La Celebrazione di San Giovanni Battista il 24 Giugno e le Sue Tradizioni

La festa di San Giovanni Battista, il cosiddetto Precursore, è un evento unico nel calendario liturgico, essendo l’unico dei Santi, oltre a Gesù e Maria, di cui si celebra con due date distinte il giorno della nascita (24 giugno) e quello della morte (29 agosto). Tuttavia, la data del 24 giugno è la più usata per la sua venerazione, con innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo che lo tengono come loro santo patrono.

Le Antiche Origini della Festa

Sebbene oggi sia riconosciuta come una festa cristiana, la celebrazione di San Giovanni Battista affonda le sue radici in una tradizione pagana legata al solstizio d’estate. Questa antica festività, conosciuta come Lithia o Litha, veniva celebrata attorno al 21-24 giugno, periodo in cui il sole raggiunge il suo apice nel cielo, regalando il giorno più lungo dell’anno. Le popolazioni precristiane vedevano in questo evento astronomico un momento carico di energia e trasformazione, da onorare con riti propiziatori, danze, canti e soprattutto con l’accensione di grandi falò, simboli del sole e della purificazione. Un primo segno della festa di San Giovanni è proprio il fuoco, come riportato nel Vangelo di Luca da una frase di Giovanni Battista: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me… Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Nel passaggio dalla religione pagana a quella cristiana, molti degli elementi simbolici di queste celebrazioni furono assorbiti e reinterpretati. La Chiesa decise di fissare proprio al 24 giugno la nascita di San Giovanni Battista in corrispondenza simbolica con il solstizio. Giovanni, precursore di Cristo, "diminuisce" mentre la luce del giorno comincia gradualmente a calare, proprio come Gesù, nato sei mesi dopo, coincide con il progressivo ritorno della luce (il Natale è vicino al solstizio d’inverno).

Tradizionalmente, la festa serviva anche a proteggere e benedire i raccolti. A giugno, infatti, la natura è al culmine del suo rigoglio, ma allo stesso tempo vulnerabile. Per questo si svolgevano riti di purificazione e di protezione, che includevano l’uso di erbe magiche, danze propiziatorie e i falò notturni, le cui ceneri venivano spesso sparse nei campi per augurare fertilità e abbondanza.

La Figura di San Giovanni Battista

Nascita e Annuncio

San Giovanni Battista è l’unica persona, insieme alla Vergine Maria, di cui la Chiesa celebra con una festa solenne la nascita. La sua nascita avvenne in modo miracoloso, perché sua madre Elisabetta era sterile. Tutto cominciò con l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele a suo padre Zaccaria, che inizialmente non credette alle parole del messaggero celeste. Nel Vangelo di San Luca (1, 5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre Elisabetta discendeva da Aronne. Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’Arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguendo nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia.

Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’Arcangelo Gabriele fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo. Lo stesso Arcangelo Gabriele aveva detto che Giovanni sarebbe stato pieno di Spirito Santo fin dal grembo materno. Così, per volontà di Dio, Giovanni venne preparato fin da prima della nascita per il ruolo di profeta dell’Altissimo. Secondo l’insegnamento dei Padri della Chiesa, Giovanni fu liberato dal peccato originale ancora prima di nascere, quando Maria, incinta di Gesù, fece visita a Elisabetta. In quel momento, Giovanni sussultò nel grembo della madre, riconoscendo la presenza del Salvatore.

Il nome “Giovanni”, che significa “Dio ha avuto misericordia”, anticipa già la sua missione, come deriva dal termine ebraico Yehochanan, parola formata da due diversi termini: Yeho, abbreviazione di Yahweh (nome proprio di Dio), e chanan (ha avuto misericordia).

Vita nel Deserto e Missione

Della sua infanzia e giovinezza non si sa niente. Quando ebbe un’età conveniente, Giovanni, conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. L’attività pubblica di Giovanni iniziò intorno all’anno 27-28 d.C., come descritto nel Vangelo di Luca, e fu preceduta da un periodo di solitudine nel deserto, dove visse in preghiera e penitenza per rafforzare il suo spirito.

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano, con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza. Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dalla regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; Giovanni, in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato.

Giovanni Battista fu l’ultimo e il più grande tra i profeti, perché fu l’unico a indicare direttamente il Messia dicendo: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”. Egli è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù, perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva, che è l’unico santo dopo Maria ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno).

Giovanni Battista predica sulle rive del Giordano, battesimo

Il Battesimo di Gesù e la Profezia

Alla delegazione ufficiale inviatagli dai sommi sacerdoti, Giovanni disse che egli non era affatto il Messia, il quale era già in mezzo a loro, ma essi non lo conoscevano; aggiungendo “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni, quando se lo vide davanti, disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).

In uno dei suoi discorsi tenuti proprio per questa solennità, Sant’Agostino spiegò il significato del ruolo di Giovanni Battista nella storia della salvezza, facendo un paragone simbolico: la voce di Zaccaria, padre di Giovanni, che si apre alla nascita del figlio, è come il velo del tempio che si strappa durante la morte di Gesù. Questo perché Zaccaria riacquista la parola solo quando nasce Giovanni, che è la “voce” che annuncia la venuta del Signore. Infatti, quando Giovanni inizia la sua missione, gli viene chiesto chi sia, e lui risponde: “Io sono voce di uno che grida nel deserto” (Mc 1, 3). Giovanni è dunque la voce che grida per preparare il cammino del Signore. Di Gesù, invece, si dice che è il “Verbo” (cioè la Parola di Dio) esistente fin dall’eternità. Giovanni è solo una voce temporanea, mentre Cristo è il Verbo eterno, presente fin dall’inizio.

Gesù viene battezzato da San Giovanni Battista nel fiume Giordano

Il Martirio

La sua missione era compiuta, perché Gesù prese ad iniziare la sua predicazione, aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla; egli aveva predicato proprio per questo, preparare un popolo degno che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione. Aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica, la “Torà”, perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia Salomè. Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica; perché il Battesimo che Giovanni amministrava, perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio, e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici.

Ma per Erodiade venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno, invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade prese la palla al balzo, e le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente, non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia. Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli, saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista.

Molti testi apocrifi, come anche i libri musulmani, fra i quali il Corano, parlano di lui; dai suoi discepoli si staccarono Andrea e Giovanni apostoli per seguire Gesù. Il suo culto come detto all’inizio si diffuse in tutto il mondo conosciuto di allora, sia in Oriente che in Occidente e a partire dalla Palestina si eressero innumerevoli Chiese e Battisteri a lui dedicati.

Salomé con la testa di San Giovanni Battista su un vassoio

L'Acqua di San Giovanni: Un Rito Magico e Benefico

Notte magica quella fra il 23 e il 24 giugno. È la notte di San Giovanni, in cui si prepara la miracolosa acqua di San Giovanni, una sorta di “pozione” capace di avere proprietà curative e benefiche. Non solo. L'acqua di San Giovanni sarebbe capace persino di portare, oltre alla salute, anche fortuna, amore e prosperità. Questa credenza è molto sentita in Calabria e in Toscana, ma è ormai diffusa anche in tante altre regioni d’Italia. Anche in altre zone d’Europa si celebra San Giovanni, il 24 giugno, con questo rito.

Come si prepara l'Acqua di San Giovanni?

Preparare l'acqua di San Giovanni è molto facile. Basta raccogliere un mix di fiori e erbe spontanee, che vanno rigorosamente colte il 23 giugno dopo il tramonto, metterle in una brocca o in una ciotola con acqua e lasciare il tutto all'esterno per l'intera notte. In questo modo la rugiada farà la sua “magia”, e bagnerà quest'acqua speciale con la propria energia. Quest'acqua va poi utilizzata la mattina del 24 giugno per lavarsi viso, occhi e corpo.

Ricapitolando, l'acqua di San Giovanni va preparata seguendo queste indicazioni:

  • Bisogna raccogliere una misticanza di erbe e fiori spontanei.
  • La misticanza va raccolta dopo il tramonto.
  • Fiori e erbe vanno messi in un recipiente pieno d'acqua.
  • Il recipiente - meglio se di vetro o di rame - va lasciato all'esterno tutta la notte: così facendo erbe e fiori assorbiranno tutta la rugiada del mattino.
Brocchi con erbe e fiori lasciate fuori al chiaro di luna per l'acqua di San Giovanni

Quali fiori si mettono nell'Acqua di San Giovanni?

Non c'è un'indicazione precisa sulla tipologia di piante e di fiori che andrebbero raccolti. Bisogna farsi guidare dall'istinto e dalla forza della natura. Per stagionalità, però, è facile che ci si ritrovi a raccogliere:

  • Iperico (detto anche “erba di San Giovanni”)
  • Malva
  • Rosa
  • Menta
  • Lavanda
  • Artemisia
  • Salvia
  • Rosmarino
  • Papavero
  • Margherita
  • Sambuco

Quanto dura l'Acqua di San Giovanni?

L'acqua di San Giovanni non si conserva. Se avanza, la si regala agli amici, che dovrebbero a loro volta utilizzarla entro la giornata del 24 giugno. È infatti quella l'unica giornata in cui l'acqua di San Giovanni ha poteri magici.

La Rugiada Miracolosa

Un’antica leggenda popolare narra inoltre che, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, gli dèi facevano passare le anime dei nuovi nati sotto forma di rugiada. Per questo motivo, la "rugiada di San Giovanni" era (ed è ancora) considerata miracolosa e veniva raccolta prima dell’alba per essere utilizzata in preparati erboristici, cosmetici o per rituali di guarigione e protezione. Si credeva che lavarsi con essa conferisse salute, bellezza e fortuna per l’anno a venire.

In molte regioni d’Italia e d’Europa, la notte di San Giovanni è considerata un momento magico e liminale, in cui il velo tra il mondo naturale e il soprannaturale si assottiglia.

Iconografia e Simbolismo

Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è, si può dire, pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, che non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce. Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”. Ciò testimonia il grande interesse, che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo, da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.

Attributo principale nell’iconografia è un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta Ecce agnus Dei (“Ecco l’Agnello di Dio”, Gv 1, 29.36); è vestito con l’abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.

Il Battista è rappresentato in tutti i momenti della sua vita, fin da quando, ancora nel ventre della madre, sussulta all’arrivo di Maria incinta di Gesù. È spesso rappresentata la sua nascita, e gli artisti indugiano sul delicato particolare di Zaccaria, che, reso muto dall’angelo per la sua incredulità, scrive su un libro il nome del neonato, scena nota come “Imposizione del nome del Battista”. Spesso è rappresentato bambino, già vestito con una pelle di cammello, in compagnia di Gesù e altri personaggi delle due famiglie. La raffigurazione più frequente è ovviamente la scena del battesimo di Gesù nel Giordano.

Le reliquie di San Giovanni Battista hanno una storia complessa. Dopo essere stato sepolto privo del capo a Sebaste in Samaria, dove sorsero due chiese in suo onore, nel 361-362 ai tempi dell’imperatore Giuliano l’Apostata, il suo sepolcro venne profanato dai pagani che bruciarono il corpo disperdendo le ceneri. A Genova, nella cattedrale di S. Lorenzo, si venerano quelle ceneri, portate dall’Oriente nel 1098 al tempo delle Crociate. Per la testa, che si trovava a Costantinopoli (per alcuni invece ad Emesa), purtroppo si "sdoppiò" durante le Crociate, una a Roma nel XII secolo e un’altra ad Amiens nel XIII sec. A Roma si custodisce senza la mandibola nella chiesa di S. Silvestro in Capite, mentre la cattedrale di S. Lorenzo di Viterbo, custodirebbe il Sacro Mento. Braccia, dita e denti sono diffusi in centinaia di chiese europee.

Icona di San Giovanni Battista con bastone e pelle di cammello

Patronati e Tradizioni Popolari

Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità, e molte città e chiese ne presero il nome. Moltissimi sono anche i patronati, di cui ricordiamo i più importanti:

  • Per via dell’abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono di sarti, pellicciai, conciatori di pelli.
  • Per l’agnello, dei cardatori di lana.
  • Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori.
  • Per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici.
  • Un inno in suo onore diede a Guido d’Arezzo spunto per i nomi delle note musicali: Ut Re Mi Fa Sol La Si, ed è quindi patrono dei cantori.
    UT queant laxis - REsonare fibris - MIra gestorum - FAmuli tuorum - SOLve polluti - LAbii reatum - Sancte Johannes
  • Come battezzatore è patrono dei trovatelli, che venivano abbandonati alle porte dei battisteri.
  • È patrono dell’Ordine di Malta.
  • San Giovanni Decollato è il protettore di tutte le Anime Decollate e a queste anime si rivolgono tutti coloro che chiedono aiuto o consiglio oppure cercano un segno divinatorio.
  • Pozzallo, unico comune in provincia di Ragusa ad affacciarsi sul mare, lo invoca come protettore dei marittimi e della città insieme alla Vergine Addolorata.
  • In Sicilia è patrono dei compari e delle comari di battesimo in ricordo del Battesimo di Cristo e garante della loro profonda amicizia dimostrata, tramite alcuni “riti”, il 24 giugno.
  • Viene anche invocato contro le calamità naturali quali terremoti, temporali ecc.

Le celebrazioni devozionali, folkloristiche e tradizionali sono diffuse ovunque, legate alla sua venerazione; come tanti proverbi popolari sono collegati metereologicamente alla data della sua festa. San Giovanni Battista è patrono di città come Torino, Firenze, Imperia, Ragusa, ecc.

L'Onomastico di Giovanna il 24 Giugno

Il nome "Giovanni" è, fra i nomi maschili, ma anche usato nelle derivazioni femminili (Giovanna, Gianna), il più diffuso nel mondo, tradotto nelle varie lingue. Tanti altri santi, beati, venerabili della Chiesa, hanno portato originariamente il suo nome.

Il 24 giugno è una data molto attesa in Italia perché sono in tante a celebrare il proprio nome. Le regioni che contano la più alta percentuale di concentrazione del nome sono la Lombardia, la Sicilia e la Campania. Seguono poi anche il Piemonte e la Puglia, dove sono diffuse anche le varianti Gianna e Mariagiovanna. Questo è un nome tra i più famosi e diffusi in Italia, ed anche per questo in tante riceveranno messaggi e dediche di auguri.

Curiosità legate al nome Giovanna

Caratteristica Descrizione
Data onomastico 24 giugno
Significato Dono di Dio, "Dio ha avuto misericordia"
Origine Ebraica (da Yehochanan)
Numero fortunato 1
Colore Giallo
Metallo Oro

Chi si chiama Giovanna è spesso una persona ambiziosa e determinata. Vuole ottenere sempre i successi più grandi e difficilmente si accontenta di posizioni marginali. È una persona volenterosa ma anche molto fedele, che sa essere leale ed onesta con chi riesce a meritare la sua fiducia.

Tra i personaggi famosi che festeggiano l'onomastico Giovanna il 24 giugno, ricordiamo l’attrice G. Mezzogiorno, come pure G. Ralli.

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