Il Battesimo di Gesù secondo Matteo

Il Vangelo secondo Matteo narra che Gesù, proveniente dalla Galilea, si reca sulle rive del Giordano per ricevere il battesimo da Giovanni Battista. A differenza di altri resoconti evangelici, in Matteo, Giovanni inizialmente cerca di dissuadere Gesù, affermando: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Tuttavia, Gesù lo persuade con le parole: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia».

Il battesimo di Gesù assume un significato e uno scopo distinti da quello impartito da Giovanni Battista, il quale era volto alla remissione dei peccati. Essendo Gesù privo di peccato, come attestato nella Prima lettera di Pietro («Non commise peccato, né fu trovato inganno nella sua bocca»), il suo battesimo non poteva avere la stessa finalità.

Nella dottrina cattolica, il battesimo di Gesù si distingue dall'attuale sacramento cristiano. Atti 10:37-43 riporta le parole dell'apostolo Paolo, secondo cui chiunque crede in Gesù Cristo ottiene il perdono dei peccati per intercessione del suo Nome, una verità testimoniata da tutti i profeti e testimoni scelti da Dio. Questo sottolinea una profonda concordanza tra l'Antico e il Nuovo Testamento riguardo alla storia della salvezza e al giudizio divino.

Le Testimonianze dei Manoscritti e l'Interpretazione Teologica

Alcuni manoscritti greci (come il Codex Bezae) e latini riportano le parole della voce celeste come: «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato». Questa formulazione è stata ampiamente citata dai Padri della Chiesa tra il II e il III secolo, rappresentando una testimonianza preziosa, dato che la maggior parte dei manoscritti del Nuovo Testamento conservati è posteriore a tali citazioni. La forma «Oggi ti ho generato» è attestata in quasi tutte le testimonianze che provengono da diverse regioni geografiche.

Tuttavia, alcuni studiosi, come Tony Costa, suggeriscono che il Codex Bezae possa presentare una versione non originale del Vangelo di Luca, mirata ad armonizzare la voce celeste con il Salmo 2. Viene fatta una lettura tipologica dell'Antico Testamento alla luce del Nuovo: la discesa della colomba dello Spirito Santo è in accordo con Isaia 11,2 (lo Spirito del Signore che "riposa" sul Messia) e, in particolare, con Isaia 42,1-7 («Ecco il mio servo... il mio eletto di cui mi compiaccio»).

Schema che illustra le diverse versioni dei manoscritti del battesimo di Gesù e le relative interpretazioni teologiche.

La Manifestazione della Trinità e la Festa Liturgica

L'evento del battesimo di Gesù è significativo poiché in esso si manifestano tutte e tre le divine persone della Santissima Trinità: il Padre nella voce dal cielo, il Figlio nel battesimo e lo Spirito Santo nella forma di colomba.

Nel rito romano, la festa del Battesimo del Signore si celebra la domenica successiva all'Epifania e conclude il Tempo di Natale, dando inizio al Tempo Ordinario il giorno seguente. La data esatta della festa varia a seconda di quando cade l'Epifania. Nelle Chiese protestanti che celebrano questa festa, come quelle luterane e metodiste, essa cade generalmente la domenica dopo l'Epifania.

Il Significato del Battesimo di Gesù

Il battesimo di Gesù, come descritto in Matteo 3,13-17, sottolinea che la predicazione di Giovanni Battista aveva raggiunto il suo culmine. Gesù, proveniente dalla Galilea, giunge a Betania, al di là del Giordano, per essere battezzato.

Giovanni Battista, consapevole della natura di Gesù, non si ritiene degno di amministrargli il battesimo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni a me?». Gesù risponde: «Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia», indicando la sua volontà di conformarsi pienamente alla volontà divina e di condividere l'esperienza umana in ogni suo aspetto, inclusa l'osservanza della Legge.

Ricevendo il battesimo, Gesù inizia la sua vita pubblica, distinguendosi da coloro che riconoscono il loro bisogno del Messia e si convertono, e da coloro che lo rifiutano. Questo atto segna l'inizio di un cammino di predicazione, sofferenza e rinuncia, che Gesù sapeva di dover affrontare.

La Preghiera e la Risposta Divina

Dopo il battesimo, Gesù si ritira in preghiera. La risposta del Padre celeste è duplice: i cieli si aprono e lo Spirito Santo scende su di lui sotto forma di colomba. Giovanni Battista testimonierà: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui» (Giovanni 1,32).

La colomba, simbolo di pace e di innocenza, richiama anche il ritorno degli esuli e la fragilità dell'oppresso. La voce dal cielo proclama: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

Il Padre ci presenta Gesù - Battesimo di Gesù 2019

L'Agnello di Dio e la Redenzione

Giovanni Battista identifica Gesù come «l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo». Questo titolo richiama l'agnello sacrificale dell'Antico Testamento, ma con una differenza cruciale: Gesù non toglie il peccato "dal" mondo, ma "del" mondo, intendendo che Egli porta su di sé i peccati dell'umanità. Il verbo usato per "togliere" implica anche l'idea di "prendere su di sé" e "portare".

Come scrive Pietro, Gesù «portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (2,24). Paolo, nella lettera ai Galati, descrive lo scopo del sacrificio dell'Agnello di Dio come uno "strappo" che libera l'uomo dal mondo malvagio, dalle sue false morale e tendenze, per trapiantarlo nel campo di Dio.

Testi Paralleli e Commenti

Il brano del battesimo di Gesù si trova in diverse versioni dei Vangeli, tra cui:

  • Matteo 3,13-17 (C.E.I., Nuova Riveduta, Nuova Diodati, Riveduta 2020)
  • Marco 1,9-11
  • Luca 3,21-22
  • Giovanni 1,32-34

Il commento teologico evidenzia come Gesù, pur essendo senza peccato, riceva il battesimo di penitenza per adempiere la volontà divina. Questo atto segna l'inizio della sua vita pubblica e il compimento dei piani salvifici di Dio. Le parole del Padre e la discesa dello Spirito Santo prefigurano la nuova creazione e l'azione santificatrice della Trinità nella vita di Gesù.

Il brano di Matteo 3,13-17 viene presentato con diverse traduzioni italiane per evidenziare le sfumature linguistiche:

  • C.E.I.: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
  • Nuova Riveduta: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».
  • Nuova Diodati: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».
  • Riveduta 2020: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».

Il Vangelo di Matteo descrive anche l'incontro tra Giovanni Battista e i farisei e sadducei, ai quali Giovanni rimprovera la loro ipocrisia e li esorta alla conversione, predicando un battesimo d'acqua per il pentimento, mentre annuncia Colui che verrà dopo di lui e battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

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