L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Istituzione della Santa Sede, si presenta come il più grande Policlinico e Centro di ricerca pediatrico in Europa. È anche considerato il più antico ospedale pediatrico al mondo. Questa struttura è stata monitorata con gli indicatori del Programma Nazionale Esiti e fa parte della Rete Europea di Riferimento (ERN).

Storia e Sviluppo
Le Origini a Roma
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nasce a Roma nel 1869 come primo vero ospedale pediatrico italiano, sul modello dell’Hôpital des Enfants Malades di Parigi. La sua fondazione avvenne per iniziativa dei duchi Salviati. Il 19 marzo 1869, una stanza attigua all'orfanotrofio dei Santi Crescenzo e Crescenzino, più conosciuto come orfanotrofio delle Zoccolette, sulla riva sinistra del fiume Tevere, venne adibita a ricovero di quattro bambine affette tutte dalla medesima malattia, la scrofola.
Alle suore appartenenti all'ordine delle Figlie della Carità di san Vincenzo de' Paoli, che si occupavano dell'assistenza dei fanciulli, venne assegnato un appartamento separato da quello dei malati, ma attiguo agli stessi e nello stesso edificio. La nuova sede venne ufficialmente inaugurata il 6 marzo del 1872. Fin dal principio, l'educazione religiosa dei piccoli pazienti ebbe un ruolo fondamentale, e per questo, veniva insegnato il catechismo, la sera si recitava il rosario, e venivano celebrate le messe giornaliere e quelle nei giorni festivi. Con l'apertura del nuovo ospedale, ogni bambino ebbe la sua cartella clinica sulla quale venivano annotate la temperatura, il polso, il respiro, la quantità e la qualità di feci e urine.
La presenza di un numero sempre più elevato di bambini affetti da malattie contagiose indusse il Sindaco e il direttore dell'ufficio Sanità di Roma a mettere a disposizione dell'ospedale dei locali nei pressi della chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo. Il Comune intervenne immediatamente affittando all'amministrazione ospedaliera, per una somma irrisoria, una parte dell'antico convento di Sant'Onofrio, sul colle del Gianicolo. Anche il Consiglio provinciale concesse a sua volta l'uso di un terreno confinante con il convento. I lavori di trasformazione del convento iniziarono subito e, nonostante qualche difficoltà iniziale di carattere economico e logistico/organizzativo, in breve tempo il nuovo edificio poté adempiere efficacemente alle sue funzioni sanitarie. Nonostante qualche problema di gestione e convivenza con i padri Gerolomini, l'ospedale acquistò nel tempo sempre maggiore fama e migliore competenza in ambito pediatrico, tanto da essere considerato, all'inizio del Novecento, uno dei più efficienti e qualificati ospedali d'Italia. Nel 1903, la scomparsa della duchessa Arabella Salviati, fondatrice dell'ospedale, non determinò alcun momento di pausa nella crescita del nosocomio, ma anzi costituì uno stimolo maggiore per la carità privata di nuovi benefattori. Con il numero dei ricoveri crescevano anche gli edifici e i servizi.
Il Passaggio alla Santa Sede e il Riconoscimento Scientifico
La preoccupazione più grande della famiglia Salviati era quella di garantire un futuro stabile alla struttura: così il 20 febbraio 1924, davanti al notaio Pietro Buttaoni di Roma, avveniva il passaggio alla Santa Sede e a papa Pio XI dell'Ospedale Bambino Gesù e di tutte le sue proprietà. Nel 1924, quindi, viene donato alla Santa Sede, diventando a tutti gli effetti l’Ospedale del Papa.
Durante la Grande Guerra, l'ospedale si trovò ad affrontare difficili situazioni sanitarie tra cui un'epidemia di meningite, epidemie di vaiolo nero, di difterite e di colera che misero a dura prova il personale ospedaliero. Mentre la guerra giungeva al suo epilogo, si abbatté su Roma un'epidemia di influenza spagnola. In soli tre mesi, dall'ottobre al dicembre del 1918, furono più di 300 i bambini colpiti dall'epidemia che vennero ricoverati all'ospedale Bambino Gesù. Accanto a un ruolo sanitario così significativo, l'ospedale aveva contribuito a creare una "coscienza pediatrica" in Italia, nei medici così come nei cittadini. Nel maggio del 1917, la regina Elena di Savoia, consorte del re Vittorio Emanuele III, diede in gestione all'ospedale, per inviarvi i propri piccoli malati convalescenti o bisognosi di particolari cure, la colonia marina “Jolanda di Savoia” a Santa Marinella.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'ospedale rimase sempre aperto, anche nei momenti più drammatici, e costituì, essendo proprietà della Città del Vaticano (paese non belligerante), una specie di casa rifugio per chi, per ideologia o per razza, non poteva sentirsi tranquillo circolando per Roma. Fu naturalmente il periodo peggiore per l'ospedale e causò una battuta d'arresto nel processo di rinnovamento strutturale e scientifico che era iniziato un decennio prima. L'inverno del 1943 fu terribile perché, oltre alla difficoltà a reperire farmaci e cibo, vennero a mancare i rifornimenti di carburante, gas e corrente elettrica, con un conseguente progressivo calo dei ricoveri.
Terminata la guerra, occorreva uscire da quel buio tunnel in cui si trovava l'ospedale: si poteva e si doveva ricostruire, rifondare e rilanciare l'ospedale. Gli accorati appelli inviati in Vaticano dall'amministrazione dell'ospedale non rimasero inascoltati. Tra l'aprile del 1946 e il novembre del 1949, il cardinale Spellman, a nome dell'associazione dei Cavalieri di Malta Americani, fece giungere a papa Pio XII la somma totale di 85.000 dollari da destinare ai bisogni dell'Ospedale Bambino Gesù. A questi si aggiunsero anche altri contributi da parte di enti nazionali e internazionali. Le donazioni da un lato e l'aumento della retta di degenza dall'altro consentirono, agli inizi degli anni Cinquanta, di riportare il bilancio in attivo, e poté così riprendere concretamente il programma di rilancio e rifondazione dell'ospedale.
Il giorno di Natale del 1958, papa Giovanni XXIII si recò a trovare i piccoli degenti dell'Ospedale Bambino Gesù. Fu un evento eccezionale ed emozionante, poiché dopo papa Pio X, nessuno dei suoi successori si era recato in visita all'ospedale. Il papa ritornò in visita alla struttura tre anni più tardi, nel 1962. Nel decennio tra il 1957 e il 1967 venne attuato il programma di ricostruzione e rifondazione dell'ospedale. Nell'ottica di un'ulteriore espansione dell'ospedale, nel 1978 papa Paolo VI affidò al Bambino Gesù una vasta area di fronte al mare, in località Torre di Palidoro, a pochi chilometri da Roma lungo la via Aurelia, con tre padiglioni già adibiti all'assistenza di bambini con poliomielite o paralisi spastica.
Nel 1985 riceve il riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), affiancando all’assistenza medica un’intensa attività di ricerca. Nel corso degli anni Ottanta, si procedette alla ristrutturazione del Padiglione Salviati e alla creazione al suo interno di un'area didattica modernamente attrezzata che apriva le porte, grazie al decreto del Presidente della Repubblica n.382 dell'11 dicembre 1980, di riordinamento della docenza universitaria, alle convenzioni di tipo didattico tra università e ospedali, per il sostegno alle scuole di specializzazione. Nel 2006 ottiene per la sede del Gianicolo il primo accreditamento da parte della Joint Commission International (JCI), l’istituto che nel mondo certifica l’eccellenza nella sicurezza e nella qualità delle cure. Nel 2014 vengono inaugurati i nuovi laboratori di ricerca.
L'Offerta Assistenziale e di Ricerca
L’offerta assistenziale del Bambino Gesù copre tutte le specialità mediche e chirurgiche in ambito pediatrico. Nel 2023 l’Ospedale ha registrato circa 95.000 accessi al Pronto Soccorso, 29.800 ricoveri, 33.000 procedure chirurgiche e interventistiche, e 2.710.000 prestazioni ambulatoriali: una delle casistiche pediatriche più significative a livello europeo. Il 32% dei ricoveri riguarda pazienti provenienti da fuori regione.
L'Unità Operativa di Malattie Rare e Genetica Medica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si avvale di competenze multispecialistiche, garantendo alle famiglie percorsi assistenziali personalizzati.
San Paolo è anche la sede dei grandi laboratori di ricerca dell’Ospedale, attrezzati con le più moderne tecnologie per le indagini genetiche e cellulari, compresa un’Officina farmaceutica dedicata alla produzione di terapie avanzate.
Sedi e Specializzazioni
L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è articolato in diverse sedi, ciascuna con specifiche specializzazioni:
- La sede storica del Gianicolo ospita attività cliniche e chirurgiche tra cui urologia, ostetricia e chirurgia plastica.
- La sede di Palidoro (che conta 122 posti letto), nel territorio di Fiumicino, è nata come centro ortopedico ed è progressivamente divenuta un polo di riferimento a livello internazionale per l’ortopedia pediatrica. La sede ospita inoltre attività di oftalmologia, chirurgia pediatrica, diagnostica per immagini, radiologia interventistica e un servizio odontoiatrico.
- La sede di San Paolo è orientata prevalentemente ad attività ambulatoriali e di ricerca.
- La sede di Santa Marinella è specializzata in neuroriabilitazione pediatrica e lungodegenza riabilitativa.
- La sede di Passoscuro accoglie il Centro per le cure palliative pediatriche, rivolto a bambini affetti da malattie rare, croniche o inguaribili e ad alta complessità assistenziale.

Impegno Sociale e Cooperazione Internazionale
All’attività clinica e scientifica si affianca un’intensa attività di accoglienza per le famiglie, in particolare quelle che vengono da fuori regione, impegnate in lunghi percorsi terapeutici.
Dal 1996 l'ospedale, da sempre impegnato nella raccolta di fondi per l'assistenza ai bambini non assistibili a spese del servizio sanitario nazionale e per gli aiuti da portare nei paesi più poveri, ha disposto di fondi provenienti dalla fondazione di diritto vaticano “Cari bambini” per assistere i bambini in difficoltà economiche e malati provenienti da altri paesi. Dal medesimo anno, gli interventi in tema di cooperazione internazionale si sono rafforzati.
Il Bambino Gesù ha sviluppato negli anni iniziative di solidarietà per offrire alle comunità locali servizi sanitari di alta specializzazione e percorsi formativi per il personale medico e infermieristico. Attualmente i progetti sono attivi in 10 Paesi: Giordania, Cambogia, Giappone, Kenya, Costa d'Avorio, Etiopia, Perù, Panama, Ecuador e Colombia.
L’Ospedale accoglie ogni anno decine di pazienti umanitari, non sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale italiano. Si tratta di bambini provenienti dall’estero con gravi patologie o ferite di guerra che nel proprio Paese non avrebbero possibilità di cura.
Modalità di Accesso ai Servizi
Per accedere ai servizi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono disponibili diverse modalità:
- In metropolitana: linea A fermata Lepanto.
- Prenotazione telefonica: Centro Unico Prenotazioni (CUP) al numero 06.68181 dal lunedì al venerdì 8.00 - 16.00, sabato 8.00 - 12.45.
- Prenotazione online: il servizio di prenotazione online consente di prenotare solo visite ed esami non urgenti.
- Prenotazione assistita: permette di richiedere, attraverso la compilazione di un format con poche informazioni, il primo appuntamento disponibile in una tra le 4 sedi dell'ospedale: Gianicolo, San Paolo, Palidoro, Santa Marinella.
Il Particolare Status dell'Ospedale
Un immobile dell'ospedale è stato oggetto di un esposto, poi archiviato per immunità. Le autorità italiane hanno evidenziato che l'edificio gode del trattamento di zona extraterritoriale istituita e garantita dai Patti Lateranensi (artt. 3, 4, 13, 14, 15, 16 del Trattato). Pertanto, è in facoltà della Santa Sede dare ai suddetti immobili l'assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali o comunali italiane.