Il Museo Regionale di Messina: un viaggio tra capolavori e misteri

Il Museo Regionale di Messina rappresenta una delle istituzioni culturali più significative del Mezzogiorno d'Italia. Originariamente ospitato, fino al 2017, nei locali dell'Ex Filanda Barbera-Mellinghoff, un edificio tardo ottocentesco selezionato come sede museale dopo il terremoto del 1908, il museo ha traslocato in una nuova struttura. Questa moderna sede, progettata negli anni '70 e inaugurata nel 2017, ha dato vita al Mu.Me. - Museo Regionale Interdisciplinare di Messina.

Vista esterna del Museo Regionale di Messina (Mu.Me.)

Un patrimonio artistico di eccezionale valore

La collezione del museo vanta opere di inestimabile valore, spaziando dal XII al XVIII secolo, con capolavori di maestri del calibro di Antonello da Messina, Girolamo Alibrandi, Polidoro da Caravaggio e Caravaggio (Michelangelo Merisi). Questi artisti hanno profondamente segnato la cultura artistica messinese e siciliana.

Le opere di Caravaggio

Tra i numerosi capolavori conservati, spiccano due dipinti di Caravaggio: L'Adorazione dei pastori e La Resurrezione di Lazzaro. Queste opere sono un punto di riferimento imprescindibile per gli amanti dell'arte caravaggesca.

Caravaggio,

I capolavori di Antonello da Messina

La sezione dedicata ad Antonello da Messina presenta opere di grande rilievo, tra cui il maestoso Polittico di S. Gregorio e la commovente Madonna col bambino benedicente, testimonianze della sua raffinata tecnica e profonda spiritualità.

Antonello da Messina,

Oltre la pittura: scultura, arte decorativa e reperti archeologici

Il Museo Regionale di Messina non si limita alla pittura, ma offre un panorama artistico più ampio. Sono esposte opere scultoree di notevole interesse, tra cui rilievi in altorilievo su marmo e portali monumentali ricostruiti. L'arte decorativa lignea è rappresentata da un prezioso quattrocentesco Crocifisso ligneo di ignoto maestro, in stile catalano.

Particolarmente affascinante è la sezione dedicata alle opere realizzate con tecnica a mosaico da maestranze messinesi. Tra queste, spiccano la Madonna in trono di epoca angioina e la più celebre Madonna della Ciambretta, un capolavoro duecentesco frutto del lavoro di maestranze bizantine e locali.

Mosaico medievale:

La collezione archeologica del museo arricchisce ulteriormente l'esperienza del visitatore. Tra i reperti più suggestivi si annovera il rostro di un'antica nave militare romana, scoperto e recuperato nel 2008 in località Acqualadroni. La particolarità di questo ritrovamento risiede nella presenza dei resti della prora dell'antica nave, un elemento di eccezionale rarità. L'ipotesi più accreditata collega questo reperto allo scontro di Nauloco, avvenuto nel 36 a.C. presso Milazzo.

Rostro di nave romana rinvenuto nel mare di Messina

Polidoro da Caravaggio e la scultura del Cinquecento

Uno studio approfondito della scultura messinese del Cinquecento e dei relativi modelli di riferimento ha permesso di individuare significative relazioni tra alcuni fogli del corpus grafico prodotto da Polidoro da Caravaggio e dalla sua bottega durante il suo soggiorno messinese, e diverse opere scultoree realizzate da artisti attivi nella stessa città tra il XVI e il XVII secolo. Emerge una notevole influenza del pittore lombardo, allievo di Raffaello, sul campo della scultura. Polidoro da Caravaggio, infatti, si impegnò a Messina nella prestigiosa impresa di allestire gli apparati effimeri per il passaggio di Carlo V, un'esperienza che lo vide cimentarsi nella fusione delle arti.

Polidoro Caldara, nato nel 1499 nella medesima cittadina bergamasca di Michelangelo Merisi, fu allievo del grande Raffaello Sanzio. Giunto a Messina nel 1528, vi risiedette fino alla morte, avvenuta intorno al 1543. Durante la sua permanenza, realizzò numerosi dipinti manieristici, molti dei quali sono ancora conservati in varie parti della Sicilia.

Opera attribuita a Polidoro da Caravaggio o alla sua bottega

Scultura del Quattrocento e del Cinquecento: influenze e innovazioni

Il museo ospita anche importanti opere scultoree del periodo rinascimentale. Tra queste, una Madonna col Bambino in marmo realizzata dallo scultore dalmata Francesco Laurana (1420-1502) durante la sua permanenza in Sicilia. Una caratteristica poco comune di questa statua è la presenza di tonalità di colore, come i capelli dorati della Vergine e i risvolti scuri del suo mantello, una scelta stilistica inusuale per le statue marmoree dal Medioevo in poi, che solitamente venivano lasciate nel loro candore, a differenza dell'età antica dove le statue erano dipinte in ogni dettaglio.

Un'altra opera di rilievo è la statua di Santa Caterina d'Alessandria dello scultore Giovan Battista Mazzolo (realizzata intorno al 1520), anch'essa caratterizzata da capelli colorati in oro e bordi della tunica in nero e oro, seguendo uno stile innovativo per l'epoca.

Scultura rinascimentale:

Curiosità e reperti enigmatici

Il Museo Regionale di Messina custodisce anche opere che rivelano lo spirito dei loro tempi e sollevano interrogativi storici. Un esempio è un quadro molto colorato di Pietro Sollima, pittore della prima metà del '600, che rappresenta un'allegoria del Rosario. L'opera raffigura un albero al centro del quale si trova la Madonna col Bambino, attorniata da angeli e santi, con le rappresentazioni dei vari misteri che pendono dai rami come frutti.

Per gli appassionati di storia e aristocrazia, è possibile ammirare una straordinaria carrozza dorata del XVIII secolo, utilizzata dal senato messinese. Realizzata nel 1742 dall'artigiano Domenico Biondo e arricchita con dipinti del pittore Letterio Paladino, la carrozza è un esempio magnifico di arte e artigianato dell'epoca.

Carrozza dorata del XVIII secolo

Non mancano reperti enigmatici, come le "croci patenti", simili a quelle dei cavalieri templari, scolpite non solo su reperti medievali, ma anche su un sarcofago di età antica conservato nella sezione archeologica.

Un altro elemento di curiosità è un capitello di epoca medievale, proveniente dalle rovine dell'antico duomo, che presenta decorazioni raffiguranti quelle che sembrano pannocchie di mais. Questo dettaglio è particolarmente intrigante, dato che il mais è un cereale originario del Nuovo Mondo, ufficialmente scoperto solo dopo l'età medievale. Sebbene l'ipotesi più scettica suggerisca che si tratti di gigli stilizzati, alcuni archeologi e storici dell'antichità ipotizzano contatti sporadici tra civiltà antiche e il continente americano, supportati da ritrovamenti di ananas in affreschi e mosaici pompeiani. Questo solleva la domanda se, seguendo la scia dei Vichinghi, qualche nave possa essere giunta sulle coste americane prima di Colombo, portando in Europa elementi come la pannocchia di mais.

Capitello medievale con decorazioni che ricordano il mais

Informazioni pratiche

Il Museo Regionale di Messina si trova in via Libertà 465. È facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria con il tram n. 28, che ferma dinanzi all'edificio.

Orari di apertura:

  • Dal martedì al sabato: ore 9:00 - 19:00
  • Domenica: ore 9:00 - 13:00
  • Lunedì: chiuso

Prezzo del biglietto:

  • Intero: 9 euro
  • Ridotto: 4,50 euro

In determinati giorni dell'anno, come la prima domenica del mese, l'ingresso è gratuito.

tags: #immacolata #di #polidoro #da #caravaggio #nei