La Norma CEI 79-56 e i Sistemi di Sicurezza: Requisiti e Applicazioni

Garantire la sicurezza di case e aziende è sempre più cruciale. I sistemi di allarme offrono una soluzione efficace per la protezione dei beni e delle persone, a condizione che siano conformi agli standard e alle norme di legge. Quando si decide di installare un sistema di sicurezza, sorgono diverse domande.

Il Contesto Normativo per i Sistemi di Sicurezza

I sistemi di allarme, spesso chiamati genericamente antifurto, sono impianti elettronici e come tali sono normati dal D.M. 37/08 e successive modificazioni. L'installazione e il funzionamento dei sistemi di sicurezza devono rispondere a specifiche normative nazionali ed europee per garantirne l'efficacia e la conformità legale. In Italia è fondamentale la conformità alla norma nazionale CEI 79-03, introdotta nel 2021. Questa norma illustra la progettazione, l’implementazione, la verifica e la manutenzione dei sistemi di sicurezza, integrando la norma europea EN 50131-1 e incorporando sezioni della guida CEI CLC/TS 50131-7. La serie EN 50131, adottata in tutta Europa, stabilisce i requisiti tecnici e funzionali dei sistemi elettronici di sicurezza.

In Italia, il quadro normativo di riferimento parte con la Legge 46/90, promulgata il 5 marzo 1990, che mirava a garantire la sicurezza degli impianti elettrici in generale. Il DM 37/08 specifica gli obblighi per coloro che si occupano dell’installazione e della manutenzione dei sistemi di sicurezza e sorveglianza, delineando le qualifiche tecniche e professionali richieste. Prevede che il progetto di installazione o modifica di un impianto sia redatto da un responsabile tecnico o da un professionista iscritto all’ordine professionale competente. Il progetto deve comprendere il layout dell’impianto, i disegni tecnici e una relazione dettagliata sull’intervento da realizzare.

La norma CEI 79-3, intitolata “Sistemi di allarme - Requisiti particolari per i sistemi di allarme antintrusione”, specifica gli standard tecnici e di sicurezza da seguire durante la realizzazione, la verifica e la manutenzione degli impianti. La CEI 64-8, invece, regola la progettazione, l’implementazione e la verifica degli impianti elettrici a bassa tensione. Il Comitato Tecnico CEI CT 79 ha predisposto le norme tecniche e i dettagli dei componenti utilizzati per i sistemi e gli impianti di videosorveglianza, la protezione delle persone, dei beni e degli edifici. Questi rientrano nel campo di applicazione del Decreto Ministeriale 37/08 ed in particolare nella tipologia di impianti di cui all’art. 1, comma 2, lettera b (impianti elettronici).

Il Progetto di un Impianto Antifurto: Requisiti e Fasi

Quando è necessario il progetto di un antifurto e quali documentazioni richiede? Al fine di semplificare l'argomento, cercheremo di indicare i concetti principali e basilari della norma, che risulta ben articolata e complessa. L'analisi è il primo step fondamentale che richiede la verifica dei luoghi, eseguibile con un sopralluogo tecnico o con la consultazione delle planimetrie quotate. La creazione di un sistema di sicurezza prevede diverse fasi, tra cui l’analisi dei rischi, che devono essere classificati dal grado 1 al grado 4. Questa include anche la valutazione del sito di installazione e la determinazione del livello di prestazioni desiderato. La progettazione appropriata di un sistema di sicurezza richiede un’analisi approfondita dei rischi, come richiesto dalle normative vigenti. Questa analisi tiene conto di diversi fattori, come l’uso previsto dell’area protetta, il valore dei beni e i potenziali rischi personali.

Classificazione dei Livelli di Rischio

Ogni area da controllare è assoggettata ad un Livello di Rischio, che può essere articolato in più sotto-aree, composte da uno o più ambienti. Per stabilire il livello di rischio, è importante associare la percezione e consapevolezza del committente del rischio che ricade sui beni e persone in un tentativo di rapina.

  • Grado 1: Basso Rischio. Si presume che gli intrusi abbiano conoscenze e strumenti minimi. Il sistema di sicurezza è progettato per scoraggiare gli individui inesperti che non hanno la capacità di aggirare le misure di protezione sofisticate.
  • Grado 2: Rischio Medio. In questo caso, gli intrusi possiedono competenze di base e attrezzature portatili. Le misure di sicurezza sono più avanzate, per far fronte alla possibilità di aggressori un po’ più determinati che potrebbero avere una certa dimestichezza con i sistemi di allarme.
  • Grado 3: Rischio Alto. Questo grado tiene conto di intrusi con buone conoscenze e una varietà di strumenti. Il sistema di sicurezza deve essere in grado di contrastare i tentativi di violazione più sofisticati.
  • Grado 4: Rischio Molto Alto. Nella categoria di rischio più elevata, i potenziali ladri sono altamente qualificati e ben equipaggiati. Possono avere una conoscenza specifica del sistema di sicurezza e le risorse per effettuare un’intrusione pianificata. Le misure di sicurezza per questo grado sono le più avanzate e comprendono più livelli di protezione e un monitoraggio attivo.

Come si intuisce, questa fase richiesta al progettista, necessita di una attenta analisi che termina con una valutazione tecnica, passando presumibilmente anche per un sopralluogo (facoltativo). Laddove l'impianto in questione ricade nei casi previsti dell'art. 5 comma 2 del D.M. 37/08, è necessaria la progettazione da parte di professionisti iscritti all'albo professionale come gli ingegneri. Il professionista provvederà a redigere anche il computo metrico, che delinea tutte le componenti necessarie ed utili alla quantificazione del prezzo comprensivo di installazione e manutenzione periodica.

Infografica: Diagramma dei livelli di rischio per i sistemi di sicurezza

La Scatola Nera e la Norma CEI 79-56

Un particolare tipo di dispositivo che si avvale di una specifica certificazione normativa è la "scatola nera". La centralina fornita di default è omologata automotive secondo il Regolamento UN/ECE 10 ed è quindi abilitata a essere montata senza inficiare la garanzia o il funzionamento del mezzo stesso. Con la sottoscrizione dell’opzione Black Box e CANBUS viene fornita una centralina che, oltre a essere omologata automotive, è certificata “Sistema Black Box” secondo la norma CEI 79-56. Questa centralina è una “scatola nera” che rileva e segnala immediatamente eventuali incidenti. I mezzi possono essere di proprietà o a noleggio. La centralina Black Box permette, inoltre, un collegamento al CANBUS di bordo per la telelettura dei dati CAN, che normalmente comprendono il quadro di bordo (spie, ecc) e il controllo dei consumi di gasolio. Il dato del gasolio viene rappresentato in piattaforma dal livello percentuale di riempimento del serbatoio. È possibile aggiungere altri localizzatori per coprire tutti i mezzi su cui si intende montare a bordo un sistema GPS. La localizzazione Europa permette di ricevere in piattaforma i dati di posizione anche quando i mezzi circolano in paesi europei.

Nel Decreto del ministero dello Sviluppo economico, c’è tutto quanto devi sapere sulla scatola nera. In ogni caso, la raccolta, la gestione ed il trattamento dei dati personali, in relazione all’utilizzo dei meccanismi elettronici sono disciplinati dalle norme contenute nel regolamento ISVAP che stabilisce le modalità di gestione ed utilizzo dei dati personali, in conformità al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Diagramma schematico di una scatola nera per veicoli con connessioni CANBUS e GPS

Aspetti Tecnici dell'Installazione degli Impianti di Allarme

È importante analizzare tutte le problematiche che possono accadere in una scelta errata o per una tecnologia non appropriata, senza pensare alle possibili interferenze nei sistemi di sicurezza wireless. Alcuni concetti comuni a tutti i livelli degli impianti di allarme intrusione che non si possono assolutamente trascurare valgono sia per il livello 1 che per il 2, il 3 e il 4.

Cablaggio e Protezione

La CEI 79-3 all’art. 4.2 recita: “L’installazione di un impianto di Allarme Intrusione e Rapina deve essere effettuata in conformità alle prescrizioni della Norma CEI 64-8 comprese quelle per la protezione contro le sovratensioni (Sezione 44)”. Questo implica l'applicazione non solo della CEI 64-8, che riguarda tutti gli impianti fino a 1.000V in AC e fino a 1.500V in DC, ma anche il riferimento alla sezione 44 relativa alla protezione dalle sovratensioni. Riguardo alla protezione dalle sovratensioni dovute ai fulmini è sufficiente prevedere degli adeguati scaricatori di sovratensione (SPD) mentre per la protezione dalle sovratensioni permanenti, come ad esempio l’interruzione del neutro da parte del distributore, si possono utilizzare i POP (Permanent Overvoltage Protector).

Tra le varie prescrizioni della CEI 64-8 ce n’è una che è apparsa nella settima edizione pubblicata nel 2012 e che al commento dell’art. 526.1 recita: “Le connessioni devono essere realizzate con morsetti…”. Tuttavia, l’art. 6.5.1 della norma CEI 79-3 stabilisce che le giunzioni siano elettricamente e meccanicamente solide. Quando si ha a che fare con cavi per impianti di allarme, questi sono in genere sottili e a volte rigidi. Se si ritiene più corretto utilizzare il nastro isolante per un determinato tipo di connessione, si è liberi di farlo, anche se la CEI 64-8 prescrive l’uso dei morsetti. Si può anche pensare a crimpare o saldare le giunzioni, nonostante la norma indichi che andrebbero fatte solo in scatole non praticabili. Le giunzioni si fanno negli impianti cablati, e la cosa basilare è che i cavi dell’allarme abbiano una guaina di protezione. Ciò significa che non si può realizzare l’impianto utilizzando la classica cordina.

Il percorso dei cavi deve inoltre svilupparsi preferibilmente per intero all’interno della proprietà e prevalentemente in zona protetta. Non è vietato posare cavi all’esterno della proprietà, ma è sconsigliato. Nel caso si decida di posarli all’esterno della proprietà, si devono dotare le interconnessioni di idonea protezione contro le manomissioni, ad esempio racchiudendole in condotti metallici oppure in appropriate cassette tamperizzate. Ad ogni modo il cavo dovrebbe essere protetto meccanicamente contro i danni fisici.

La coesistenza dei cavi di segnale e dei cavi di energia è possibile purché il cavo di segnale sia isolato per la tensione dei cavi di energia oppure il cavo di energia sia a doppio isolamento. Attenzione! Se si posano i cavi dell’allarme assieme ai cavi di energia, il livello di prestazione dell’impianto sarà però declassato al livello base ovvero il livello 1 indipendentemente dalla quantità di dispositivi installati nell’impianto d’allarme. Per il livello 2, 3 e 4 i cavi devono essere tenuti separati, così come devono essere tenute separate le scatole che, per il livello 3 e 4, devono essere tamperizzate (salvo alcune eccezioni per il livello 3). È anche ammesso il transito in comune nei pozzetti purché i cavi dell’allarme siano intubati e facilmente riconoscibili. Tuttavia, l’art. 8.8.1 della norma CEI 79-15 stabilisce che le interconnessioni devono essere progettate per minimizzare la possibilità di ritardo, modifica, sostituzione o perdita dei segnali o dei messaggi. Un modo per ottemperare a questa prescrizione è proprio quello di rendere meno riconoscibili le condutture dell’impianto di allarme. Esistono anche altri modi per ottenere il risultato, ad esempio mediante l’inserimento di opportune resistenze in punti strategici dell’impianto (il cosiddetto bilanciamento). Per quanto riguarda le scatole di derivazione o giunzione, per il secondo, terzo e quarto livello di prestazione i cavi non devono essere posati nello stesso condotto assieme ad altri conduttori estranei all’impianto. Quindi è possibile realizzare impianti di allarme intrusione e rapina certificati con scatole di giunzione non protette. Il massimo livello di certificazione ottenibile è il secondo. La norma non parla di proteggere le scatole di derivazione.

Un'ultima considerazione importante sui cavi riguarda il regolamento CPR (regolamento UE 305/2011). Se si posano i cavi dell’allarme in modo permanente all’interno di edifici, dovranno essere conformi a quanto prescrive il D.L. 106/2017 secondo le classi di prestazioni dei cavi previste dalla norma UNI EN 13501-6.

Schema di cablaggio di un sistema di allarme con distinzione tra cavi di segnale e di energia

Centrale di Allarme: Ubicazione e Alimentazione

La centrale di allarme deve essere ubicata all’interno dell’area protetta o all’interno di un locale anch’esso protetto. L’alimentazione in AC della centrale deve essere derivata direttamente dal quadro generale a valle dell’interruttore principale. Questo per evitare che l’eventuale mancanza di selettività tra le protezioni possa mettere fuori tensione il circuito di alimentazione dell’impianto di allarme. È possibile utilizzare soluzioni alternative, purché siano adeguatamente motivate, come derivare l’alimentazione da un gruppo di continuità (UPS) che garantisca l’alimentazione anche nel caso in cui scatti l’interruttore nel quadro generale. A proposito di batterie e di UPS, quando si dimensionano le batterie si deve prestare particolare attenzione in modo che l’alimentazione sia adeguata al carico in qualsiasi condizione: in condizioni normali, in condizioni di allarme e nei periodi di ricarica delle batterie. Le batterie devono garantire un’autonomia di almeno 12 ore per il livello di prestazione 1 e 2 e di almeno 60 ore per il livello di prestazione 3 e 4. Questi valori vanno raddoppiati nel caso in cui le batterie non siano ricaricate dall’impianto di allarme (ad es. se si utilizza esclusivamente un UPS esterno per l’alimentazione della centrale). Nei livelli 3 e 4, questi tempi possono essere dimezzati nel caso in cui venga notificato il guasto dell’alimentazione primaria al centro di ricezione allarmi.

L’ubicazione della centrale deve essere scelta con buon senso, posizionandola in un punto dove le protezioni generano l’allarme istantaneamente, evitando aree con tempi di ritardo eccessivi per il disinserimento, come un garage. Il tempo di ritardo al disinserimento prescritto dalla norma CEI 79-15 non deve essere superiore a 45 secondi.

Livelli di Accesso e Password

L’inserimento dell’allarme può avvenire solo nel caso in cui l’impianto si trovi in una condizione normale. L’utente, per poter compiere operazioni come l'esclusione di un sensore, deve avere accesso ai parametri dell’impianto, ma le azioni che può compiere devono essere limitate. La norma prevede 4 livelli di accesso. Il classico utente dell’impianto potrà avere un livello 2, ovvero l’accesso limitato alla modifica di quelle funzioni che influenzano lo stato operativo. La password di livello 2 deve essere di almeno 5 caratteri (se parliamo dei canonici caratteri numerici), in quanto la tabella 3 della norma CEI 79-15 richiede un numero di varianti maggiore a 10 mila. La password per il codice installatore, ovvero quella di livello 3, dovrà essere composta da almeno 6 cifre (numero di varianti maggiore di 100 mila).

Classi Ambientali dei Componenti

I componenti installati nell’impianto dovranno essere idonei al punto di installazione. La norma richiede una certa classe ambientale, anziché il classico grado di protezione IP. Le classi ambientali dei componenti vanno da 1 a 4:

  • Classe Ambientale I - Interno: Vale per gli ambienti chiusi con temperatura ben controllata (es. residenziale o commerciale, temperatura tra +5°C e +40°C).
  • Classe Ambientale II - Interno generale: Vale per gli ambienti chiusi con temperatura non ben controllata (es. corridoi, atri, magazzini, temperatura tra -10°C e +40°C).
  • Classe Ambientale III - Esterno riparato o interno in condizioni estreme: Possono esserci influenze ambientali presenti all’aperto, ma i componenti non sono completamente esposti agli agenti atmosferici; oppure condizioni ambientali estreme all'interno (temperatura tra -25°C e +50°C).
  • Classe Ambientale IV - Esterno Generale: Possono esserci influenze ambientali presenti all’aperto e i componenti possono essere completamente esposti alle intemperie (temperatura tra -25°C e +60°C).

Se si installa una sirena all’esterno in posizione non riparata, il componente dovrà essere almeno in classe ambientale IV. Se la sirena si trova sulla facciata dell’edificio, riparata da un cornicione, può essere sufficiente la classe ambientale III.

Qualifiche Professionali per l'Installazione

Possono installare impianti di sicurezza artigiani e imprese che possiedono i requisiti tecnico-professionali previsti dal DM 37/08 e sono abilitati alla realizzazione di impianti di cui all’art. 1, comma 2, lettera b (impianti elettronici); è bene precisare che la sola abilitazione a realizzare impianti elettrici (all’art. 1, comma 2, lettera a) non è sufficiente. Ai sensi del DM 37/08, è necessario redigere un progetto (art. 5) e realizzare l’impianto a regola d’arte (art. 6) anche per i sistemi di controllo accessi. Il committente inoltre ha l’obbligo di affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento di manutenzione straordinaria esclusivamente ad imprese abilitate (art. 8) e le imprese a loro volta, quello di rilasciare, al termine dei lavori, la dichiarazione di conformità (art. 7).

Il Decreto richiede sempre il progetto; a seconda poi dei casi potrà essere elaborato dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice oppure dovrà essere redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta (art. 5). Il DM 37/08 ribadisce un obbligo fondamentale già fissato dalla L. 186/68, ossia quello di realizzare impianti a regola dell’arte (art. 6, comma 1). Così come previsto dalla L. 186/68, anche il DM 37/08 riconosce alle norme tecniche CEI, UNI o di un organismo di normazione di uno Stato Membro dell’UE presunzione di conformità alla regola dell’arte.

L’installazione di un sistema di sicurezza conforme ed efficace è fondamentale per la salvaguardia delle proprietà e delle persone. Un’analisi approfondita dei rischi, condotta da professionisti, è essenziale per garantire che le misure di sicurezza siano efficaci e conformi alle normative vigenti. L’analisi prevede lo studio della posizione dell’immobile, dei suoi punti deboli e dell’ambiente circostante. I professionisti del settore effettuano ispezioni tecniche dettagliate per identificare i rischi potenziali e personalizzare i sistemi di sicurezza in base alle esigenze specifiche. Progettano e installano il sistema secondo le normative vigenti, assicurandosi che tutti i componenti soddisfino gli standard richiesti. Ciò include la selezione dei tipi di allarme appropriati, la garanzia di certificazioni adeguate e l’integrazione del supporto di una Centrale Operativa affidabile. Il tentativo di progettare e installare sistemi di sicurezza fai-da-te può portare a non conformità e a una protezione inefficace.

CEI 79-3 la norma per gli impianti di allarme ed intrusione: cosa sapere?

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