Il Santuario della Madonna di Monserrato all'Isola d'Elba

Il Santuario della Madonna di Monserrato sorge arroccato sulla cima di uno sperone roccioso, a circa tre chilometri dal centro di Porto Azzurro, sull'Isola d'Elba. Inserito in un paesaggio molto caratteristico tra cipressi e macchia mediterranea, è un luogo di grande bellezza e profonda spiritualità.

Vista panoramica del Santuario della Madonna di Monserrato sull'Isola d'Elba

Storia e Fondazione

La storia del Santuario inizia nel 1606, anno in cui fu costruito per volere di José Pons y Léon, governatore spagnolo del Presidio di Longone (l'attuale Porto Azzurro). Di animo pio, Pons subì intensamente il fascino suggestivo offerto da quella vallata, decidendo così di erigervi un santuario.

L'edificio fu dedicato alla Madonna di Monserrato, a ricordo del celebre santuario omonimo esistente in Catalogna, nei pressi di Barcellona. Fu eretto su uno spicchio di roccia e fiancheggiato su tre lati da una chiostra di monti, in uno scenario di selvaggia e grandiosa bellezza. Lo scrittore francese M. Valerj, parlando di una visita al santuario, affermò che “se le strade e le grandi costruzioni annunciano la dominazione dei romani oppure dei francesi l’impero, gli eremitaggi e i luoghi di devozione, visitati dai pellegrini, sono le tracce più caratteristiche e più durevoli della dominazione spagnola”. A questa tradizione nazionale non venne meno il Pons.

Don José provvide anche alla dotazione della chiesa col suo testamento, rogato a Madrid il 17 maggio 1616. Assegnò al santuario una cospicua dotazione consistente in terreni, censi, livelli e un molino in località Reale, affinché i padri agostiniani di Piombino vi tenessero ogni giorno una messa.

Nel 1759, quando la piazza di Longone passò a far parte del regno di Napoli, venne istituita una commissione per ricercare i beni appartenenti al santuario. Si accertò che il patrimonio si era molto assottigliato, poiché una parte figurava in proprietà di altre persone, senza che esistesse "declaratión ni indicio de como los mismos han alienados". La commissione concluse dichiarando "se habían perdidos las copias de los actos de compra".

Architettura e Caratteristiche

Il santuario si distingue per una chiara matrice barocco-iberica. Ha la forma di un rettangolo irregolare e contiguo a esso, a creare un corpo unico, c'è la sagrestia. Sopra la chiesa svetta un'alta cupola classicheggiante, sormontata da una lanterna, e il campanile è a vela.

La facciata, disadorna, mostra bene le modifiche a cui è andata soggetta nel corso del tempo. L'edificio è circondato da quattro ali di portici e al di sopra del porticato principale la facciata offre un affresco raffigurante la crocefissione. La parte retrostante della chiesa, insieme all'attuale facciata, venne realizzata nel 1768.

Dettaglio della facciata barocco-iberica del Santuario di Monserrato

L'interno è perlopiù spoglio, anche se in qualche punto le pareti svelano tracce di affreschi. Interessante è la decorazione parietale della sacrestia e degli ambienti attigui, con volute vegetali rosso ocra, dove spiccano cartigli dipinti del XVIII secolo in lingua latina con citazioni tratte da varie opere letterarie tra cui la Genesi e l'Eneide. Le influenze della cultura architettonica del barocco iberico si avvertono nelle decorazioni che movimentano le superfici.

L'Immagine della Madonna Nera

Sull'altare di marmo si trova la grande attrazione per i fedeli: il dipinto della Madonna Nera. Si tratta di una copia di quella più celebre della Nuestra Señora Morena conservata nel santuario di Montserrat in Catalogna, edificio realizzato in un contesto paesaggistico molto simile.

Dipinto della Madonna Nera del Santuario di Monserrato

Di autore ignoto, ha un modesto pregio pittorico e raffigura Maria assisa in trono con il Bambino in grembo.

Importanza Storica e Culturale

Il santuario ha goduto di molta fama specialmente nel XVII e nel XVIII secolo, divenendo meta di frequenti pellegrinaggi da parte di marinai, contadini e predicatori d'ogni risma. Per tutto il Settecento, il Santuario e l'annesso romitorio (nel quale, inizialmente, dimoravano 5/6 frati e poi, dal XVIII secolo, due eremiti ed un cappellano) furono una tappa indeclinabile del pellegrinaggio dell'Isola.

Nel 1722, il governatore Don Diego d'Alarçon, preoccupato dalla mancanza di sufficiente assistenza religiosa ai militari, chiese a Filippo V di avere alcuni frati. San Paolo della Croce, in uno dei suoi innumerevoli viaggi compiuti all'Elba, identificò il Santuario e il sito circostante come il luogo ideale per fondare la sua nascente comunità, i Passionisti. Così, quando nel 1729 pose la sua sede sul monte Argentario, nel 1735 fece richiesta al governatore di stabilirsi a Monserrato. I Padri agostiniani e gli altri ecclesiastici interpellati dettero, però, parere sfavorevole. I Passionisti fecero un altro tentativo per ottenere Monserrato alla fine del secolo, ma senza successo.

Nel corso degli anni, tuttavia, cadde in progressivo stato di abbandono, fino alla fine del XIX secolo. Tra le figure storiche che lo visitarono, spicca Napoleone Bonaparte che, accompagnato da Pons e da Bertrand, volle visitare il santuario nel settembre del 1814.

Bellezza Negata - Santuario della Madonna di Monserrato all'Isola d'Elba

Il Contesto Paesaggistico e Naturale

Il Santuario della Madonna di Monserrato sorge in una stretta vallata, in uno scenario di selvaggia e grandiosa bellezza, con ripide montagne che si innalzano sullo sfondo, conferendo una certa austerità al luogo. È inserito in un paesaggio molto caratteristico tra cipressi e macchia mediterranea.

Per molti anni, accanto al santuario si trovava il celebre “Nonno Pino” di Monserrato, uno dei pini domestici più grandi d’Italia, con un’età stimata tra i 250 e i 400 anni, un tronco di oltre 5 metri di circonferenza e un’altezza che sfiorava i 20 metri. Dal tronco del grande pino è stata però ricavata una suggestiva scultura raffigurante la Madonna di Monserrato, realizzata dall’artista Andrea Gandini, noto per le sue opere scolpite direttamente nel legno.

Scultura della Madonna di Monserrato ricavata dal tronco del

Informazioni per la Visita

Come Arrivare

Da Porto Azzurro, per raggiungere il Santuario, è necessario prendere la strada provinciale per Rio Marina (SP 26). Dopo circa 1 chilometro, sulla sinistra, si trova un segnale che indica la strada. Si imbocca poi la via che s’inoltra nella valle di Monserrato, fino ad un plurisecolare pino domestico. Da qui, con il sentiero n. 226, si può raggiungere il Santuario della Madonna del Monserrato.

Cosa Visitare nelle Vicinanze

Oltre al Santuario, è possibile visitare la cella del romitorio, il refettorio e l'erboristeria, tutti aperti al pubblico.

Contatti e Gestione

Il Santuario è gestito da volontari. Prima di partire, è consigliabile verificare l'apertura contattando i riferimenti indicati: +39 0565 95075.

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