Il Santuario di Nostra Signora della Rovere a San Bartolomeo al Mare

Il Santuario di Nostra Signora della Rovere, situato nel comune di San Bartolomeo al Mare, poco lontano dalla Via Aurelia e a metà strada fra le graziose cittadine di Cervo Ligure e Diano Marina, è tra i più antichi e rinomati di tutta la Liguria. Questo luogo di culto, profondamente intriso di storia e spiritualità, è meta costante di pellegrini e turisti, attratti dalla sua origine millenaria e dalle numerose testimonianze di fede e guarigione.

La Storia e le Antiche Origini del Sito

Le Radici Pre-Cristiane e Paleocristiane

L’antico e vasto territorio su cui sorge il Santuario era denominato “Lucus Bormani”, ovvero un “bosco sacro dedicato al dio Borman”, divinità delle sorgenti. L'area del Santuario occupa ciò che resta di questo antico boschetto di querce; alcuni esemplari, noti come le “Rovere”, sono gli ultimi superstiti di quell’antico bosco, un tempo sacro anche a Diana. Secondo alcune ricerche, la prima cappella cristiana nella zona risalirebbe già al VII secolo. Addirittura, nei secoli VII-VIII, il luogo svolse un ruolo di Chiesa battesimale per il territorio circostante, evidenziando una continuità sacra nel sito.

Mappa storica dell'area di San Bartolomeo al Mare con indicazione del Lucus Bormani

Le indagini archeologiche hanno rivelato una storia ancora più remota e affascinante. Negli anni 1977-1982, la Soprintendenza Archeologica della Liguria ha riportato alla luce, a nord della chiesa, i ruderi di una “mansio romana”, un luogo di sei vani destinato alla sosta di truppe e al cambio di cavalli. Inoltre, durante i lavori di consolidamento della parte destra della facciata della chiesa, furono scoperte tre sepolture tardo-romane, databili al III-IV secolo dopo Cristo, resti di un piccolo villaggio. Questi ritrovamenti rendono ipotizzabile l'esistenza, in quel luogo, di un edificio sacro forse di epoca paleocristiana o almeno bizantina, confermando un'occupazione continua e sacra del sito fin dall'antichità più remota.

L'Evoluzione Architettonica del Santuario

Dal punto di vista architettonico, il Santuario manca di unità, in quanto è stato costruito in più fasi successive, con una notevole sovrapposizione di stili che ne rivela l'evoluzione nel tempo. La sua origine strutturale risale forse al XIV secolo, ma l’attuale forma è frutto di continui ampliamenti. Al suo interno, la chiesa presenta tre navate, separate da pilastri ottagonali e quadrati; questi ultimi sono considerati residui dell’antica struttura del Trecento. Nel 1860 fu aggiunta la facciata neoclassica, opera dell'architetto Angelo Ardissone, che inglobò l'antico portale d'ardesia. Il portale, di ardesia scolpita e risalente al 1553, è impreziosito da una porta in rame sbalzato con figurazioni mariane, opera recente dello scultore Eli Riva di Como (1960). La chiesa fu dedicata all’Annunciazione il 27 luglio 1505, in sostituzione di una precedente chiesa.

Foto della facciata neoclassica del Santuario di Nostra Signora della Rovere

La Statua Miracolosa della Madonna della Rovere e i Prodigi

La Statua della Madonna

Turisti e pellegrini giungono in questo luogo principalmente per fare visita alla statua miracolosa della “Madonna della Rovere”, situata nella navata sinistra su un altare ornato da marmi policromi e colonne tortili. La statua, scolpita in legno di rovere, risale al XIV secolo e, nonostante la sua grezza semplicità, possiede un fascino mistico unico. Questa immagine sacra è considerata una grande testimonianza dell'amore della Madre di Dio per questa terra, nella quale apparve più volte donando grazie di guarigione. La statua della Vergine, benché primitiva, è ricca di spiritualità e mistico fascino.

Foto ravvicinata della statua della Madonna della Rovere

Le Apparizioni Mariane

Varie apparizioni della Vergine avvennero lungo i secoli, rinvigorendo la devozione popolare. Le più importanti si verificarono nel 1671, ma già nel 1608 la Vergine era apparsa alla finestra del campanile della chiesa. Tali eventi intensificarono notevolmente la devozione e il richiamo mariano nel Santuario.

Il Miracolo di Giacinto Perato

Le apparizioni del 1671 sono legate in particolare al miracoloso risanamento di Giacinto Perato di Rollo, un contadino di 50 anni. La notte del 3 aprile 1671, dopo aver lavorato tutto il giorno in campagna, Giacinto chiamò la moglie affermando che gli faceva male un braccio. Era stato colpito da un ictus, per cui il braccio sinistro rimase come morto, insensibile a qualsiasi stimolo, inclusi pizzicotti e punture dei medici. Dopo aver tentato cure mediche senza alcun risultato, alcuni giorni dopo, il 18 aprile, tenendo il braccio al collo, portò la sua giovane somara al pascolo nella località detta Armea. In tale occasione, chiese notizie sul suo male ed egli precisò che nella settimana successiva si sarebbe recato al Santuario della Madonna della Rovere per chiedere la grazia della guarigione. Una donna gli disse però che, quando si aveva un impegno importante, non si doveva lasciar passare molto tempo, invitandolo a recarsi al santuario per sciogliere il voto che aveva fatto.

Il 19 aprile 1671, lo stesso Giacinto Perato si recò al Santuario, in compagnia della moglie e di don Damiano Tagliaferro. Durante la messa, al momento della comunione, gli si offuscarono gli occhi e cadde a terra svenuto. Quando, dopo tre quarti d’ora, si risvegliò, sorretto dalla moglie, si alzò pian piano allungando le braccia con disinvoltura: era completamente guarito. Su questo fatto, hanno deposto con giuramento ben sette persone, tra cui un medico, un notaio e sei sacerdoti, autenticando il prodigio. La vecchia devozione ricevette nuova vita dopo i miracoli dell'aprile 1671.

Il 10 maggio 1671, la Madonna riapparve al contadino guarito e gli chiese che fosse costruita una cappella nel luogo dove era apparsa. Questo evento, insieme ad altri numerosi prodigi, fu autenticato dall'autorità ecclesiastica, infervorando la devozione.

I MISTERI - I MIRACOLI A SAVONA

Altre Guarigioni Prodigiose

Il Santuario della Madonna della Rovere fu teatro anche di numerose altre guarigioni miracolose. La storia ne documenta ben nove nel solo 1671, tutte autentificate dal vescovo di Alberga, monsignor Tommaso Pinello, dopo aver raccolto numerose testimonianze giurate. Tra i casi più noti si annoverano:

  • Caterina Languasco di Oneglia, d’anni 15, rimasta "storpiata" per sette anni in seguito a una caduta da una scala.
  • Carlo Francesco Viale di Diano Castello, d’anni 10, affetto fin dalla nascita da ernia carnosa, grossa come un uovo.

Altri Elementi di Interesse e Devozione

Il Crocifisso Catalano

In fondo alla navata di destra, in una stupenda cornice di marmi policromi, spicca un antico Crocifisso Catalano, di epoca quattrocentesca. La storia di questo crocifisso è legata al passaggio di un gruppo di pellegrini francesi, probabilmente una compagnia di "flagellanti". Fermatisi per trascorrere la notte presso la chiesa della Rovere, quando l’indomani mattina entrarono per riprendere il crocifisso, lo trovarono così saldamente conficcato in terra che non poterono più muoverlo. Questo antico Crocifisso è ancora oggi conservato nel Santuario e la tradizione popolare gli attribuisce poteri straordinari.

L'Incoronazione della Madonna

In data 23 dicembre 1820, il cappellano e i fabbricieri della chiesa del Santuario della Rovere, allora sotto la giurisdizione della parrocchia di S. Bartolomeo, ottennero dal Capitolo della Basilica Vaticana l’autorizzazione a procedere all’incoronazione della statua di “Santa Maria della Rovere, venerata da tempi remotissimi”. La solenne incoronazione avvenne l’8 settembre 1921 sul sagrato della Chiesa, dove era stato allestito un maestoso altare. Fu delegato il vescovo diocesano monsignor Carmine Cordiviola. Il sagrato era affollato in ogni settore dalle popolazioni provenienti da Porto Maurizio, Oneglia, Diano, Cervo, Andora e da altri paesi vicini, testimonianza della profonda e radicata devozione popolare.

Tradizioni e Devozione Contemporanea

La Festa della Candelora

Ogni anno, il 2 febbraio, in occasione della festa della Purificazione, nota anche come “Candelora”, il Santuario di Nostra Signora della Rovere è meta di numerosissimi fedeli. Questa giornata, storicamente legata a una fiera del bestiame, con balli campestri, musica e cibo in comune, oggi conserva la tradizione della fiera che si protrae anche il giorno seguente. Per quasi tutto l’anno, molti turisti e pellegrini, provenienti anche da diversi paesi lontani, continuano a salire alla Madonna della Rovere per affidarle preoccupazioni e per dirle il proprio grazie gioioso per i doni ricevuti.

Foto della fiera della Candelora presso il Santuario della Rovere

tags: #santa #maria #rovere #san #bartolomeo