Il brano Il Vangelo di Giovanni è una delle composizioni più significative dei Baustelle, inserita all'interno dell'album L'amore e la violenza, pubblicato nel 2017. L'ottavo lavoro in studio della band toscana è stato descritto dai suoi membri come un progetto "oscenamente pop" e "colorato", frutto di una ricerca stilistica volta a miscelare generi musicali differenti.

Genesi e significato del testo
Il brano è stato scritto da Francesco Bianconi e Diego Palazzo. Il testo è denso di riferimenti culturali, contenendo immagini di attualità intrecciate a citazioni colte. L'opera rappresenta uno dei numerosi omaggi che il gruppo rivolge a Franco Battiato e al suo universo artistico; in particolare, il verso «lettere del Papa sulla fedeltà del cane» richiama direttamente il passaggio «rubriche aperte sui peli del Papa» presente nel brano Magic Shop del cantautore siciliano.
Il titolo stesso, che rimanda al più criptico e gnostico dei quattro vangeli canonici, viene utilizzato da Bianconi come metafora. Il Prologo giovanneo, incentrato sulla figura del Logos greco applicato al cristianesimo, diventa per l'autore il simbolo di un'identità profonda che appare, nel mondo contemporaneo, come irraggiungibile.
La citazione filosofica
Il brano integra una riflessione profonda sulla sofferenza, ispirata agli scritti di Junghuhn. Tale passo descrive la natura crudele del ciclo biologico, utilizzando l'esempio delle tartarughe giganti che, nel compiere il loro destino, finiscono preda di cani selvatici, a loro volta minacciati da tigri. Questa narrazione interroga l'ascoltatore sul senso del tormento e dell'orrore all'interno della scena del mondo, in un'ottica di nichilismo esistenziale.

Analisi del videoclip ufficiale
Il video ufficiale de Il Vangelo di Giovanni accompagna il brano con una messa in scena suggestiva. La narrazione visiva presenta una sorta di riunione di Alcolisti Anonimi composta da personaggi eterogenei. A presiedere l'incontro è Francesco Bianconi, nelle vesti di un prete, mentre gli altri componenti della band, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, figurano tra i partecipanti. Nel cast figurano anche l'attrice Erica Vitulano e l'attore Romolo Guerreri.
La disposizione dei partecipanti richiama iconograficamente l'Ultima Cena. Il protagonista, interpretato da Davide Banfi, grida la propria disperazione rimanendo inascoltato, fino a essere pugnalato da un partecipante vestito di nero - figura che simboleggia un moderno Giuda Iscariota (interpretato da Yuriy Krupey). Dopo essere stato soccorso dagli altri presenti, il protagonista viene incoronato con una finta corona di spine, sotto una pioggia di coriandoli. L'intera sequenza suggerisce una provocazione intellettuale: un Cristo moderno inserito nel contesto di una riunione di alcolisti anonimi perderebbe inevitabilmente la pazienza, cedendo al crollo emotivo.