Il Vangelo di Giovanni spiegato ai bambini: La Parola, i Miracoli e l'Amore di Gesù

Ragazzi, avete mai ascoltato il Vangelo scritto da Giovanni? Questo evangelista ha messo per iscritto la sua storia di Gesù molti anni dopo la morte e la resurrezione di Gesù. In questo Vangelo, Giovanni ci aiuta a conoscere Gesù in un modo speciale, come la "Parola" di Dio. Sapete, quando vogliamo conoscere bene una persona, vogliamo sapere anche della sua famiglia, da dove viene. E Giovanni fa proprio così con Gesù!

Chi è Gesù? La Parola (il "Verbo") di Dio

Invece di chiamare subito Gesù con il suo nome, Giovanni ci mostra chi è davvero, chiamandolo "Verbo". Attenzione bambini: non confondetevi con il "verbo" che a scuola la maestra vi fa coniugare! Nel Vangelo, "Verbo" è una parola che deriva dal latino e significa "Parola". Giovanni ci dice che questa Parola era fin dal principio, quando non c'era ancora nulla e c'era solo Dio. E proprio Dio, per mezzo di questa "Parola", ha creato ogni cosa: il sole, la luna, le stelle, le piante, gli animali e l'uomo! Pensate alla Genesi, il primo libro della Bibbia, che racconta la creazione: "Dio disse: Sia la luce: E la luce fu". E così per ogni cosa. Questa Parola è dunque vita e luce, proprio come il sole ci dà vita e luce ogni giorno.

Gesù è un Dio che si è fatto bambino, ha vissuto nella storia, ha provato il freddo e ha gioito con i suoi amici. Questo Dio, diventato uomo come noi, è passato ovunque facendo del bene a tutti e ci ha fatto conoscere Dio come un Padre buono e pieno di misericordia. Davanti a questo grande mistero d'amore, siamo chiamati ad accogliere questo dono. L'accoglienza del cristiano è la fede, come due braccia aperte. Accogliere Gesù, la Parola, significa fare spazio all'ascolto. Chi ascolta impara, chi ascolta accoglie, chi ascolta vive.

Ma per ascoltare bene, bisogna fare silenzio: un silenzio fuori di noi e un silenzio dentro di noi. In mezzo a tutto il rumore di oggi, proviamo a dare tempo al silenzio e ad ascoltare Gesù-Parola, il Verbo del Padre.

Gesù come la Parola di Dio che crea il mondo, adatto ai bambini

Il primo miracolo di Gesù: Le nozze di Cana

L'evangelista Giovanni ci racconta un episodio bellissimo: Gesù e sua madre Maria furono invitati a una festa di nozze a Cana di Galilea. Mentre la festa andava avanti, Maria si accorse che il vino stava per finire. Senza farsi notare troppo, si rivolse a Gesù e gli disse: "Non hanno più vino". Questa frase di Maria è molto speciale, è l'ultima che il Vangelo ci riferisce direttamente da lei!

Vicino al luogo della festa c'erano sei grandi giare (dei vasi di pietra) e Gesù chiese ai servi di riempirle d'acqua. Essi obbedirono e le riempirono fino all'orlo. Il maestro di tavola, la persona che controllava lo svolgimento della festa, assaggiò l'acqua che era stata riempita dalle giare e rimase entusiasta: era diventato vino buonissimo, squisito, di prima qualità!

Questo miracolo, che ha trasformato centinaia di litri d'acqua in vino, potrebbe sembrare "inutile", ma non lo è affatto! Questo segno ci aiuta a conoscere il vero volto di Dio: il nostro Dio è un Dio che ama la gioia e la festa. Dio Padre è contento di vederci contenti e si rallegra profondamente quando il nostro cuore è in festa. Gesù ha manifestato la sua gloria, e così i suoi discepoli hanno creduto in Lui, e la loro fede è stata fortificata.

Gesù che trasforma l'acqua in vino alle nozze di Cana, con bambini che guardano

Gesù e la donna sorpresa in adulterio: Il perdono e la misericordia

Un giorno, a Gerusalemme, mentre Gesù insegnava nel Tempio, gli scribi e i farisei (erano come dei maestri religiosi, ma non sempre buoni) gli portarono una donna che era stata sorpresa a tradire il marito. La Legge di Mosè diceva che una donna così doveva essere lapidata, cioè uccisa a colpi di pietra. Essi chiesero a Gesù cosa dovesse fare. Era una trappola! Se Gesù avesse detto di lapidarla, avrebbe tradito il suo messaggio d'amore. Se avesse detto di no, avrebbe infranto la Legge.

Gesù, però, non si preoccupò. Si chinò e si mise a scrivere con il dito per terra. Poi, alzò la testa e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Immaginate il silenzio! Nessuno poteva dire di non aver mai sbagliato. Uno per uno, a cominciare dai più anziani, tutti se ne andarono via, chinando la testa, perché capirono che anche loro avevano dei peccati segreti nel cuore.

Quando rimasero soli, Gesù chiese alla donna: "Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?". Ed ella rispose: "Nessuno, Signore". Gesù non le disse "Non fa niente!", perché il peccato è sempre sbagliato. Ma le disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più". Gesù perdona il peccatore, ma non giustifica il peccato. Con uno sguardo pieno d'amore e tenerezza, Gesù guarda anche ognuno di noi quando ci pentiamo sinceramente dei nostri errori.

La storia della donna sorpresa in adulterio | non faceva parte del Vangelo originale di Giovanni

Gesù è la Risurrezione e la Vita: L'episodio di Lazzaro

Gesù aveva due amiche, Marta e Maria, che vivevano a Betania con il loro fratello Lazzaro. Un giorno, Lazzaro si ammalò gravemente e le sorelle mandarono a chiamare Gesù, sperando che arrivasse in tempo per guarirlo. Ma Gesù attese due giorni prima di partire. Quando arrivò a Betania, Lazzaro era già morto da quattro giorni.

Marta corse incontro a Gesù e gli disse con tristezza: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto". Gesù le rispose con parole piene di speranza: "Tuo fratello risorgerà". Marta pensava alla fine dei tempi, ma Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà. Credi tu questo?" E Marta rispose: "Sì, io credo che tu sei il Messia che deve venire".

Gesù andò alla tomba di Lazzaro e, nonostante tutti fossero increduli, ordinò di togliere la pietra. Poi chiamò Lazzaro a gran voce, e Lazzaro, vivo, uscì dalla tomba! Questa storia ci insegna che, anche se la morte è una cosa triste, con Gesù abbiamo fiducia che non è la fine, perché Lui è la Risurrezione e la Vita.

Gesù che chiama Lazzaro dalla tomba, illustrazione per bambini

L'Agnello di Dio e il suo grande Amore

Fin dall'inizio del suo ministero, Gesù sapeva che era venuto sulla terra per un motivo molto importante: morire per i peccati del mondo. Per questo, nel Vangelo di Giovanni, Gesù viene chiamato anche l'"Agnello di Dio". Questo ci ricorda l'antica festa ebraica della Pasqua, dove si sacrificava un agnello per ricordare la salvezza. Gesù è l'Agnello vero, che con la sua morte ha pagato il prezzo per i nostri errori, per i nostri peccati, così chi crede in Lui riceve il perdono.

Gesù ci ha mostrato il suo amore più grande sulla Croce. Nonostante la sofferenza e la violenza che ha subito, ha perdonato, ha donato tutto se stesso per noi. È morto, ma poi è risorto! La Risurrezione è il cuore della nostra fede e ci insegna che l'amore di Gesù è più forte di ogni male, più forte anche della morte.

Dopo la Risurrezione: Gesù si mostra ai discepoli

Gesù al mare di Tiberiade

Dopo la sua Risurrezione, Gesù si mostrò di nuovo ai suoi discepoli sul mare di Tiberiade. I discepoli, stanchi di non pescare nulla, si sentirono dire da Gesù (che non avevano riconosciuto) di gettare la rete dalla parte destra della barca. Quando la gettarono, non riuscirono più a tirarla su per la grande quantità di pesci! Solo allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!". Pietro, pieno di gioia, si gettò in mare per raggiungerlo. Sulla riva, trovarono Gesù che aveva già preparato un fuoco con del pesce e del pane. Mangiarono tutti insieme con Gesù. Anche in questi gesti semplici, Gesù mostra la sua presenza e il suo amore.

Gesù che mangia con i discepoli sulla riva del mare dopo la pesca miracolosa

Tommaso l'incredulo

Una sera, Gesù apparve ai suoi discepoli che erano riuniti in una casa con le porte chiuse per paura. Disse loro: "Pace a voi!". Mostrò le sue mani e il suo fianco. Ma Tommaso, uno dei discepoli, non era lì. Quando gli altri gli raccontarono di aver visto il Signore, lui disse: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo fianco, io non credo".

Otto giorni dopo, Gesù apparve di nuovo, e questa volta c'era anche Tommaso. Gesù gli disse: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". Tommaso rispose con tutto il cuore: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". Questa storia ci insegna che non abbiamo bisogno di vedere Gesù con i nostri occhi per credere in Lui. La fede è guardare con gli occhi del cuore, fidandoci di ciò che Lui ci ha rivelato attraverso la sua Parola e l'azione dello Spirito Santo.

Tommaso che tocca le ferite di Gesù dopo la risurrezione, illustrazione

Cosa significa credere in Gesù oggi?

Spesso pensiamo che credere sia seguire un lungo elenco di regole. Invece, credere è molto di più: è fidarsi di Gesù, è scoprire la sua presenza nella nostra vita di tutti i giorni. È accorgersi dei tanti modi in cui il suo amore può rendere la nostra vita più bella, trasformandola da un noioso "bianco e nero" a un vivacissimo "a colori"!

La Parola di Dio ci dà una possibilità immensa. Le sue parole, se le accogliamo e ci crediamo, illuminano ogni nostra situazione e fanno risplendere anche le giornate più grigie. Credere e vivere queste Parole è una questione di fiducia e di amore. Lo Spirito Santo ci guida, ci insegna, ci illumina e ci sostiene mentre ascoltiamo la Parola, rendendola una luce piena di sfumature che può entrare in ogni angolo della nostra vita.

Gesù ci dice in modo diretto: "Ti amo". Non ti ama perché sei perfetto, non ti vuole con un fisico da urlo o voti eccellenti. Tu sei speciale proprio perché Lui ti ama, senza un perché! Dio ci ama in modo incondizionato, proprio come un pastore ama le sue pecore, le conosce una per una, le protegge e le guida. Noi siamo come fiori, fragili e vulnerabili, ma Gesù ci aiuta a crescere, ci accompagna e ci custodisce. Il suo amore ci raggiunge nel segreto del cuore e negli avvenimenti di ogni giorno, anche in quelli difficili. Accogliere la sua Parola significa lasciare che Lui ci ami e ci trasformi. Chi crede nella Risurrezione di Gesù deve poi farla "nascere" anche attorno a sé, portando speranza e amore nel mondo.

La storia della donna sorpresa in adulterio | non faceva parte del Vangelo originale di Giovanni

tags: #commento #del #vangelo #di #giovanni #spiegato