Un'Istituzione Storica in Crisi
Fino a qualche decennio fa, la frase «Fai la brava, se no ti mando al Nazareth…» era una battuta pronunciata spesso, rivolta alle ragazzine un po’ discole, nelle famiglie benestanti di Prati, del Trionfale, della Balduina. L’istituto di via Cola di Rienzo era considerato una garanzia di severità e rigore nella formazione spirituale. Le suore delle Dame di Nazareth, da quando la scuola era stata fondata, nel 1887, erano riuscite a imporre il loro modello pedagogico e didattico.

Dall'asilo alla maturità, generazioni di fanciulle avevano completato il cursus honorum con orgoglio, senza mai dimenticare il motivetto della recita, «Sole che sorgi libero e giocondo...», il «discorsetto del mattino» delle monache, i rimproveri per le tracce di trucco sul viso, i bermuda larghi indossati a ginnastica per nascondere le forme... Ma adesso, sipario. Bei tempi addio.
Il declino del mitico Nazareth - scuola cattolica per eccellenza sulla riva destra del Tevere, così come il San Leone Magno lo è per la riva sinistra - secondo i racconti dei bene informati è analogo a quello di molte altri istituti paritari, ma con un’aggravante specifica. Lo storico istituto di suore di Prati, fondato nel 1887, era in crisi da tempo. La crisi era nell’aria già mesi fa, all’inizio dell’anno scolastico 2016/17. Il calo di iscritti era preoccupante; alcune classi si erano ritrovate con intere file vuote.
In questo contesto, le voci su un debito consistente (almeno 50 mila euro) e su opache operazioni societarie (con la presunta creazione di bad company, sussurrava qualcuno) si rincorrevano. Anche se in ritardo, i professori erano arrivati e le lezioni erano partite, ma l'incertezza rimaneva alta.
La Revoca della Parità: Le Cause Ufficiali
Come molti temevano, è calata la scure: vecchio caro Nazareth addio, dal prossimo anno si cambia. È stato il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Gildo De Angelis, a firmare il 2 febbraio 2017 un provvedimento senza molti precedenti: la revoca dello «status di scuola paritaria per i diversi ordini» (dalle elementari al liceo classico, scientifico e linguistico, passando per le medie) allo storico istituto cattolico di Prati.
La decisione dell’ex Provveditorato è stata motivata da «gravi irregolarità» e dalla mancata risposta del legale rappresentante alle convocazioni. Nell’atto di revoca si fa infatti riferimento a «gravi irregolarità riscontrate e accertate in atti e dichiarazioni» e si certifica la «nullità» del passaggio della proprietà a una srl creata ad hoc, in quanto l’Azienda «Dame di Nazareth» risultava già trasferita «mediante donazione» a una cooperativa.

Inoltre, il legale rappresentante, Leopoldo Antonini, non si sarebbe mai presentato alle «convocazioni» da parte dell’Usr e avrebbe fornito un indirizzo «di residenza personale» impreciso o errato, con «numero civico inesistente, riscontrato personalmente da due operatori» al momento della tentata consegna di una «raccomandata a mano».
Il complicato riassetto, nei mesi scorsi, è stato al centro di numerose ispezioni, ultima quella di un funzionario del ministero dello Sviluppo economico, che esercita la vigilanza sulle cooperative.
Le Difficoltà Gestionali e Finanziarie
Da qualche settimana, nell’elegante edificio a tre piani con le grandi bifore e la chiesetta all’angolo, si vive una tensione senza precedenti. Le voci di gravi difficoltà gestionali e di complicati riassetti proprietari si rincorrono, nell’incertezza generale. Alunni e genitori delle sezioni liceali (classico, scientifico e linguistico) protestano per la carenza di insegnanti, le supplenze improvvisate, l’uscita anticipata di un’ora (alle 13) e persino la mancata distribuzione del libretto, pare, per mancanza di una segretaria.
La ripresa delle attività scolastiche in via Cola di Rienzo è stata all’insegna dell’incertezza: mancavano insegnanti, vi era un taglio delle lezioni e, in una classe, gli alunni erano scesi in un mese da 22 a 10. Tutti questi elementi hanno alimentato timori per il riassetto della proprietà e il bilancio in crisi.

Il nodo della vicenda, tuttavia, resta ancora sfumato. Il Nazareth è alle prese con un buco economico preoccupante? È vero che l’istituzione di una «srl» con tre titolari e quote equamente ripartite, al posto della cooperativa, è finalizzato a superare la situazione debitoria? Persino il pagamento dei TFR dei docenti sarebbe a rischio? Non è che, ipotizza qualcuno in Rete, si stanno mettendo in piedi «strane operazioni societarie, sulla falsariga delle bad e good company stile Alitalia?». Le domande che si rincorrono nei corridoi un tempo solcati da compunte suorine e irreprensibili educande sono queste e si fanno anche prime stime del «rosso» ufficiale, poco superiore ai 50 mila euro.
Il Cambiamento d'Identità: Dalle Suore alla Cooperativa
Il declino del mitico Nazareth, storico istituto legato ai nomi di madre Rosa, madre Pace, madre Piccirilli e madre Pantanella, ha una sua peculiarità: l’uscita definitiva delle religiose. Nel 2006, le suore hanno abbandonato la scuola, lasciandola nelle mani di una cooperativa e spingendo in mare aperto lo storico studentato femminile.
Da quel momento l’identità dell’istituto ha preso ad appannarsi, a partire dal suo profilo religioso. Le preghiere di inizio e fine mattinata sono state abolite o quasi, raccontano i ragazzi, in un crescente lassismo, secondo alcuni motivato dall’intento di attirare iscritti, considerato il costo della retta annua (seimila euro).
Reazioni e Incerto Futuro
La preside, Luisa Trovalusci, ha già incontrato i genitori, alla presenza di due avvocati, per garantire che la didattica va avanti come sempre (l’esame di Stato, almeno il prossimo giugno, è garantito) e che tutto si sistemerà presto, in quanto sarà presentato ricorso. La preside, impegnata nella gestione, apprezzata dalle ex allieve che la ricordano «insegnante preparata, appassionata e sempre presente», non vuole sentir parlare di crisi.
«Poiché continuano a circolare in maniera incontrollata “stravaganze” riguardanti la scuola - ha scritto la professoressa Trovalusci ai genitori - sento doveroso convocare una riunione mercoledì 28 settembre per rispondere ad ogni vostro quesito riguardo queste notizie false e infondate». Il momento della verità è dunque vicino, questione di ore: tre gli incontri previsti, divisi per fasce scolastiche.
Malcontento e recriminazioni nelle ultime ore sono esplose anche sul web, nel gruppo Facebook fondato dalle ex allieve. La scuola cattolica sulla destra del Tevere, non ancora celebrata in un romanzo-epopea, sta per affrontare un passo impensabile ai tempi delle madri fondatrici: rivivere in una «srl», lasciarsi alle spalle il profumo d’incenso e sfidare il mercato.
Il "Giallo" della Trasparenza
Non solo la crisi, ma anche un mistero ha avvolto la vicenda. Poche ore dopo la pubblicazione sul sito dell’Ufficio scolastico del Lazio, si è aperto un piccolo giallo: il testo del decreto n. 43/2017 sul Nazareth (poi pervenuto al Corriere tramite un genitore, che l’aveva memorizzato prima che venisse «bannato») è infatti scomparso. Non è più consultabile in rete.

È rimasta soltanto la cartella vuota. Basta provare: dopo aver digitato le parole-chiave su un qualsiasi motore di ricerca, la selezione porta al primo posto il titolo «USR Lazio - Revoca della parità - Ist. Paritario Nazareth di Roma», peccato che il link corrispondente («Leggi l’articolo») non risponda ai comandi. A questo punto sorgono spontanee alcune domande: qualche «manina» ha provveduto a cancellare le cinque pagine di testo? E perché? I criteri di trasparenza e correttezza della pubblica amministrazione sono forse stati violati?