I Santi Filippo e Giacomo, figure centrali nella storia del Cristianesimo primitivo, sono venerati come apostoli e martiri, e la loro memoria è legata a importanti luoghi di culto e a diverse comunità che li hanno scelti come propri protettori. La loro storia, intrecciata con la vita di Gesù, le missioni evangelizzatrici e il martirio, ha lasciato un segno indelebile, culminato nella traslazione delle loro reliquie a Roma e nella devozione che perdura nei secoli.
Chi erano i Santi Filippo e Giacomo?
San Giacomo il Minore
La tradizione vuole che San Giacomo il Minore fosse parente di Gesù, forse quel cugino a cui fa riferimento l’evangelista Matteo (13, 55). È detto “il Minore” perché più piccolo di statura rispetto all’altro apostolo che ha lo stesso nome, Giacomo di Zebedeo, fratello di Giovanni. L’unica notizia certa che abbiamo di lui è che fu apostolo del Signore; per il resto dobbiamo attingere a tradizioni, difficilmente comprovabili.
Secondo alcuni, l’apostolo Giacomo sarebbe quel cugino di Gesù di cui parla Matteo; come tale sarebbe stato molto onorato e stimato dai primi cristiani e dagli stessi apostoli, e avrebbe avuto un ruolo distinto nella primitiva comunità di Gerusalemme che avrebbe retto dopo la partenza di Pietro. Ebbe un notevole influsso nel Concilio di Gerusalemme, nel quale venne confermata la vocazione missionaria di Pietro per i circoncisi e di Paolo per i non circoncisi.
La tradizione vuole che Giacomo sia stato ucciso nell’anno 62. Spinto giù da una torre, rimase ferito e, nonostante cominciassero a lapidarlo, egli si rivolse al Signore pregando di perdonare i suoi carnefici perché non sapevano ciò che facevano.
San Filippo Apostolo
L’apostolo Filippo era un pescatore di Betsaida, in Galilea, la stessa città di Pietro, Andrea e Simone. Fu tra i primi discepoli di Gesù. L’evangelista Giovanni lo menziona in vari episodi: prima della moltiplicazione dei pani, Gesù gli chiese: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”, mettendo alla prova Filippo, poiché egli sapeva ciò che stava per compiere. Durante l’ultima cena, Filippo chiese a Gesù: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”, e Gesù gli rispose: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre”.
Altri dati biografici su di lui non sono verificabili. È comunque probabile che, dopo la Pentecoste, Filippo abbia attraversato l’Asia Minore spingendosi fino alla Scizia, l’attuale Ucraina, e poi nella Frigia, l'attuale Turchia asiatica. Nella capitale della Frigia, Gerapoli, sarebbe stato martirizzato su una croce decussata, cioè a forma di X, e con la testa all’ingiù.

Le Reliquie e la loro Venerazione
Dopo diverse vicende, le reliquie di San Filippo sarebbero state trasportate a Roma. Già trasferiti da Gerapoli a Costantinopoli, i resti di Filippo furono portati a Roma e affidati alla chiesa dei Santissimi XII Apostoli. Qui le sue reliquie (in particolare il piede) furono riunite a quelle di San Giacomo il Minore, le cui spoglie (il braccio) provenivano da Gerusalemme o da Costantinopoli, unite da Papa Giovanni III al tempo della dedicazione della basilica.
Filippo e Giacomo, apostoli e santi, riposano nell’arca marmorea della confessione della Basilica dei Santissimi XII Apostoli. Le reliquie furono rinvenute nel VII secolo e deposte sotto l’altare, qui riscoperte il 15 gennaio 1873 e nuovamente ripostevi il 9 maggio 1879. A Santa Maria in Trastevere si venera inoltre una reliquia di un braccio di Giacomo.
Il primo di maggio si svolgeva nella basilica la solenne cerimonia dell’Ostensione delle Reliquie e, tra queste, si veneravano il piede di Filippo e la gamba di Giacomo.

L'Evoluzione della Festa Liturgica
La Chiesa celebra in uno stesso giorno la festa dei due apostoli Filippo e Giacomo. Storicamente, la loro solennità ricadeva il 1 maggio. Tuttavia, con l’istituzione della festa di San Giuseppe Lavoratore, fissata al 1 maggio nel 1955 da Papa Pio XII, la ricorrenza dei due apostoli venne spostata. Nel Martirologio Romano è annotato che la loro celebrazione è stata trasferita al giorno 11 maggio, ove è scritto: "Il natale dei beati Filippo e Giacomo, Apostoli". Curiosamente, il Papa Pio XII decise di spostare la ricorrenza di San Giacomo al 3 maggio per concedere a "San Giuseppe Lavoratore" i festeggiamenti religiosi del 1 maggio.
Nonostante questo, alcune comunità mantengono tradizioni diverse; nella piccola Nemi, ad esempio, San Giacomo Minore (da non confondersi con San Giacomo Maggiore, anche lui apostolo e patrono di Spagna) è ancora celebrato proprio il 1 maggio.
I Santi Filippo e Giacomo come Patroni Cittadini
Una sola, dunque, la certezza e non certo di poco conto: da generazioni la venerazione verso i due apostoli cresce di anno in anno, ricoprendo il paese in cui tutto parla e si immedesima nelle effigi di questi martiri della fede. È notorio che diverse città italiane abbiano scelto i Santi Filippo e Giacomo come propri protettori già nei secoli scorsi.
Tra queste, la più celebre è Frascati, che scelse entrambi gli apostoli. San Filippo è inoltre celebrato come patrono anche a Monterotondo e Nemi, ma pure a Cortina d'Ampezzo, Campitello di Fassa e, tra gli altri, Predazzo.
Il Culto a Frascati
A Frascati, la venerazione per i Santi Filippo e Giacomo è particolarmente sentita. La città celebra con attenzione anche i suoi due compatroni, San Rocco e San Sebastiano. I quattro Santi trovano tutti spazio nelle nicchie più basse della facciata della Cattedrale di San Pietro.
Il maggiore dei templi cattolici tuscolani, edificato per dare una nuova e più capiente casa ai fedeli, venne pensato alla fine del '500. I lavori per la realizzazione si avviarono nel 1599. La facciata, progettata e realizzata da Girolamo Fontana, lo stesso della fontana monumentale della stessa piazza San Pietro, fu completata nel 1700, come ricorda anche l'iscrizione nella fascia di marmo a metà facciata.
Nelle nicchie basse, da sinistra compaiono San Sebastiano (sempre ben riconoscibile dal corpo trafitto dalle frecce, segno del suo martirio), San Giacomo Minore, San Filippo e San Rocco. La Cattedrale, pur intitolata a San Pietro, nelle due nicchie in alto presenta le statue di San Pietro e San Paolo. La Cattedrale venne pesantemente danneggiata dai bombardamenti dell'8 settembre 1943 e dei mesi successivi - salve solo la facciata e alcune delle cappelle laterali - e fu riconsacrata, dopo i lavori, nel 1949.
