Santa Maria della Croce Giovanna Jugan: Fondatrice delle Piccole Sorelle dei Poveri

La Chiesa cattolica ricorda Santa Maria della Croce (Giovanna Jugan) come fondatrice delle Piccole Sorelle dei Poveri. Al pari dei bambini abbandonati, esiste una tragica realtà che muove a pietà le coscienze: quella dei poveri vecchietti, rimasti soli al mondo e di cui nessuno si occupa. La missione di Giovanna Jugan, il cui nome da religiosa era Suor Maria della Croce, è stata proprio quella di dedicarsi per tutta la vita a questi anziani malati e poveri.

Ritratto di Santa Giovanna Jugan, fondatrice delle Piccole Sorelle dei Poveri

Le Origini e i Primi Anni

Giovanna Jugan, nome di battesimo Jeanne Jugan, nacque a Cancale, in Bretagna (Francia), il 25 ottobre 1792, nel pieno periodo della Rivoluzione Francese. Fu battezzata lo stesso giorno. Suo padre, un pescatore di Terranova, scomparve in mare quando lei aveva solo quattro anni, una sorte frequente per i marinai di Cancale. La madre, rimasta vedova, si trovò a dover accudire otto figli (di cui quattro morirono in tenera età) in condizioni di estrema povertà, ma la famiglia visse questa ristrettezza con dignità e coraggio, intessuti nella fede e nell’amor di Dio. A causa del clima politico e delle difficoltà economiche, Giovanna non poté andare a scuola e imparò a malapena a leggere e scrivere.

Ancora bambina, Giovanna custodiva il gregge sulla collina che dominava la baia di Cancale, pregando il Rosario. In seguito, intraprese mansioni di aiuto-cuoca e domestica in un castello lì vicino. Poi proseguì negli anni a venire il lavoro di assistente e aiuto a persone sole. A 18 anni rifiutò una proposta di matrimonio da un giovane marinaio, rifiuto che rinnovò sei anni dopo a una sua seconda richiesta, non sentendosi portata per il matrimonio, ma senza ancora sapere quale strada scegliere. Questa potente convinzione la guidava: «Dio mi vuole per Lui.»

La Chiamata e la Nascita di una Missione

Nel 1816, partecipando ad una "Missione" a Cancale, Giovanna sentì la chiamata del Signore. Al giovane che la chiedeva in matrimonio, rispose: «Dio mi vuole per sé. Egli mi riserva per un’opera che non è conosciuta, che non è ancora fondata.»

A 25 anni, nel 1817, lasciò Cancale per Saint-Servan, entrando nell'ospedale locale, l’ospedale "du Rosais", come infermiera, dove rimase per sei anni. Lì assistette anche un anziano sacerdote malato e lavorò come aiuto in farmacia. Questa esperienza le fornì un'eccellente formazione e le permise di sviluppare una grande sensibilità per comprendere e calmare il dolore altrui. Nel contempo, aderì al Terz'Ordine della Madre Ammirabile, fondato nel XVII secolo da San Giovanni Eudes, scoprendo un cristianesimo del cuore: «Avere una sola vita, un sol cuore, una sola anima, una sola volontà con Gesù.» Farà al tempo stesso l'esperienza di una vita attiva e contemplativa centrata su Gesù. Da questo momento in poi, ebbe un solo desiderio: «essere umile come lo è stato Gesù.»

Lasciato l’ospedale nel 1823, si occupò come infermiera e compagnia presso la signorina Marie Lecoq a Saint-Servan per dodici anni, più come amica che infermiera. Condividevano lo stesso ideale di messa quotidiana, preghiera, visite ai poveri e formazione catechetica ai bambini. La signorina Lecoq morì nel 1835, lasciando a Giovanna i suoi risparmi e il mobilio, che si rivelarono provvidenziali per la sua futura opera.

La Fondazione delle Piccole Sorelle dei Poveri

Rimasta sola, Giovanna si associò con la sua amica Francesca Aubert. Insieme presero in affitto un appartamento. Una sera d'inverno del 1839, Giovanna, commossa, incontrò una povera donna anziana, cieca e inferma (Anne Chauvin), che aveva perso il suo unico appoggio. Giovanna non esitò un secondo: la prese tra le sue braccia, le diede il suo letto e si trasferì a dormire in soffitta. Questa fu la scintilla iniziale di un grande fuoco di carità.

Ben presto si unirono a loro altri membri, tra cui Virginie Trédaniel, una giovane orfana di 17 anni, e un'altra persona anziana e nubile. La domanda cresceva rapidamente, e lo spazio divenne insufficiente. Abnegata, generosa e piena di pietà per i poveri indifesi, Giovanna li cercava nei quartieri marginali e nei tuguri. Nel 1840, unirono le forze con il rev. vicario di Saint-Servan, Augusto Le Pailleur, per mettere in moto un'associazione caritatevole.

Il 1° ottobre 1841, Giovanna e le sue compagne lasciarono l'appartamento e si trasferirono in un pianterreno in rue La Fontaine, che permise di accogliere dodici persone anziane. Per alimentare tutte le persone accolte, e in mancanza di entrate, iniziarono a mendicare. Giovanna si assunse personalmente il compito della questua, che continuò fino alla morte. Sebbene dovesse vincersi e fare un grande sforzo, usciva in strada con un cesto e la statuina di San Giuseppe falegname, affrontando coraggiosamente arroganza e battute scorrette. Una volta, dopo aver ricevuto uno schiaffo, rispose tranquillamente: «Grazie; questo è per me. Ma ora mi dia qualcosa per i miei poveri, per favore!» Non solo otteneva denaro, ma anche aiuti in beni vari. Acquistò, con l'aiuto di un'agiata commerciante, un antico convento in rovina che divenne la loro sede e presto ospitò 40 anziani.

Giovanna venne eletta superiora e il gruppo adottò il nome di "Serve dei Poveri", con l'assistenza dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio. Successivamente, presero il nome di "Piccole Sorelle dei Poveri", e Giovanna assunse il nome di Suor Maria della Croce. La sua fama crebbe, benché ella non la cercasse.

Foto storica delle Piccole Sorelle dei Poveri con gli anziani assistiti in un ospizio

Anni di Umiliazione e il Lascito Nascosto

La sua opera, però, fu segnata da profonde incomprensioni e umiliazioni. Nel 1843, poco dopo essere stata rieletta superiora all'unanimità dalle sue compagne, l'abate Le Pailleur, consigliere degli inizi, inaspettatamente e di sua sola autorità, annullò l'elezione e nominò Marie Jamet (all'epoca 21 anni) al suo posto, relegando Giovanna alla sola questua senza altre attribuzioni. Nel 1845, l'Accademia di Francia le concesse il premio Montyon di 3000 franchi per il suo lavoro umanitario, denaro che ella investì per riparare un soffitto. Anche la loggia massonica premiò il suo lavoro con una medaglia d’oro che Giovanna fuse per fare un calice.

Nel 1852, il vescovo di Rennes riconobbe ufficialmente la Congregazione e nominò l'abate Le Pailleur superiore generale dell'Istituto. Il primo gesto di quest'ultimo fu quello di richiamare definitivamente Giovanna Jugan alla Casa madre per un ritiro che durò ben ventisette lunghi anni. Ella fu deposta dall'incarico di superiora e passò gli ultimi anni come semplice suora questuante, occupandosi di tenere in piedi l'Ordine dando impulso alla sua espansione. Senza protestare, accettò eroicamente questa interruzione del lavoro che amava tanto, rimanendo nel nascondimento tra le novizie. Viene fatto credere che lei fosse la terza Piccola Sorella; alla sua morte, poche sorelle sapevano che lei era la fondatrice. La verità venne alla luce solo a partire dal 1902.

Nonostante l'ingiusta messa in disparte, Giovanna plasmò le anime delle nuove suore, trasmettendo con la sua serenità, saggezza e consigli il carisma che la abitava. Visse intimamente unita a Cristo, amando i poveri nei quali lo vedeva: «Non dimenticate mai che il Povero è Nostro Signore.» Si definiva «la povera cercatrice di pane» o «lo zero sulla Terra».

Espansione e Riconoscimento

L'opera continuò a ingrandirsi rapidamente. Altre città chiesero di fondare ospizi per poveri anziani: Rennes, Dinan, Tours, Nantes, Parigi, Angers. Nel 1850, gli ospizi erano undici, le suore cento e i poveri vecchietti da nutrire seicento. La Casa madre fu insediata a Saint-Pern, nell’ex Convento “La Tour Saint-Joseph”.

Giovanna ebbe la gioia di vedere la sua opera espandersi notevolmente. Alla sua morte, avvenuta il 29 agosto 1879 a La Tour-Saint-Joseph (Tour) nella Casa madre, si contavano 2.400 Piccole Sorelle sparse in 177 case di accoglienza per anziani in 30 Stati del mondo. L'opera fu approvata da Papa Leone XIII nel marzo del 1879.

Oggi, le Piccole Sorelle dei Poveri sono circa quattromilaquattrocento, attive in trenta stati e cinque continenti, continuando la missione di Giovanna Jugan di accudire gli anziani bisognosi con amore e rispetto.

ECCO CHI È SANTA GIOVANNA JUGAN, POVERA CERCATRICE DI PANE

Eredità Spirituale e Canonizzazione

Giovanna Jugan morì in silenzio il 29 agosto 1879, come visse negli anni di umano ostracismo, mentre il suo spirito si inondava di luce divina. Fu beatificata il 3 ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II a Roma e canonizzata l'11 ottobre 2009 da Papa Benedetto XVI a Roma. La Chiesa la ricorda non solo come modello di coraggiosa umiltà, ma anche per il suo messaggio di impegno verso gli anziani, consapevole della loro necessità di rispetto, amore, importanza, indipendenza e libertà.

Nella sua omelia di canonizzazione, Papa Benedetto XVI, parlando della vocazione cristiana al dono totale della vita, ha affermato: "Così hanno fatto i cinque santi che oggi, con grande gioia, vengono posti alla venerazione della Chiesa universale: [...] Marie de la Croix (Jeanne) Jugan."

La sua spiritualità era basata su lunghi periodi di preghiera silenziosa, partecipazione frequente alla Messa e alla Comunione, e meditazione sui misteri del Rosario e le stazioni della Via Crucis. Aveva piena fiducia nella Provvidenza divina, ma non permetteva a questo sentimento di attenuare il suo entusiasmo nel prodigarsi per gli anziani dimenticati. Diceva: «È così meraviglioso essere poveri, non possedere nulla, e attendere tutto dalla misericordia di Dio.»

Tra le sue molteplici frasi di profonda spiritualità e carità, risuonano ancora le sue parole rivolte alle consorelle:

  • «Mie Piccole, non dimenticate mai che il Povero è Nostro Signore. Quando curate il Povero, dite a voi stesse: È per il mio Gesù, che grande grazia!»
  • «Siate gentili, specialmente con gli infermi. Amateli. Oh si! Siate gentili. È una grande grazia che il buon Dio vi fa. Servendoli, è Lui stesso che servite.»
  • «Rendere gli anziani felici è tutto!»
  • «Mie Piccole, dovremmo essere sempre allegre poiché alle persone anziane non piacciono i musi lunghi!»
  • «Se Dio è con noi, ciò si farà.»
  • «Amate molto il buon Dio. Tutto per Lui, fate tutto per amore.»
  • «Gesù vi attende in cappella. Andate a trovarlo quando siete al limite della pazienza e della forza, quando vi sentite sole e deboli. Ditegli: 'Tu sai ciò che accade, mio buon Gesù... Io non ho che Te. Vieni in mio aiuto…' Poi, andate. E non vi turbate al pensiero di come farete. È sufficiente che lo abbiate detto al buon Dio. Egli ha buona memoria.»
  • «Siamo state innestate nella Croce.»
  • «Mie Piccole, amate la Madonna? Ella sarà vostra Madre.»
  • «Quando sarete vecchie, non vedrete più niente. Io, non vedo più che il buon Dio.»
  • «Padre Eterno, aprite le vostre porte, oggi, alla più miserabile delle vostre figlie, che ha un così vivo desiderio di vedervi… O Maria, mia buona Madre, venite da me.» (ultime parole prima di morire)

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