San Raffaele Arcangelo: Il Medico Celeste e Guida delle Anime

Tra i tre arcangeli menzionati nella Bibbia, San Raffaele Arcangelo si distingue come messaggero della divina medicina. Il suo nome, di origine ebraica, significa infatti "Dio guarisce" o "medicina di Dio" (Raphà-el vuol dire "Dio ha guarito"), racchiudendo in sé la sua missione di portare sollievo sia al corpo che allo spirito. A differenza di Michele, che difende, e Gabriele, che proclama, Raffaele consola e si presenta come strumento di Dio per ogni tipo di riparazione e aggiustamento, implicando una trasformazione in meglio sia a livello fisico che psichico. Per questo è definito l'angelo "taumaturgo", capace di operare guarigioni fisiche e spirituali. Nella Sacra Scrittura, Raffaele si contrappone al demonio Asmodeo, il cui nome significa "colui che fa morire".

Rappresentazione di San Raffaele Arcangelo con Tobia e il pesce

Raffaele nel Libro di Tobia: L'Arcangelo Guaritore e Compagno di Viaggio

La storia dell'arcangelo Raffaele è profondamente intrecciata con quella di Tobia, narrata nel libro vetero-testamentario di Tobia. Sin dalle cronache dell'Antico Testamento si raccontano guarigioni miracolose per intercessione dell'Arcangelo Raffaele, che è protagonista per la prima volta di un miracolo proprio in questo testo.

La Cecità di Tobi e il Viaggio di Tobia

Il padre Tobi, uomo giusto nella terra dell'esilio, è immagine del giusto perseguitato che, pur tra le rovine della patria, non dimentica la legge del Signore. Egli offriva le decime, soccorreva i poveri e seppelliva i morti abbandonati. Per la sua pietà, venne provato nella carne con la cecità, una cecità che è parabola viva: l'uomo fedele non sempre vede, eppure continua a camminare nella luce della Legge. Durante il periodo dell'esilio a Ninive, Tobi, un deportato della Tribù di Neftal, nonostante la sua bontà e la sua premurosa attenzione verso i defunti a cui dava degna sepoltura, divenne cieco. Sua moglie Anna, di fronte a questa prova dolorosissima, gli chiese: "Dove sono le tue elemosine? Dove sono le tue opere buone? Ecco, lo si vede come sei ridotto" (Tb. 2, 14).

Ma Tobi non si scoraggiò, anzi inviò suo figlio Tobia nel paese di Media per farsi restituire del denaro che anni prima aveva affidato in custodia ad un suo fidato parente. Poiché Tobia non conosceva la strada, venne assunto come guida un misterioso personaggio che disse di chiamarsi Azaria, ma in realtà era l'angelo Raffaele, mandato da Dio in soccorso di quella famiglia devotissima agli angeli del Signore. Al figlio che partiva, Tobi augurò: "Dio, che è nei cieli, vi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni con la sua protezione, o figliolo!" (Tb. 5, 17). E alla moglie che piangeva per il viaggio del figlio, disse: "Non stare in pensiero, non temere per loro, o sorella. Un buon angelo infatti lo accompagnerà, riuscirà bene il suo viaggio e tornerà sano e salvo" (Tb. 5, 22).

L'autore del libro, con grande arguzia, conduce la narrazione ad un duplice livello: ciò che Tobia percepisce e ciò che Raffaele sta effettivamente facendo. Sotto il nome di Azaria, "colui che Dio aiuta", l'Arcangelo Raffaele si fa guida e custode. Non veste d’oro né di luce, ma di umiltà, quasi a ricordare che l’angelo di Dio non si impone allo sguardo ma si nasconde, per far risplendere solo la verità che porta.

La prima sera del viaggio, Tobia andò a pescare nel Tigri e un grosso pesce quasi lo trascinò in acqua. Raffaele gli disse di non lasciarselo sfuggire perché conteneva utili medicamenti, e così Tobia conservò il cuore, il fegato ed il fiele, secondo le indicazioni dell'angelo. Il fiume Tigri si apre come scenario di rivelazione: il pesce che assale il giovane è figura del male che insidia l’uomo, ma nelle mani del fedele diventa medicina. Questa è la pedagogia celeste: ciò che spaventa può diventare rimedio, e ciò che minaccia può guarire. Così Raffaele insegna al giovane a custodire il cuore, il fegato e il fiele: una misteriosa farmacia che il cielo prepara attraverso la natura.

La Liberazione di Sara e il Matrimonio

La storia si allarga alla casa di Raguel, dove dimorava Sara, piagata da un dolore segreto: sette mariti, sette morti, sette notti di vergogna e di pianto. Qui il demonio Asmodeo si erge come simbolo della cupidigia sterile che distrugge l’amore. Nello stesso momento, nella regione di Media, Sara stava chiedendo di morire perché il demone Asmodeo le aveva ucciso ben sette mariti, la prima notte di nozze. "In qual medesimo momento la preghiera di tutti e due fu accolta davanti alla gloria di Dio e fu mandato Raffaele a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare a Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo" (Tb. 3, 17).

Raffaele fece prosperare il viaggio di Tobia, che recuperò il denaro dal parente e, seguendo i consigli dell'angelo, sposò Sara. La prima notte di nozze, Tobia bruciò il fegato ed il cuore del pesce, producendo un fumo capace di far fuggire il demone Asmodeo, "che fuggì nelle regioni dell'alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi" (Tb. 8, 3). Il fuoco purificato dal cuore e dal fegato del pesce, offerti dal consiglio dell’angelo, respinse l’antico avversario e preparò il talamo nuziale come luogo di benedizione. In Sara che ritrovò dignità e in Tobia che ricevette la sposa secondo la Legge, l’amore si fece sacramento e immagine dell’Alleanza.

La Guarigione di Tobi

Tobia tornò al padre e portò con sé il rimedio atteso. Il fiele del pesce, applicato sugli occhi di Tobi, sciolse le tenebre e restituì la vista. Questo è il compito di Raffaele: ricondurre la luce dove c’è cecità, riconciliare il cuore spezzato e rendere la famiglia segno visibile della misericordia di Dio. Solo allora, quando l’opera fu compiuta, il viandante rivelò il suo volto: “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che stanno sempre pronti ad entrare alla presenza della gloria del Signore” (Tb 12,15). Non chiese ricompensa, ma innalzò l’inno: “Benedite Dio e proclamate le sue meraviglie”. Così l’angelo scomparve, ma resta l’eco della sua presenza: ogni pellegrino, ogni giovane che lascia la casa, porta con sé la speranza di un compagno invisibile che lo guidi e lo custodisca.

L'Angelo "Taumaturgo": Guaritore di Corpi e Anime

Raffaele è considerato l’angelo taumaturgo e, a questo titolo, è uno dei santi patroni dei medici e dei farmacisti, proprio per aver trovato il rimedio per guarire la cecità del vecchio Tobi. I compiti principali attribuiti all'arcangelo Raffaele provengono fondamentalmente dal libro di Tobia: lo scacciare il demonio Asmodeo e il guarire la cecità di Tobi. Per questi motivi, dovrebbe essere particolarmente invocato dai sacerdoti esorcisti e dai medici oculisti. Origene scrive che l'arcangelo Raffaele: "A causa dei suoi poteri taumaturgici è raffigurato da alcuni come un serpente; appare insieme con Michele e Gabriele per guarire Abramo, cura perfino i mali spirituali".

Rimedio per il Corpo: L'Angelica e Altre Leggende

Delle doti di guaritore fisico di Raffaele si parla anche in una leggenda diffusa nella regione francese di Poitou. Secondo questa leggenda, Raffaele rivelò ad un pio eremita l’uso dell’angelica, così chiamata in suo onore (una volta si chiamava arcangelica). «Essa - dice la leggenda - aiuta le donne ritenute troppo fredde a concepire, e fa venire i fiori alle ragazze che tardano troppo nell’averli. Essa renderebbe amabili le spose e le suocere amare.»

Un'altra storia narra di un intervento miracoloso in Spagna: "Io sono l’arcangelo Raffaele, vengo in tuo aiuto. Le tue preghiere, le tue elemosine, e soprattutto la tua perseveranza nelle vie dell’umiltà e della carità, sono d’un sì grande pregio agli occhi di Dio, ch’egli calmerà il suo corruccio, distoglierà il flagello e farà sentire a questa città provata le dolcezze della sua misericordia. Vai a trovare il vescovo e digli di far mettere sul campanile della cattedrale una mia immagine, e che egli esorti il popolo a ricorrere alla mia intercessione. Immediatamente, gli ammalati saranno guariti, alla sola condizione di chiedere alla Regina degli angeli la medicina di Dio. La medicina di Dio non era, come lo si credette più tardi, l’angelica. Il popolo seguì quel consiglio e ben presto l’epidemia fu circoscritta. A partire da allora, la devozione verso l’angelo guaritore fu popolarissima in Spagna."

La Guarigione Spirituale e il Ruolo del Medico delle Anime

In origine, i fedeli invocavano Raffaele soprattutto per le guarigioni spirituali, considerandolo il miglior medico delle anime e dei corpi. Raffaele non è soltanto personaggio narrativo, ma tipologia giuridica e teologica. È l’angelo che rende possibile la validità del vincolo matrimoniale tra Tobia e Sara, liberando la donna dall’impedimento demoniaco e restituendo alla Legge mosaica la sua piena efficacia. È medico non solo del corpo, ma della giustizia divina, perché ristabilisce l’ordine turbato dal maligno.

Suor Maria Pia Giudici, nel suo libro sugli angeli, medita sul ruolo di Raffaele contro "questo essere di tenebra e di morte", agendo "con la forza che gli viene da Dio in ordine al trionfo di una concezione retta e spirituale delle nozze con progetto del Signore per il vicendevole amore dei coniugi e la pia creazione della prole". Il personaggio di Sara esprime, nel suo dramma, le difficoltà inerenti al matrimonio e alla sessualità, che, pur buone in sé, per la ferita del peccato originale e per il malefico influsso del diavolo (qui impersonato da Asmodeo) possono giocare un ruolo negativo, totalizzando su un piano solo materiale il rapporto di coppia. San Raffaele, infatti, non è solo l’angelo della guarigione del corpo, ma anche di quella interiore: è l’angelo delle relazioni ritrovate, della pace nelle famiglie, dell’equilibrio tra anima e vita quotidiana.

Iconografia di San Raffaele Arcangelo come pellegrino con bastone e pesce

Patronati e Iconografia

Per la sua funzione di guida e guaritore, la tradizione cristiana acclama Raffaele come patrono dei pellegrini, degli infermi, degli sposi e dei viandanti che cercano luce e custodia. La devozione verso San Raffaele si diffuse rapidamente nei secoli, sostenuta dal suo ruolo di protettore dei viaggiatori. Raffaele, per aver guidato Tobia nel suo lungo viaggio, è considerato patrono dei viaggi per terra e per mare.

Nell'iconografia cristiana i suoi attributi sono il pesce e il vaso dei medicamenti. È l'angelo dell'amore sponsale e della salute. A Venezia, nell'angolo del Palazzo dei Dogi, del secolo XIV, l'arcangelo Raffaele è raffigurato con un rotolo in mano, dove si legge: "Effice fretum quietum" (rendi il mare tranquillo). In quell'epoca si ritenevano i diavoli come suscitatori di tempeste di mare, e i naviganti di Venezia si raccomandavano all'arcangelo Raffaele, che aveva vinto il demone Asmodeo e, come riferiscono libri apocrifi, anche il diavolo Azazel.

Dal 1400 in poi, i viaggi si fecero più numerosi e le raffigurazioni di San Raffaele divennero più frequenti, rappresentandolo come pellegrino, con borsone, borraccia, tasca pane e, come attributi più specifici, il pesce ed un vaso con la medicina. Nelle raffigurazioni artistiche, egli appare spesso con un bastone da cammino e un pesce in mano, emblemi del viaggio e della guarigione. È interessante notare come dal XVI secolo in poi si verificò un'evoluzione molto importante nell'iconologia angelica; si passò dalle raffigurazioni di San Raffaele come custode di Tobia alla rappresentazione dell'angelo custode in genere, e al giovinetto Tobia si sostituì la figura di un bimbo.

BIBBIA 🔊 Libro di TOBIA - Vecchio Testamento (dizione Benedetto Nardacci)

La Devozione a San Raffaele nella Storia e Oggi

La Liturgia e le Feste

Il Messale Romano di San Pio V (1570) dedicava la festa a San Raffaele il 24 ottobre. Presso la liturgia orientale non è mai esistita la festa di San Raffaele. Nel 1671 e nel 1683 un decreto della Congregazione dei Riti ne approvò la festa il 24 ottobre per alcune regioni, mentre Benedetto XV, nel 1921, la estese a tutta la Chiesa. Il nuovo Calendario liturgico cattolico ha riunito in un'unica celebrazione, il 29 settembre, San Michele Arcangelo, San Gabriele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo, le cui feste cadevano rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre.

Va menzionata anche la società di San Raffaele per la protezione degli emigranti, nata a Genova nel 1898 e diffusasi poi in America ed in molte nazioni europee.

Esempi di Intervento e Miracoli

Numerosi santi e mistici, nella lunga storia della Chiesa, fecero esperienza dell'aiuto di San Raffaele. Santa Ciriaca, uccisa nel IV secolo in Nicomedia durante la persecuzione dell'imperatore Massimo, durante il martirio udì una voce che le diceva: "Brava Ciriaca! Sei vittoriosa! Cristo ha ascoltato le tue preghiere: sii forte e vigorosa. Io che ti parlo sono l'arcangelo Raffaele, e sono stato inviato a te dal nostro Salvatore per rinvigorirti e per darti questo messaggio da parte dell'Altissimo: poiché hai riposto la tua fiducia in Cristo, tu glorificherai il Signore che ti dà la forza."

San Giovanni di Dio (1495-1550), fondatore dei Fate Bene Fratelli, coltivò un grande amore per San Raffaele e l'arcangelo si prodigò molto per le necessità degli ospedali di quest'ordine religioso. Si narra che San Raffaele visitò una volta i poveri nell'ospedale di Granada, mentre fra Giovanni era uscito ad attingere acqua. Un'altra volta portò il pane ai pazienti ammalati che erano digiuni, e una terza volta aiutò fra Giovanni a portare nel suo ricovero un ammalato: fu in questa occasione che si fece conoscere come Raffaele.

Suor Mara Francesca delle Cinque Piaghe, del Terzo Ordine Francescano, era sempre ammalata e, nel 1789, l'arcangelo San Raffaele le apparve e le disse che Dio lo aveva mandato a curarla. Il giorno dopo, infatti, la suora era guarita ed aveva ripreso le sue attività lavorative. Un'altra volta santa Francesca delle Cinque Piaghe aveva una vena gonfia che le impediva qualsiasi sforzo, e San Raffaele la guarì di nuovo. In un'altra occasione, mentre padre Francesco Bianchi stava parlando, lei sentì un intenso profumo aleggiare intorno a lui; il sacerdote chiese alla religiosa se anche lei lo avvertisse e la suora rispose che il profumo proveniva dall'arcangelo Raffaele che era lì presente, senza che il padre Bianchi potesse vederlo.

Nel nostro secolo XXI, l'arcangelo San Raffaele è stato visto numerose volte dall'infermiera inglese Joy Snell. Nel libro scritto da questa infermiera e pubblicato per la prima volta nel 1918 e ristampato 9 volte, Joy Snell racconta di come, regolarmente, le appariva un angelo allegro e splendente sulla testa dei pazienti gravemente ammalati. Il braccio destro dell'angelo era sollevato, con il dito indice rivolto verso l'alto in gesto di speranza. Ogni volta che l'infermiera vedeva San Raffaele sapeva che il paziente sarebbe migliorato e, spesso, stupiva i medici con le sue accurate predizioni.

Riflessioni Contemporanee

Il celebre poeta inglese John Milton nel "Paradiso perduto" descrive l'arcangelo Raffaele con le parole: "Proteso nel volo a precipizio attraverso il vostro etereo cielo fra mondi e mondi egli naviga, e con le ali tese ora si libra sui venti polari, ora con piume rapide batte l'aria cedevole".

Moolenburgh, medico affermato e scrittore olandese di libri sugli angeli, ha condiviso la sua esperienza: "Dopo svariati anni di carriera come medico, non mi è mai venuto a mancare lo stupore di come una ferita, a cui sono stati applicati dei punti, si trasformi quasi sempre in una linea visibile a malapena. Ci si sorprende a dire, a voce alta, magari accanto al paziente: "Bella sutura davvero!". In realtà, il fatto che una ferita si rimargini è un vero miracolo della natura. Ci ne rendiamo conto quando qualcosa va storto, quando i punti mantengono bene o si forma un cleloide, cioè una profonda cicatrice. Ciò significa che la ferita non è perfettamente cauterizzata e la cura, anche se apparentemente semplice, non è mai automatica. C'è bisogno di qualche punto di sutura in più o di medicinali. Ogni cura ha bisogno dell'aiuto del cielo, non si tratta di un semplice processo automatico. L'automazione esiste solamente nelle macchine che noi stessi abbiamo costruito." Egli sottolinea che il nome Raffaele significa "Dio cura" perché, come ogni angelo che si rispetti, Raffaele rifiuta di prendersi qualsiasi merito in quanto è la forza spirituale divina che sta dietro ad ogni cura.

La scrittrice americana cattolica Eileen Elias Freeman riflette sul ruolo di Raffaele per i medici: "Se io fossi un medico mi metterei sotto la protezione permanente di Raffaele. Non entrerei mai nella stanza di una paziente senza chiedere la guarigione al mio angelo ed all'angelo del malato. Non somministrerei mai un farmaco né avvierei una cura senza chiedere agli angeli interessati di aiutarmi a rendere la terapia il più efficace possibile. Alla sera, direi a tutti i miei pazienti: “Dormite con gli angeli” Al mattino, direi a ciascuno, come fanno ancora gli agricoltori francesi: “Buongiorno a te e al tuo compagno”. Mi rivolgerei a Raffaele, in maniera particolare, durante la somministrazione di farmaci e l'avvio di cure. Inoltre parlerei ai miei pazienti degli angeli custodi, dato che può essere molto confortante sapere che il nostro angelo ci sta sempre accanto. Io sono stata ricoverata in ospedale 4 volte nella mia vita, e vi garantisco che le notti possono essere molto lunghe e solitarie. Sapere che il mio angelo era di fianco a me mi ha aiutato a superare momenti particolarmente difficili."

Il papa Benedetto XVI, nell’ordinazione di sei nuovi vescovi avvenuta in San Pietro il 29 settembre del 2007, parlando di San Raffaele affermò: “Sappiamo tutti quanto oggi siamo minacciati dalla cecità per Dio. Quanto grande è il pericolo che, di fronte a tutto ciò che sulle cose materiali sappiamo con esse siamo in grado di fare, diventiamo ciechi per la luce di Dio. Guarire questa cecità mediante il messaggio della fede e la testimonianza dell’amore, è il servizio di Raffaele affidato giorno per giorno al sacerdote e in modo speciale al vescovo.”

Raffaele e il Purgatorio: L'Ospedale Celeste

Nella tradizione popolare cattolica, l'arcangelo Raffaele viene associato anche con gli spiriti del Purgatorio, ovvero con quelle anime che, dopo la morte corporale, a causa delle loro imperfezioni spirituali, necessitano di un'ulteriore illuminazione purificatrice e guarigione spirituale prima di andare in Paradiso. Senza voler essere blasfemi, possiamo paragonare il Purgatorio ad un ospedale celeste dove le ferite e le deficienze dello spirito vengono risanate e viene ultimata quella maturazione umana e cristiana che sulla terra si è in qualche modo non realizzata secondo la volontà di Dio, a causa della colpa e dei peccati delle persone.

Preghiera di Invocazione

Milioni di cattolici devoti dell'Arcangelo guaritore ogni giorno così lo invocano:

"O glorioso arcangelo S. Raffaele che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo ed incolume, unito ad una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi; superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen!"

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