L'Orto dei Miracoli di Santa Rita: Storia, Spiritualità e Simboli a Roccaporena

L'Orto del Miracolo a Roccaporena è un luogo di profonda spiritualità, strettamente legato a uno degli eventi più straordinari e toccanti della vita di Santa Rita da Cascia. Questo sito rappresenta una tappa immancabile per chi vuole ripercorrere i passi della vita della Santa.

La Storia del Prodigio della Rosa e dei Fichi

La tradizione narra che nell'inverno precedente la sua scomparsa, gravemente ammalata nella sua cella, Rita trascorreva lunghi periodi in preghiera. Probabilmente la nostalgia per la sua Roccaporena, il ricordo di Paolo e dei figli, si faceva sentire vivo. Forse Rita, che aveva sempre pregato per le loro anime, ora che sentiva avvicinarsi la fine, avvertiva una pena nel cuore: sapere se il Signore avesse accolto le sue sofferenze e preghiere in espiazione dei peccati dei suoi cari. Chiese un segno all'Amore e il cielo le rispose.

Ad una sua parente, che era venuta a trovarla, Rita chiese di passare nel suo orticello di Roccaporena e di cogliere una rosa e due fichi. La parente sorrise a simile richiesta: nel mese di gennaio, in pieno inverno (la tradizione colloca l'accaduto intorno al 1447), non è infatti possibile trovare a Roccaporena una rosa fiorita e dei fichi. Ma, recatasi nell'Orto, la cugina trovò veramente quanto Rita desiderava: miracolosamente, sbocciò una rosa profumata e maturarono due fichi.

illustrazione di Santa Rita ammalata che riceve la rosa e i fichi miracolosi in inverno

Questo evento prodigioso, simbolo di un amore incondizionato e della fede incrollabile di Rita, fu riconosciuto e testimoniato già in tempi antichi. Il 30 ottobre 1526, la Commissione per la Causa di beatificazione si recò presso l’orticello che si dice appartenne a Rita e vi trovò l’albero di fico, a riprova della persistenza di questo segno.

L'Orto dei Miracoli Oggi: Un Simbolo Vivo

L'Orto del Miracolo a Roccaporena è situato in un fazzoletto di terra fertile e scosceso, denso di cespi di rose. È sovrastato da due scogli che formano una suggestiva cavità naturale, aggiungendo un elemento di bellezza e misticismo al luogo.

All’interno dell'Orto, un bronzo dello scultore romano Rodolfo Maleci (realizzato nel 1941) rappresenta la Santa gravemente malata con la cugina china su di lei che ascolta dalla sua flebile voce l’ultimo desiderio: «Portami una rosa e due fichi dal mio orticello di Roccaporena»! Una scritta del 1600 ricorda l’avvenimento insieme a questo bronzo, a testimonianza storica del prodigio.

scultura in bronzo di Rodolfo Maleci raffigurante Santa Rita e la cugina nell'Orto dei Miracoli di Roccaporena

Il percorso a gradoni che conduce all’Orto dei Miracoli è parte di un circuito più ampio per visitare i luoghi importanti della vita di Santa Rita a Roccaporena. Sebbene la salita possa essere un po' faticosa per chi non è allenato, la fede e la spiritualità che si respirano in questo piccolo e potente spazio compensano ogni sforzo, permettendo ai devoti di immergersi nella vera storia di Santa Rita da Cascia e di scoprire la grazia divina che avvolge questo luogo.

Orto del Miracolo

Roccaporena: Le Radici della Santità di Rita

Il paese di Roccaporena, frazione a 5 km da Cascia e ubicato alle falde del Monte Rucino, è il luogo natale di Santa Rita. Il suo vero nome era Margherita Lotti, figlia di Antonio Lotti e Amata Ferri. La piccola Margherita sbocciò nel 1371 o nel 1381 (date frutto di due filoni interpretativi degli studiosi).

I genitori di Rita erano particolarmente stimati e svolgevano la funzione di "pacieri", incarico affidato loro dagli statuti del libero comune di Cascia per pacificare i contendenti e prevenire stragi cruente tra famiglie in conflitto. Questa predisposizione alla pace ha profondamente influenzato la spiritualità e la missione di Rita. Nonostante la famiglia non fosse aristocratica, godeva di un certo prestigio sociale, morale ed economico.

La vita di Rita fu segnata da profonde sofferenze: dopo l'assassinio del marito, Paolo di Ferdinando di Mancino (tradizionalmente intorno al 1406), e la successiva tragica morte dei suoi due figli, Rita si rifugiò nella preghiera. All'età di circa 36 anni, superate mille difficoltà con l'aiuto dei suoi tre protettori Sant'Agostino, San Nicola da Tolentino e San Giovanni Battista, nel 1407 circa, coronò il suo desiderio e iniziò la sua nuova vita nel Monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia. Qui, tra le mura del Monastero, Rita innalzò il suo dolore alle sofferenze di Cristo per l'umanità, chiedendo ed ottenendo, come pegno d'amore, di diventare partecipe ancora di più alla Sua sofferenza. È il 1432 quando, assorta in preghiera, chiede al Signore di renderla partecipe alle sue sofferenze, manifestandosi con la stigmata sulla fronte.

La Venerazione e il Culto di Santa Rita

Subito dopo la sua morte, Rita fu venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto che in vita, suor Rita Lotti, si era dedicata alla cura degli appestati, senza mai contrarre questa malattia. Il suo corpo non è mai stato sepolto, proprio per il forte culto nato immediatamente dopo la sua morte, grazie alle sue virtù e ai primi ex voto portati dai devoti.

Nel 1457, per iniziativa delle autorità comunali, i primi miracoli di Santa Rita cominciarono ad essere riportati nel Codex miraculorum (il Codice dei miracoli). Vedendo tanta venerazione, le monache decisero di riporre il santo corpo in una cassa, affidando a Mastro Cecco Barbari la costruzione della prima bara, detta "cassa umile". Si racconta che Mastro Cecco, nel vedere il corpo di Rita, immediatamente guarì. Questa testimonianza storica chiarisce che la Beata, appena morta, fu portata nella chiesa senza cassa, avvolta in un lenzuolo, per essere poi sepolta nel loculo delle monache. Tuttavia, la continua affluenza di gente impedì la sepoltura.

Sempre nel 1457, a causa di un incendio divampato nell’oratorio, la cassa e il corpo, rimasti intatti, vennero riposti nel sarcofago conosciuto come "cassa solenne". Questa cassa, realizzata a soli dieci anni dalla morte di Rita, testimonia la sua già diffusa fama di santità. Sopra di essa, venne inserito un epitaffio commemorativo. Il corpo di Santa Rita è stato poi spostato ulteriormente, fino a giungere nella bellissima cappella all'interno della Basilica a lei intitolata a Cascia.

Il processo di beatificazione ebbe inizio il 19 ottobre 1626, sotto il pontificato di Urbano VIII. Tra i principali sostenitori della causa vi fu il Cardinale Fausto Poli, nativo di Usigni (villaggio del territorio casciano), il quale si interessò anche dei luoghi ritiani di Roccaporena, trasformando nel 1630 la casa maritale in cappella. In seguito al processo casciano, il 2 ottobre 1627, Urbano VIII concesse alla diocesi di Spoleto e ai religiosi agostiniani la facoltà di celebrare la messa in onore della beata Rita. Indagini mediche moderne hanno accertato la presenza di una piaga ossea (osteomielite) sulla fronte del corpo di Rita, a riprova dell’esistenza della stigmata. Il corpo di Rita, dal 18 maggio 1947, riposa nella Basilica Santa Rita a Cascia, dentro l’urna d’argento e cristallo realizzata nel 1930. Il viso, le mani e i piedi sono mummificati, mentre sotto l’abito di suora agostiniana si trova l’intero scheletro (così ridottosi dalla prima metà del ‘700).

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