La canonizzazione di San Giovanni Paolo II e San Giovanni XXIII, avvenuta il 27 aprile 2014, ha rappresentato una festa della fede che ha coinvolto oltre due miliardi di persone in tutto il mondo, connesse attraverso i mezzi di comunicazione. Questi due uomini, giganti nella fede, con le loro vite hanno offerto una testimonianza indelebile, diventando santi e modelli da seguire e imitare. Hanno testimoniato la speranza e la gioia che dona l’incontro con Gesù, con totale abnegazione al servizio del Popolo di Dio.

San Giovanni Paolo II: Il Papa dei Giovani e della Nuova Evangelizzazione
Papa Giovanni Paolo II, il "Papa dei giovani", ha segnato il suo pontificato con un monito sin dalle sue prime parole: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!”. Questa fede eccezionale si offriva a un mondo confuso e incerto, intercettando l'umanità, il desiderio di verità, coraggio ed entusiasmo che si rispecchia nei giovani e che troppo spesso viene soffocato dal mondo degli adulti, rassegnati, stanchi, annoiati. Fu lui ad ideare le Giornate Mondiali della Gioventù.
Un Modello di Santità e Proiezione Globale
Con la sua vita di Papa fino all’ultimo respiro, Giovanni Paolo II ha rappresentato un modello di santità: l’avere fino all’ultimo offerto anche la sua malattia è il segno più grande. Mosso dalla carità, convocò tutta la Chiesa alla "nuova evangelizzazione", rimarcando il ruolo dei laici in questo compito di rendere presente Dio nella vita delle persone e dei popoli. Durante gli anni del suo pontificato, si è approfondita con nuove luci la conoscenza della bontà e della misericordia di Dio. Le sue parole, i suoi gesti, i suoi scritti, la sua donazione personale - nella salute e nella malattia - sono stati strumenti di cui lo Spirito Santo si è servito per avvicinare moltissime persone alla fonte della grazia e perché migliaia di giovani rispondessero affermativamente alla chiamata di Cristo al sacerdozio, alla vita religiosa, al matrimonio e al celibato apostolico laicale.
I suoi viaggi incessanti intorno al mondo evidenziano la proiezione globale della Chiesa cattolica. Il convegno da lui convocato di tutte le religioni ad Assisi nel 1986 rappresenta il riconoscimento della pari dignità di tutti i cammini verso Dio, compiuti dalle varie culture. Il solenne mea culpa per gli errori e orrori commessi dal cattolicesimo attraverso i secoli è un coraggioso fare i conti con il passato, a cominciare dalla vergogna dell’antigiudaismo e dai massacri delle guerre di religione.
Le OMBRE Sul PONTIFICATO Di GIOVANNI PAOLO II
L'Eredità Politica e Sociale
Giovanni Paolo II è ricordato generalmente per la sua battaglia per l’indipendenza della Polonia, che ha portato successivamente al crollo dell’URSS e dell’impero sovietico. “L’albero era marcio, l’ho solo scosso”, dirà in seguito rifiutando l’immagine di un superman. È vero che Wojtyla ha intuito per primo che l’ordine di Yalta era superato e che la spinta verso la libertà delle società dell’Europa orientale era insopprimibile. Nel nuovo secolo, Wojtyla si è impegnato per una collaborazione delle religioni contro il fondamentalismo terroristico e a favore di pace e giustizia. Ha contrastato l’occupazione americana dell’Afghanistan e ha lottato con tutte le armi della diplomazia contro l’aggressione di Bush junior contro l’Iraq. Lì per lì sembrò isolato, ma la Storia diede ragione a Giovanni Paolo II: l’avventura irachena fu una catastrofe per gli Stati Uniti oltre che per il popolo iracheno.
Il Papa polacco ha condotto la Chiesa dal secondo al terzo millennio, lasciando un’imponente eredità sulla dignità della persona umana, sul valore della vita e della famiglia, il servizio ai poveri e ai bisognosi, la promozione dei diritti dei lavoratori, l’amore umano e la dignità della donna, e su tanti altri aspetti cruciali per la promozione di un’esistenza degna. I suoi scritti e la sua predicazione costituiscono un insieme di insegnamenti di grandissima portata per il futuro.
La Canonizzazione e il Miracolo
Nella domenica della Divina Misericordia del 2014, Papa Francesco canonizzò Giovanni Paolo II, “il Papa della famiglia”. Il miracolo riconosciuto a Giovanni Paolo II è stata la guarigione da una grave lesione cerebrale di una donna, Floribeth Mora, avvenuta il primo maggio 2011, giorno della sua beatificazione.
Karol Wojtyla, eletto il 16 ottobre 1978, fu il primo pontefice straniero dopo l’olandese Adriano VI (1522-1523). Alla Vergine, come riportato nel suo motto, “Totus Tuus“, ha affidato tutta la sua vita, come testimoniato dall’attentato del 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro.
San Giovanni XXIII: Il Papa della Docilità allo Spirito Santo e del Concilio
Giovanni XXIII, il “Papa buono” come lo ribattezzò l’animo popolare, è ricordato come il pontefice che staccò la Chiesa cattolica dallo schema dei blocchi sancito a Yalta. Non fu certamente anti-occidentale ma, rispetto all’allineamento di Pio XII, sottolineò nettamente il ruolo di una Chiesa che non si riconosce in una parte del mondo diviso.
La Pacem in Terris e la Mediazione
La sua enciclica più famosa, "Pacem in Terris", si rivolge a “tutti gli uomini di buona volontà” e mostra una Santa Sede protagonista di quella stagione che produrrà la distensione tra i blocchi e i primi segni di disgelo all’interno dell’URSS. Il titolo è spesso citato al singolare ("Pace in terra"), ma il suo originale è al plurale ("Pacem in Terris"), a sottolineare la pluralità del mondo e delle terre che lo compongono, dove si compone l'ordine, la convivialità e il vivere insieme.
Questa posizione al di sopra delle parti permise a Giovanni XXIII di mediare con successo nella crisi di Cuba del 1962, quando le due superpotenze trovarono un accordo di compromesso per garantire la pace mondiale.

Il Concilio Vaticano II e il Rinnovamento della Chiesa
Ma è anche dentro la Chiesa cattolica che Giovanni XXIII aprì una fase di disgelo rispetto al clima da fortezza che caratterizzava il pontificato di Pio XII. Lucido nella sua strategia, osò l’impensabile per la Curia romana: convocare un concilio dando la parola ai vescovi di tutto il mondo. Il 25 gennaio 1959, nella basilica di San Paolo fuori le mura, annunciò il Concilio Ecumenico Vaticano II. Cogliendo il fermento innovatore presente nella parte più dinamica dell’episcopato mondiale, Giovanni XXIII lasciò all’assemblea di organizzare il proprio lavoro, la scelta dei temi e la composizione delle commissioni, un gesto inaudito di concessione alla “iniziativa dal basso”.
Giovanni XXIII rappresenta una Chiesa più materna che dogmatica, che si apre al mondo e alla contemporaneità. Papa Francesco, non a caso, si colloca nella sua scia, evocando un Giovanni XXIV quale prossimo pontefice.
Papa Roncalli aiutò a porre la vocazione alla santità alla radice stessa della condizione cristiana. Oggi possiamo ricorrere alla sua intercessione per chiedere al Signore che nella coscienza di ogni cristiano cali in profondità questa verità proclamata dal Vaticano II: che la santità è alla portata di tutti i cristiani, e non meta per pochi privilegiati.
Le OMBRE Sul PONTIFICATO Di GIOVANNI PAOLO II
La Canonizzazione e la "Docilità allo Spirito Santo"
Nella Messa di Canonizzazione, Papa Francesco ha ricordato Papa Roncalli: “Nella convocazione del Concilio san Giovanni XXIII ha dimostrato una delicata docilità allo Spirito Santo, si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata dallo Spirito. Questo è stato il suo grande servizio alla Chiesa; per questo a me piace pensarlo come il Papa della docilità allo Spirito Santo”. Per Giovanni XXIII, la canonizzazione è stata "Pro gratia", senza un miracolo attestato, ma riconosciuta per la sua straordinaria opera.
Il 27 aprile 2014, in una piazza San Pietro straripante, papa Francesco ha presieduto il rito che ha canonizzato Giovanni XXIII insieme a Giovanni Paolo II. Un evento eccezionale, vissuto con intensità e coinvolgimento da milioni di persone.
La Santità Come Fondamento per il Futuro
La canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II è un grande avvenimento ecclesiale e un segno di speranza per il mondo, perché lì dove fiorisce la santità le crisi non hanno l'ultima parola. Quando c'è santità c'è un fondamento solido sul quale costruire il futuro. Nel cristianesimo, e in modo particolare nei santi, troviamo risposte ai problemi più profondi dell'uomo e della società, che hanno spesso la loro origine in un allontanamento da Dio. È motivo di gratitudine a Dio osservare che, durante gli ultimi decenni, la Chiesa sia stata guidata dalla santità, ossia da persone sante.
San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II furono due sacerdoti molto cordiali, pieni di amore appassionato a Dio e a tutte le creature umane. Hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù. Sono stati sacerdoti, vescovi e Papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. In questi due uomini, contemplativi delle piaghe di Cristo e testimoni della sua misericordia, dimorava «una speranza viva», insieme con una «gioia indicibile e gloriosa».
La speranza e la gioia che Cristo risorto dà ai suoi discepoli, e delle quali nulla e nessuno può privarli, si respiravano nella prima comunità dei credenti a Gerusalemme. Questa è l'immagine di Chiesa che il Concilio Vaticano II ha tenuto davanti a sé. Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare la Chiesa secondo la sua fisionomia originaria, la fisionomia che le hanno dato i santi nel corso dei secoli. Non dimentichiamo che sono proprio i santi che mandano avanti e fanno crescere la Chiesa.
Entrambi questi nuovi santi Pastori del Popolo di Dio intercedano per la Chiesa affinché sia docile allo Spirito Santo nel servizio pastorale alla famiglia.
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