San Giovanni Evangelista e San Giuseppe: Storia e Iconografia

San Giovanni Evangelista è una figura centrale nella tradizione cristiana, noto per essere l'autore del quarto Vangelo e per il suo ruolo di apostolo di Gesù. La sua iconografia è ricca di simboli e narrazioni che ne hanno plasmato la rappresentazione artistica nel corso dei secoli.

La Figura di San Giovanni Evangelista

Giovanni, nato a Betsaida intorno al 10 d.C. e morto a Efeso nel 98 d.C. o poco dopo, era figlio di Zebedeo e Salome e fratello dell'apostolo Giacomo il Maggiore. La tradizione cristiana lo identifica con "il discepolo che Gesù amava", testimone di eventi cruciali della vita del Maestro, inclusa la crocifissione.

A lui vengono attribuiti cinque testi neotestamentari: il Vangelo secondo Giovanni, le tre Lettere di Giovanni e l'Apocalisse di Giovanni. Tuttavia, molti studiosi contemporanei ritengono che l'attribuzione di questi testi all'apostolo Giovanni non sia certa.

Nomi e Soprannomi

Il suo nome proprio, Giovanni, deriva dall'ebraico Yehohanàn, che significa "YH ha fatto grazia". Gesù gli avrebbe conferito il soprannome aramaico di Boanerges, che significa "figli del tuono", assieme al fratello Giacomo.

Il titolo di "Discepolo che Gesù amava", presente nel quarto Vangelo, è stato tradizionalmente identificato con Giovanni, sebbene questa ipotesi non sia universalmente condivisa dagli esegeti biblici.

Ruoli e Attributi Iconografici

San Giovanni Evangelista è noto anche come:

  • Apostolo
  • Evangelista, per la paternità del quarto Vangelo.
  • Presbitero, identificato con l'anonimo autore delle lettere giovanneee.
  • Di Patmo, in riferimento all'isola dove avrebbe ricevuto l'Apocalisse.
  • Teologo, per la profondità della sua scrittura.
  • Sacerdote, secondo alcune testimonianze storiche.

I suoi attributi iconografici principali sono l'aquila, simbolo della sua ascensione spirituale e della visione teologica, e il libro, rappresentante la sua opera evangelica.

San Giovanni Evangelista con il suo simbolo, l'aquila, e il libro aperto.

Opere e Rappresentazioni Artistiche di San Giovanni Evangelista

Numerosi artisti hanno interpretato la figura di San Giovanni Evangelista, offrendo diverse sfaccettature della sua persona e del suo messaggio.

Domenichino e il "San Giovanni Evangelista"

Domenico Zampieri, detto il Domenichino, dipinse un celebre "San Giovanni Evangelista" tra il 1621 e il 1629. L'opera raffigura l'evangelista come un adolescente intento a cercare l'ispirazione divina, con lo sguardo rivolto verso l'alto. È accompagnato da due putti e dal suo simbolo, l'aquila.

La luce che proviene dall'alto nel dipinto del Domenichino non è solo un espediente compositivo, ma simboleggia l'intervento divino nella scrittura di San Giovanni. Questa teatralità luministica fu appresa dall'artista dai Carracci e da Raffaello.

Dettaglio del dipinto di Domenichino: San Giovanni Evangelista in cerca di ispirazione.

Iconografia del Serpente e del Calice

Una delle iconografie più discusse e affascinanti di San Giovanni Evangelista è quella che lo vede raffigurato con un calice da cui fuoriesce un serpente.

Questa rappresentazione si lega a una leggenda che narra di come San Giovanni sia sfuggito miracolosamente a un tentativo di avvelenamento da parte dell'imperatore Domiziano. Il serpente, simbolo del veleno, viene interpretato come la trasformazione del male in bene, o come riferimento al siero del serpente, che può diventare elisir di salvezza.

Esempi di questa iconografia si trovano in opere come il "San Giovanni Evangelista" di Piero di Cosimo (inizio XVI secolo) e nel Polittico dell'Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck (XV secolo).

San Giovanni Evangelista con calice e serpente, esempio di iconografia simbolica.

San Giovanni Evangelista nella Basilica di San Giovanni Evangelista a Ravenna

Nella basilica di San Giovanni Evangelista a Ravenna si trova un ciclo frammentario di affreschi, originariamente attribuito a Giotto da Giorgio Vasari, ma più recentemente ricondotto alla scuola di Giovanni Baronzio o a quella di Jacopo Avanzi (fine XIV secolo).

La volta della cappella presenta i Dottori della Chiesa e gli Evangelisti con i loro simboli. La figura di San Giovanni Evangelista è rappresentata con vivacità descrittiva, inserita in un contesto decorativo tardogotico.

Affresco della volta nella Basilica di San Giovanni Evangelista a Ravenna: San Giovanni Evangelista.

Altre Rappresentazioni

Tra le altre opere significative si ricordano:

  • Il "San Giovanni Evangelista" di Filippino Lippi nella Cappella Strozzi.
  • Un'interessante replica con varianti del "San Giovanni Evangelista con l'angelo" di Fermo Ghisoni, conservata a Correggio, dove il santo è raffigurato in età avanzata.

San Giuseppe: Storia e Iconografia

San Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù, è una figura fondamentale per la storia della salvezza. La sua figura, pur meno presente nei Vangeli canonici rispetto ad altri apostoli, è stata oggetto di profonda devozione e ricca produzione artistica.

La Figura di San Giuseppe

Giuseppe, discendente della stirpe di David, era un falegname di Nazareth. La sua vita, vissuta all'ombra di Gesù, è caratterizzata da fedeltà, povertà, umiltà e, soprattutto, dall'accettazione della volontà divina.

L'evangelista Matteo sottolinea il suo ruolo di "uomo giusto" e collaboratore del mistero dell'incarnazione. È considerato protettore dei falegnami, dei lavoratori, dei padri e dei moribondi, e fu dichiarato patrono della Chiesa Universale da Papa Pio IX.

San Giuseppe nell'Arte

L'iconografia di San Giuseppe si è sviluppata nel corso dei secoli, con diverse varianti che ne sottolineano gli aspetti della sua vita e del suo ruolo.

Generalmente, San Giuseppe è raffigurato come un uomo maturo, con folti capelli ondulati e barba ricciuta. La sua tunica è spesso di colore violaceo, mentre il mantello può essere di colore senape. Tra i suoi attributi più comuni vi sono:

  • Il Bastone fiorito (simbolo della sua verginità e della sua discendenza davidica).
  • Il Bambin Gesù, spesso tenuto in braccio o a fianco.
  • Gli Attrezzi da falegname, che richiamano il suo mestiere.
  • Un Libro, a simboleggiare la sua saggezza e la sua fede.
San Giuseppe con il Bambin Gesù e il bastone fiorito.

Opere e Devozione

La devozione a San Giuseppe ha dato origine a numerose opere d'arte, tra cui spiccano:

  • L'altorilievo della "Fuga in Egitto" (o "Sacra Famiglia in Viaggio") sull'altare maggiore della chiesa di Nardò, un capolavoro del barocco leccese che ritrae Giuseppe con uno sguardo rivolto al cielo, guidato da un angelo.
  • Diverse rappresentazioni di "San Giuseppe con il Bambino", dove la figura del santo è spesso statica, mentre il Bambino Gesù interagisce affettuosamente con lui.

La figura di San Giuseppe è stata anche oggetto di studio e catalogazione in volumi dedicati alla sua iconografia, come quello che raccoglie immagini sacre da musei, chiese e confraternite italiane.

San Giuseppe da Copertino

Una figura particolare è quella di San Giuseppe da Copertino (1603-1663), noto per le sue estasi e per il dono del volo. La sua iconografia è documentata da stampe antiche, tra cui quelle ideate da Pietro Novelli e incise da Giuseppe Leante, e da quelle di Felice Polanzani basate su un archetipo di Francesco Providoni.

Queste rappresentazioni, spesso successive alla sua beatificazione (1753) e canonizzazione (1767), ne sottolineano la santità e le esperienze mistiche.

Stampa antica di San Giuseppe da Copertino.

Il Linguaggio dei Simboli nell'Arte Sacra

L'arte sacra, in particolare quella dedicata a San Giovanni Evangelista e San Giuseppe, fa ampio uso del linguaggio dei simboli per trasmettere significati teologici e spirituali.

È fondamentale un'analisi critica e attenta delle opere, basata su studi storici e iconografici, per evitare interpretazioni errate o "fake news" che possono confondere la comprensione del messaggio artistico. La storia dell'arte è concreta e legata al contesto storico, sociale e culturale in cui le opere sono state create.

La simbologia del serpente, ad esempio, associata a San Giovanni Evangelista, non va interpretata superficialmente, ma compresa nel suo contesto storico-religioso, collegandola a concetti di trasformazione, guarigione e salvezza, come nel caso del caduceo di Ermes, simbolo medico.

Analogamente, la raffigurazione di San Giuseppe con gli attrezzi da falegname o il bastone fiorito, non sono semplici dettagli, ma elementi che comunicano la sua identità, il suo ruolo e la sua virtù.

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