Il libro Il Dio dei nostri padri, edito da HarperCollins nel 2024, rappresenta un'immersione profonda nel testo sacro che ha plasmato l'identità occidentale. L'autore, Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio personale e letterario alla riscoperta della Bibbia, presentandola non solo come un testo religioso fondamentale, ma anche come un capolavoro letterario e un'epica narrazione della vicenda umana.

La riscoperta della Bibbia attraverso un'esperienza personale
Aldo Cazzullo confessa di aver avuto della Bibbia una memoria lontana, legata alle letture d'infanzia e alla passione per la pittura. Un evento personale e doloroso, la veglia al padre morente, ha segnato un punto di svolta, portandolo a riscoprire l'importanza spirituale e la valenza religiosa del testo sacro. Questo contatto ravvicinato con la mortalità ha fatto emergere in lui la percezione che, nonostante i millenni trascorsi, l'uomo, come specie, non sia radicalmente cambiato dai tempi delle tribù di Israele.
L'autore descrive il ritrovato legame con la Bibbia come una compagnia ideale nei giorni e nelle notti trascorsi al capezzale del padre. Una pagina particolarmente evocativa, il rito dell'alleanza tra Abramo e Dio, viene riportata come esempio della potenza straordinaria del testo, capace di inquietare e rassererenare allo stesso tempo. Sebbene questa riscoperta non lo abbia riavvicinato alla fede nel senso tradizionale, ha rafforzato la sua consapevolezza dell'importanza spirituale e religiosa della Bibbia.
La Bibbia come capolavoro letterario e "autobiografia di Dio"
Per Cazzullo, la Bibbia si rivela innanzitutto un capolavoro letterario, una grande storia, un formidabile romanzo, con un unico, vero protagonista: Dio. Egli è colui che crea, decide, parla e agisce, mentre gli uomini, anche i più grandi come Abramo, Noè, Mosè e Davide, ruotano attorno a Lui ed esistono in virtù della Sua presenza. Per questo motivo, molti hanno ritenuto che la Bibbia fosse stata scritta o almeno ispirata da Dio stesso, configurandosi come l'autobiografia divina.
Il libro viene presentato come il romanzo della grande vicenda degli uomini vissuti sotto lo sguardo di Dio, da Adamo fino ai nostri padri. Non si tratta solo della storia del popolo ebraico, ma dell'infanzia dell'umanità, di un tempo in cui il mondo era giovane e Dio parlava direttamente agli uomini, i quali potevano ascoltarlo se lo desideravano. Leggere o ripercorrere le vicende bibliche, secondo Cazzullo, non è soltanto un'avventura spirituale, ma anche un'esplorazione delle radici della cultura occidentale.
Aldo Cazzullo presenta il libro: "Il Dio dei nostri padri" - Harper Collins
Le generazioni a confronto: dalla certezza divina all'agnosticismo
Un tema centrale del libro è il confronto generazionale riguardo alla fede e alla percezione di Dio. Cazzullo sottolinea come i nostri nonni e genitori fossero convinti di vivere sotto l'occhio di Dio, con la Sua esistenza certa come quella del sole. La generazione dei baby boomers è stata invece la prima a manifestare un certo agnosticismo, consapevole di non sapere. Le generazioni successive, invece, hanno smesso di coltivare persino i dubbi, non ponendosi più il problema dell'esistenza divina.
Questa evoluzione culturale spiega, secondo l'autore, perché oggi la Bibbia venga letta sempre meno. L'idea che Dio sia una presenza costante e tangibile, un tempo certezza assoluta, è svanita nel mondo contemporaneo, dove la sua esistenza è stata messa in discussione o semplicemente ignorata.
Un viaggio attraverso le storie bibliche
Cazzullo rievoca le storie bibliche con un fascino millenario, offrendo una narrazione chiara e comprensibile a tutti, con continui riferimenti all'attualità e alla vita quotidiana. Il libro ripercorre eventi fondamentali come:
- La Creazione, Adamo ed Eva, la cacciata dall'Eden
- Caino e Abele, Noè e il diluvio
- La storia di Giacobbe che lottò con Dio
- Giuseppe che svelò i sogni del faraone
- Mosè, le piaghe d'Egitto, il passaggio del Mar Rosso, i dieci comandamenti
- La conquista della Terra Promessa
- Golia sconfitto da Davide
- Sansone, l'eroe fortissimo ma tradito dal suo amore
- Salomone che innalzò il tempio

Le grandi donne della Bibbia e la complessità del testo
Una parte significativa del libro è dedicata alle grandi donne della Bibbia, figure di straordinaria importanza che spesso vengono trascurate. Tra queste, Cazzullo menziona:
- Giuditta, che tagliò la testa al condottiero nemico
- Ester, che salvò il popolo dallo sterminio
- Susanna, che fece condannare i suoi molestatori
- L'angelo che salvò Tobia
- La figura di Giobbe tormentato dal diavolo
- L'amore espresso nel Cantico dei Cantici
- La disillusione dell'Ecclesiaste ("tutto è vanità")
- La resiliente Ruth
L'autore riconosce la complessità intrinseca della Bibbia, frutto di molteplici autori, epoche e traduzioni, che può portare a una sensazione di frammentarietà. Tuttavia, sottolinea come la trama fondamentale e il senso profondo del "romanzo biblico" rimangano immutati. Cazzullo affronta anche la natura multiforme del testo, dalle pagine poetiche del Cantico dei Cantici alle storie drammatiche e ascetici, riconoscendo la coesistenza di momenti di profonda realtà e di puro sogno.
La Bibbia come fondamento della cultura occidentale
Aldo Cazzullo sostiene che la Bibbia sia non solo il fondamento della fede cristiana ed ebraica, ma anche un pilastro della cultura occidentale. Chiunque voglia risalire alle radici dell'identità italiana, cristiana e occidentale, giunge inevitabilmente alla Bibbia. Il libro offre un invito a leggere il testo sacro con spirito critico, ammirando al contempo le sue qualità narrative e le sue posizioni etiche avanzate.
L'autore paragona la Bibbia a un'opera come quella di Dante, che ha saputo raccontare la Divina Commedia in modo chiaro e appassionante. Allo stesso modo, Cazzullo si propone di rendere la Bibbia accessibile e rilevante per il lettore contemporaneo, collegandola alle vicende storiche e ai capolavori dell'arte.
Riflessioni sull'aldilà e sulla fede
Il libro affronta anche il tema dell'aldilà, riportando le riflessioni dell'autore e quelle del padre. Quest'ultimo, in punto di morte, esprimeva la convinzione dell'esistenza dell'aldilà, influenzato dall'immaginario cattolico. Cazzullo evidenzia come, mentre l'Antico Testamento descriva un aldilà come un luogo privo di interesse, un abisso di tenebra, la cultura ebraica abbia gradualmente sviluppato l'idea di una giustizia ultraterrena. Il passo del libro della Sapienza, che parla di anime dei giusti nelle mani di Dio, viene citato come fonte di conforto di fronte al male.
L'autore conclude che la speranza dell'aldilà non può prescindere dalla fede in un Dio misericordioso, che si prende cura delle sue creature. La morte è entrata nel mondo per l'invidia del diavolo, ma le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, e il vero regno dei morti è sulla terra, poiché la Bibbia non smette di parlare di noi.