Franco Battiato: Ricerca Spirituale e Riflessioni Teologiche

La figura di Franco Battiato, cantautore siciliano scomparso nel 2021, continua a suscitare interesse e ad essere oggetto di approfondimenti, anche in ambito accademico e teologico. I gesuiti, analizzando le sue canzoni, vi scorgono non solo elementi artistici di grande spessore, ma anche una profonda ricerca spirituale che lo distingue da altri artisti.

Già in passato, l'Università Gregoriana ha dedicato a Battiato un seminario, e La Civiltà Cattolica ha pubblicato diversi articoli, tra cui uno di padre Claudio Zonta, che sottolineava come Battiato avesse "durante tutta la sua vita cercato di comprendere gli aspetti essenziali dell’esperienza umana, con una ricerca artistica profonda e costante che ha saputo abbracciare anche elementi sociali, culturali e spirituali".

Murale dedicato a Franco Battiato a Riposto,

Una delle sue canzoni più iconiche, "Cerco un centro di gravità permanente" (1981), è emblematica di questa ricerca di stabilità interiore in un mondo in continuo mutamento. Questo verso, entrato nell'immaginario collettivo, riflette il desiderio di un punto di riferimento saldo.

Un Artista Poliedrico e Sperimentatore

Battiato è stato un artista eclettico, caratterizzato da una grande curiosità musicale e da una costante ricerca intellettuale. Le sue opere attingono a narrazioni poetiche e a significati profondi provenienti dall'Oriente e dal Sud del mondo, mescolati sapientemente con le sue radici siciliane in un'originale sintesi culturale mediterranea.

La sua musica ha saputo trascendere i confini geografici e storici, come dimostra la capacità di descrivere le missioni gesuite in Cina del XVII secolo, con versi come: "Gesuiti euclidei / Vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori / Della dinastia dei Ming". Al contempo, esprimeva un netto disprezzo per alcune correnti musicali contemporanee: "Non sopporto i cori russi / La musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese / Neanche la nera africana".

Il mondo di Battiato era dunque sconfinato, raffinato ed esotico, un vero e proprio melting pot culturale dove si intrecciavano influenze diverse. La sua opera era intrisa di ricerca etno-musicale ed etno-poetica, arricchita da elementi di esoterismo e meditazione trascendentale. Sebbene puntasse all'anti-conformismo, Battiato ha saputo creare un genere distintivo, che pur evolvendosi, manteneva sempre un elemento di sorpresa.

Copertina dell'album

La Ricerca del "Centro di Gravità" e la Riflessione su Gesù Cristo

Tornando a "Cerco un centro di gravità permanente", il nucleo della canzone risiede nel desiderio di un punto fermo che non vacilli di fronte alle circostanze della vita. La domanda che sorge spontanea è se Battiato abbia mai trovato questo centro, o se la sua ricerca fosse fine a se stessa. Molti ritengono che la seconda ipotesi sia più vicina alla sua traiettoria artistica, segnata da un profondo fascino per i meticciati religiosi.

Per chi ha familiarità con il messaggio biblico, la figura di Gesù Cristo emerge naturalmente come il "centro di gravità permanente", l'alfa e l'omega, il cuore dell'esistenza. Senza Cristo, i nostri centri di gravità tendono a essere instabili e fonte di confusione. La questione cruciale rimane se Battiato abbia considerato Gesù Cristo come questo centro, prendendolo seriamente alla luce del messaggio evangelico, anziché inserirlo nel suo personale "pantheon" esoterico.

Un elemento centrale nella riflessione teologica su Battiato emerge dalla canzone "Testamento", in particolare dalla frase: "Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione". Questa affermazione racchiude, secondo l'analisi, due verità fondamentali per Battiato: primo, che i Vangeli (canonici e apocrifi) rappresentano la parola di Cristo; secondo, che la reincarnazione è una delle verità predicate da Cristo.

Di fronte a obiezioni sulla storicità di Cristo, Battiato rispondeva con fermezza: "E allora tutte le cose che ha detto Cristo, chi le ha dette?". La sua adesione alla storicità di Cristo e alla veridicità dei Vangeli è chiara. Tuttavia, il Cristo di Battiato non coincide necessariamente con quello della Chiesa Cattolica, né con quello del Corano.

La Reincarnazione e il Confronto con la Dottrina Cattolica

La convinzione nella reincarnazione è in netto contrasto con la dottrina cattolica, definita in parte tra l'Editto di Costantino (313 d.C.) e il Concilio di Costantinopoli (553 d.C.), periodo in cui Origene fu condannato come eretico, insieme a parte del suo pensiero.

Ma dove, nei Vangeli, parla Cristo di reincarnazione? Diversi passi, sia nei Vangeli canonici che in quelli apocrifi, possono essere interpretati in questa direzione.

  • Nel Vangelo di Giovanni (3:3-5), Gesù dice a Nicodemo: "In verità, in verità ti dico che se uno non nascerà di nuovo, non potrà vedere il regno di Dio". Nicodemo chiede: "Come può un uomo nascere quand'è già vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo della madre per essere rigenerato?". Gesù risponde: "In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio." Sebbene le traduzioni e le interpretazioni varino, il concetto di "rinascere" è presente.
  • Un passo dell'Apocalisse (3:12) suggerisce: "Il vincitore lo porrò come colonna del tempio del mio Dio e non uscirà mai più", interpretato da alcuni come la fine del ciclo reincarnativo.

La situazione si complica ulteriormente con i Vangeli apocrifi, in particolare il Vangelo di Tommaso, che Battiato definiva "pazzesco!". In esso si legge: "Un giorno i discepoli domandarono a Gesù: ‘Quale sarà la nostra fine?’ Ed Egli rispose: ‘Se scoprite il principio non dovrete preoccuparvi della fine, perché dove è la fine, là è il principio. E chi conosce il principio, conosce la fine e si libera dalle morti’". Un altro passo recita: "Beato colui che era prima di venire al mondo".

Anche nella tradizione occidentale, filosofi come Arthur Schopenhauer, influenzato dai Veda e dai testi buddisti, sostenevano la reincarnazione. Schopenhauer affermava che l'idea che l'uomo sia creato dal nulla e che la sua nascita sia la prima venuta nella vita fosse un'"incredibile illusione" europea, contrapposta alle qualità innate che sarebbero frutto di azioni in vite precedenti.

Battiato stesso, interrogato sulla sua separazione dal Cristianesimo, rispondeva: "Per esempio io credo nella reincarnazione. Ma anche Origene, uno dei padri della Chiesa, scrisse a favore della reincarnazione."

Analisi del testo “La cura” di Franco Battiato

L'intervistatore, pur riconoscendo il valore della riflessione di Origene, sottolinea come il suo pensiero maturo si discostasse da alcune posizioni giovanili. Questo evidenzia la delicatezza e la complessità del tema della reincarnazione per la Chiesa Cattolica.

La Spiritualità Interreligiosa di Battiato

Battiato ha sempre mantenuto un vasto afflato interreligioso. Ricordava con emozione un concerto alla presenza del Papa, definendola un'esperienza importante, pur non considerandosi cattolico. "Non sono cattolico, ma non sono neppure buddista o induista. Non mi piacciono le etichette e poi le religioni non sono in competizione tra loro. Ho una mia spiritualità, una mia ricerca dell’ascesi. Sono un uomo religioso e basta."

Egli criticava il potere temporale della Chiesa Cattolica, pur riconoscendo il valore spirituale di singole persone e comunità: "La Chiesa cattolica in questo momento, come è stato in quasi tutti i secoli, rappresenta il potere temporale, non quello spirituale. È un ossimoro vivente."

La canzone "Via Lattea" (1985), definita da Battiato "simbolica e piena di simboli esoterici", può essere letta alla luce delle teorie reincarnazioniste, secondo cui la Via Lattea sarebbe la sede delle anime in attesa della reincarnazione.

Interpretazioni Simboliche dei Vangeli e la Lettura di Origene

La categoricità dell'affermazione di Battiato "Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione" suggerisce una lettura dei Vangeli, sia canonici che apocrifi, di ordine complessivo e simbolico, piuttosto che meramente sostanziale. Questo implica che Cristo potrebbe aver parlato di reincarnazione non solo direttamente, ma anche implicitamente.

Un esempio potrebbe essere il passo del Discorso della Montagna: "Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo." Questo passo potrebbe essere interpretato come: "non uscirai da questo ciclo di vite terrestri [...] finché non avrai consumato l’intero tuo karma".

Fondamentale in questo contesto è la figura di Origene, maestro di una lettura non sostanziale ma prospettica delle Scritture, il che spiega l'insistenza di Battiato sul suo nome e la potenziale avversione della Chiesa Cattolica al suo pensiero. Origene sosteneva che le Scritture avessero "due significati", uno letterale e uno nascosto.

La condanna di Origene nel V Concilio ecumenico, secondo storici come Mircea Eliade, ha privato la Chiesa Cattolica di un'opportunità unica di rafforzare il proprio universalismo e di dialogare con altri sistemi di pensiero religioso, come quello indiano, al cui centro vi è la teoria della reincarnazione.

In sintesi, la credenza nella reincarnazione è centrale nella riflessione mistica e spirituale di Battiato, integrandosi con la sua lettura dei Vangeli e degli insegnamenti di Cristo.

Il Libero Arbitrio e l'Amore come Essenza

Il sufi Gabriel Mandel, dialogando con Battiato, sottolinea l'importanza del libero arbitrio e della capacità di interpretazione personale dei testi sacri. "Ma tutti i testi sacri sono concordi nel dire una cosa: ‘Comportatevi bene’."

Battiato concorda, affermando che alla fine della vita non conteranno le prestazioni o le opere compiute, né l'appartenenza religiosa, ma quanto si è amato. Questa visione è in linea con passi della Bhagavad Gita e con il pensiero di Origene riguardo all'anima eterna e all'influenza delle vite precedenti sull'esistenza attuale.

La sua arte, descritta come filosofia, poesia e riflessione, mira a una profonda comprensione dell'essere umano, ponendo l'accento sulla speranza e sulla forza silenziosa della meditazione. Come afferma padre Orazio Barbarino, "La sua parola più eloquente è il silenzio, col cui apporto dovremmo metterci tutti in cammino come lui, per trovare la bellezza."

La canzone "La Cura", con versi come "Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza", "percorreremo assieme le vie che portano all’essenza", e "Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare", incarna questa ricerca spirituale. Battiato, con la sua profonda filosofia creativa, ha saputo coniugare musica e pensiero, offrendo un'opera ricca di carica emotiva e sensibile.

Partitura musicale stilizzata di una composizione di Franco Battiato

La sua spiritualità, intesa come ascesi, contemplazione e misticismo, si riflette nella sua musica, invitando alla riflessione sull'essenza dell'esistenza e sulla ricerca di un senso profondo, anche nell'imbrunire della vita, che può rivelarsi come una nuova alba.

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