Maria Maddalena: Testimone di Fede, Speranza e Oggetto delle Meditazioni di Carlo Maria Martini

In un tempo delicato, la figura di Maria Maddalena emerge come simbolo di una fede senza dubbi, piena di speranza ma autonoma e consapevole. Ella è riconosciuta come la "prima testimone" della Resurrezione.

Ritratto di Maria Maddalena in preghiera o contemplazione

La Figura di Maria Maddalena nei Vangeli e le Sue Interpretazioni

Maria Maddalena è una donna misteriosa e a lungo travisata, presente in tutta la narrazione della vita e della morte di Gesù di Nazareth. È una figura presente, testimone silenziosa di dolore e poi di gioia. Discepola della prima ora, segue Gesù con le altre donne e attraversa la Galilea fino al Golgota.

Secondo i Vangeli canonici, è Maddalena a vedere per prima la tomba vuota; è l’unica a vedere due angeli; è la prima a vedere il Signore risorto e a parlare con lui, forse a toccarlo, sicuramente a sentire la sua voce chiamarla. I suoi occhi sono i nostri; l’atto del vedere è reverenziale ma sicuro, senza dubbi: è la prima Testimone, colei che avvierà e introdurrà il racconto su cui si poggerà la fede e il destino dei primi cristiani e delle prime comunità.

Anche papa Francesco si sofferma sulla fedeltà della Maddalena, sulla sua testardaggine che la fa restare accanto alla tomba vuota, sullo stupore quando sente la voce di Gesù, il “Dio che si preoccupa per la nostra vita, che la vuole risollevare, e per fare questo - aveva spiegato il Papa all’udienza generale del 17 maggio 2017 - ci chiama per nome, riconoscendo il volto personale di ciascuno”.

Travisamenti Storici e Riscoperta dell'Identità

In questa singola donna si sono agglutinate e confuse nei secoli infinite altre figure femminili, simbolo di peccato e di pentimento, fedeltà e sofferenza, ossessione e amore, fecondità e sapienza, carnalità e santità, creando una trama narrativa ricca di sfumature. Il moltiplicarsi dei significati lungo i secoli rende complessa la ricostruzione della formidabile galleria di immagini che l’hanno rappresentata, e ancor più difficile è oggi il ritrovamento della sua autentica identità.

Maria di Magdala è la donna da cui Gesù l’aveva liberata, dalla quale erano usciti sette demoni. Talvolta è stata erroneamente identificata con la peccatrice senza nome che aveva asciugato i piedi di Gesù con i propri capelli o con Maria di Betania, la sorella di Marta e Lazzaro, che unge i piedi di Gesù in un’altra occasione (Gv 12,1-8).

Il suo cammino affascina e interroga da secoli credenti e non credenti, poiché nel suo percorso di vita sperimenta tutte le emozioni: dalla paura alla disperazione, dall'odio al rancore, ma anche la speranza, la gioia e l'amore. "Siamo insomma un po’ tutti come Maria Maddalena, santa senza aureola che desidera e si pente, conosce il dolore ma cerca l’infinito."

L'Iconografia di Maria Maddalena nell'Arte

Le interpretazioni della Maria Maddalena offerte da artisti di epoche e contesti culturali diversi hanno prodotto opere significative dal punto di vista iconografico e stilistico, dal Medioevo al XIX secolo. La figura della Maddalena, esempio paradigmatico di conversione, ha destato l’interesse dei maggiori artisti dal Medioevo al Neoclassicismo.

Capolavori e Simbolismo

Tra le opere che la raffigurano, troviamo un prezioso dipinto su tavola tardogotico di Giovanni di Pietro da Napoli, protagonista assoluto della pittura in Toscana tra Trecento e Quattrocento, dove la Maddalena è in rosso ai piedi della croce, simbolo della fede.

Seguono autentici capolavori dell’arte barocca: Guercino, Cecco del Caravaggio, Nicolas Regniér e Mattia Preti, maestri che con la loro arte seppero indirizzare il gusto del proprio tempo. Simbolo di penitenza e amore contemplativo per Cristo, l’immagine della Maddalena fungeva da esempio per le Convertite nel capolavoro del Guercino, in cui la santa, penitente ed eremita, medita sugli strumenti della passione portati dagli angeli.

La penitente dai lunghi capelli sciolti sulle spalle di Cecco del Caravaggio, nel suo colloquio mistico col Crocefisso, visualizza il processo di umanizzazione della eremita come si stava configurando nell’immediato periodo successivo alla Riforma Cattolica. La Maddalena penitente di Nicolas Regniér, calata in uno splendido paesaggio crepuscolare, è un’opera capace di toccare i sensi non soltanto visivi, ma anche tattili. Un raffinato Guercino, recentemente individuato e restaurato, faceva parte della collezione dei marchesi Gerini di Firenze ed era accoppiato con un San Pietro penitente.

Nella Cena in casa del fariseo del tardomanierista Pietro d’Asaro, così come nel Noli me tangere, si riassume la lettura di Gregorio Magno secondo il quale nella donna è racchiusa una doppia identità: la peccatrice che si pente ai piedi di Gesù e la discepola pronta a seguirlo.

Mariano Rossi, uno dei principali pittori italiani della seconda metà del Settecento, nel suo Compianto non presenta la centralità della croce ma del Cristo deposto con la Maddalena piangente, divenendo preludio dell’altro incontro che la donna avrà con il Gesù Risorto.

L'arte marchigiana propone una serie suggestiva di immagini della santa a partire dalla tavola di Carlo Crivelli di Montefiore dell’Aso nella quale l’artista veneziano la ritrae nelle vesti di una provocante ragazza dallo sguardo tentatore, mentre la fenice ricamata sulla manica dell’abito elegante evoca il suo percorso di conversione alla fede. Nell’età della Controriforma la santa conosce un periodo di grande fortuna nell’iconografia sacra, testimoniata, ad esempio, nella tela di Orazio Gentileschi della chiesa della Maddalena di Fabriano.

Persino Antonio Canova, scultore generalmente poco attento alle tematiche religiose in linea con il laicismo prevalente nei suoi anni, ha affrontato la figura della Maddalena mostrando il momento del suo ravvedimento, a conferma che il percorso di fede della giovane peccatrice potesse rappresentare per l’affermato scultore veneto un nuovo cimento artistico. Il limite di molte rassegne è proprio il Canova con la Maddalena penitente, e uno straordinario nucleo di tre disegni della Maddalena.

L’inizio dell'iconografia è spesso segnato da La Maddalena di Simone Martini, caratterizzata dall’eleganza del vestire e dal gesto di tenere in mano un vetro dove sono contenute le sue lacrime o gli unguenti per curare Gesù. Tra le opere di altissima qualità sono presenti la Maddalena piangente di Guido Mazzoni, la Maddalena in contemplazione della croce di Matteo Loves, e La Maddalena di Desiderio da Settignano.

Uno spazio più intimo è riservato alla pietà popolare con i cartelami di Cammarata, sacra rappresentazione nata per trasmettere alla comunità dei fedeli il complesso tema della Passione attraverso semplici immagini. Uno spazio è riservato alla pittura pietistico-devozionale con Fra Felice da Sambuca.

Dettaglio di un'opera barocca raffigurante Maria Maddalena penitente

Le Meditazioni di Carlo Maria Martini su Maria Maddalena

Il cammino di Maria di Magdala, che affascina e interroga da secoli credenti e non credenti, emerge più viva che mai dalle meditazioni di Carlo Maria Martini, recentemente edite nel volume Maria Maddalena (Milano, Edizioni Terra Santa, 2018, pagine 160, euro 16) che sorprenderà anche i lettori più consueti del cardinale.

Martini ha educato i fedeli e le persone in cerca di un senso a entrare in diretto dialogo con le figure evangeliche, trovando in esse degli interlocutori reali, degli amici a cui portare le questioni del presente. Le meditazioni per gli Esercizi spirituali predicati alle consacrate dell’Ordo Virginum della Diocesi di Milano descrivono il percorso impensabile, non programmabile, umanamente impossibile ma reale e travolgente che porta la creatura a riconoscere, vedere e quasi toccare il suo Signore.

Nel suo volume, Carlo Maria Martini racconta i sentimenti e le sensazioni di Maria Maddalena per parlare, in realtà, di ciascuno di noi. Egli si pone domande fondamentali:

  • Maria di Magdala, qual è stato il tuo principio e fondamento, cioè su che cosa si è basata la tua fede, nell’educazione di fede che certamente hai ricevuto?”
  • “Da dove vieni, che cosa ti è successo? Cosa erano questi sette demoni e come hai conosciuto Gesù dopo che ne sei stata liberata?”
  • “Come partecipava, leggeva, vedeva le piccole ambizioni, le invidie, i personalismi del gruppo apostolico di cui era testimone, come li guardava, come ci entrava dentro o ne stava fuori?”

Questi interrogativi, evidentemente problemi di oggi, è giusto portare con sé nella lectio divina. In Maria Maddalena si intrecciano così, pagina dopo pagina, il testo sacro e la sete spirituale delle donne cui si rivolge l’anziano cardinale. Le meditazioni, rimaste inedite per alcuni anni, hanno origine in uno degli ultimi corsi di esercizi spirituali da lui predicati. La trascrizione non nasconde l’affetto che scorre tra gli originari interlocutori, così che qualcosa dell’amore tra Gesù e le donne che lo seguivano riverbera nella loro comunicazione.

Maria Maddalena, come cercavi tu il Signore, come lo hai proclamato, come lo hai conosciuto?”, si domanda Martini, riportando l’Ordo Virginum ambrosiano alle radici del proprio carisma. Il metodo seguito dal predicatore è rigoroso e attraversa il testo biblico da cima a fondo, nel segno di una donna toccata nel cuore.

La Sensibilità Femminile e il Dono di Sé nella Visione di Martini

Il cardinale Martini ha cercato un ordine abbastanza logico nei suoi testi: quelli che parlano di fatti, quelli che parlano di sentimenti, quelli che parlano di concomitanze e affinità. Contro ogni approccio morbosamente curioso del male altrui, "possiamo capire la sua esperienza: sette demoni fanno un numero completo e indicano forse una serie di situazioni brutte e inguaribili, facendoci capire l’amore, l’affetto, la dedizione, la riconoscenza, la tenerezza di Maria verso Gesù." Nulla di agiografico in questo modo di accostare la Maddalena: emerge piuttosto il profilo di una donna su cui il Regno di Dio ha avuto un tale impatto da rivelarsi attrattivo di per se stesso.

Femminile è soprattutto la generosità della loro risposta: un movimento di totalità che sfida consuetudini e minacce. Ed è proprio la differenza sostanziale dalla lentezza degli apostoli a renderle rivelatrici dei tratti di Dio cui la maschilità istintivamente resiste. Martini osserva: “Dio è dono di sé e io sono certo che tanti non capiscono Dio, non lo accettano, vivono in una forma di semi agnosticismo, perché non hanno mai saputo che cosa voglia dire un gesto di vera uscita da se stessi, un gesto di vero dono gratuito, perché è soltanto così che si intende, che c’è una qualche sintonia col mistero di Dio.”

Il nucleo cristocentrico dell’estasi evangelica, secondo Martini, è come se nel gruppo di Gesù la componente femminile si rivelasse depositaria di ciò che in Dio è traboccante e al di là della media, esagerato, travalicante lo scambio do ut des. Si tratta del dare in perdita, dello squilibrio proprio della gratuità, “di qualcosa che esce dai binari ordinari della vita quotidiana in cui uno cerca di mantenere sempre l’uguaglianza”.

La resistenza di Maria di Magdala sino ai piedi della croce va dunque oltre il puro affetto ed è indice di ciò che la Chiesa deve fin dall’origine alle donne sue membra. Ed ecco restituita, ad esempio, la scena giovannea della divisione delle vesti tra i soldati. Qui Maria Maddalena vede veramente che il suo amato è fatto a pezzi, ma nel suo cuore sente il mistero per cui Dio in qualche maniera mostra che questo Gesù non è eliminato del tutto, la sua vita non viene sparpagliata e buttata ai quattro venti, ma c’è qualcosa di lui che si conserva, come simbolo di quell’unità che poi i Padri hanno visto nella veste inconsutile e non divisa.

È evidente che i vangeli, ripercorsi con Maria di Magdala, smuovono la coscienza e la sintonizzano su frequenze inconsuete. Martini auspica che si imparino “quasi a memoria i testi che la riguardano, per poterli ripensare chiaramente”: egli ha in mente un vero e proprio abitare le Scritture in compagnia di coloro che da esse ci parlano. In un mondo bisognoso di ricuciture e di profonde guarigioni apparirà allora necessario che la vita delle comunità cristiane si strutturi, oltre che sugli aspetti gerarchici e funzionali, sulla capacità di attenzione e di amore senza calcolo che Gesù ha visto nelle sue discepole. Per la Chiesa è una purificazione continua - ecclesia semper reformanda - che ha bisogno, più che di quote rosa, di un ritorno ai vangeli. Sono infatti settanta volte sette i demoni da cui la Sposa di Cristo attende di essere liberata.

La teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza, osserva che la Maddalena è una Matristica, nascosta ma presente, inaugurando dinamiche ecclesiali nuove, non per inquadrarla stolidamente nella mentalità delle quote rosa, ma per il suo valore intrinseco.

Il VERO Codice DA VINCI: Gesù, Maddalena e l'Ultima Cena. [Documentario in italiano]

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