Martin Lutero e l'origine della Chiesa Riformata

La figura di Martin Lutero rappresenta uno dei momenti di svolta più significativi della storia europea. Nel 1517 Lutero rese pubbliche le celebri Novantacinque tesi contro la pratica della vendita delle indulgenze. Questo gesto segnò l’inizio di una crisi religiosa che avrebbe portato alla frattura dell’unità della Chiesa cattolica occidentale. Tuttavia, la Riforma non può essere interpretata soltanto come un evento teologico o religioso. Molti studiosi hanno evidenziato come l’ascesa della borghesia urbana e mercantile abbia contribuito a creare un terreno favorevole alla diffusione delle idee riformatrici.

Martin Lutero nacque a Eisleben, nell'odierno Land di Sassonia-Anhalt, nella notte del 10 novembre 1483. I suoi ascendenti erano contadini. L'ambiente in cui crebbe Lutero era cattolico, severo, ma anche rozzo e volgare. Nel 1497 Lutero frequentò la scuola di latino a Magdeburgo, presso i Fratelli della vita comune. Fu nella biblioteca di tale istituto che lesse per la prima volta la Bibbia: "Mi piacque moltissimo" -disse- "e volevo ritenermi abbastanza fortunato da possedere un giorno quel libro".

Un evento del luglio 1505 indirizzò il suo futuro: mentre era in viaggio fu sorpreso da un violento temporale alle porte di Stotterheim. Il 17 luglio 1505, a ventidue anni, entrò nel convento agostiniano di Erfurt, dove approfondì e studiò con cura le lettere di san Paolo e gli scritti religiosi di sant'Agostino. Qui, nel 1507, fu ordinato sacerdote, nonostante la contrarietà del padre. Il giovane frate agostiniano si dedicò agli studi teologici e alla pratica delle virtù conventuali. Pertanto, nel 1508, Lutero iniziò a insegnarvi dialettica e fisica, leggendo e commentando l'Etica Nicomachea di Aristotele. Negli anni seguenti proseguì i suoi studi di teologia e delle Sacre Scritture.

Il viaggio a Roma e la crisi interiore

Nel 1510 fu inviato a Roma in rappresentanza del suo convento. A differenza di quanto riportato da diverse fonti, non rimase troppo scandalizzato per la condotta del clero, anche se alcuni storici sostengono che fin dal suo arrivo ebbe delusioni di vario genere, soprattutto da parte dei preti locali. Essi lo colpirono per la "crassa ignoranza e la frivolità". Egli inorridiva nel sentir dire che i quartieri malfamati erano frequentati da ecclesiastici.

Nato e cresciuto in un tempo e in luogo in cui a dominare era ancora una religiosità medievale, cupa e rigida, basata principalmente sui comandamenti divini e sulla conseguente paura del peccato e della dannazione eterna, Martin Lutero da un certo momento in poi sentì crescere dentro di sé una crisi interiore mista a un senso di inadeguatezza per il ruolo di insegnante di teologia che da qualche anno ricopriva all’Università di Wittenberg.

La scoperta della giustificazione per fede

Un giorno, mentre stava ripensando a quanto detto ai suoi alunni a proposito dell’Epistola ai Romani di San Paolo, si accorse che un passo del testo paolino gli stava indirettamente suggerendo la soluzione all’angoscioso problema della salvezza. I fondamenti della dottrina luterana si basano su questa scoperta. Lutero si sentì rinascere, quasi come se fosse entrato in paradiso. La giustizia divina, al dunque, non andava intesa come giudizio e punizione ma come dono della grazia offerto al peccatore, il quale doveva essere in grado di riconoscere la propria indegnità e affidarsi alla misericordia di Cristo. L’onnipotente, e lui solo, ci avrebbe concesso la Grazia e la Salvezza giustificandoci. È questo il punto centrale di tutta la dottrina luterana: Lutero infatti per «giustificare» intende il senso letterale del termine (iustum facere): essere resi giusti, visto che per natura siamo ingiusti e nasciamo con il peccato originale.

Lo studio delle lettere di San Paolo a Wittenberg portò Lutero a elaborare una nuova comprensione della giustizia di Dio, che ora intendeva come iustitia passiva. Negli anni passati a Wittenberg la riflessione luterana sul rapporto tra Dio e uomo si fece sempre più intensa. Lutero viveva una religiosità di tipo medievale. Egli non condivideva la crisi della religiosità tradizionale, tipica di una cultura rinascimentale che non gli apparteneva: era un uomo del passato e viveva la fede come i suoi antenati.

Tra la fine del 1512 e l’inizio del 1514 Lutero provò l’esperienza della torre (Turmerlebnis): un’improvvisa rivelazione, cioè l’assioma fondamentale della religione protestante, come egli stesso racconta gli venne in mente mentre si trovava nella torre del convento, leggendo e meditando sulla lettera di san Paolo ai Romani. Lo studio della Bibbia, la preghiera e la meditazione aiutarono dunque Lutero a pervenire a un intendimento diverso di come Dio considera i peccatori. Da qui derivò l’idea che il favore di Dio non è qualcosa che si possa guadagnare, ma viene concesso per immeritata benignità a coloro che manifestano fede. Nella teologia paolina infatti l’apostolo sostiene che se noi avremo fede saremo giustificati da Dio per i meriti di nostro signore Gesù Cristo. Dio, e lui solo, ci darà la grazia, la salvezza giustificandoci. È l’onnipotenza divina che è in grado di fare questo: trasformare il nero in bianco, rendere giusto ciò che per sua natura è profondamente ingiusto. È inutile che l’uomo "con le sue corte braccia" tenti di raggiungere Dio. L’uomo non può lusingare Dio con le buone opere, tanto più che il peccato originale lo porterà di nuovo irrimediabilmente a peccare. Tutto dipende da Lui, che interviene direttamente sull’uomo.

Lutero riesaminò mentalmente l’intera Bibbia per determinare se questa nuova conoscenza fosse in armonia con altre dichiarazioni bibliche, e ritenne di trovarne ovunque la conferma. È dunque esclusivamente Dio che salva poiché, in quanto onnipotente, è in grado di trattare come giusto ciò che per sua natura è ingiusto. Infatti per i protestanti è solo la grazia di Dio che salva, attraverso la fede.

Una seconda differenza sta nel fatto che per la teologia cattolica la giustificazione è un effetto reale operato nel fedele dalla grazia di Dio, mentre per la teologia luterana, la giustificazione del fedele è la stessa grazia di Dio, ossia è uno dei modi in cui Dio può decidere di considerare un peccatore: il modo di considerarlo come giustificato. Mentre il cattolico, tramite i sacramenti, può presumere di avere ottenuto il perdono ed essere in grazia di Dio, il luterano ne è certo, basato sulle stesse promesse divine nelle Scritture, il cui Autore, Dio stesso, non può mentire.

Illustrazione del concetto di giustificazione per fede secondo Lutero

La critica alle indulgenze e le 95 tesi

La dottrina luterana si rifaceva a un'interpretazione letterale del pensiero di san Paolo che mal si conciliava con la consuetudine ecclesiastica di concedere tramite la Chiesa, depositaria dei "tesori di Cristo", il perdono ai peccatori pentiti con la vendita dell’indulgenza che simboleggiava il sincero pentimento e le buone opere (in questi casi il denaro o la cessione di altri beni) da compiere per essere perdonati e ottenere una remissione delle pene. All'epoca si credeva generalmente che dopo la morte i peccatori venissero puniti con le sofferenze in Purgatorio, per un determinato periodo di tempo, a seconda della gravità del peccato.

La predicazione contro la vendita delle indulgenze fu, quindi, il primo atto "riformatore" intrapreso da Lutero. Tutta la questione era nata due anni prima con la bolla Sacrosancti Salvatoris et Redemptoris, emessa il 31 marzo 1515 da papa Leone X, con la quale questi nominava il principe Alberto di Brandeburgo commissario delle indulgenze per un tempo di otto anni. Scopo del principe era quello di ottenere la prestigiosa carica di arcivescovo di Magonza che effettivamente ottenne (nel 1516) dietro un pagamento di diecimila ducati finanziati dalla casa d’affari della famiglia Fugger.

Sempre nel 1516 Lutero iniziò le lezioni sull'Epistola ai Galati. Nel 1517 il principe Alberto di Brandeburgo, ora anche arcivescovo di Magonza, incaricò il frate domenicano Johann Tetzel di predicare le indulgenze nei suoi domini. Il principe Federico e il suo confinante, il duca Giorgio di Sassonia "il Barbuto", vietarono a Tetzel l'ingresso nelle loro terre, soprattutto per difendere i propri interessi dalla concorrenza del frate, dato che entrambi godevano dell'autorizzazione papale per la vendita delle indulgenze nei rispettivi territori. Tuttavia, quando il frate domenicano giunse a Jüterbog (Brandeburgo) nelle vicinanze di Wittenberg, i parrocchiani di Lutero si misero in viaggio per acquistarle. Lutero giudicò la predicazione di Tetzel assurda sotto ogni punto di vista e decise di contrastarla per iscritto.

La tradizione racconta che il 31 ottobre 1517 Lutero (o più probabilmente i suoi studenti, addirittura all'insaputa del maestro) abbia affisso sulla porta della chiesa di Wittenberg, com'era uso a quel tempo, 95 tesi in latino riguardanti il valore e l'efficacia delle indulgenze. L'affissione delle 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg (Schloßkirche) è considerata l'inizio della Riforma protestante. Questa data viene ricordata ogni anno dalla chiesa luterana durante la Festa della Riforma. Le tesi provocarono una grande disputa.

Le critiche di Lutero si indirizzavano soprattutto contro la vendita delle indulgenze, cioè la vendita per denaro della salvezza dell’anima nell’Aldilà. La Chiesa sosteneva che, pagando una somma di denaro, i fedeli potessero ottenere la remissione dei peccati e l’accesso al Paradiso. Nel 1517 era in corso una grande commercio di indulgenze per finanziare la costruzione della Basilica di San Pietro e i sacerdoti non si facevano scrupoli di usare spregiudicati slogan propagandistici per aumentare le vendite. Più in generale, la chiesa del tempo era in molti casi inefficiente, anche perché spesso vescovi e sacerdoti sceglievano la carriera ecclesiastica per interesse personale e non per convinzione spirituale. Lutero, con le 95 tesi, intendeva protestare conto il malcostume e guadagnò il sostegno di alcuni settori della popolazione tedesca.

Le 95 tesi di Lutero, che avrebbero poi rappresentato il manifesto della Riforma protestante, dopo essere state affisse anche alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, avrebbero acceso nel corso degli anni un enorme e duraturo dibattito accademico negli ambienti religiosi di tutta Europa. Lutero invitato a comparire davanti al capitolo dell'ordine agostiniano a Heidelberg, dove triennalmente si riuniva, passava a illustrare in 40 tesi le sue teorie: la "teologia della croce".

Copertina delle 95 tesi di Martin Lutero

Lo scontro con la Chiesa e la scomunica

Lo scontro con le alte gerarchie ecclesiastiche fu inevitabile. La fama del frate ribelle si diffuse in tutta la Sassonia elettorale. Nel gennaio del 1518 giunse a Roma l’annuncio della discussione proposta da Lutero con le sue tesi. Papa Leone X ordinò la trasmissione dell’incartamento al generale vicario dell’ordine degli agostiniani con l’annotazione di tenere tranquillo Lutero. Johann Tetzel attaccò duramente il Sermone sull'indulgenza e la grazia scritto in tedesco dal teologo di Wittenberg, ma il sermone ebbe subito un notevole successo con ben ventuno ristampe prima del 1520.

Lutero ebbe sessanta giorni di tempo per presentarsi a Roma e contestare l’accusa di aver diffuso idee erronee. Tuttavia, la paura fondata di essere arrestato e condannato senza alcuna possibilità di spiegare le proprie ragioni, spinse Lutero a rivolgersi al principe Federico per ottenere garanzie e protezione. Fu quindi deciso di spostare il processo in Germania, ad Augusta, dove in quel periodo si sarebbe tenuta la dieta omonima. Lutero sarebbe stato ricevuto dal legato pontificio il cardinale Tommaso De Vio detto il "Caetano". Onde tutelare l’incolumità di Lutero, il principe Federico ottenne un salvacondotto dal futuro imperatore Carlo V che ne garantiva l’intoccabilità fino al ritorno a Wittenberg.

Il cardinal Caetano cercò di ottenere da Lutero una pubblica e completa ritrattazione, ma poiché quest’ultimo non si considerava un eretico, rifiutò la richiesta del legato invocando inizialmente la protezione del Papa contro i calunniatori e i nemici. Va detto, infatti, che fino a quel momento Lutero non aveva mai auspicato una frattura del mondo cristiano e tutti gli scritti di quel periodo dimostrano un chiaro intento di riformare dall’interno la dottrina della Chiesa, che ai suoi occhi aveva smarrito la missione assegnatale da Cristo. Non deve quindi stupire il suo appello al Papa, come non deve stupire il fatto che tale appello venne rifiutato e le tesi di Lutero respinte dal Caetano.

Papa Leone X fece recapitare a Martin Lutero una bolla papale dal titolo Exsurge Domine con la quale lo ammoniva e lo esortava a ritrattare entro sessanta giorni le sue tesi, altrimenti lo avrebbe scomunicato. Lutero bruciò pubblicamente a Wittenberg la bolla con la quale il papa gli ingiungeva la ritrattazione. Leone X procedette perciò alla scomunica e il conflitto divenne insanabile. Di fatto, la Riforma sottraeva chi l’accettava all’autorità del papa e della Chiesa di Roma.

Invitato a ritrattare le sue tesi e le sue posizioni critiche contro Roma, Lutero rifiutò e nel 1521 fu scomunicato per eresia da Leone X con la bolla Decet Romanum Pontificem, che strappò e bruciò in piazza davanti a tutti.

Documentario ITA - Martin Lutero

La Dieta di Worms e la nascita della Chiesa Riformata

Nell’aprile del 1521 l’imperatore Carlo V invitò Martin Lutero alla dieta imperiale di Worms per interrogarlo. L’Elettore della Sassonia Federico il Saggio aveva ottenuto per Lutero un salvacondotto. Interrogato se volesse revocare i suoi scritti, Lutero rispose di no, a meno che non dimostrassero che in base alla Sacra Scrittura aveva sbagliato e terminò il suo intervento con le famose parole: "Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen".

"Quando nell'aprile 1521 si presentò a Worms per essere processato alla dieta imperiale presieduta dal ventunenne Carlo V, Lutero non era più un oscuro frate ribelle, ma il campione di una proposta politico-religiosa contro Roma di grande interesse per molti principi tedeschi". Di fronte alla richiesta dell’imperatore di ritrattare, Lutero rispose "Qui sto saldo. Non posso fare altrimenti", segnando così una frattura definitiva nel cuore dell’Europa.

Sulla strada del ritorno da Worms, Federico il Saggio gli salvò la vita, facendolo rapire con un finto assalto e nascondendolo nel castello “Wartburg” sotto il nome di Junker Jörg, dove poi Lutero tradurrà il Nuovo Testamento dal greco in tedesco. Martin Lutero ritorna a Wittenberg per calmare le agitazioni provocate da alcuni sostenitori radicali.

La Riforma protestante cambiò completamente l’aspetto culturale, religioso, sociale e politico dell’Europa, ed è spesso associata all’inizio dell’Età moderna. La Chiesa dominava l’Europa medievale, essendo l’unica autorità per quanto riguardava le questioni spirituali. Con l’aumentare della sua potenza, entrarono nella sua sfera di influenza anche la politica e la cultura. Col tempo, il papa divenne una presenza politica significativa che, in linea di massima, si occupava più degli affari mondani che di quelli religiosi.

In Germania si diceva non a caso "Roma veduta, fede perduta" e Lutero ne ebbe la conferma visitando la città tra il 1511 e il 1512. Contro le indulgenze. In terra tedesca la Chiesa di Roma aveva infatti immense proprietà terriere e dai contadini di quelle lande riceveva la decima, cioè la decima parte del loro reddito. Inoltre, in quello scorcio iniziale di XVI secolo, si aggiunse la vendita delle indulgenze, una pratica antica che prevedeva che il fedele pagasse una somma di denaro perché la Chiesa cancellasse i suoi peccati davanti a Dio. Quello spettacolo della fede ridotta a compravendita convinse Lutero ancora di più che "è meglio donare un centesimo al proprio prossimo che costruire a san Pietro una chiesa tutta d’oro; la prima cosa infatti è comandata da Dio, la seconda no". Non si poteva comprare la salvezza che si riusciva a raggiungere solo con la fede, la grazia di Dio e la conoscenza. Non servivano opere pie, devozioni, mortificazioni della carne e neppure il papa poteva rimettere i peccati.

Il suo voleva essere un invito alla discussione teologica come si usava nelle università dell’epoca. Si sviluppò invece un incendio inatteso. In Germania mancava un potere forte che fosse in grado di difendere gli interessi politici tedeschi contro l’abile politica di rafforzamento della monarchia papale perseguita da Roma. Anche per queste ragioni le opinioni di Lutero si propagarono in brevissimo tempo a macchia d’olio al di fuori degli ambienti conventuali e universitari. Nel giro di pochi mesi le 95 tesi furono tradotte, stampate, diffuse anche tra i digiuni di latino.

La battaglia di Lutero aveva suscitato in tutta la Germania un’immensa eco. Furono stampate oltre trecentomila copie dei suoi scritti e dove non arrivava la parola scritta c’erano le predicazioni dei numerosi ecclesiastici convertiti che dipingevano il papa come l’anticristo, la Chiesa di Roma come una meretrice, Lutero come il profeta inviato da Dio per il grande cambiamento dell’umanità.

Il livore accumulato per generazioni contro vescovi, monasteri e conventi si liberò intanto tutto assieme. Il messaggio luterano fu letto anche come un invito alla spoliazione delle proprietà ecclesiastiche. Le chiese furono spogliate dei loro arredi, il culto dei santi, delle reliquie e della Madonna fu negato, la liturgia cattolica venne abbandonata. Lutero voleva una riforma e si ritrovò a gestire una rivoluzione, religiosa ma anche politica. Perché molti lessero nelle sue parole anche la volontà di sovvertire l’ordine sociale e le sue gerarchie. Insorsero allora, tra il 1521 e il 1523, i cavalieri, cioè la piccola nobiltà, ma vennero schiacciati dagli eserciti dei principi. Rivendicavano maggiori libertà, più diritti e meno vincoli nei confronti dei signori ma rappresentavano un sovvertimento inaccettabile non solo per i principi tedeschi, ma anche per Lutero "la cui fede liberatrice non concepiva il sovvertimento dell’ordine sociale né la rivolta al potere secolare". Dio stesso aveva affidato il governo del mondo a principi e magistrati e quindi il padre della Riforma scrisse parole terribili contro i rivoltosi: "Chiunque sia un sedizioso sia messo al bando da Dio e dall’imperatore, cosicché chi per primo voglia ucciderlo agisce rettamente. L’Europa è divisa in due. L’ordine sociale fu salvo anche se al prezzo di legare sempre di più la Riforma ai principi tedeschi, gli unici che però potevano proteggere Lutero e i suoi seguaci dalla reazione del papa e dell’imperatore.

Con il termine Riforma protestante (1517-1648), ci si riferisce ai grandi sconvolgimenti religiosi, culturali e sociali nell'Europa del XVI secolo, che frantumarono l’egemonia della Chiesa medievale, permettendo le interpretazioni personali del messaggio cristiano e che portarono alla nascita dei moderni stati-nazione. La Riforma protestante cambiò anche il corso della tenuta dei registri. Negli anni successivi alle 95 tesi di Martin Lutero, cominciarono a spuntare chiese protestanti in tutte le zone di lingua tedesca del Sacro Romano Impero e altrove. La maggioranza si allineò agli insegnamenti di Martin Lutero e si riconobbe come luterana. La nuova religione si diffuse e presto la maggior parte della Scandinavia si convertì al luteranesimo.

Principi fondamentali della Riforma

Sacerdozio universale

Per ricevere la grazia divina non occorre la mediazione di un clero istituzionalizzato.

I Sacramenti

I sacramenti sono ridotti al battesimo e all’eucaristia, gli unici secondo Lutero a essere menzionati nel Vangelo come istituiti da Cristo stesso. Degli altri cinque sacramenti della Chiesa cattolica, Lutero ha opinioni differenti; alcuni, come la Confessione, sono mantenuti anche se senza l’intermediazione di un ministro, altri, ad esempio l’Estrema Unzione, sono relegati a pure superstizioni. Essi sono in ogni caso validi solo se c’è l’intenzione soggettiva del fedele, quindi perdono il loro valore oggettivo.

L'Eucaristia

Lutero inoltre ritiene che nel sacramento eucaristico, a differenza della dottrina cattolica che afferma che si manifesti la transustanziazione, avvenga che il pane e il vino al tempo stesso mantengano la loro natura fisica e divengano anche sostanza del corpo e del sangue del Cristo. Questa dottrina viene denominata da Lutero Unione sacramentale (sakramentliche Einigkeit), e in ambito perlopiù non luterano è nota come consustanziazione.

Libero esame

Ciascun fedele deve leggere di persona i testi sacri, e non lasciare spiegarseli dai preti.

Predestinazione

La salvezza dell’anima era decisa da Dio e non dipendeva dalle opere, cioè da quello che gli uomini facevano durante la vita terrena.

Schema riassuntivo dei principi della Riforma Luterana

Diffusione della Riforma

La Riforma si diffuse oltre i confini della Germania, sia seguendo il modello luterano, sia alcune varianti. In Svizzera si affermarono le dottrine di Ulrich Zwingli a Zurigo e, soprattutto, quella di Giovanni Calvino a Ginevra, che proponeva una interpretazione molto rigida del principio di predestinazione. Il calvinismo si diffuse anche in Scozia, in alcune regioni della Francia e in altri territori. In Inghilterra, invece, nel 1534 ebbe luogo lo scisma anglicano, con il quale il sovrano Enrico VIII decise di non riconoscere l’autorità di Roma e di accettare alcuni principi della Riforma.

L'Europa, in sostanza, perse l’unità religiosa. La Riforma si affermò nei Paesi del Nord, in parti della Germania e della Francia, in Svizzera, in Gran Bretagna. Circa un terzo della popolazione europea apparteneva alle confessioni riformate e non riconosceva più l’autorità della Chiesa di Roma. La Riforma, pertanto, fu la più grave scissione del mondo cristiano dopo lo Scisma d’Oriente del 1054, dal quale era nato il cristianesimo ortodosso. Il papato rispose con la “Controriforma” (o riforma cattolica), cercando di eliminare il malcostume che affliggeva la Chiesa e modificando la liturgia. Le guerre di religione continuarono per oltre un secolo e terminarono solo con la fine della Guerra dei trent’anni nel 1648.

La Riforma protestante ebbe effetti profondi a tutti i livelli. Il tasso di alfabetizzazione migliorò sensibilmente e l’istruzione divenne una priorità, dato che i protestanti erano incoraggiati a leggere la Bibbia per conto proprio. Fu istituito il concetto di propaganda e usato per sostenere programmi personali o di gruppo. La stampa a caratteri mobili e la produzione di massa di libri divenne un tratto centrale della società. Anche l’Età delle scoperte geografiche fu caratterizzata dalla Riforma, poiché gli europei, cattolici o protestanti che fossero, colonizzarono il cosiddetto Nuovo Mondo in nome delle proprie fedi.

La Chiesa cattolica reagì con la Controriforma. Parte di questa risposta fu una serie di incontri noti come il Concilio di Trento. Iniziato nel 1545, questo concilio ribadì alcune dottrine e pratiche della Chiesa cattolica, aggiustandone altre. Gli effetti della Riforma protestante sulla società sono impressionanti. Oltre all’ovvio impatto sulla religione, tale riforma portò anche a grandi cambiamenti negli equilibri del potere in Europa. Mise in discussione l’autorità della Chiesa cattolica e del Papa, rafforzando al contempo il potere dei regnanti locali. Cento anni dopo, una delle guerre più costose mai combattute nella storia, la Guerra dei trent’anni (1618-1648), dilaniò l’Europa in lungo e in largo. Fu causata dagli scismi religiosi originatisi con la Riforma.

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