La Diocesi di San Miniato ha recentemente annunciato una serie di importanti nomine e trasferimenti sacerdotali, che interessano diverse parrocchie e ruoli chiave all'interno della struttura ecclesiastica. Questi cambiamenti sono stati comunicati in più fasi, iniziando con un annuncio di portata internazionale e proseguendo con gli avvicendamenti locali.
La Chiamata al Vaticano di Don Marco Billeri
Una notizia che ha riempito di gioia la comunità diocesana è stata la chiamata di don Marco Billeri al Vaticano. Papa Leone XIV lo ha infatti invitato a ricoprire l’incarico di secondo segretario personale del Pontefice. L'annuncio è stato dato dal Vescovo di San Miniato, Monsignor Giovanni Paccosi, in un comunicato rivolto ai fedeli.
“Per la nostra Diocesi è un grande dono - ha dichiarato il Vescovo - pensare che un nostro prete possa sostenere così da vicino la missione di Pietro è qualcosa di inimmaginabile. Ho provato gioia e vertigine quando il Santo Padre mi ha chiesto personalmente la disponibilità a lasciarlo partire”.
Don Billeri, ordinato sacerdote nel 2016, ha completato i suoi studi a Roma con un dottorato in Diritto Canonico. Prima di questa nuova missione, ha ricoperto diversi incarichi di rilievo: è stato giudice presso il Tribunale Ecclesiastico della Toscana, difensore del vincolo presso il Tribunale Diocesano di San Miniato e quello di Volterra, cerimoniere vescovile e segretario del Consiglio Presbiterale. Finora era anche viceparroco della parrocchia dei Santi Stefano e Martino a San Miniato Basso, e ora si prepara a iniziare una nuova missione al servizio diretto del Papa.
Il Vescovo ha invitato i fedeli a sostenere don Marco con la preghiera, affinché la Diocesi possa vivere con rinnovato slancio il legame con la Chiesa universale. “Preghiamo perché il Signore ci mandi tante vocazioni”, ha concluso Monsignor Paccosi, sottolineando una necessità crescente per la diocesi.

Le Nuove Nomine Parrocchiali e la Necessità di Pastori
In un contesto di necessità di pastori, come evidenziato dalla mancanza attuale di seminaristi, Monsignor Andrea Migliavacca ha annunciato ulteriori nomine e avvicendamenti. “La nostra diocesi soffre per la necessità di pastori e per questo invito tutti a pregare perché il Signore accresca le vocazioni, anzi, ci doni di nuovo vocazioni, visto che in questo momento non abbiamo nessun seminarista”, ha affermato il Vescovo. Ha anticipato che “con l’autunno ci saranno cambiamenti che riguarderanno alcune parrocchie più grandi, i cui parroci per ragioni di età e situazioni personali hanno chiesto un avvicendamento”.
Nella festività di San Giovanni Battista, il 24 giugno, sono stati resi noti ufficialmente i nomi dei sacerdoti e delle parrocchie interessate:
- Don Fabrizio Orsini, finora parroco a Marti e Capanne, viene trasferito a San Miniato Basso, dove subentrerà a don Luciano Niccolai, che lascia il servizio per raggiunti limiti di età.
- Don Armando Zappolini, parroco dell’Unità pastorale di Perignano, subentra a Ponsacco a don Renzo Nencioni, anche lui per raggiunti limiti di età.
- Don Tommaso Botti diventa Vicario del quarto vicariato.
- A don Andrea Cristiani è stato chiesto di assumere due incarichi importanti, meno gravosi ma significativi.
- Don Francesco Ricciarelli ha accettato l’incarico di parroco di S. Lucia e S. Teresa a Perignano-Quattro Strade e S. Martino a Lavaiano, lasciando il santuario di Cigoli.
- Don Federico Cifelli diventerà Amministratore parrocchiale di S. Giovanni Battista a Cigoli, in attesa che il santuario diventi rettoria accogliendo una comunità di religiosi per la cura del Santuario del SS. Crocifisso.
- Le Parrocchie di Isola e Roffia rimangono per ora vacanti, dopo che i Betharramiti hanno rinunciato.
- Nelle comunità parrocchiali di San Leonardo a Cerreto Guidi, San Bartolomeo a Streda, Sant’Andrea a Stio, finora affidate a don Tommaso Botti, è stato nominato parroco don Luca Carloni, finora viceparroco a San Giovanni Evangelista a Ponsacco.
Le nomine entreranno in vigore con la fine di settembre e le date dell’ingresso dei parroci nelle rispettive parrocchie saranno comunicate al più presto.
Il Saluto e le Nuove Sfide dei Sacerdoti
Don Fabrizio Orsini: Il Trasferimento a San Miniato Basso
Don Fabrizio Orsini, dopo 21 anni a Marti e 13 come parroco di Capanne, si prepara alla nuova realtà di San Miniato Basso, una delle parrocchie più grandi della diocesi. Interrogato sulla sua lunga esperienza e sulle sfide future, ha condiviso le sue riflessioni.
«Innanzitutto quello che porto con me è proprio l’esperienza di non essere stato “in casa” mia, ma in mezzo alla gente e di avere annunciato il Signore con semplicità», ha affermato Don Fabrizio. «Poi mi porto i tanti volti, le storie delle persone, le sofferenze, le gioia, le cose belle, le cose anche difficoltose che tanti mi hanno condiviso. 21 anni a Marti e 13 a Capanne non si cancellano con un semplice saluto». Il vescovo Andrea ha scritto che «certamente non è facile salutare un parroco a cui si vuole bene e che con generosità» si è dedicato al bene della sua parrocchia.
Rivolgendosi ai suoi parrocchiani in partenza, ha espresso: «Sento il dolore per dover lasciare persone a cui ho voluto bene. La commozione non mi ha consentito di dire molte parole. Anche la lettera del vescovo sono riuscito a leggerla ai miei parrocchiani con molta fatica. Anche noi preti, prima di essere preti, siamo uomini». Riguardo all'eredità lasciata, ha dichiarato: «Non tocca a me fare valutazioni su quanto seminato. Vige il detto “ai posteri l’ardua sentenza”. Credo comunque che il nuovo parroco troverà, nella loro diversità, alcune buone realtà con i rispettivi doni e carismi che hanno in sé tanta energia di bene».
Per quanto riguarda San Miniato Basso, le sfide che lo attendono sono significative. «Non conosco bene questa realtà, per cui dovrò molto ascoltare, capire, conoscere», ha ammesso. «La prima cosa però che mi viene da dire è che la sfida più grande è credere che ancora oggi si possa vivere il Vangelo. In questo tempo complicato, segnato da contrapposizioni dove spesso manca la speranza, vivere il vangelo sembra diventato impossibile anche per tanti cristiani. Il male sembra più forte del bene. Io invece credo fermamente che la persona di Gesù sia ancora oggi una “bella notizia” da incontrare, da vivere e da annunciare a tutti». Ha poi citato una frase di Jean Vanier: “Chi ama la comunità distrugge la comunità, chi ama le persone costruisce la comunità”.
Ai suoi futuri parrocchiani di San Miniato Basso, Don Fabrizio ha rivolto un messaggio di apertura: «Due cose semplici: la prima è che ho molto più da imparare da voi che da insegnarvi. Aiutatemi ad inserirmi tra voi. Siete già nel mio cuore e nella mia preghiera. L’altra cosa è che vi aspetto tutti alla festa del pomeriggio del 15 settembre, dove cominceremo insieme un cammino per innamorarci di Cristo e del suo Vangelo. Perché innamorarsi di Cristo significa amare di più l’uomo, ogni uomo».

Don Armando Zappolini: Da Perignano a Ponsacco
Dopo 37 anni di impegno infaticabile a Perignano, don Armando Zappolini si prepara a una nuova sfida pastorale a Ponsacco, la parrocchia più grande della diocesi. Il suo legame con Perignano, costruito su oltre la metà della sua vita, lo ha portato a condividere riflessioni profonde sul suo percorso.
«Porto con me il ricordo di un cammino fatto con la comunità tutta, che sempre più si è coinvolta in un impegno nella vita concreta, facendo nascere esperienze come le comunità terapeutiche, il Bhalobasa e tanti sguardi sul mondo che sono diventati una contaminazione positiva di gran parte della comunità», ha raccontato Don Armando. Ha manifestato grande commozione alla lettura della lettera del vescovo che annunciava il trasferimento, «soprattutto dalle reazioni della mia gente e dal loro abbraccio… un affetto che mi ha veramente toccato il cuore».
Ai suoi parrocchiani di Perignano ha detto due cose fondamentali: «Innanzitutto che nella mia scelta di vita, l’essere prete è la cosa più bella che mi sia capitata. Era scritto che io potessi essere al servizio della Chiesa dove c’era bisogno e non sarei stato un’ora in più in un posto che non fosse quello che la Chiesa mi chiedeva. Con tanta sofferenza e insieme con tanta gioia e disponibilità accetto questa richiesta del vescovo». La seconda cosa è stata l'invito a continuare a vivere la vita parrocchiale con lo stesso affetto per il prete che verrà. «Nei pensieri tristi di tanti miei parrocchiani ha già trovato spazio questa voglia di continuare, di non rendere vano il cammino di questi anni».
Al futuro parroco di Perignano, Don Armando ha affidato un ideale mandato: «Fin da adesso do un grande abbraccio al prete che verrà. C’è tanto cuore e tanta vita mia in questa comunità che lui si appresterà a servire. Credo che sarà un cammino bello anche per la sua vita di prete. Entrare in una storia che poi segnerà con il suo stile, la sua fede il suo modo di essere parroco. Gli auguro davvero di provare, anche con tante fatiche, le gioie e le esperienze che io ho provato in questi anni. Sono certo che saprà far volare in alto queste comunità, queste parrocchie».
Riguardo a Ponsacco, Don Armando sente «tutta la responsabilità di questa scelta e provo un sentimento di sincero affetto e riconoscenza verso il vescovo Andrea che mi ha ritenuto idoneo ad affrontare questa situazione». Le sfide sono molteplici: «Penso in questo momento a quanti ragazzi ci sono, al catechismo, penso alla casa di riposo, penso alla mensa dei poveri, penso al dormitorio e penso davvero che noi dobbiamo far sì che questa grande e bella parrocchia costituisca un esempio trainante di cosa vuol dire “chiesa in uscita”». Il suo obiettivo è chiaro: «Non voglio fare il prete del sociale. Questo l’ho già fatto nella mia vita e avrò semmai altri contesti per farlo. Come parroco il mio obiettivo far sì che tutti coloro che vengono a messa la domenica si sentano “chiesa in uscita”».
Infine, ai suoi futuri parrocchiani di Ponsacco: «Ai miei futuri parrocchiani dico che gli voglio bene. Ci conosciamo da tanti anni. Addirittura i primi anni in cui ero cappellano a Perignano andavo a benedire le case proprio a Ponsacco. Ho tanti amici lì… veramente una rete di fraternità. Sono contento di questo dono che il vescovo ci ha fatto. Spero che possiamo vivere insieme la bellezza del vangelo, perché essere cristiani o è una cosa che ti riempie la vita oppure è meglio dedicarsi ad altro».
Appelli e Prospettive Future
Il Vescovo ha concluso il suo messaggio sottolineando l'importanza della preghiera per i sacerdoti e per la diocesi: «L’affetto per i sacerdoti, che so essere forte tra voi, si traduca in preghiera per loro, chiedendo al Signore che questi cambiamenti, non formulati “a tavolino”, ma per rispondere meglio possibile alla situazione data, ci facciano crescere ancor più nell’unità e nell’affetto a Gesù, che è la fonte della nostra comunione».