I Santuari e le Chiese delle Langhe: Tra Arte, Storia e Paesaggio

Le Langhe, il Roero e il Monferrato evocano immagini di dolci colline ricoperte da vigneti, piccoli paesi circondati dai campi, chiesette e castelli medievali, profumi di vino, tartufi e castagne. Questo territorio, compreso tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo, è un microcosmo di ambienti diversi dove uomo e natura da secoli vanno a braccetto, offrendo una sensazione di tranquillità mista a bellezza. L'Unesco ha decretato nel 2014 che i paesaggi vitivinicoli di Langhe, Monferrato e Roero sono meritevoli del riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità. Oltre agli incredibili scorci e all'arte e ai piatti tradizionali, le Langhe sono costellate di chiesette, monasteri, santuari e sacri monti, mete ideali per gite culturali e momenti di raccoglimento.

Veduta panoramica delle colline delle Langhe con vigneti e borghi al tramonto

La Cappella del Barolo: Un Gioiello di Arte Contemporanea

Tra i vigneti piemontesi delle Langhe, nel comune di La Morra (CN), si trova la Cappella del Barolo, anche conosciuta come Cappella delle Brunate o Cappella della SS. Madonna delle Grazie. È senz’altro la chiesa più colorata d’Italia e, con la sua vivace policromia, non passa di sicuro inosservata.

Storia e Rinascita di un Rudere

Edificata intorno al 1914 nei pressi del vigneto delle Brunate, la cappella fu voluta da un gruppo di contadini che lavoravano nei dintorni. Inizialmente dedicata alla Santissima Madonna delle Grazie, il suo scopo era quello di tutte le chiese campestri: da una parte, proteggere il raccolto; dall'altra, fungere da rifugio per le giornate di tempesta e, all'occorrenza, da magazzino per gli attrezzi. Tuttavia, non venne mai consacrata. Per moltissimi anni rimase in disuso, lasciata in balia del tempo che trascorreva inesorabile, contribuendo alla sua lenta rovina. Negli anni '70, quasi del tutto in rovina, la cappella venne acquistata nel 1970 dalla famiglia Ceretto insieme ai sei ettari del prestigioso vigneto di Brunate. Ormai non era altro che un rudere in stato di abbandono.

Foto storica in bianco e nero della Cappella del Barolo prima del restauro artistico

L'Intervento Artistico di LeWitt e Tremlett

Fu solo alla fine degli anni '90, nel 1999, che la famiglia Ceretto, in particolare Bruno Ceretto, appassionato di vino e arte, ebbe l’idea di trasformare un rudere in un’icona, capendo che il Barolo aveva bisogno di luoghi fisici dove essere celebrato. La collaborazione con gli artisti Sol LeWitt e David Tremlett nacque quasi per caso nel 1996, quando la famiglia Ceretto ospitò nella loro foresteria a Castiglione Falletto David Tremlett, impegnato nell'allestimento di una mostra a Barolo. L'artista inglese, spinto dall'amicizia nata, identificò nella Cappella della SS. Madonna delle Grazie la possibilità di lasciare il suo segno nelle Langhe. Per fare questo coinvolse l'amico Sol LeWitt. I due artisti si spartirono equamente il lavoro.

  • Gli esterni: Sol LeWitt
    Sol LeWitt si occupò dell’esterno della chiesa con grandi campiture geometriche di colori accesi, trasformandola con forme geometriche e tinte forti e acide, quasi in contrasto con il paesaggio. LeWitt è intervenuto sulle facciate esterne della cappella con una serie di linee e forme geometriche nettissime, realizzate con colori vivaci e contrastanti, come giallo, verde, blu, viola e arancione. Ne deriva un’opera dinamica e gioiosa, armonica, che utilizza una combinazione di linee rette, curve e forme geometriche semplici.
  • Gli interni: David Tremlett
    Gli interni della Cappella del Barolo furono affidati a David Tremlett, che si dedicò alla decorazione con colori più tenui stesi direttamente con le mani, usando tonalità calde e serene che richiamano la terra e creano un'atmosfera di raccoglimento e intimità. Le finestre, tonde ed ovali, sono realizzate con vetro di Murano. L’uso sapiente della luce naturale che filtra dalle finestre esalta le sfumature dei colori e crea un’atmosfera cangiante che varia a seconda dell’ora del giorno. Tremlett ha scelto di dipingere l’intero spazio interno, compreso il soffitto, creando un’esperienza immersiva che avvolge completamente il visitatore.
Foto della coloratissima facciata esterna della Cappella del Barolo, evidenziando le forme geometriche

Un'Icona delle Langhe

La Cappella del Barolo, in pochissimo tempo, divenne un vero e proprio punto di riferimento per i visitatori delle Langhe, luogo-icona dove celebrare il connubio tra vino e territorio. Complice l'assenza di altre opere simili (che oggi si stanno invece moltiplicando), la “visione” di Bruno Ceretto anticipò la moda di creare luoghi Instagrammabili. Oggi, questo bellissimo - e coloratissimo - edificio attira oltre 60.000 visitatori ogni anno, che rimangono incantati dal contrasto bizzarro tra la dolcezza del territorio circostante e la vivacità dei colori che adornano la cappella. La Cappella del Barolo è usata per mostre e rassegne. Sebbene attualmente l'interno sia temporaneamente chiuso a causa di lavori e si possa ammirare solo dall'esterno, è comunque una bella meta per una passeggiata di venti minuti e per scattare belle fotografie. L’interno tornerà accessibile non appena terminerà il cantiere. Nel 2019, in occasione del 20esimo anniversario della rinascita della cappella, la famiglia Ceretto ha organizzato grandi festeggiamenti e ha presentato in anteprima la mostra Keeping Time.

Cappella del Barolo

Come Arrivare alla Cappella del Barolo

La Morra, dove si trova la Cappella del Barolo, è uno dei borghi delle Langhe più visitati. Situata sulla cima di una collina a circa 16 chilometri da Alba, è un luogo ideale come base per il trekking tra le vigne o per esplorare i dintorni. La cappella si trova lungo la Strada delle Fontanazze. Si possono trovare indicazioni sia da La Morra che lungo la SP3.

Per chi desidera visitarla, le coordinate sono N44.62878, E7.945153.

Nei fine settimana, la strada che porta alla Cappella del Barolo è chiusa al traffico eccetto per i mezzi autorizzati. Ci sono diverse opzioni per raggiungere la cappella:

  • Chi viene da La Morra e non ha intenzione di soffermarsi troppo alla cappella, può lasciare l'auto all'incrocio per Borgata Cerequio e proseguire a piedi per 10 minuti. Il ritorno sarà in salita.
  • Chi viene dalla SP3, può lasciare l'auto in località Garbelletto (attenzione ai divieti!) e proseguire a piedi per 20 minuti. Il ritorno sarà in discesa.
  • L’opera si può raggiungere a piedi, o in mountain bike, con una bellissima escursione lungo il Sentiero del Barolo n. 7, partendo dal borgo di La Morra. Dall’Ufficio del Turismo di La Morra, in piazza Martiri, bisogna raggiungere la strada provinciale per Alba e poi si prosegue sempre in discesa passando per le borgate di San Biagio e dell’Annunziata, fino a Fontanazza, dove si trova la Cappella. Questo percorso, in parte sterrato, passa accanto alle vigne e vicino a borgate e vigneti con viste suggestive, permettendo di godere del panorama sul borgo e le colline.

Altri Santuari e Luoghi di Culto nelle Langhe, Roero e Monferrato

Le colline di Langhe, Roero e Monferrato sono costellate di chiesette, monasteri, santuari e sacri monti. Tra questi, diversi meritano una visita per il loro valore storico, artistico o panoramico:

Nel Monferrato

  • Sacro Monte di Crea: Non lontano da Casale, si compone di una basilica, 23 cappelle e 5 romitori disposti su un colle boscoso. Questo complesso monumentale, affascinante e risalente al XII secolo, rifatto nelle epoche successive, racchiude nelle sue cappelle incredibili gruppi scultorei di artisti fiamminghi.
  • Abbazia di S. Maria di Vezzolano: È un gioiello del tardo romanico piemontese, che conserva all'interno una rarità: uno jubé, pontile marmoreo di tipo francese che mostra un magnifico bassorilievo del 1230.
Foto aerea del Sacro Monte di Crea immerso nel paesaggio boschivo

Nel Cuneese (Santuari Maggiori)

  • Santuario di Vicoforte: Vicino a Mondovì, è un grande santuario costruito tra Cinquecento e Settecento, famoso per la cupola ellissoidale e per l'ampiezza degli spazi.
Panoramica del Santuario di Vicoforte e la sua imponente cupola

Chiese e Cappelle nel Roero

Anche il Roero, meno conosciuto rispetto alle Langhe e al Monferrato, conserva un ambiente ancora integro e offre diversi suggestivi luoghi di culto:

  • Suggestivo luogo di culto di origine pre-romana a Montà (Borgata Laione): con la Chiesa romanica dei Ss. Giacomo e Filippo minore, le tredici cappelle della Via Crucis contenenti statue in gesso che narrano la Passione di Cristo, e il Santo Sepolcro immerso nei panorami e nella natura delle Rocche del Roero. Si raggiunge in macchina in borgata Laione di Montà oppure a piedi percorrendo il Sentiero Religioso.
  • Santuario della Madonna di Mombirone a Canale: Sulla sommità della collina di Mombirone a Canale sorge il santuario dedicato alla Madonna, di architettura tardo ottocentesca, rimaneggiata nel primo quarto del Novecento, da cui si gode di un panorama del Roero davvero notevole.
  • Santuario di Monticello d’Alba: Situato sulla sommità di una collina, custodisce nel sottotetto un preziosissimo affresco tardogotico dell’Annunciazione del XV secolo. Si raggiunge in macchina, oppure a piedi percorrendo il Sentiero del Tasso. Per visitare gli interni e l’affresco, il Santuario è aperto nelle domeniche di bella stagione.
  • Cappella della Madonna dei Boschi a Vezza d’Alba: Al suo interno racchiude un prezioso ciclo di affreschi del 1490-92, meravigliosamente unico nel panorama locale: il racconto profondamente intenso della Passione di Cristo, sviluppato in un totale di 34 metri, suddiviso in diciannove scene di bellezza rara. Apertura: tutte le domeniche da maggio ad ottobre (escluso agosto), h. 15-18.30.
  • Santuario della Madonna dei Piloni a Montà: Pregevole esempio di architettura sacra piemontese del primo Settecento in stile barocco, fu ricostruito tra il 1699 ed il 1713. Alzando lo sguardo si ammirano la volta a cupola decorata con maestosi affreschi settecenteschi che giocano con le prospettive, in una vertigine di finte architetture. Aperta per le visite grazie all’associazione Colline e Culture.
  • Pieve di San Michele a Castellinaldo: Piccola chiesetta con porticato che sorge su un punto panoramico di pregio del territorio di Castellinaldo. I suoi interni custodiscono due deliziosi cicli di affreschi cinquecenteschi. Aperta in occasione degli “Open Day” del circuito Sentieri dei Frescanti.
  • Cappella gentilizia del SS. Nome di Maria a Castagnito: Visitabile in concomitanza con le aperture del castello Alfieri.
  • Cappella di San Bernardo a Ceresole d’Alba: Dedicata al Santo di Chiaravalle, questa cappella è un raffinatissimo esempio di architettura barocca piemontese, ed ha la particolarità di essere pendente ed inclinata rispetto al terreno, come la torre di Pisa! Aperta in occasione degli “Open Day” del circuito Sentieri dei Frescanti.
  • Affreschi della Sala Comunale di Ceresole d’Alba: Nella sala di rappresentanza del Comune di Ceresole d’Alba possiamo ammirare sei affreschi del XVI secolo strappati dalle mura della cappella della Madonna del Buontempo, ora in rovina. Gli affreschi raccontano antiche storie di santi taumaturghi, invocati dalla popolazione locale contro le pestilenze e le guerre del Cinquecento.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo: Sovrastava il borgo perduto di Anterixio, prima della sua distruzione ad opera delle truppe astigiane.
  • Santuario della Madonna del Tavoletto a Piobesi d'Alba: Situato in posizione panoramica e suggestiva nella località Tavoletto, dove anticamente, tra XI e XIII secolo, vi era un feudo con castello e borgo. Abbandonato verso la fine del XIV secolo, del borgo rimase soltanto l’antica chiesa parrocchiale intitolata alla Madonna, che venne ricostruita nelle forme attuali a metà del Seicento. Un tempo ospitava la pala d’altare con la quattrocentesca Pietà attribuita a Giovanni Martino Spanzotti, attualmente conservata nella chiesa della frazione Rossi.
  • Confraternita di Santo Spirito a Castagnito: Sorge nel centro storico di Castagnito, edificata tra il 1708 ed il 1719. Situata ai piedi della salita che conduce al castello e di antiche origini, venne ricostruita nel XVII secolo nelle attuali forme. Detta anche “chiesa dei Morti”, si trova sulla sommità del borgo, nella zona che ospitava il cimitero.
  • Pieve di San Pietro di Novelle: Frazione di Montà.
  • Parrocchia di Sant’Antonio Abate (Vecchia Parrocchia) a Montà: Al suo interno custodisce 14 tele raffiguranti la Via Crucis del pittore di corte Vittorio Amedeo Rapous, e 2 pale d’altare attribuite a Pietro Paolo Operti.
Mappa illustrata dei percorsi e delle chiese nel Roero

Chiese a Porte Aperte: Innovazione e Accessibilità

È disponibile un'innovativa modalità tecnologica che permette di aprire la porta di alcune chiese con lo smartphone. L’app, scaricabile gratuitamente, prenota e permette l'entrata nei siti 365 giorni l'anno dalle 9.00 alle 18.00, rendendo l'accesso al patrimonio religioso ancora più semplice e immediato.

Esplorare le Langhe: Oltre i Santuari

Le Langhe non si visitano solo per i loro luoghi di culto e gli incredibili scorci, ma anche per un'esperienza completa che include arte, storia, natura e gastronomia.

Borghi e Paesaggi

  • Alba: Il centro storico di Alba è di impianto medievale e di forma circolare. È bello passeggiare tra le pittoresche torri e case-forti e poi imbattersi nelle grandi chiese, il Duomo e soprattutto San Domenico, uno dei più bei monumenti romanico-gotici del Nord Italia. È celebre per il tartufo bianco.
  • La Morra: Di antiche origini, ha un vivace centro storico con alcuni interessanti monumenti storici, un eccezionale punto panoramico e diverse interessanti cantine e ristoranti dove assaggiare prodotti locali e piatti tipici piemontesi. Bandiera Arancione dal 2011, è il luogo ideale come base per trekking attraverso i vigneti.
  • Borghi Bandiera Arancione: Nelle Langhe cuneesi sono ben otto i borghi certificati dal Touring Club Italiano con la Bandiera Arancione: Bergolo, Bene Vagienna, Cherasco, Neive, La Morra, Barolo, Grinzane Cavour, Monforte d'Alba. A questi si aggiungono Guarene nel Roero, e Moncalvo, Ozzano Monferrato e Cocconato nel Monferrato astigiano.
  • I Castelli: I castelli che costellano Langhe, Roero e Monferrato possono essere lo spunto per un itinerario storico e davvero interessante.
  • Il Roero: Alla sinistra del Tanaro, occupa la parte nordorientale della provincia di Cuneo; e conserva un ambiente ancora integro, dove le colline sono ricoperte di boschi e vigneti. Il paesaggio è contraddistinto dalle rocche, un susseguirsi di dirupi, burroni e aspre pareti di roccia che spuntano tra la vegetazione. Per esplorare questo paesaggio peculiare, è consigliabile percorrere parte del Grande Sentiero del Roero.
  • Alta Langa e Alto Monferrato: Sono le zone più a sud, al confine con la Liguria, dove le dolci colline lasciano spazio a rilievi montuosi e ricoperti di boschi. Sono aree meno turistiche e meno frequentate, che riservano ai viaggiatori più curiosi paesaggi discosti, più selvaggi, spesso un po' dimenticati.
Mappa illustrata dei borghi Bandiera Arancione nelle Langhe e Roero, con itinerari suggeriti

Enogastronomia e Cultura

  • Prodotti tipici: Le Langhe e il Monferrato offrono innumerevoli spunti gastronomici. A Roccaverano è da assaggiare la squisita robiola, preparata con il latte crudo di capra; nelle zone di Asti e Alba è da cercare il torrone, preparato con le superbe nocciole del Piemonte; a Canale si coltivano e vendono le famose pesche, a pasta bianca e buccia spessa, protagoniste di una fiera a fine luglio; in Monferrato bisogna assaggiare la bagna caoda, realizzata con gli ortaggi locali (tra cui il cardo gobbo di Nizza) e l'acciuga salata. E poi ancora, i bolliti misti a Carrù e a Moncalvo; i tartufi di Alba; i krumiri di Casale; le lumache e i baci di Cherasco.
  • Itinerari Letterari: Le Langhe e il Monferrato raccontano le storie di molte personalità legate alla letteratura, alla storia, allo sport. Non si può non iniziare da Cesare Pavese, che nacque nel 1908 a Santo Stefano Belbo, nelle Langhe; o ritrovare i ricordi di Beppe Fenoglio in molti paesi delle Langhe. Ad Asti si va sulle tracce di Vittorio Alfieri, a Bra su quelle di Giovanni Arpino, a Grinzane Cavour si ripercorre la storia del conte Camillo Benso.
Foto di un tagliere di prodotti tipici piemontesi, con tartufi e vini

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