Il Complesso di Santa Francesca Romana a Trastevere: Storia, Accoglienza e Ospitalità

Un Patrimonio di Accoglienza nel Cuore di Roma

L’Ospitale di Santa Francesca Romana a Trastevere è un luogo ricco di storia che attraversa vari secoli: dal Medioevo, agli sfarzi del Barocco, fino ai nostri giorni. Simbolo di accoglienza ed ospitalità, è dedicato a una donna, Santa Francesca Romana, che proprio nella chiesa dell’Ospitale, quella di Santa Maria in Cappella, si dedicava alla cura fisica e spirituale dei poveri moribondi pestilenti. Questo rappresenta un chiaro esempio dell’infinita accoglienza femminile.

Nel cuore di Roma, nel vivace quartiere di Trastevere, dove si trovano numerosi bar e ristoranti tradizionali e un'autentica atmosfera, la Casa di Santa Francesca Romana vi dà il benvenuto. Dopo aver trascorso una giornata visitando i monumenti e i musei che solo Roma può offrire, è possibile concedersi una pausa di relax nell’incantevole chiostro di questo antico palazzo medievale ristrutturato, che emana ancora tutto il fascino della Roma Antica. Echi di storia risuonano in ognuna delle sue 37 bellissime camere, dotate di tutti i comfort necessari per le vostre vacanze.

Veduta generale del complesso di Santa Francesca Romana a Trastevere con il giardino

La Chiesa di Santa Maria in Cappella: Un Mistero Millenario

La Chiesa di Santa Maria in Cappella è un complesso poco noto e ancora tutto da scoprire, la cui chiesa è stata caratterizzata in tempi recenti da un sensazionale ritrovamento. Rimane un mistero il vero motivo per il quale la piccola chiesa romanica, fondata nel 1090 per volere del pontefice Urbano II, presenta l’appellativo “cappella”. Forse per il luogo in cui sorge o a causa dell’erronea lettura e interpretazione di un’epigrafe presente all’interno che riporta il verbo “appellatur”. Il motivo può essere ricondotto anche alla metà del Cinquecento, quando la gestione della struttura passò nelle mani della Confraternita dei Barilari che si occupava di fabbricare barili: il termine “cuppella” infatti indica un piccolo recipiente. L'epigrafe di consacrazione della chiesa, di particolare interesse, ricorda il primitivo appellativo dell’edificio que appellatur de pinea (“che è detta dei pini”).

La facciata della chiesa che vediamo oggi è frutto di un restauro del 1857, commissionato da Filippo Andrea Doria Pamphilj con l’intento di recuperare l’originale aspetto medievale. A causa di questa operazione invasiva andarono perse tutte le pitture ottocentesche realizzate da Achille Pinelli che impreziosivano l’esterno della chiesa. Il semplice spazio interno, suddiviso in tre navate da cinque colonne, presenta ancora alcune tracce decorative. Originariamente a tre navate (probabilmente così fin dalle origini), trabeata, con facciata e campanile in cotto e tetto a due spioventi e realizzata con materiale di spoglio, costituiva un elemento emergente nella fascia verde vicino al porto di Ripa Grande.

Riscoperte Archeologiche e Reliquie

Scavi archeologici recenti effettuati sotto l’altare hanno riportato in luce due recipienti appartenenti all’epoca di Urbano II, contenenti alcuni frammenti ossei. La presenza del nome “Petrus” su uno dei contenitori ha portato alcuni studiosi ad ipotizzare che le spoglie appartenessero a San Pietro, spiegando così la mancanza di alcune ossa dal suo scheletro rinvenuto dalla basilica di San Pietro. Potrebbe essere stato lo stesso Urbano II a smembrare il corpo del padre della Chiesa in onore della consacrazione di Santa Maria in Cappella per stabilire un legame con la basilica madre.

Un’altra cassetta reliquiario del XII secolo, contenente due piccole olle con le reliquie dei santi Cornelio, Pietro apostolo, Anastasio, Melix, Ippolito e Marmenia, come riportato dalle iscrizioni, è esposta nel percorso museale.

Interno della Chiesa di Santa Maria in Cappella con le colonne e le tracce decorative

L'Evoluzione dell'Ospitale: Dal Medioevo alla Casa di Riposo

La lunga e importante storia del complesso si intreccia con la pratica assistenziale e inizia fin dal Medioevo: il suo nucleo originario risale infatti alla fine dell’XI secolo, quando la chiesetta viene consacrata da Papa Urbano II. Grazie alla costruzione dell’adiacente ospedale che accoglieva pellegrini, poveri e malati, voluto da Santa Francesca Romana, nel 1391 la chiesa entra a far parte di un complesso realizzato da Andreozzo Ponziani, che si occupa anche della ristrutturazione della stessa. Nel XV secolo, nella chiesa viene aperto l’Ospedale dei Ponziani, in seguito intitolato a Santa Francesca Romana che vi aveva prestato la sua opera.

L'Influenza della Famiglia Pamphilj

Dopo la morte della santa, il complesso passa in eredità alle Oblate di Tor de’ Specchi che nel 1540 lo cedono alla Confraternita dei Barilari, i fabbricanti di barili e mezzi barili. Un secolo dopo, nel XVII secolo, la cura del complesso viene affidata a Olimpia Maidalchini della famiglia Pamphilj, vedova Pamphilj e cognata di Innocenzo X. Molto devota a Francesca Romana, Donna Olimpia ne ottiene il possesso e, dopo aver acquistato terreni e fabbricati adiacenti, con il supporto del suo architetto Carlo Rainaldi, trasforma il complesso medievale in un casino belvedere affacciato sul Tevere con un meraviglioso giardino di delizie con essenze rare, viti e piante da frutto, la cui bellezza è tutt’oggi fruibile. Il luogo diventa noto con il nome di “Bagni di Donna Olimpia”, per la possibilità di fare i bagni nel Tevere con un accesso privato. Il giardino viene arricchito anche di opere d’arte, compresa la famosa “Fontana della Lumaca” che Bernini aveva disegnato per Piazza Navona e che il Papa aveva regalato a Donna Olimpia.

Ricostruzione del Giardino delle Delizie di Donna Olimpia con la Fontana della Lumaca

Le Grandi Trasformazioni Ottocentesche e la Casa di Riposo

L’Ottocento è il secolo delle grandi trasformazioni di tutto il complesso. Il principe Filippo Andrea V Doria Pamphilj incarica l’architetto Busiri Vici di ristrutturare e rimettere in funzione l’antico ospedale: nel 1859 viene così inaugurato l’Ospedale dei Cronici, attivo ancora oggi con il nome di “Casa di riposo Santa Francesca Romana”. Nel 1888, con la realizzazione del Lungotevere, la proprietà Doria Pamphilj venne tranciata dall’esproprio; il Casino venne demolito e sul nuovo fronte vengono realizzati i due edifici di 5 piani quasi gemelli, collegati alla base dal muro di cinta, sempre a opera di Busiri Vici. Particolarmente felice è la soluzione con cui l’architetto sfrutta il dislivello con il Lungotevere, realizzando all’interno del giardino una passerella con l’intradosso porticato che conduce alle palazzine laterali e, al centro, permette l’accesso al giardino.

Il complesso ha oggi una natura molteplice, con diverse destinazioni: una casa di riposo per anziani indigenti, uno spazio espositivo dei beni artistici e archeologici rinvenuti in loco, un giardino e un luogo di culto. È costituito da 2 corpi di fabbrica destinati a casa di riposo e da 2 palazzine destinate a hostel, distribuiti a ferro di cavallo intorno a un giardino interno chiuso da una passerella porticata sul fronte di Lungotevere Ripa.

Il Museo si Racconta - Ep 12- La Visione di Santa Francesca Romana

Il Percorso Museale e i Tesori Nascosti

Il percorso museale si snoda in diverse sale espositive in cui si narrano le vicende della chiesa attraverso un excursus storico dall’epoca romana fino all’Ottocento. La visita comprende il giardino tanto amato da Donna Olimpia, la cappella del Settecento, il salone dell’Ottocento e la piccola ma suggestiva chiesa di Santa Maria in Cappella. Per conoscere tutti i servizi sull'accessibilità, è possibile visitare la sezione Roma accessibile.

Una volta nel chiostro, è impossibile resistere alla tentazione di spingersi tra il porticato e i tavolini da giardino fino alla cappella medioevale, dove si è accolti da tre brande dalle coperte di juta, ricostruzione e segno dell’antico lebbrosario.

Casa di Santa Francesca Romana: Ospitalità Moderna a Trastevere

La Casa di Santa Francesca Romana offre un soggiorno ideale nel cuore di Trastevere, garantendo relax e comfort. Le camere e le suite, in perfetta sintonia con il resto dell'ambiente, presentano un arredo tradizionale e funzionale, emanando ancora tutto il fascino della Roma Antica.

Tipologie di Camere

  • Camere singole superior: Ideali per chi viaggia da solo, offrono una vasta gamma di comfort.
  • Camere matrimoniali o doppie superior: Con autentici pavimenti piastrellati squisitamente restaurati, queste camere permettono di rivivere la storia di Roma da veri protagonisti.
  • Camere triple standard: Ottima scelta per gruppi di 3 ospiti o famiglie che soggiornano nel quartiere di Trastevere, offrendo spazio e tutti i comfort necessari.
  • Camere quadruple: Accoglienti e dotate di tutto il necessario, perfette per famiglie o gruppi più numerosi.

Servizi per gli Ospiti

Per i nostri ospiti è importante sentirsi come a casa anche in vacanza. La Casa di Santa Francesca Romana e il suo Staff garantiscono tutto il necessario per sentirsi coccolati notte e giorno. I servizi includono:

  • Reception aperta 24 ore
  • Informazioni turistiche
  • Servizio di trasferimento (anche da/per l'aeroporto)
  • Colazione continentale
  • WI-FI gratuito
  • TV satellitare
  • Sale riunioni
  • Ascensore
  • Deposito Bagagli
  • Culla
  • Scanner e Fotocopiatrice
  • Giardino
  • Vending machine
  • Room Service
  • Sala TV
  • Sistema antincendio

Si prega di notare che gli animali non sono ammessi in struttura.

Fotografia di una delle camere della Casa di Santa Francesca Romana con arredi tradizionali

Posizione e Dintorni: Esplorare Trastevere

Situata nel quartiere di Trastevere, la Casa di Santa Francesca Romana vanta una posizione invidiabile vicino a numerosi bar e ristoranti. È un ottimo punto di partenza per visitare molti luoghi e monumenti famosi che si trovano nelle vicinanze, tra cui San Pietro, il Colosseo, Piazza di Spagna, Piazza Navona e molti altri.

Scoprirlo non è sempre facile: se si viene sviati dall’onnisciente Google Maps, si rischia di passare davanti all’entrata senza accorgersi e rimanere piacevolmente intrappolati tra i vicoli, dando luogo al classico loop “trasteverino”. L’Ospitale è aperto dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18:30.

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