrei sui loro persecutori.
Il Libro di Ester, di cui possediamo un testo ebraico e un testo greco (quest'ultimo compreso tra i cosiddetti libri Deuterocanonici), ha un messaggio profondo. Il testo greco, nel suo contenuto, è abbastanza simile al primo, ma contiene anche sei aggiunte che gli conferiscono una caratteristica religiosa più spiccata. Non sappiamo se il libro sia stato scritto prima o dopo la persecuzione di Antioco IV Epifane, descritta in 1 e 2 Maccabei. In ogni caso, il suo scopo è quello di infondere coraggio negli Ebrei, invitandoli, quando sono perseguitati con violenza e senza ragione, a tentare ogni via umanamente possibile per difendersi. L'aiuto di Dio non è escluso (come suggerito in Ester 4,14), ma il libro esorta soprattutto alla resistenza e alla speranza. Ricorda agli Ebrei, ovunque si trovino, che essi hanno diritto alla loro libertà e devono difendere la propria identità.