L'Eucaristia al Centro del Messaggio di Fatima
Vi è un palpito eucaristico nel cuore del messaggio di Fatima. Se le prime parole dell’Angelo ai tre pastorelli - Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo - sono un invito alla preghiera, l’Angelo condurrà i bambini alla contemplazione del mistero di Dio - Santissima Trinità, Vi amo profondamente - per introdurre in seguito ai sapori del mistero eucaristico - prendete e bevete il Corpo e il Sangue.
La tematica eucaristica è presente nella sfida lanciata dalla stessa Signora di bianco vestita: “Vorreste offrire voi stessi a Dio? Vorreste offrire voi stessi in sacrificio per l’umanità?”. Si fa in questo modo eco alle parole pronunciate da Cristo: “questo è il calice della nuova Alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi” (Lu 22, 20). Le parole della Signora sono un rinnovato invito a vivere partendo dalla logica eucaristica del dono di sé, iniziata dal Nazareno.
Il “sì, lo vogliamo” dei tre pastorelli di Fatima, come primizia del messaggio, è la firma previa di un’intera vita all’insegna del sacrificio umile nelle mani di Dio per l’intera umanità. Questo invito a vivere nell’eucaristia è altresì il profondo significato della comunione riparatrice dei primi sabati. Quei sabati saranno il segno della congiunzione di tutti e in tutti i misteri di Dio, attraverso il dono che ogni uomo e donna fanno di sé. La pace di Cristo non era per i discepoli qualcosa di puramente interiore, né che riguardasse solamente il futuro, poiché la prima parola che il Risorto aveva rivolto ai suoi discepoli confusi, era stata: «La pace sia con voi» (Gv. 20,19). In ogni adunanza eucaristica si ripeteva per loro l’evento della sera di Pasqua. Il Risorto entrava tra i discepoli e diceva loro: «La pace sia con voi». Qui essi incontravano il nuovo ambito di pace che la Fede aveva aperto: la riconciliazione di schiavi e liberi, di greci e barbari, di giudei e pagani (Gal.3,28).

Le Apparizioni dell'Angelo: Preparazione all'Eucaristia
Prima delle apparizioni della Santa Vergine, i tre pastorelli furono preparati all'incontro con la Madonna da un Angelo splendido, che si presentò loro come l'Angelo della Pace, l'Angelo del Portogallo. Per tre volte apparve e parlò con loro.
La Prima Apparizione dell'Angelo (Primavera 1916)
Nella primavera del 1916, l'apparizione dell'Angelo ha preceduto quelle della Madonna. Lucia, Giacinta e Francesco, mentre pascolavano le pecore, sentirono una improvvisa forte raffica di vento e videro avvicinarsi una luce più bianca della neve, in forma di giovane bellissimo che li tranquillizzò dicendo: «Non temete, sono l’Angelo della pace; pregate con me». E, inginocchiato con il volto fino a terra, ripeté per tre volte questa preghiera che i fanciulli, anch’essi proni per terra, recitarono con lui:
- «Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo. Domando perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano».
Dopo si alzò e disse: «Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche». E scomparve. Le parole dell’Angelo si impressero nella mente dei pastorelli in modo tanto profondo che da allora in poi essi si mettevano spesso in quella scomoda posizione per lungo tempo e ripetevano quella preghiera fino a cadere per la stanchezza.
La Seconda Apparizione dell'Angelo (Estate 1916)
Trascorsero alcuni mesi e, in piena estate, tra il luglio e l’agosto del 1916, mentre giocavano intorno al pozzo nell’orto di Lucia, all’improvviso si videro vicino lo stesso Angelo, che ricordò loro di pregare e di fare penitenza: «Che cosa fate? Pregate, pregate molto. I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici». Quando Lucia chiese: «Come ci dobbiamo sacrificare?», l'Angelo rispose: «Di tutto ciò che potete, offrite sacrificio al Signore in atto di riparazione per i peccati con i quali è offeso e di supplica per la conversione del peccatori. Attirate così la pace sopra la vostra Patria. Io sono il suo Angelo Custode, l’Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà».
«Queste parole - scrisse dopo Lucia - si impressero nel nostro spirito come una luce che ci faceva comprendere chi fosse Dio, quanto ci amasse e volesse essere amato, il valore del sacrificio, sino a che punto questo Gli fosse gradito e come, attraverso di esso, Egli convertisse i peccatori. È per questo che, a partire da questo momento, cominciammo ad offrire a Dio tutto ciò che ci mortificava, senza affannarci tuttavia a cercare altre penitenze o sacrifici, eccetto quello di passare ore ed ore prostrati a terra ripetendo le preghiere dell’Angelo».

La Terza Apparizione dell'Angelo (Autunno 1916): La Comunione Eucaristica
Passarono ancora diversi mesi, nell’autunno del 1916. Un giorno i bambini, dopo aver recitato il Rosario e inginocchiati con la fronte a terra, stavano ripetendo la preghiera dell’Angelo. Ad un tratto vennero avvolti da una luce sfolgorante e videro l’Angelo con in mano un Calice, sul quale c’era sospesa un’Ostia da dove cadevano gocce di Sangue nel Calice. L'Angelo lasciò sospeso nell'aria il Calice e l'Ostia, si inginocchiò con loro e fece ripetere tre volte questa preghiera:
- «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi, indifferenze con cui Egli è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi domando la conversione dei poveri peccatori».
Dopo si alzò, prese l'Ostia e la diede a Lucia, mentre il Sangue del Calice lo divise tra Giacinta e Francesco dicendo: «Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio». Inginocchiatosi di nuovo con il volto fino a terra, l’Angelo ripeté ancora per tre volte la stessa preghiera insieme ai bambini, poi disparve. I tre pastorelli rimasero proni, a ripetere la preghiera che l’Angelo aveva loro appena insegnato, fino a quando Francesco non si rese conto che si era ormai fatto sera e che era ora di tornare a casa.
Le apparizioni e il messaggio di Fatima ai tre pastorelli
Il Ruolo degli Angeli e il Significato delle Preghiere Eucaristiche
Gli Angeli sono esseri spirituali, senza corpo, che stanno sempre dinanzi a Dio, lo amano, lo servono e lo onorano. Essi sono una scintilla del gran fuoco di Luce e di Amore che è Dio stesso, bellissimi nel loro splendore e formano la gioia di Dio, che comunica loro la sua bontà, bellezza e potenza. Ogni uomo, dal momento in cui comincia a vivere, viene affidato a un Angelo Custode che lo protegge dal male, lo illumina con il suo consiglio, gli insegna ad amare Dio e lo guida verso il Cielo.
L'Angelo può dare la Comunione ai ragazzi che ancora non l'avevano ricevuta, appare, compie la sua missione e sparisce in un luogo e in un tempo determinato da Dio. L'Angelo appare chiaramente nella figura del sacerdote, per comprendere in quale grande Mistero vengono collocati i tre pastorelli. Nel Cielo vi è il tabernacolo, un altare, l’altare dei profumi, e sull’altare vi è una vittima, che è Cristo e tutti i cristiani. La vita del Cielo è presente nella liturgia terrestre.
Il Significato delle Preghiere Insegnate dall'Angelo
Nella prima preghiera («Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo. Domando perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano»), l’Angelo vuole ricordarci che il Padre Nostro del Cielo è amareggiato perché gran parte dei suoi figli sulla terra non credono in Lui, non ricambiano il Suo Amore immenso. Il Padre manda il Suo Angelo per dire ai bimbi di amarLo anche per quelli che non lo amano e lo offendono, e li invita a chiedere perdono per questi loro fratelli. Per questa stessa intenzione la Madonna chiederà ai piccoli di «offrirsi a Dio… in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso».
Nella seconda preghiera («Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi, indifferenze con cui Egli è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi domando la conversione dei poveri peccatori»), l’Angelo vuole ricordarci che Gesù è realmente presente nell’Eucaristia, e vuole invitarci ad amarlo ed a riparare le troppe offese che Gli vengono fatte in questo Sacramento.
I bambini di Fatima capirono bene quello che l’Angelo aveva loro chiesto. Francesco, quando i genitori decisero di mandarlo a scuola, sapendo che sarebbe presto andato in cielo, preferiva fermarsi in chiesa e diceva a Lucia: «Senti, tu vai a scuola. Io resto qui, in chiesa, vicino a Gesù nascosto». E Giacinta, fin quando visse con le suore a Lisbona, si faceva condurre in una stanzetta dalla quale si poteva vedere il tabernacolo, e vi passava ore ed ore a tenere compagnia a «Gesù solo».

Le Apparizioni della Madonna e il Messaggio di Salvezza
Il 13 maggio 1917, a Cova da Iria, una località nella freguesia di Fátima, in Portogallo, tre bambini - Lucia dos Santos (10 anni), e i suoi cugini Francesco (9 anni) e Giacinta Marto (7 anni) - mentre accudivano un piccolo gregge, videro due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa “Signora” splendente con un Rosario in mano. Fu la prima di sei apparizioni che i tre piccoli pastori avrebbero avuto fino a ottobre, sempre il giorno 13 di ogni mese, eccetto agosto, quando furono "sequestrati" dal sindaco della città. Solo il 13 ottobre 1930, il vescovo di Leiria dichiarò che “le visioni sono degne di fede”.
La Signora piena di grazia si annunciò riversando la luce di Dio, nella quale i veggenti si videro «più chiaramente di come ci vediamo nel migliore degli specchi». Nell’esperienza mistagogica della luce emanata dalle mani della Signora, i piccoli pastori furono riempiti da una presenza che si impresse indelebilmente nel loro intimo e li consacrò testimoni profetici della misericordia di Dio. Il segreto che a Fatima venne offerto è precisamente la rivelazione del mistero umano alla luce di Dio.
Nelle immagini che si susseguirono allo sguardo di Giacinta, Francesco e Lucia, si offrì la sintesi del difficile dramma della libertà umana. La visione dell’inferno è memoriale della storia che si apre su altri orizzonti, più definitivi dell’immediato, e di Dio che desidera tanto questo incontro escatologico, in cui la persona è recuperata per l’amore, quanto stima la libertà della persona stessa. Così, anche la visione della Chiesa martire - che, guidata dal vescovo vestito di bianco, attraversa le rovine della grande città, portando la sua sofferenza e la sua preghiera, per prostrarsi infine davanti alla Croce - evoca una storia umana soffocata nelle rovine dei suoi conflitti e dei suoi egoismi, ed una Chiesa che porta queste rovine, quale via crucis, per offrirsi infine a Dio in dono totale, davanti alla Croce, simbolo del dono totale dello stesso Dio.
Questa Chiesa è seme di un altro modo di vivere pieno di grazia, a immagine del Cuore Immacolato di Maria. Il cuore di chi si consacra a Dio, per la Sua misericordia, è immacolato e per la Chiesa, unto nella missione. Il modo d’essere credente del Cuore Immacolato è l’offerta di sé come preghiera e come sacrificio. La Signora del Rosario invitò insistentemente i veggenti alla preghiera, specialmente il Rosario, ricordato in ciascuna delle sei apparizioni, sotto il segno dell’urgenza. L’intimità con Dio trasforma la vita in sacrificio per i fratelli, specialmente quelli su cui ricade lo sguardo misericordioso di Dio. Il dono di sé, ecco cosa significa il sacrificio.

I Pastorelli di Fatima: Testimoni dell'Eucaristia e del Sacrificio
I tre bambini di Fatima, Lucia, Francesco e Giacinta, furono scelti come strumenti della rivelazione divina e testimoni di un messaggio che avrebbe segnato la storia della Chiesa.
Francesco Marto (1908-1919)
Francesco dos Santos Marto nacque l’11 giugno 1908 ad Aljustrel, in una famiglia di contadini profondamente credenti. Era molto affezionato a sua sorella Giacinta e a sua cugina Lucia. Francesco era un bambino silenzioso, amante della natura e della musica, e spesso si teneva in disparte. Aveva nove anni nel 1917, l’anno delle apparizioni. Un anno dopo, cadde ammalato di una grave broncopolmonite che devastò l’Europa. Ricevette la prima Comunione il 3 aprile del 1919, quando era già gravemente malato, e morì nell’aprile dello stesso anno.
Giacinta Marto (1910-1920)
Giacinta de Jesus Marto nacque l’11 marzo 1910 ad Aljustrel. Era una bambina vivace, le piaceva giocare, ballare e amava la poesia, ma era anche un po’ permalosa. Il suo temperamento forte e volitivo la rendeva la più “forte” del gruppo. Dopo le apparizioni del 1917, Giacinta trovò una grande mitezza e si dedicò completamente alla preghiera. La sua vita fu breve, poiché anche lei, come Francesco, cadde vittima della broncopolmonite, la cosiddetta “influenza spagnola”, e morì a Lisbona il 20 febbraio 1920.
Lucia dos Santos (1907-2005)
Lucia de Jesus Rosa dos Santos, meglio nota come Suor Lucia di Fatima, nacque ad Aljustrel, Fatima, il 22 marzo 1907. Proveniva da una famiglia molto povera ma profondamente radicata nei valori cristiani. Sua madre, Maria Rosa, era la catechista della parrocchia e sapeva leggere. Lucia riferì di aver avuto le prime apparizioni dell’Angelo (1915-1916) prima di quelle della Madonna. Dopo le apparizioni, la sua vita cambiò radicalmente. A sedici anni fu ammessa alle “Figlie di Maria” e decise di consacrarsi a Dio con il voto di castità perpetua, mantenendo sempre vivo il desiderio di farsi Carmelitana. Solo nel 1948 riuscì ad entrare nell’Ordine del Carmelo. Nel corso della sua vita, incontrò diversi Papi, tra cui Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e il Cardinale Joseph Ratzinger (futuro Benedetto XVI). Morì nel Carmelo di Coimbra nel 2005.

La Consacrazione della Russia e il Cuore Immacolato di Maria
I preludi di Fatima e di Ghiaie, che anticipano le apparizioni della Santa Vergine, ci sono offerti come profezia per il tempo in cui Forze maligne, mandate dall’uomo del peccato, figlio della perdizione, si levano per “profanare il santuario”, “sopprimere il sacrificio continuo” e nascondere la Realtà d’Amore Eucaristico, per collocarvi il falso Cristo, separare il Cielo dalla terra e annientare la Redenzione: “l’abominazione che causa la desolazione” (Daniele 9,27 -11,31 -12,11 / Mt 24,15 / Mc. 13,14 /Ap. 13,1-18). Accogliendo la dottrina protestante, si dirà che la Messa non è un Sacrificio, ma solo la sacra cena; cioè il ricordo di ciò che Gesù fece nella sua ultima cena. E così verrà soppressa la celebrazione della santa Messa.
La Madonna aveva mostrato l'Inferno ai pastorelli, dove cadono le anime dei poveri peccatori, e per salvarle, Dio voleva stabilire nel mondo la devozione al Suo Cuore Immacolato. Le sue richieste erano chiare: «Se faranno quel che io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI, ne comincerà un’altra peggiore. Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace».
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II scrisse a tutti i vescovi del mondo chiedendo loro di unirsi a lui; fece portare a Roma la statua della Madonna di Fatima (quella della cappellina) e il 25 marzo 1984, pubblicamente, in unione con i vescovi che vollero unirsi a lui, fece la consacrazione così come la Madonna aveva voluto. In seguito, Suor Lucia attestò che la consacrazione era conforme a quanto richiesto, ma aggiunse: «Lo è, ma ormai è tardi!» (Un cammino sotto lo sguardo di Maria, pg. 147). A padre Kondor, che le chiese quale segno sarebbe stato visibile dell’accettazione di Dio e del compimento della promessa, Suor Lucia rispose: «Guardate verso Est».
Gesù stesso aveva esortato Suor Lucia, in un colloquio, dicendo: «Il Santo Padre! Prega, prega molto per il Santo Padre! Lui la farà, ma sarà tardi. Eppure il Cuore Immacolato di Maria deve salvare la Russia. È affidata a Lei» (Lettera del 18 maggio 1936 a p. Gonçalves).
Le apparizioni e il messaggio di Fatima ai tre pastorelli
L'Eucaristia come Forza, Riconciliazione e Consolazione
Rileggendo il testo relativo alla “Terza apparizione” dell’Angelo, colpisce molto come l’Angelo stesso, prima di accostarsi all’Eucaristia, si sia prostrato a terra, pregando: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente…” proprio per insegnare ai Pastorelli - ma anche a tutti noi - quello che da sempre la Chiesa ci ha educato a fare: “sapere e pensare Chi si va a ricevere”. Si tratta di una delle condizioni fondamentali per ricevere Gesù nella Comunione. Cercare di comprendere, almeno un poco, il Dono così grande che ci viene elargito in quel momento, dovrebbe portarci alla stessa condizione dei Pastorelli “…privarci perfino dell’uso dei sensi…”.
Il raccoglimento è perciò fondamentale, perché ci prepara alla consapevolezza del gesto che stiamo per compiere. L’invito è a offrire, come riparazione dei peccati, proprio Colui che si è offerto per noi al Padre: Gesù. Sì, l’Eucaristia ci rende strumenti di salvezza. Ma, per essere “degni strumenti”, c’è bisogno anche di un altro Sacramento, che è la riconciliazione: non quella cosiddetta “fai da te”, ma la confessione “vera”, con il sacerdote, ministro del perdono, per poter accogliere santamente Gesù. Si narra di un Santo che ebbe, in visione, il quadro vivente delle persone che si accostavano all’Eucaristia e vide che ogni fedele era affiancato dal proprio Angelo custode, il quale appariva gioioso o triste a seconda se il fedele si era confessato oppure fosse ancora in peccato mortale.
Nel tempo, si impara a scoprire sempre più che nel momento in cui riceviamo l’Eucaristia, c’è, accanto a noi, la presenza materna di Maria Santissima, che fu la prima a ricevere Gesù, per poi “donarlo” al mondo. L’incontro con Gesù si conclude con la stessa preghiera, ma stavolta come ringraziamento: inizio e fine, dunque. È l’invito a prepararsi a ricevere e poi a custodire degnamente la Grazia sacramentale di Cristo nel nostro cuore. I Pastorelli ci ricordano di non trascurare mai la comunione intima con Gesù, anche durante le nostre azioni quotidiane, con momenti di preghiera, quali il Santo Rosario, una semplice Ave Maria e, perché no, pure la Comunione spirituale.
«In quei giorni… la pace e felicità che sentivamo erano grandi, ma soltanto intime, con l’anima completamente raccolta in Dio». La pace di Cristo non è come quella data dal mondo (Gv. 14,27). L'unità dei credenti in Cristo, come Lui è nel Padre, e il Padre in Lui, è un cammino verso la perfezione nell'unità, affinché il mondo creda (Gv. 17,21-23).
La vera forza consiste nella preghiera e nell’Eucaristia. Occorre riconoscere nella “Terza apparizione”, un monito ad avere sempre, e con maggiore frequenza, un incontro intimo con Gesù, per riprendere slancio e dare testimonianza a chi ci è vicino. Allora, troviamo il tempo di fermarci davanti a un tabernacolo, anche solo per ripetere ciò che l’Angelo insegnò ai Pastorelli: «Mio Dio io credo, adoro, spero e vi amo. Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso».
tags: #eucarestia #pastorelli #fatima