Voglia di sposarsi? Difficoltà finanziarie causate dalla crisi? Non è il caso di disperarsi. Le due cose non sono più incompatibili, grazie a un’iniziativa portata avanti da anni dalle suore agostiniane del Monastero di Clausura di Santa Rita da Cascia, in provincia di Perugia. Le suore da anni regalano un sogno anche a chi non può permettersi l’acquisto di un abito da sposa nuovo, modificando i tanti abiti che arrivano al loro monastero, trasformato in un atelier curato e professionale.

La storia di una tradizione di solidarietà
Questa tradizione si rinnova dagli anni '50. In origine, i vestiti venivano lasciati come ex-voto a Santa Rita e servivano alle bambine orfane o povere, le cosiddette "Apette", che vivevano nell'Alveare di Santa Rita, una volta diventate adulte. Oggi, la finalità si è evoluta: le suore ricevono i vestiti da chi, invece di lasciarli invecchiare nella naftalina, preferisce donarli a chi non può permetterseli. Le monache, con pazienza, ago e filo, rimodellano, accorciano e rendono il vestito di nuovo unico.
Come funziona l’Atelier di Santa Rita
A Cascia arrivano ogni mese almeno una decina di abiti da sposa da tutta Italia, inviati da privati o da sartorie (alcuni dei quali sono capi nuovi di collezioni passate). Il servizio è gestito con professionalità e amore:
- Raccolta e catalogazione: gli abiti vengono spediti al monastero o lasciati in forma anonima. Suor Maria Laura provvede a ordinarli per taglia e modello.
- Lo spazio dedicato: le prove avvengono in un locale accogliente, dotato di un piccolo salotto e specchi, dove le future spose possono scegliere il loro abito in serenità.
- Adattamento: l’abito prescelto viene adattato su misura della sposa.

Non solo risparmio, ma un gesto di profondo valore
L’acquisto dell’abito da sposa è una spesa molto rilevante per un oggetto che, spesso, viene indossato una sola volta. Donare il proprio vestito nuziale è un gesto di gratuità squisita, non solo materiale ma anche spirituale. Molte spose, dopo aver utilizzato l'abito ricevuto, scelgono di riportarlo al monastero, permettendo così che il vestito continui a "vivere" e a rendere felice un'altra donna.
Chi ricorre a questa iniziativa non è necessariamente in difficoltà economica; vi sono anche spose che hanno seguito un percorso spirituale o che desiderano compiere un atto di affidamento del proprio matrimonio a Santa Rita, la santa protettrice dei matrimoni.
I passi del silenzio : Monastero di Santa Caterina - Urbino
Un atto di amore verso il futuro
Donare il proprio abito è un momento di svolta, un modo per fare spazio al futuro nella propria relazione di coppia. In una società basata sul consumo, questa pratica insegna a distinguere l'essenziale dalle apparenze. Come recita il principio di San Giuseppe Moscati: “Chi può metta, chi non può prenda”. Le suore di Santa Rita non distinguono tra le spose: accolgono tutte con lo stesso amore, che si tratti di un rito religioso o civile, comprese le donne incinte, dimostrando che la carità non conosce barriere.