Il dipinto “Santi Pietro e Paolo” di El Greco è un’opera d’arte davvero notevole, realizzata da uno dei più grandi maestri del tardo Rinascimento spagnolo. Precedentemente prestata dall’Ermitage di San Pietroburgo, questa tela celebra due delle figure più fondamentali del cristianesimo con una rappresentazione potente e spiritualmente evocativa.

La Storia dei Santi Pietro e Paolo: Un'Unione Simbolica
Vi siete mai chiesti perché San Pietro e San Paolo, pur così diversi tra loro per estrazione sociale e temperamento, siano festeggiati insieme? La tradizione plurisecolare, secondo cui i due santi avrebbero subito insieme il martirio il 29 giugno, giorno che nel calendario segna la loro festa, non è storicamente valida. Secondo le ricostruzioni, Pietro dovrebbe essere stato crocifisso, a testa in giù, durante la persecuzione di Nerone del 64, mentre Paolo, in quanto cittadino romano, sarebbe stato decapitato, probabilmente nel 67.
Una possibile spiegazione del perché essi siano uniti in questa dualità l’ha data Margherita Guarducci, la studiosa di epigrafia greca cui va anche il merito di aver individuato nei sotterranei vaticani il sepolcro di Pietro. La sua teoria suggerisce un legame con antiche tradizioni romane: fino all’uccisione del gemello Remo, Romolo era strettamente legato al fratello, come se fossero due esseri inscindibili, tanto che il simbolo di Roma è la lupa con i due gemelli. La festa celebrava, quindi, i due fratelli ancora uniti nella fondazione della città. I due apostoli avrebbero insieme ereditato questa ricorrenza pagana, perché considerati i fondatori della nuova Roma, quella cristiana.
Il Percorso Artistico di El Greco
El Greco, nato Doménikos Theotokópoulos a Candia (isola di Creta) nel 1541, è noto per il suo stile distintivo che fonde elementi rinascimentali con influenze bizantine. Iniziò la sua carriera come pittore di icone nella sua terra natale. Intorno al 1568, si trasferì a Venezia, dove ebbe modo di studiare la pittura di maestri come Tiziano, Tintoretto e Jacopo Bassano.
Successivamente, lo troviamo a Roma già nel 1570, dove abitò nel Palazzo Farnese e nel 1572 entrò nell’Accademia di San Luca. Durante i sette anni trascorsi a Roma, conquistò una significativa reputazione ed ebbe modo di conoscere i capolavori di Michelangelo, di Raffaello e dei loro seguaci. Il passaggio da Roma alla Spagna non era così strano per l'epoca, dato che le relazioni politiche tra la Cattolicissima Spagna e la Città Eterna erano molto strette e la presenza di spagnoli a Roma era consistente, circa 30.000 abitanti su 112.000.
Dopo gli studi in Italia, El Greco si stabilì in Spagna, a Toledo, considerata la sua seconda patria, dove la sua arte divenne sinonimo di espressionismo religioso e drammatico. Probabilmente era alla ricerca di importanti committenze da parte del re Filippo II, ma le sue aspettative andarono deluse. El Greco deve aver sofferto per non essere stato compreso da molti contemporanei, in quanto era un pittore molto avanti rispetto agli altri, un artista che “prefigura e visualizza Picasso e tanti altri artisti del Novecento”, come scrive nel catalogo Marco di Capua. La sua opera, inclusa "Santi Pietro e Paolo", è attualmente datata al periodo 1587-1592, proprio quando il grande pittore risiedeva a Toledo.

Analisi del Dipinto "Santi Pietro e Paolo"
Nel dipinto “Santi Pietro e Paolo”, El Greco presenta i due santi in una composizione che mette in risalto la loro importanza e sacralità. Il quadro raffigura i due Santi in uno spazio buio e neutro, una scelta piuttosto eccezionale nell’opera del pittore greco, così da far emergere le caratteristiche attribuite loro dalla tradizione. I santi sono rappresentati in un formato verticale che accentua la loro grandezza e autorità spirituale.
La Rappresentazione dei Santi
- San Paolo: Rappresentato sulla destra, mostra un atteggiamento deciso e uno sguardo intenso da pensatore. Pur nel pallore del volto, punta l’indice della mano sinistra su un libro. Il suo aspetto più giovane, stempiato ma con barba e capelli neri, si contrappone a quello di Pietro. Paolo è tradizionalmente rappresentato con la spada, simbolo della sua determinazione, del suo martirio e del suo ruolo come difensore della fede e predicatore ardente.
- San Pietro: Posto alla sinistra di Paolo, con la sua aria serena e lo sguardo allo stesso tempo contemplativo e riflessivo. Il suo aspetto di vecchio con capelli e barba grigi si contrappone a quello del più giovane Paolo. Pietro, uno dei dodici apostoli, è spesso rappresentato con le chiavi del Paradiso, simbolo della sua autorità e del suo ruolo di fondatore e custode della Chiesa.
Le espressioni facciali di San Pietro e San Paolo sono rese con grande attenzione ai dettagli, riflettendo la loro profondità spirituale e la loro autorità. Le figure dei santi sono rappresentate con le proporzioni allungate e stilizzate, tipiche dello stile manierista di El Greco. Sono posti in posizioni che suggeriscono un senso di movimento e dinamismo, evidenziando la loro spiritualità e la loro autorità.
Tecnica e Stile
El Greco utilizza una tavolozza di colori vivaci e contrastanti per mettere in risalto la sacralità e la forza dei santi. La luce è concentrata sui volti e sui dettagli dei santi, creando un contrasto drammatico con lo sfondo e accentuando la loro presenza e il loro significato spirituale. L'artista impiega pennellate energiche e una texture ricca per conferire al dipinto una qualità visiva vibrante. Il chiaroscuro è sapientemente utilizzato per creare un contrasto drammatico tra le figure e lo sfondo, accentuando la tridimensionalità e la presenza dei santi. Il dipinto “Santi Pietro e Paolo” di El Greco è un’icona della spiritualità e dell’autorità religiosa, un capolavoro che combina abilità tecnica e profondità emotiva, esprimendo la dedizione e la spiritualità dei due apostoli attraverso una composizione drammatica e una tecnica artistica innovativa. È un'opera che risulta essere tra le più ricordate e ammirate dai viaggiatori.
THE OPEN SKIES Three works by El Greco in Santa Agnese in Agone, Piazza Navona, El Greco a Roma
Provenienza e Contesto Espositivo
Il quadro è stato donato all’Ermitage Imperiale nel 2011 dallo statista russo Petr Pavlovič Durnovo (1835-1919), nella cui collezione figurava precedentemente come opera di ignoto. In tempi recenti, questo capolavoro è stato esposto in ambito romano dal 14 dicembre 2019 al 15 marzo 2020.
L'esposizione romana si è tenuta nel Palazzo Rhinoceros, che merita anch’esso una visita. Si tratta di una felice trasformazione contemporanea di un edificio secentesco, che al suo esterno è rimasto immutato, senza alterare il paesaggio storicizzato di una delle aree più suggestive di Roma. Il palazzo è stato progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come sede di innovative esperienze e di eventi d’arte. Il suo nome allude alla presenza del grande rinoceronte bianco realizzato in resina, ammirato all’interno del palazzo, nato come installazione (Rhinoceros AT Saepta) di Raffaele Curi (premio ADI Compasso d’Oro 2019) davanti all’Arco di Giano. Il nome rimanda all’antica Roma e a un’idea di forza e di non convenzionalità, che la Fondazione intende portare avanti nella programmazione artistica e nella vita del palazzo.