La Sacra di San Michele: Tra Storia, Spiritualità e Paesaggi Piemontesi

La Sacra di San Michele, monumento simbolo della Regione Piemonte dal 1994, è un'antica abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte Pirchiriano, all'imbocco della Valle di Susa. Questo luogo, ricco di storia, arte e cultura, è dedicato al culto di San Michele Arcangelo e si inserisce all'interno di una via di pellegrinaggio che collega Mont Saint-Michel in Francia a Monte Sant'Angelo in Puglia.

Come Raggiungere la Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele, situata a circa 40 chilometri da Torino, può essere raggiunta in diversi modi: in auto, in bicicletta, con i mezzi pubblici o a piedi lungo vari itinerari. La sua posizione imponente, abbarbicata su un monte e quasi in bilico, colpisce lo sguardo di chi percorre l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, poco dopo i laghi di Avigliana, suscitando la domanda se sia un castello o una fortezza militare. In realtà, è una chiesa e un monastero, luogo iconico che ha ispirato il romanzo "Il Nome della Rosa" di Umberto Eco e sede della congregazione dei Padri Rosminiani.

In Auto

Arrivare alla Sacra di San Michele in auto è semplice. Dalla A32 Torino-Bardonecchia, direzione Frejus, si esce al casello di Avigliana Centro. Da qui, si seguono le indicazioni per Giaveno - Sacra di San Michele, poi per Laghi di Avigliana e Giaveno, e infine per Sacra di San Michele. Si giunge al Piazzale Croce Nera, dove è possibile parcheggiare. Il costo del parcheggio è di € 2,50 per la prima ora, € 2 per le ore successive e € 15 per l'intera giornata (o € 1.50/h secondo altre informazioni). Dal Piazzale Croce Nera, per raggiungere la biglietteria della Sacra, è necessario percorrere una strada asfaltata leggermente in salita di circa 800 metri (circa 15 minuti a piedi).

A Piedi: Itinerari e Sentieri

Per gli amanti delle escursioni, la Sacra è raggiungibile a piedi tramite diversi itinerari, perfetti per le mezze stagioni, che permettono di godere appieno della natura della Valle di Susa. Sono ben quattro i sentieri principali:

1. Il Sentiero da Sant'Ambrogio

Questo è il percorso più famoso, un'antica mulattiera che collega il comune di Sant'Ambrogio alla Sacra di San Michele. Il cammino, in parte sterrato e in parte lastricato, si snoda su un'antica mulattiera (segnavia 503) che si addentra in un magnifico bosco di castagni e faggi. Lungo il sentiero, fino alla frazione di San Pietro, sono presenti le 15 stazioni della Via Crucis. Il progetto comunale “Ai piedi della Sacra, a piedi alla Sacra” di Sant'Ambrogio di Torino mira a valorizzare questo percorso storico, con la mascotte AmbroLeo che guida famiglie e bambini in un itinerario di dieci tappe.

2. Il Sentiero dei Principi (da Mortera, Avigliana)

Il Sentiero dei Principi, una larga mulattiera con circa 300 metri di dislivello facilmente percorribili in circa un'ora e mezza, è ideale per chi desidera un percorso più tranquillo. Questo sentiero parte dalla Frazione Mortera di Avigliana, dove si possono lasciare le auto nei pressi dell'Osteria del Pellegrino. Il percorso segue la Via dei Pellegrini, ricalcando parte del tracciato che conduce alla Sacra di San Michele passando da Pian di Fan e dal Colletto del Farò. Ha assunto questo nome in occasione del corteo reale che nel 1836 portò all’Abbazia le salme dei 27 principi e principesse di Casa Savoia, partite dal Duomo di Torino e oggi conservate nella cripta della Sacra, in grandi sarcofagi di pietra. In dialetto piemontese, viene anche chiamato “Strà dij Prinsi”. Dalla Mortera, si attraversa la borgata e si imbocca il sentiero che si snoda su strada sterrata e attraversa il bosco. Dapprima sale costantemente ma dolcemente fino a un belvedere da cui, in una giornata tersa, si può ammirare il panorama. Un punto panoramico eccezionale si trova a Punta dell'Ancoccia, con una vista magnifica sulla Sacra da un lato e sui Laghi d'Avigliana dall'altro. La strada riprende poi verso sinistra, con un ultimo sforzo per arrivare in cresta e scorgere la Sacra in tutto il suo splendore. L'ultimo tratto è in discesa e arriva al piazzale Croce Nera. Questo è il punto dove convergono tutte le vie che conducono alla Sacra: dal Sentiero dei Franchi alla Strada dei Principi, dalle mulattiere di S.

Sentiero nel bosco che porta alla Sacra di San Michele

3. L'Anello da Chiusa San Michele

Questo itinerario ad anello parte dal comune di Chiusa San Michele, dove si imbocca il sentiero 504. È una bella e larga mulattiera storica, lastricata in pietra, che sale dolcemente immersa in antichi castagneti. Lungo il cammino è facile ammirare vecchi e nodosi tronchi di castagno che si stagliano maestosi nel bosco. Dopo circa un'ora e mezzo di cammino si raggiunge la prima borgata, Bennale, con una chiesetta dipinta e la vecchia scuola elementare. Da Bennale si imbocca un tratto del Sentiero dei Franchi, un tracciato escursionistico lungo 70 km che ripercorre il presunto cammino di avvicinamento dell'esercito di Carlo Magno alle Chiuse assediate dai Longobardi. In poco tempo si raggiunge il pianoro di Pian Pomé, che deve il suo nome ai prati e ai meli. Si raggiunge infine la Sacra percorrendo un breve tratto di strada asfaltata, che regala un bellissimo punto panoramico sull'abbazia. Nelle giornate limpide, dalla cima del monte Pirchiriano si può godere di un ampio panorama sulla Valle di Susa e su Torino. Dopo una pausa, si scende lungo il sentiero 503. Una piccola deviazione porta alla Cava d'Andrade, ora in disuso, utilizzata per l'estrazione della prasinite per i restauri dell'abbazia tra fine '800 e inizio '900.

4. La Ferrata Carlo Giorda

Questo percorso è riservato agli escursionisti esperti. La ferrata parte da Sant'Ambrogio e la durata per arrivare in cima è di circa 4 ore. L'attacco è nei pressi della vecchia cava. Il percorso non presenta particolari difficoltà, con tratti verticali brevi e appigli facili. Si supera anche un piccolo ponte tibetano.

Con i Mezzi Pubblici

Raggiungere la Sacra di San Michele con i mezzi pubblici è ora più facile grazie a un servizio navetta shuttle bus che parte ogni domenica mattina alle ore 08:45 da Porta Susa (Torino) per raggiungere direttamente la Sacra, con rientro alle ore 13:00. Il servizio è attivo da maggio a fine ottobre. In alternativa, da Torino si può prendere il treno fino alla stazione di Avigliana e usufruire di un servizio navetta oppure percorrere a piedi il sentiero con le 15 stazioni della Via Crucis.

Con un Tour Organizzato

Un'ottima opzione è partecipare a un tour organizzato che include sia il trasporto andata e ritorno in shuttle da Torino, sia la visita guidata all'interno dell'Abbazia. La visita con una guida arricchisce l'esperienza, spiegando non solo ciò che si vede, ma anche la simbologia dietro le opere.

Biglietti e Orari

I biglietti possono essere acquistati dal sito ufficiale o in biglietteria (sconsigliato). Esistono tre tipi di biglietti: ingresso standard, ingresso con visita guidata (altamente consigliato per le informazioni, storie e aneddoti che vengono raccontati) e biglietti per eventi serali occasionali, come la Messa di mezzanotte alla Vigilia di Natale (che, seppur suggestiva, attira molta gente e le temperature possono essere rigide).

Orari di Apertura:

  • Orario Invernale (Novembre - Febbraio):
    • Lunedì-Sabato: 9:30-16:30
    • Domenica e Giorni Festivi: 10:30-16:30 (con Santa Messa alle 10:00-11:00)
    • 25 Dicembre: 10:30-12:30 / 14:30-16:30 (con Santa Messa alle 10:00-11:00)
    • Chiusura invernale: dal 9 al 31 gennaio (esclusi sabato e domenica)
  • Orario Estivo (Marzo - Ottobre):
    • Lunedì-Sabato: 9:30-17:30
    • Domenica: 9:30-11:30 / 13:00-17:30 (con Santa Messa alle 11:30-13:00)
    • Giorni Festivi (Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno): 9:30-18:30
  • Agosto:
    • Lunedì-Sabato: 9:30-18:30
    • Domenica: 10:30-18:30 (con Santa Messa alle 10:00-11:00)
    • 15 Agosto: 10:30-18:30 (con Santa Messa alle 10:00-11:00)

Gli orari aggiornati sono disponibili sul sito ufficiale.

La Storia della Sacra di San Michele

La storia della Sacra di San Michele è affascinante e avvolta nel mistero fin dalla sua costruzione. Venne edificata tra il 983 e il 987 d.C. dai monaci benedettini, inglobando la roccia del Monte Pirchiriano. La tradizione fa derivare il nome Pirchiriano dal greco, significando “monte del fuoco”, in riferimento al culto dell’arcangelo Michele, angelo della luce.

Origini e Fondazione

Il libro storico più antico sulla fondazione dell'abbazia, il Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa (XI secolo, scritto in parte dal monaco Guglielmo), data la fondazione al 966, con la partecipazione di molti personaggi illustri. Gli studiosi, invece, la fanno risalire al 983-987 per volere di Ugo d'Alvernia, detto Ugone lo Scucito, e la consacrazione del vescovo Amizone tra il 998 e il 1002. Ugo, signore di Monboissier, dopo essere sceso a Roma per chiedere al Papa Silvestro II l'assoluzione dai suoi peccati, ricevette come espiazione la scelta tra costruire un monastero o sette anni di esilio. Di ritorno in Francia, passando per la Valle di Susa, scelse il monte Pirchiriano, dove già esisteva una piccola comunità di eremiti, per edificare il monastero.

La storia più remota del Monte Pirchiriano è incerta, ma la sua posizione e il ritrovamento di alcuni reperti storici suggeriscono la presenza di un presidio militare di origine romana. Non si sa nemmeno con esattezza quale fosse la prima chiesa costruita per volere di Ugone. L'abbazia fu edificata sopra tre cappelle preesistenti dedicate al culto di San Michele Arcangelo.

Ampliamenti e Decadenza

I monaci ingrandirono la chiesa all'inizio dell'XI secolo, elevando tre cappelle (divenute cripte) ed estendendo la chiesa ad occidente fino al limite della montagna, costruendo due pilastri con base nella roccia ed erigendo la facciata. Verso la fine dell'XI secolo, sotto l'abate Benedetto II, la chiesa fu ulteriormente ingrandita con la costruzione di un muraglione che creò lo spazio oggi chiamato "Paradiso" o "Coro Vecchio", utilizzato per le sepolture e decorato dall'affresco della predica dei Morti (databile al 1200). Nello stesso periodo avvenne la costruzione del "Sepolcreto dei Monaci" e del monastero detto "Nuovo", che si chiude con la "Torre della Bell'Alda". Il monastero era alto 3 piani ed era composto da 5 muraglioni paralleli. Vennero innalzate anche opere difensive e la Porta di Ferro. Nel XII secolo, sotto l'abate Ermengardo, la chiesa fu ampliata verso est con la costruzione di un basamento che sporge di 12 metri nel vuoto, sotto il quale si trova lo Scalone dei Morti. In cima alla scala si trova la Porta dello Zodiaco. La Sacra raggiunse il suo apice nel XIV secolo, per poi iniziare una rapida decadenza che culminò nel 1379 con la scomunica dell'abate Pietro di Fongeret e la messa in commenda dell'abbazia. Nel 1622 la vita monastica fu soppressa e i pochi monaci rimasti si unirono ai canonici di Giaveno, iniziando un periodo di abbandono.

La Rinascita con i Rosminiani

Il ritorno alla vita religiosa si deve a Carlo Alberto, che nel 1835 prese accordi con Antonio Rosmini. Da allora, i Rosminiani salirono alla Sacra, dove tuttora risiedono. Ulteriori danni furono causati dal terremoto del 1885-1886. L'opera di recupero iniziò nel 1889 e si concluse solo nel 1940.

Cosa Vedere alla Sacra di San Michele

La visita della Sacra di San Michele è un viaggio attraverso secoli di storia, arte e spiritualità, con la possibilità di scoprire leggende che la avvolgono. Il biglietto comprende il percorso classico che include lo Scalone dei Morti, il Portale dello Zodiaco, la Chiesa, la terrazza panoramica e le Rovine del Monastero Nuovo. Le visite guidate, della durata di circa un'ora e condotte da volontari preparatissimi, sono in italiano e si svolgono il sabato e la domenica alle ore 15:00 e 16:30.

Il Sepolcro dei Monaci

Il Sepolcro dei Monaci è la prima tappa della visita, situato prima dell'ingresso dell'Abbazia. Questo antico tempietto a pianta ottagonale del X secolo, oggi in rovina, fu a lungo considerato una cappella cimiteriale. Attualmente, si ritiene fosse più verosimilmente una riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, un'anticipazione di ciò che i pellegrini avrebbero potuto osservare in Terra Santa. Il suo declino iniziò intorno al 1661.

Le Foresterie

Proseguendo la visita, si incontrano le Foresterie, due edifici distinti: la Foresteria Grande e la Foresteria Piccola. La Foresteria Grande fu costruita intorno alla fine dell'XI secolo per ospitare i numerosi pellegrini che percorrevano la Via Francigena. L'edificio visibile oggi è una ricostruzione di fine Ottocento. Curiosamente, durante il restauro, fu commesso un errore: sulla sommità presenta una merlatura a coda di rondine (tipica dello stile ghibellino), mentre, essendo la Sacra legata al papato, avrebbe dovuto avere una merlatura guelfa a forma di parallelepipedo semplice. La Foresteria Piccola, invece, era probabilmente un luogo di servizio la cui destinazione d'uso non è ancora definita.

Interno della chiesa con elementi romanici e gotici

L'Ingresso e la Statua di San Michele

L'ingresso all'abbazia lascia senza parole per la sua imponenza. Si ammira la facciata alta 41 metri, caratterizzata dalla Loggia dei Viretti, un magnifico esempio di loggia absidale romanica. Dal 2005, nei pressi dell'ingresso, si trova una statua di San Michele Arcangelo, opera dello scultore Paul dë Doss - Moroder, vincitrice di un concorso nazionale. Alta oltre 5 metri e appoggiata su uno spuntone di roccia, rappresenta San Michele in chiave moderna come "l'Arcangelo del Bene, che sconfisse il Male" e "Custode del Regno di Dio". Le ali dell'Angelo del Male sconfitto sprofondano nelle tenebre ai piedi della roccia sporgente.

Lo Scalone dei Morti

Proseguendo, si raggiunge lo Scalone dei Morti, una ripida scalinata di 243 gradini scavata nella roccia, la cui costruzione risalirebbe al XII secolo. Il nome deriva dal fatto che, fino al 1936, nella nicchia centrale erano custoditi gli scheletri di alcuni monaci.

Il Portale dello Zodiaco

Il Portale dello Zodiaco, situato in cima allo Scalone dei Morti, è uno degli elementi di maggiore interesse artistico e simbolico della Sacra. Simboleggia l'accesso al mondo celeste e deve il nome agli stipiti decorati con segni zodiacali sulla destra e costellazioni sulla sinistra, poiché anticamente rappresentavano lo scorrere del tempo. I simboli da decifrare sono numerosi e invitano alla meditazione.

Portale dello Zodiaco con sculture in pietra

I Contrafforti Moderni e il Portale della Chiesa

Uscendo attraverso il Portale dello Zodiaco, ci si trova su una terrazza sormontata da quattro imponenti contrafforti e archi rampanti progettati dall'architetto Alfredo D'Andrade e ultimati nel 1937. Questa zona, a fine Ottocento, era completamente occupata da costruzioni e il Portale dello Zodiaco non dava accesso a un terrazzo aperto. Pochi scalini e si giunge al Portale della Chiesa, romanico a fasce policrome. Il pesante portone in legno presenta sui battenti il volto di due diavoli, simboli della malvagità, con il corpo di serpente avvolto da catene attorcigliate a una spada (simbolo di San Michele). Il portale è l'ultimo impedimento prima di accedere al vero e proprio luogo di culto, la Chiesa.

La Chiesa e il Fascio di Luce Magico

La chiesa venne costruita in più tempi, in parte sulla cima del monte Pirchiriano (che affiora in superficie sotto una delle colonne) e in parte sul basamento. Dalla navata centrale, si scende alle cappelle primitive del Santuario di San Michele (non sempre aperte al pubblico) sottostanti la Chiesa. La luce all'interno della Chiesa è protagonista di un mistero: solo il 29 settembre, giorno della festa di San Michele Arcangelo, il sole, sorgendo dal grande finestrone absidale, è perfettamente allineato con l'asse longitudinale della Chiesa e crea un fascio di luce che illumina la navata centrale raggiungendo il Coro Vecchio. Questo evento si verifica una volta all'anno, rendendo l'esperienza della visita ancora più suggestiva.

Le Rovine del Monastero Nuovo e la Torre della Bell'Alda

Il giro termina con l'uscita sulla terrazza più alta e meglio esposta dell'abbazia, un momento "WOW" con un panorama mozzafiato sulle montagne circostanti e sulle rovine del Sepolcro dall'alto. Le Rovine del Monastero Nuovo fanno parte del percorso. La Torre della Bell'Alda è legata a una leggenda che narra di una giovane donna, Alda, che si gettò da un dirupo della torre e fu salvata da San Michele. In un secondo tentativo, compiuto per vanità, non fu salvata e morì. Si narra inoltre che la Sacra fu costruita dagli angeli, giustificando come i pesanti materiali da costruzione siano arrivati fin lassù.

Le Sale di Casa Savoia e il Museo del Quotidiano

All'interno dell'abbazia sono presenti anche le Sale di Casa Savoia e il Museo del quotidiano, che offrono ulteriori approfondimenti sulla storia e la vita del monastero.

La Linea di San Michele: Un Legame Spirituale

La Sacra di San Michele si inserisce in una "Via Michelita", una linea spirituale che collega diversi santuari dedicati a San Michele Arcangelo in Europa, da Mont Saint-Michel in Francia a Monte Sant'Angelo in Puglia. Questa linea rappresenta simbolicamente una barriera spirituale che protegge l'Europa e la cristianità. San Michele Arcangelo, il cui nome in ebraico "Mi-ka-El" significa "Chi è come Dio?", è una potente presenza nella storia della salvezza, ispirando una profonda devozione.

La SACRA Linea di San MICHELE! La Storia dei SETTE Monasteri!

Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo

Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, in Puglia, è uno dei luoghi di culto più antichi d'Europa e una tappa fondamentale per chi si reca in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. La storia delle apparizioni sul Gargano è intrecciata con eventi miracolosi. La prima apparizione avvenne al Vescovo di Siponto, San Lorenzo Maiorano, dopo che un ricco signore, Elvio Gargano, trovò il suo toro inginocchiato all'ingresso di una grotta misteriosa. La seconda apparizione avvenne nel 492, durante una battaglia cruciale, dove l'Arcangelo promise la vittoria ai sipontini. La terza e più significativa apparizione avvenne quando il vescovo, intenzionato a consacrare la grotta, ricevette la risposta sorprendente: "Non è necessario che voi consacriate questa grotta: io stesso l'ho eletta e consacrata".

La grotta dell'Arcangelo è il cuore pulsante del santuario. Scendere gli 86 gradini della scalinata angioina significa compiere un vero e proprio viaggio spirituale dalle tenebre alla luce. La grotta si presenta come una cattedrale naturale scavata nella roccia. Le pareti irregolari, levigate da secoli di devozione, creano giochi di luce e ombre che sembrano danzare al ritmo delle preghiere. Secondo la tradizione, sulla roccia sono ancora visibili le impronte dell'Arcangelo Michele, meta di particolare venerazione. Molti pellegrini riferiscono di percepire un profumo soprannaturale all'interno della grotta, simile a quello che si manifestava alla presenza di Padre Pio. La storia del santuario è costellata di eventi miracolosi e grazie ricevute, testimoniate da migliaia di ex voto. Visitare il Santuario di Monte Sant'Angelo rappresenta un'esperienza che va oltre il semplice turismo religioso, e il pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo è il completamento naturale della visita a San Giovanni Rotondo. Come recita un'antica iscrizione nella grotta: "Qui dove si aprono le pietre, si aprono anche i peccati degli uomini".

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