Matrimonio e Battesimo: Orientamenti, Pratiche e Profondo Significato nella Chiesa Cattolica

Aumentano le richieste di celebrare insieme il matrimonio dei genitori unito al rito del battesimo dei propri figli, in quello che viene percepito come "due sacramenti in uno". Questa tendenza riflette un mutamento sociale e culturale della famiglia di oggi, dove sempre più spesso le coppie decidono di avere figli ancor prima del matrimonio, portando avanti un trend in continua evoluzione.

La richiesta alla base di questa scelta ha motivazioni molto diverse: dall’esigenza pratica di unire due feste in un solo giorno, al desiderio che nasce dopo un cammino di fede in occasione della nascita dei figli. Situazioni molto diverse tra loro che non possono trovare risposte univoche, ma richiedono discernimento e riflessione.

Coppia con bambino in abiti da cerimonia, con simboli di matrimonio e battesimo

La Posizione Ufficiale della Chiesa Italiana

La Chiesa italiana ha per ora espresso orientamenti pastorali che tendono ad escludere questa possibilità. La Commissione Episcopale per la famiglia e la vita si esprime in modo chiaro: «L’accompagnamento di coppie di sposi può essere importante per prepararsi al battesimo, consentendo di fare esperienza della chiesa domestica che hanno formato celebrando il sacramento del matrimonio. In ogni caso, non si inserisca il battesimo dei figli nella stessa celebrazione di nozze» (Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia, n° 26).

Per ora non si conoscono altre direttive pastorali che contraddicano questa posizione, se non un decreto specifico della diocesi di Vercelli che esclude ogni possibilità di unione dei due sacramenti in un'unica celebrazione.

Schema riassuntivo delle direttive della Chiesa italiana sul matrimonio e battesimo congiunti

Diverse Prassi Pastorali e la Necessità di Discernimento

Nonostante gli orientamenti ufficiali, la prassi è molto variegata. Vi sono parroci che abitualmente celebrano in un’unica Eucaristia sia il battesimo che il matrimonio; altri che, pur nello stesso giorno, celebrano il rito del matrimonio nella Liturgia della Parola, a cui fa seguito la celebrazione eucaristica con il sacramento del battesimo; altri ancora che invitano la coppia a compiere un cammino di fede in occasione del battesimo del proprio figlio (pastorale post‐battesimale) per giungere, in un secondo momento, alla celebrazione del matrimonio.

Queste soluzioni molto diverse tra loro rivelano una certa confusione e smarrimento di fronte ai cambiamenti sociali e culturali. Anche la decisione recente della chiesa anglicana, di predisporre un apposito rito che prevede un’unica celebrazione per i due sacramenti, ha creato un certo dibattito sull’argomento.

Il battesimo per rinascere dall’alto nella comunità. - Don Luigi Maria Epicoco

È fondamentale prendere atto della realtà: sempre più spesso nei corsi di preparazione al matrimonio giungono coppie conviventi con figli; in molti casi, la preparazione al battesimo diventa l’inizio di un cammino di fede; molte coppie unite in rito civile, dopo alcuni anni, maturano un orientamento di fede della propria vita. Sono strade che si aprono e che è bene non incontrino porte che si chiudono.

Al tempo stesso, occorre preservare il rito da eventuali abusi che sminuiscono l’identità stessa dei singoli sacramenti e i necessari cammini di maturazione richiesti. Un’approvazione mirata solo ad assecondare una banale, se pur comprensibile, esigenza di risparmio (due feste in una!) non sembra sufficiente né accettabile.

In attesa di chiarimenti e disposizioni pastorali più autorevoli, si ritiene opportuno incoraggiare un serio discernimento di ogni singolo caso, una attenta valutazione delle motivazioni personali, e una possibile apertura, lì dove ritenuta opportuna, ad una celebrazione dei due sacramenti accostati, ma non uniti. In questo caso, si potrebbe optare per una celebrazione del rito del Matrimonio nella Liturgia della Parola, a cui fa seguito la celebrazione del Battesimo nella Messa; o, meglio ancora, la celebrazione del rito del Matrimonio nella Liturgia della Parola, seguita dal rito del Battesimo senza la Messa; oppure, come per il rito del battesimo a tappe, rimandare i riti di accoglienza del Battesimo in una Messa domenicale con la presenza della comunità.

Il Sacramento del Matrimonio: Preparazione e Significato

Il Percorso di Preparazione al Matrimonio

Generalmente, è opportuno presentarsi al proprio parroco della parrocchia di residenza abituale circa un anno prima della data prevista per le nozze per poter iniziare il corso di preparazione al matrimonio e l’avvio delle pratiche matrimoniali. Questo corso ha lo scopo di aiutare i fidanzati a conoscere e a vivere le realtà del matrimonio che intendono celebrare. La preparazione dei documenti è l'ultima tappa del percorso. È opportuno che a celebrare il matrimonio sia il Parroco oppure un altro sacerdote conosciuto dalla coppia, meglio ancora se è lo stesso che ha curato la preparazione al sacramento.

La preparazione al matrimonio è per la grande maggioranza degli adulti ancora nel nostro paese una preziosa occasione per risvegliare la fede, per riconoscere il mistero di Dio e il senso cristiano della vita. È occasione per riscoprire che la vita è una chiamata di Dio all’esistenza per amore e chiamata all’amore. La vocazione è infatti un evento soprannaturale e di grazia, una chiamata che viene da Dio e conduce alla compiuta realizzazione di sé in Cristo e nel Padre. Il battesimo è il primo dei segni di questa chiamata.

Il sussidio dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia invita a ricordare ai fidanzati che «la loro preparazione al matrimonio è cominciata da lontano. La vocazione al matrimonio ha la sua radice nella vocazione del battesimo». È la vocazione battesimale, quale universale chiamata alla santità, quella che dà alla vita umana il senso compiuto della “chiamata all’amore” e dunque rivela e plasma in maniera originale l’esistenza di ciascuno. Il sacramento del matrimonio specifica il loro battesimo e, in qualche misura, lo porta a compimento.

I cosiddetti “corsi” o itinerari di preparazione al matrimonio devono svolgersi ad opera e nell’ambito della comunità ecclesiale, con l’impegno di un gruppo organico e di una comunità, in cui anche religiose e specialmente le famiglie e coppie cristiane mettano in gioco i loro doni di grazia e di esperienza per formare i futuri sposi. Tale itinerario può diventare - e per molti diviene - tirocinio di specifica spiritualità del fidanzamento, che prepara i due a dare risposta alla vocazione battesimale e coniugale nei termini della radicalità evangelica. Nel fare dei due “una sola carne”, il matrimonio li chiama a scoprire e a vivere anzitutto la responsabilità non solo della propria individuale santificazione, ma anche della santificazione dell’altro.

Coppia di fidanzati che partecipa a un corso prematrimoniale

Il Consenso Matrimoniale e le Sue Caratteristiche

Dalla formula del consenso matrimoniale dove gli sposi dicono “prometto di amarti ed onorarti” si comprende che non è solo un amore ma anche il “darsi onore”. L'onore in questo contesto non significa "non mancare di rispetto" ma "farti diventare il centro della mia vita, perché tu possa essere quello che Dio ha pensato che tu sia". Questo è l'annuncio della Pasqua di Gesù, di un amore che è più forte della morte. Gli sposi sono chiamati ad annunciare e a testimoniare con la loro vita questa lieta notizia.

Nel nuovo rito del matrimonio si fa memoria del battesimo, poiché la vocazione battesimale è all’origine di quella matrimoniale. Dietro ad ogni matrimonio non c’è solo affetto, sentimento, emozione o idee, ma c’è una volontà di Dio, un dono che Lui ha fatto una volta per sempre, c’è una parola pronunciata da Dio per sempre. Il battesimo è il segno distintivo del matrimonio cristiano, perché i battezzati, rigenerati ad una nuova vita che è la Pasqua di risurrezione, con esso annunciano l’Amore oltre la morte. Il riferimento al Signore Gesù non rende diverso il matrimonio tra due cristiani rispetto a quello di tutti gli uomini e le donne, ma fa cogliere in profondità quelle dimensioni che esaltano la dignità dell'uomo, e ne fa comprendere la prospettiva di pienezza che supera ogni orizzonte, dove la promessa “di amarti per tutta la vita” non si ferma con la morte, perché, quando un cristiano pensa alla vita, pensa sempre alla vita eterna.

Il consenso matrimoniale è la volontà, espressa da un uomo e da una donna, di donarsi mutuamente e definitivamente, allo scopo di vivere un’alleanza di amore fedele e fecondo. Poiché il consenso fa il Matrimonio, esso è indispensabile e insostituibile. Quando i nubendi giungono alla parte centrale del rito, essi debbono esprimere le loro intenzioni: se desiderano il matrimonio che si basi effettivamente su una scelta libera, che sia fondato sulla fedeltà, e che desideri ardentemente di portare frutti di fecondità. È quanto esprime compiutamente la formula del matrimonio del nuovo rito: “io accolgo te”. Accogliere dice il senso di un dono; l’altra persona non è una proprietà ma un dono che Dio ha fatto, un dono da custodire con affetto. Ma per promettere il futuro, consci della fragilità dell’amore umano, la nuova formula ha aggiunto “con la grazia di Cristo”.

Quando il sacerdote accoglie il consenso degli sposi, conclude con una frase molto conosciuta: “...l’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto.” Chi ha congiunto gli sposi è il Signore! Chi rende uno le due persone è Lui, dopo che essi hanno manifestato il loro consenso e il loro impegno. È una sua opera, che la Chiesa esalta come sacramento e che come tale tratta con estrema delicatezza. Non è una semplice azione umana, ma, attraverso il consenso degli sposi, è Dio stesso che agisce.

Il Matrimonio come Sacramento "Sui Generis"

Per la teologia, tutti i sacramenti sono segni efficaci della grazia, ma per il matrimonio c’è qualcosa in più. Sacramento significa segno; un segno è una realtà che rimanda ad una realtà ulteriore. Così per il Battesimo, l'acqua è il segno di una realtà ulteriore. Il matrimonio è un sacramento cosiddetto sui generis, perché il segno non è solo “sacramentum tantum” (solo un segno) ma “res et sacramentum”, cioè l’unione degli sposi non è soltanto un’unione che rimanda ad un’altra realtà, ma è già una realtà in sé, è quella reale unità che si crea tra due, un uomo ed una donna che si vogliono bene, si donano e si accolgono reciprocamente. Questa realtà è anche segno (et sacramentum) di quella realtà che è l’unione di Cristo e della Chiesa, l’unione della divinità e dell’umanità in Gesù.

Perché il matrimonio sia segno occorre che ci sia la realtà, cioè non una qualunque unione ma solo quell’unione di due che in fondo diventano una cosa sola. Non si può prescindere dalla natura, dalla realtà naturale pensando che la grazia si realizzi comunque. Perché ci sia la grazia occorre che ci sia prima la realtà naturale. Questo vuol dire che i due, che si sposano, devono essere capaci anche umanamente di realizzare questa unione perché la grazia perfeziona ma non supera, non travalica la natura, al punto che se non c’è la realtà naturale non c’è il sacramento. Se quindi i due, quando si sono sposati, non erano capaci di una unione vera, con queste caratteristiche, non si sono donati con quella totalità, con quell’impegno di fedeltà e di fecondità che l’unione coniugale richiede, non c’è stato sacramento.

Le caratteristiche dell’amore coniugale che sono unità, fedeltà, fecondità ed indissolubilità sono caratteristiche sia del matrimonio naturale che del matrimonio sacramento: il sacramento quindi esplicita e rivela una realtà che deve essere già presente. Questo tipo di matrimonio è davvero il più ricco ed anche il più gratificante; l’indissolubilità non è allora un legame, ma un aiuto, collegandosi direttamente alla libertà: "io sono libero perché so che l’altro mi ha preso tutto, per cui posso far quel che mi pare, posso essere me stesso sempre".

Simboli cristiani del matrimonio e del battesimo

Ministri del Sacramento e la Famiglia come Chiesa Domestica

Tutti i sacramenti sono segno di una grazia, di un dono che l’Amore di Dio, lo Spirito Santo, fa ad ognuno di noi perché possiamo realizzare pienamente la nostra umanità e partecipare alla gloria dei figli di Dio. Dio che ci ha creati per amare ed essere amati rispetta la nostra libertà, per cui alla gratuità del dono è necessario che corrisponda la nostra accettazione, la piena adesione della volontà umana. Sebbene la grazia di ogni sacramento ci giunga attraverso un suo ministro, per il matrimonio i ministri sono gli sposi stessi. Lo Spirito Santo affida a ciascuno sposo la distribuzione della sua grazia così che ognuno è espressamente chiamato - nel giorno del matrimonio e per tutta la vita - alla propria santificazione ed alla santificazione del coniuge.

Con le parole del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica: “Il consenso matrimoniale è la volontà, espressa da un uomo e da una donna, di donarsi mutuamente e definitivamente, allo scopo di vivere un’alleanza di amore fedele e fecondo. Poiché il consenso fa il Matrimonio, esso è indispensabile e insostituibile. I coniugi, benedetti e consacrati dall'amore di Dio, danno vita, nella loro casa, ad una piccola Chiesa domestica e diventano, l’uno per l’altra, strumento e segno di salvezza. La famiglia diventa così «una comunità di grazia e di preghiera, una scuola delle virtù umane e cristiane, il luogo del primo annuncio della fede ai figli» (Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica).

Dettagli del Rito e Norme Liturgiche

La semplicità e la solennità del rito del Matrimonio non si conciliano con l’ostentazione del lusso e dello sfarzo. Perciò si raccomandano abbigliamento e addobbi floreali sobri e decorosi in linea con la sacralità del Santuario e la solennità della celebrazione. Lo stesso dicasi per gesti e comportamenti degli sposi e degli invitati, tenuti a rispettare il clima di silenzio e di preghiera del Santuario (in particolare per gli invitati: non fumare, silenziare i cellulari, evitare foto e video durante la cerimonia, evitare telefonate al cellulare e schiamazzi fuori la Cripta e sul piazzale del santuario).

Il rito del Matrimonio cattolico è regolato dalle norme del diritto canonico e non può essere in nessun modo “personalizzato” o modificato su richiesta degli sposi. I canti e le musiche devono essere approvati per l’uso liturgico. Per assicurare il rispetto del luogo sacro e delle norme liturgiche, almeno un mese prima è opportuno incontrare uno dei sacerdoti del Santuario per un breve incontro di spiegazione / illustrazione del rito del Matrimonio. L’offerta al Santuario per il Matrimonio è di 270 euro. Molte spose, seguendo un'antica tradizione, lasciano il loro vestito in beneficenza al Santuario.

Il nuovo rito consente agli sposi un’ampia libertà di scegliere per la Liturgia della Parola le Letture che ritengono più vicine alla propria sensibilità e, nel contempo, di personalizzare la forma del consenso, la benedizione nuziale fra le varie proposte che il rituale prevede.

Riguardo ai colori liturgici: nel rito romano il colore predominante è sempre il bianco con il verde, mentre nel rito ambrosiano è il rosso. Le differenze tra i due riti riguardano soprattutto l’ordine delle fasi liturgiche; ad esempio, nello stile ambrosiano lo scambio di pace avviene al termine della Liturgia della parola, i canti previsti sono tre e non due, non c’è l’Agnus Dei e l’invocazione del Kyrie eleison non è seguita dal Christe eleison. Nel rito ambrosiano, l’intera celebrazione è incentrata sulla figura di Cristo, il che deriva dalle forti lotte contro l’eresia ariana al tempo di Sant’Ambrogio. Anche l’estetica del rito ambrosiano, con una forte vicinanza alle liturgie orientali, presenta peculiarità, come l'utilizzo del turibolo scoperto che viene fatto girare per aria. Anche gli abiti dei sacerdoti possono avere delle differenze rispetto a quelli che celebrano il rito romano.

Un sacerdote che celebra un matrimonio, con attenzione ai dettagli liturgici

Il Sacramento del Battesimo: Significato e Preparazione

Il Cammino di Introduzione alla Vita Cristiana

Il battesimo è l’inizio di un cammino d’introduzione alla vita cristiana che vede protagonisti soprattutto i genitori. Essi, insieme a tutta la comunità, accompagneranno gradualmente i loro figli a maturare l’ascolto e la disponibilità a ricevere la Grazia di Cristo nella loro vita. Si tratta perciò di un impegno grande e di una responsabilità notevole. Il ruolo dei parroci, e quello dei catechisti che accompagnano la preparazione a questo decisivo sacramento, è quello di aiutare la famiglia a sostenere la fatica della loro vocazione di educatori nella fede. L’itinerario comprende alcuni incontri che si svolgono solitamente nella casa del catecumeno da parte di alcuni catechisti.

Un bambino durante il rito del battesimo con genitori e padrini

Il Ruolo dei Genitori e dei Padrini

Agli incontri di preparazione sono invitati naturalmente anche i padrini a partecipare, perché la loro testimonianza nei confronti del bimbo divenga ancora più consapevole. A questo proposito si ricorda che i padrini e le madrine devono essere scelti tra persone che vivono con coerenza e fedeltà la vita cristiana. È necessario che abbiano ricevuto il sacramento della Cresima e, se sposati, che lo siano con il sacramento del Matrimonio cristiano.

Organizzazione e Tempistiche

I battesimi in parrocchia vengono solitamente celebrati dopo la messa domenicale o in altri orari prestabiliti. La celebrazione del battesimo può essere prenotata in ogni momento dell’anno presso la segreteria parrocchiale e viene preceduta da un incontro di preparazione, cui dovranno partecipare i genitori del bambino accompagnati, preferibilmente, dal padrino/madrina. Per essere in grado di venire incontro alle esigenze di tutti, soprattutto dei neogenitori, è bene prenotare il battesimo almeno due mesi prima della domenica prevista.

Per il rito del Battesimo occorrono la veste bianca e la candela battesimale. La celebrazione richiede un abbigliamento sobrio e decoroso in linea con la sacralità del Santuario.

Organizzare una Celebrazione Congiunta: Consigli Pratici

Coordinamento con il Parroco

Se la vostra scelta, dopo tante valutazioni, è ricaduta sulla celebrazione congiunta dei due eventi, non vi resta che darvi subito da fare parlandone col vostro parroco. Allo stesso modo il parroco dovrà essere informato preventivamente anche quando si tratta di un battesimo di adulti e matrimonio insieme.

Vantaggi Logistici ed Economici

Celebrando matrimonio e battesimo insieme si possono ottenere vantaggi logistici ed economici. È facilmente intuibile che si avrà un risparmio economico, dovendo pagare una sola volta per location, ricevimento, Soundreef o Siae, trucco, ecc. A livello organizzativo l’impegno sarà duplice dovendo pensare a entrambe le cose, ma gli aspetti positivi sono innegabili.

Personalizzazione: Inviti, Bomboniere e Dettagli

La questione delle bomboniere "matrimonio e battesimo insieme" è molto personale. Non c’è una regola vera e propria, ma dipende da come si desidera realizzare questi doni per gli invitati. Come le bomboniere, anche la scelta di partecipazioni uniche o meno sono soggette solo ed esclusivamente ai gusti e preferenze. La soluzione più classica prevede la menzione sull'invito anche del battesimo, a cui andrà ovviamente aggiunto l’invito al ricevimento. Un’ottima alternativa è far comunicare al bambino stesso l’invito, ad esempio con frasi come “Mamma e papà si sposano e io ricevo il battesimo” o “Siamo felici e emozionati di annunciarvi le nostre nozze e il battesimo del nostro piccolo”. La scelta della torta e del banchetto nuziale dovrà includere, in questo caso, anche elementi che coinvolgano il battesimo. Dal punto di vista degli abiti e degli accessori correlati, si potrà scegliere, ad esempio, un vestito per la bambina che riprenda in qualche modo quello della sposa, con particolari che ne richiamino la somiglianza.

Torta nuziale e battesimale con decorazioni combinate

Matrimonio Civile e Battesimo Insieme

Per chi ha optato per delle nozze in comune ma desidera battezzare il proprio figlio e farlo tutto in un’unica giornata, le opzioni in genere sono due. Si potrà decidere di celebrare prima il battesimo e poi recarsi in comune per il rito civile delle nozze, oppure fare il contrario. È importante considerare però che seguendo quest’ultima opzione, si potrebbe andare incontro a una maggiore stanchezza del bambino, che potrebbe arrivare stremato e nervoso alla ricezione del sacramento.

Gestione degli Invitati

Gli invitati, qualora si decida per una celebrazione unica, probabilmente saranno un po’ di più. È chiaro che tutti gli ospiti che si pensava di invitare al battesimo dovranno essere inclusi anche nel matrimonio.

La Parola di Dio: Guida per la Vita Sponsale

Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. La Bibbia, se letta con l'aiuto di una guida e di qualche buon commento esegetico, aiuta a distinguere la verità sempre attuale della Parola di Dio da rivestimenti letterari legati all'epoca e all'aspetto antropologico dei destinatari. Chi scrive, pur con le sue particolarità di carattere, di esperienze umane e di stile, è pur sempre "portavoce di Dio", ispirato da Lui. Se comprendiamo che è proprio Lui e non un uomo a rivolgersi a noi, allora la Parola insegna, convince, corregge ed educa nella giustizia. Ma non basta solo una buona guida; è necessario anche il cuore aperto alla fede. La nostra incapacità di comprendere e di amare deve essere superata e bisogna leggere con gli occhi del cuore illuminati dallo Spirito Santo e dunque con volontà docile a mettere in pratica ciò che la Parola dice. Diversamente la Bibbia resta un libro chiuso.

Nel matrimonio, il bene dell’altro e la sua salvezza eterna sono primari. Ad ognuno degli sposi Dio affida l’impegno di essere il canale di grazia per l’altro “nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia”; la cattiva sorte e la malattia non sono solo mali fisici ma anche morali, spirituali. È proprio in questi frangenti che chi è caduto ha più bisogno dell’altro per ritrovare la strada smarrita, per riprendere il suo cammino nella grazia. In Cristo il matrimonio si presenta come vocazione alla salvezza e chiamata alla santità.

Il comandamento dell'amore esige la riconciliazione e il perdono; solo chi ama come Gesù, che offre la sua vita per la sua sposa la Chiesa, è pronto a dare tutto se stesso fino alla stessa vita anche quando il proprio orgoglio è calpestato, quando siamo vilipesi ed offesi.

Bibbia aperta con focus su passaggi rilevanti per il matrimonio

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