Ogni città custodisce le proprie radici attraverso feste e tradizioni che ne definiscono l'identità. A Torre del Greco, una delle celebrazioni più significative e rappresentative è la Festa dei Quattro Altari, nota nel dialetto locale come “a festa r’i quatto ardari”. Sebbene sia stata per secoli il cuore pulsante della vita cittadina, dal 2013 questa storica manifestazione non viene più celebrata, lasciando un vuoto profondo nel tessuto culturale torrese.

Origini religiose e storiche della celebrazione
La festa nasce originariamente come celebrazione del Corpus Domini, solennità istituita da Papa Urbano IV nel 1264 per onorare il miracolo dell'ubiquità dell'Eucarestia. Le prime testimonianze storiche a Torre del Greco risalgono al XVI secolo, quando si tenevano due distinte processioni: una nel giorno del Corpus Domini, nella zona alta della città, e l'altra otto giorni dopo, nella zona marina. Quest'ultima, nota come “Festa dell’Ottava”, acquisì nel tempo una solennità crescente, fino a estendersi all'intera città.
La tradizione, che traeva ispirazione da analoghe celebrazioni napoletane del '600 (dove gli altari simboleggiavano i quattro continenti allora conosciuti), a Torre del Greco assunse nel 1699 un valore aggiunto: quello del riscatto baronale. In quell'anno, infatti, i torresi riuscirono a riscattarsi dalla signoria dei baroni Caracciolo, Carafa e D’Andria, unendo così l'aspetto religioso a quello dell'orgoglio civile.
Perché proprio quattro altari?
Il numero degli altari ha alimentato diverse ipotesi nel corso del tempo, spaziando dal simbolismo dei continenti (Europa, Asia, Africa, America) a quello dei punti cardinali. La spiegazione più plausibile risiede tuttavia nelle quattro benedizioni che venivano impartite durante la processione in punti stabiliti della città:
- Largo del Carmine (attuale Piazza Luigi Palomba)
- Largo S. Giuseppe
- Marina della Città
- Piazza S. Croce

Tecnica e allestimento: l'arte torrese
La preparazione degli altari rappresentava il momento culminante della festa. In passato, i lavori iniziavano già la Domenica delle Palme. Gli altari erano vere opere d'arte:
- Altari in muratura: Alcuni erano strutture tridimensionali, arricchite da mosaici, corallo e conchiglie marine.
- L'Altare dei lavoratori: Celebre quello di via Principal Marina, presso il “Largo di Pezzentella”, costruito in muratura e decorato con affreschi di artisti locali, tra cui il noto Don Niculino Ascione.
- Rappresentazioni moderne: Negli anni, gli altari si sono evoluti in enormi pannelli dipinti raffiguranti scene sacre e avvenimenti storici.
I Tappeti e le decorazioni
Oltre agli altari, la città veniva arricchita dai famosi tappeti. Inizialmente realizzati solo con fiori e rami di rosmarino, nel tempo la tecnica si è evoluta verso l'uso di segatura colorata. Anche le luminarie hanno subito una trasformazione, passando dalle lampade a olio a quelle elettriche, permettendo creazioni artistiche sempre più complesse.

Il futuro della tradizione
Nonostante la sospensione della festa dal 2013, il legame dei cittadini con questa ricorrenza rimane forte. Nel 2015 è stata creata un'associazione dedicata alla raccolta fondi per riportare in vita la celebrazione. Tuttavia, l'impresa si rivela ardua: le risorse economiche sono limitate e si riscontra una crescente difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni, meno interessate al mantenimento di queste antiche usanze. Nonostante le difficoltà, la memoria storica della Festa dei Quattro Altari rimane un capitolo fondamentale della storia di Torre del Greco.