Santuario di San Pio X a Città Studi: Storia e Architettura

La posa della prima pietra del Santuario di San Pio X a Città Studi avvenne il 12 aprile 1955. Già nel febbraio dell'anno precedente, l'architetto incaricato, Bruno Sarti di Sermide, aveva completato il progetto dell'edificio ecclesiastico e di tutte le strutture necessarie per la vita della nuova parrocchia/santuario, che sarebbe sorta nell'ampia area acquisita tramite donazioni.

Tuttavia, è probabile che i costi preventivati siano stati superati durante la fase di realizzazione della chiesa, poiché la struttura finale presenta delle differenze rispetto al progetto globale originariamente studiato e approvato dalla Pontificia Commissione Centrale per l'Arte Sacra nell'ottobre 1955. Nonostante ciò, la dichiarazione di agibilità della nuova chiesa risale al 1960, con il documento firmato dal sindaco di Mantova, Grigato.

Pianta del Santuario di San Pio X

Nello stesso anno, il sabato 1° ottobre 1960, alle ore 17, il vescovo Antonio Poma benedisse il Santuario di San Pio X e consacrò l'altare maggiore della chiesa. Il giorno seguente, domenica 2 ottobre, il cardinale Ernesto Ruffini, affiancato dai vescovi Poma e Bertazzoni, accompagnò solennemente, con un corteo di automobili, la reliquia di San Pio X, donata dal Santo Padre Giovanni XXIII, dalla Cattedrale al Santuario. Qui si celebrarono i Vespri Pontificali con il canto del “Te Deum”. Successivamente, il vescovo donò il tabernacolo dorato, mentre i sacerdoti della diocesi di Mantova offrirono l'altare in marmo di Candoglia, proveniente dalle cave della "fabbrica" del Duomo di Milano.

Altare maggiore del Santuario di San Pio X

Contesto Storico e Urbanistico

La storia della parrocchia è intrinsecamente legata agli anni del cosiddetto "miracolo economico", un periodo che ha visto una rapida e intensa urbanizzazione del quartiere. Questa trasformazione è stata caratterizzata dalla costruzione di grandi complessi residenziali e da un vertiginoso aumento della popolazione. Secondo le stime dei sacerdoti dell'epoca, si è passati da circa 3.500 abitanti nel 1957 a 3.500-4.000 famiglie nel 1967.

Tra le presenze significative nel quartiere si annoverano l'ospedale "Carlo Poma" e la casa di riposo "Isabella d'Este".

Architettura del Santuario

La chiesa parrocchiale si affaccia su un ampio piazzale porticato, circondato da edifici di recente costruzione. Esternamente, l'architettura del Santuario si distingue per le sue linee essenziali, con un prevalente uso di cemento e mattoni a vista.

L'interno, a navata unica, acquista un senso di ampiezza grazie alla sua elevazione verso l'alto. Una serie di pannelli bianchi curvi crea un effetto visivo che ricorda un soffitto a volta, guidando lo sguardo verso l'altare.

Interno della navata unica del Santuario di San Pio X

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