L'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) si impegna da oltre un secolo a fianco dei più fragili, offrendo supporto, spiritualità e la possibilità di vivere esperienze di fede. La sua missione si basa sulla profonda convinzione che curare il malato significhi, in primis, curare le relazioni umane e spirituali, un principio educativo ispirato direttamente dagli insegnamenti di Gesù.
La Missione dell'UNITALSI: Curare il Malato, Curare le Relazioni
Il messaggio di Papa Francesco sottolinea come "anche nei Paesi che godono della pace e di maggiori risorse, il tempo dell’anzianità e della malattia è spesso vissuto nella solitudine e, talvolta, addirittura nell’abbandono". L'UNITALSI risponde a questa sfida, facendosi vicina a coloro che soffrono.
L'episodio evangelico del lebbroso che supplica Gesù, riportato da Marco, è emblematico: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Gesù, mosso a compassione, stende la mano, lo tocca e lo purifica. Questo gesto rivoluzionario, che trasgredisce la Legge che proibiva il contatto con i lebbrosi, rivela il volto di un Dio non punitivo, ma Padre di compassione e amore. La lebbra non era solo una malattia fisica, ma un "taglio netto delle relazioni con gli altri", un isolamento totale. Il toccare con amore di Gesù è stabilire una relazione, entrare in comunione, coinvolgersi nella vita dell’altro, condividendone le ferite. Questo dimostra che Dio "si contamina" con l'umanità ferita, non temendo il contatto con le nostre piaghe, come ricorda San Paolo affermando che Gesù "si è fatto peccato" (cfr. 2 Cor 5,21). La sollecitudine di Maria, riflessa nella tenerezza di Dio, si manifesta anche nella vita di innumerevoli persone che, accanto ai malati, sanno coglierne i bisogni con occhi pieni d'amore.

I Pellegrinaggi UNITALSI: Una Storia di Fede e Solidarietà
Da centoventi anni, i pellegrinaggi UNITALSI sono un pilastro della sua attività. Nati con il trasporto ferroviario da Milano, i primi viaggi a Lourdes duravano circa 40 ore. Il convoglio, giungendo a Ventimiglia, agganciava una macchina a vapore per garantire il riscaldamento in territorio francese. Negli anni 1975/80, le vetture attrezzate erano una rarità lussuosa. Verso la fine degli anni ’80, grazie alla sensibilità dell'avvocato Maurizio Scelli, furono allestite a Trento le prime due moderne vetture attrezzate. Contemporaneamente, gli scomparti per personale e pellegrini furono resi più confortevoli, passando da 8 a 6 posti con sedili reclinabili, alleviando la durezza del viaggio notturno e permettendo di distendere le gambe e riposare. I viaggi in treno, con la recita di più SS. Rosari e la celebrazione della S. Messa, costituiscono ancora oggi un ricordo indelebile per chi li ha vissuti.

Nel corso degli anni, l'UNITALSI ha saputo adattarsi all'evoluzione dei trasporti, introducendo l'uso del trasporto aereo, con voli disponibili dai principali aeroporti lombardi con compagnie come MaltaMedAir. Dal 2016, per superare le fatiche e gli imprevisti che spesso prolungavano i viaggi in treno, è stato introdotto il viaggio in pullman, che permette di raggiungere Lourdes in circa 12/13 ore, incluse le soste.
Nonostante le nuove modalità, l'attrattiva del tradizionale pellegrinaggio in treno rimane forte. Per questo, la sezione Lombarda, in comunione con la sezione Piemontese, organizza il Pellegrinaggio Nazionale dal 24 al 30 settembre. Un convoglio con 228 posti partirà dalla stazione di Milano San Cristoforo, offrendo comforts moderni. Il treno effettuerà una sosta a Torino Porta Nuova per poi proseguire verso Modane, Lione e Lourdes, seguendo un percorso diverso da quello tradizionale lungo il mar Ligure e la Costa Azzurra.
Sanctuary of Our Lady of Lourdes: Investigating medically unexplained cures | 60 Minutes
La Sottosezione Chianti dell'UNITALSI e le Storie di Speranza
Esiste un forte legame di collaborazione tra la Parrocchia dell'Impruneta e la "Sottosezione Chianti" dell'UNITALSI. Lourdes è da sempre la meta privilegiata dei pellegrinaggi, un luogo dove accadono incontri profondi e trasformazioni inaspettate. La storia di Tomassi, un ragazzo ventenne affetto da grave artrite, è un esempio commovente. Partito per Lourdes con l'intenzione di togliersi la vita se non avesse ottenuto la guarigione, trovò invece una nuova speranza, dimostrando che il cammino di fede conduce al Padre, indipendentemente dalla guarigione fisica.
Progetti Speciali: Il Pellegrinaggio dei Piccoli e le Case di Accoglienza
L'UNITALSI dedica un'attenzione particolare ai bambini e alle loro famiglie. A giugno, dal 18 al 25, ritorna il Pellegrinaggio Nazionale dei Piccoli dell’Unitalsi a Lourdes, un'esperienza unica che quest'anno vedrà la partecipazione di oltre 160 piccoli pellegrini, spiritualmente guidati dall'Assistente Nazionale e Arcivescovo di Fermo, Mons. Rocchini. Il successo dello scorso anno con la favola di Pinocchio ha aperto la strada all'edizione 2025, ispirata al "Mago di Oz", con il suo messaggio di stupore e speranza. Questo percorso simbolico coinvolgerà 460 persone, trasformando il viaggio e il soggiorno a Lourdes in un'esperienza formativa.
Come spiega Cosimo Cilli, responsabile del Progetto dei Piccoli e vicepresidente nazionale, "Abbiamo il compito di portare i bambini e le loro famiglie all’incontro con Maria, perché a Lourdes si tocca con mano la presenza di qualcosa di più grande, e anche la sofferenza trova consolazione". Dietro ogni sorriso, ci sono storie profonde e commoventi, come quella di Maria, una bambina che, dopo aver vissuto la gioia di Lourdes e cantato le sue canzoni fino agli ultimi giorni, è "volata in cielo" due mesi dopo il pellegrinaggio, lasciando un ricordo indelebile.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione con i principali ospedali pediatrici italiani, tra cui il Bambino Gesù di Roma, il Giovanni XXIII di Bari, e presidi a Milano, Napoli e Palermo. Le case accoglienza dell'UNITALSI - come Casa Sveva, Casa Frizzi e Casa Bernadette - sono un punto di riferimento per centinaia di famiglie con bambini in cura, offrendo supporto materiale e un cammino di condivisione e speranza. Rocco Palese, Presidente Nazionale, conclude: "Questo pellegrinaggio non è solo un viaggio fisico, ma un viaggio dell’anima. Per i bambini, per i genitori, e anche per noi volontari". FS Treni Turistici Italiani supporta l'iniziativa con un treno speciale che unirà partenze da Reggio Calabria e Bari a Ventimiglia, per poi proseguire come unico convoglio verso Lourdes.

Iniziative Nazionali: La Giornata UNITALSI e Casa Fabrizio Frizzi
La 21ª Giornata Nazionale UNITALSI si è rinnovata sabato 25 e domenica 26 marzo 2023, rappresentando l'evento più importante di sensibilizzazione e promozione dell'Associazione nelle piazze italiane. Il messaggio "Sostienici con un gesto di bontà" ha accompagnato la campagna di solidarietà.
Nell'ambito di questa giornata, venerdì 24 marzo 2023, è stata inaugurata Casa Fabrizio Frizzi, la nuova struttura del Progetto dei Piccoli realizzata a Milano in via Giovanni Amadeo 90, a pochi passi dal Santuario della Madonna dell'Ortica. Alla cerimonia erano presenti l'Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, Carlotta Frizzi e Flavio Insinna. La struttura è intitolata a Fabrizio Frizzi, un "amico speciale, un volontario e compagno di tanti pellegrinaggi" che ha reso la giornata nazionale dell'Unitalsi un appuntamento riconosciuto e amato. I volontari UNITALSI accolgono e affiancano le famiglie a Casa Fabrizio Frizzi, promuovendo uno stile di comunità, come già avviene nelle altre 11 Case dell'Associazione in tutta Italia.

Il Santuario di Caravaggio: Cuore della Devozione Mariana Lombarda per l'UNITALSI
Il Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio ricopre un ruolo centrale per i cattolici della Lombardia ed è stato riconosciuto come Santuario regionale. Il 23 maggio 2023, una solenne Messa pontificale è stata presieduta dall'Arcivescovo di Milano e metropolita di Lombardia, Mons. Mario Delpini, insieme al Vescovo di Cremona, Mons. Antonio Napolioni.
Mons. Delpini ha spiegato che Caravaggio è "il Santuario facile da raggiungere, è facile trovare il parcheggio, si cammina in piano e anche se piove si può stare al riparo. È il Santuario che non impone faticose salite o percorsi accidentati. È il Santuario della povera gente che, come la giovane Giannetta, ha già il peso della vita da portare e forse non sopporterebbe che anche la devozione imponga pesi e sacrifici". La sua posizione "al centro della Lombardia, dove si incrociano tre province e tre diocesi", e il fatto che i Vescovi della Conferenza Episcopale Lombarda si riuniscano abitualmente presso la Casa di spiritualità del Santuario, ne rafforzano il riconoscimento. Mons. Napolioni ha aggiunto che "nei suoi quasi seicento anni di vita, il Santuario di Caravaggio si è guadagnato un affetto enorme da parte delle comunità di tutta la regione e dei loro vescovi".
La giornata ha visto il Pontificale con indulgenza plenaria, seguito dalla possibilità di visitare il Sacro Speco e partecipare alla preghiera comunitaria del Rosario continuato. La Chiesa di Cremona ha espresso la propria fierezza per questo progetto, mettendosi "umilmente a servizio perché la comunione tra le Chiese lombarde possa crescere ancora".

Approfondimento Spirituale: La Quaresima e la Trasfigurazione nel Cammino di Fede
I Vangeli sinottici raccontano l'episodio della Trasfigurazione di Gesù, un evento che risponde all'incomprensione dei discepoli circa l'annuncio della passione e della croce. Il Vangelo della Trasfigurazione, proclamato ogni anno nella Seconda Domenica di Quaresima, invita a un cammino di ascesi, animato dalla Grazia, per superare le mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sulla via della croce, proprio come Pietro e gli altri discepoli. Per approfondire la conoscenza del Maestro e accogliere il mistero della salvezza, è necessario lasciarsi condurre "in disparte e in alto", distaccandosi dalle mediocrità e vanità, in un cammino che richiede sforzo, sacrificio e concentrazione, simile a un'escursione in montagna.
Il "ritiro" sul monte Tabor, dove Gesù porta tre discepoli come testimoni di un evento unico, suggerisce che l'esperienza di grazia è condivisa. Il cammino quaresimale è "sinodale", compiuto insieme come Chiesa pellegrina. La meta è la Trasfigurazione di Gesù: "il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce" (Mt 17,2). Questa "cima" è la ricompensa per la fatica della salita, una bellezza divina incomparabile. Anche il processo sinodale, sebbene arduo, conduce a visioni sorprendenti.
Accanto a Gesù trasfigurato appaiono Mosè ed Elia, personificazioni della Legge e dei Profeti, a dimostrazione che la novità di Cristo è compimento dell'antica Alleanza. Il percorso sinodale, similmente, è radicato nella tradizione della Chiesa ma aperto alla novità. Sia il cammino ascetico quaresimale che quello sinodale mirano a una trasfigurazione personale ed ecclesiale, modellata su quella di Gesù e operata dalla grazia del suo mistero pasquale.
Il primo imperativo dal Padre sul Tabor è chiaro: «Ascoltatelo» (Mt 17,5). La Quaresima è un tempo di grazia per ascoltare Gesù, che ci parla nella Parola di Dio offerta dalla Liturgia e nei fratelli, soprattutto in coloro che hanno bisogno di aiuto. Al contempo, il Signore invita a non rifugiarsi in una religiosità di eventi straordinari, ma ad affrontare la realtà quotidiana. «Alzatevi e non temete» (Mt 17,6-8): la luce della Trasfigurazione è un anticipo della gloria pasquale, verso la quale si deve andare, seguendo "Lui solo". La Quaresima ci prepara a vivere con fede, speranza e amore la passione e la croce, per giungere alla resurrezione. Anche nel percorso sinodale, il Signore ripete: «Alzatevi e non temete».

L'Impegno dei Volontari e la Memoria di Figure Significative
I volontari sono la risorsa più importante dell'UNITALSI. Essere volontario significa dedicarsi gratuitamente, amorevolmente e responsabilmente ai malati, ai bambini in difficoltà, agli anziani soli. Chi sceglie l'Unitalsi può contare su una puntuale assistenza tecnica e religiosa, per vivere al meglio ogni istante del pellegrinaggio, con volontari che garantiscono un servizio confortevole durante il viaggio.
Giuseppe Romani, un uomo dall'animo buono e generoso, ha vissuto la sua "vita unitalsiana" con serietà, passione, pazienza, meticolosità e precisione, qualità derivate dalla sua arte di orologiaio. La sua scomparsa, avvenuta lunedì 13 giugno, è stata una perdita per l'Associazione, ricordando le parole di San Paolo a Timoteo: "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede". La sua dedizione è un esempio per tutti.
La testimonianza di una giovane volontaria sui pellegrinaggi a Lourdes rivela la profondità delle esperienze vissute. Nonostante le paure iniziali di non essere all'altezza di aiutare persone meno fortunate e di affrontare la malattia in tutte le sue forme, le amicizie che nascono su questi treni bianchi sono molto forti e durano nel tempo. Lourdes, ben più di un semplice santuario, è un luogo di fede e di profonde riflessioni. La volontaria ricorda storie commoventi, come quella di una donna ligure di 40 anni gravemente malata, che ringraziava Dio per aver avuto un'infanzia serena prima dell'insorgere della malattia, o una madre ottantenne in carrozzina che cercava a Lourdes consolazione per la perdita del figlio. Ogni esperienza rafforza la convinzione che l'amore di una mamma è infinito e che anche con le gambe non buone, "il cuore c'è sempre".
Sanctuary of Our Lady of Lourdes: Investigating medically unexplained cures | 60 Minutes
Come Partecipare alle Attività dell'UNITALSI
L'UNITALSI non si ferma durante l'anno, proponendo continue attività. Per partecipare a un pellegrinaggio o diventare volontario, è necessario contattare la sezione o sottosezione UNITALSI desiderata. La partecipazione prevede il pagamento di una quota associativa annuale di 30 euro, che dà diritto a prendere parte a tutte le attività associative. Per i pellegrinaggi a Lourdes, l'UNITALSI prevede sistemazioni in carrozze cuccette, oltre che in posti ordinari, su carrozze Trenitalia, garantendo sempre la massima assistenza.
Nota Storica: Don Alessandro ad Acquate e l'Organista Cav. Tocco
La famiglia di Don Alessandro era numerosa e profondamente devota: dei tre fratelli maschi, due furono sacerdoti (Don Alessandro e Mons. Silvio), mentre delle sei sorelle, tre divennero suore. La vocazione di Don Alessandro fu adulta; entrò in seminario a Monza nel 1928, eccellendo nello studio e nella preghiera. Dopo due anni tra gli Oblati Vicari a Milano, fu destinato come coadiutore e assistente di oratorio a Desio per 12 anni, dove seguì e aiutò nella vocazione sacerdotale diversi ragazzi, tra cui Don Luigi Giussani, futuro fondatore di Comunione e Liberazione.
La nomina a parroco di Acquate, secondo l'antica tradizione (Reg. nr.97 del 1827), diveniva ufficiale dopo una votazione dei capi famiglia (allora 860 iscritti) e degli estimati (243 iscritti), come avvenne domenica 24 aprile 1949. Don Alessandro fece il suo ingresso ufficiale l'8 maggio di quell'anno, accompagnato da un corteo di auto da Desio. Le vie di Acquate erano pavesate a festa con addobbi e illuminazioni. A riceverlo sul sagrato c'era il sindaco di Lecco. In un discorso di benvenuto, si sottolineò l'importanza della sua missione pastorale in un'epoca di ricostruzione spirituale e sociale post-bellica.

Don Alessandro introdusse subito, nel 1949, una novità per gli acquatesi: la Santa Messa nella mezzanotte di Natale. Dopo il 1965, a seguito della riforma liturgica del Concilio, vennero introdotte molte novità, come i testi in italiano e l'altare rivolto verso i fedeli, per accentuare la partecipazione comunitaria. Sotto la sua guida, continuò la tradizione dei pellegrinaggi e delle gite culturali. Egli intervenne più volte presso l'Amministrazione Comunale per chiedere la sistemazione di opere pubbliche, fontane e strade (in particolare l'allacciamento idrico delle frazioni all'acquedotto comunale). Si interessò anche alla costruzione di case per i lavoratori su terreni ceduti dalla parrocchia, un progetto realizzato nel 1961, con l'appoggio del consorzio ACLI e dell'INA-CASA, che portò alla costruzione di 25 alloggi in località “Ai Morti”.
Don Alessandro era anche un appassionato esecutore di musica per organo. La presenza in chiesa di uno strumento storico, dono dell'Arciduca Massimiliano d'Austria, scarsamente valorizzato a causa dei troppi guasti, lo spinse a procedere immediatamente alla sua riparazione. Domenica 16 ottobre 1949, l'organo fu collaudato con un concerto per organo e voci, dove sedeva alla tastiera il Cav. Tocco. Una seconda ricostruzione quasi totale dell'organo fu operata dal sig. Giovanni Bianchi nel 1963, con l'aggiunta di nuovi registri, il potenziamento della ventilazione e la sostituzione dei tasti meccanici con quelli ad aria.

Nel 1957 Don Alessandro installò un impianto di riscaldamento radiante a bombole di gas, sostituito nel 1965 con un sistema più moderno ad aria calda. A partire dal 1959, ogni anno provvide a ristrutturare e migliorare il complesso parrocchiale, inclusi il tetto della chiesa, i locali del coadiutore, il fonte battesimale e il sagrato. Il 21 giugno 1969, l'ultima opera importante fu la benedizione del nuovo altare rivolto verso l'assemblea, realizzato dalla ditta Cornara di Seriate, secondo le disposizioni conciliari.
Durante la rimozione del vecchio altare, zelantemente diretta dal coadiutore Don Giovanni Verderio, furono scoperti fatti curiosi. Ai piedi della balaustra, rimossa e spostata, esisteva un sacello costruito nel 1745, dove furono rinvenute ossa umane, frammenti di sedie e paramenti sacerdotali; era lì che fino al 1808 venivano seppelliti i parroci di Acquate. Il sacello, svuotato e ripulito, fu definitivamente chiuso, non prima di aver introdotto una pergamena in un tubo di plastica per ricordare l'evento ai posteri. Nell'ottobre del 1965, una pregevole mosaico del comasco Bernasconi sostituì l'antica pittura raffigurante San Giorgio alla base del campanile.
Agli inizi del 1973, Don Alessandro chiese all'Arcivescovo di Milano, Sua Em. Il Card. Colombo, di essere esonerato dall'incarico a causa di problemi di salute. La richiesta fu accettata con rammarico il 20 febbraio 1973. La notizia fu comunicata ai parrocchiani durante una Messa, suscitando sorpresa e profondo turbamento. Questi inviarono una accorata supplica al Cardinale, chiedendo di interporre la sua autorità per far desistere il parroco dalla sua decisione. Il distacco fu difficile e doloroso per Don Alessandro e per gli acquatesi, che dopo quasi 25 anni faticavano ad accettare la sua partenza.
Un commovente saluto rievoca l'ingresso trionfale di Don Alessandro, il suo impegno nel dopoguerra per ricostruire lo spirito e ristabilire fiducia, e le "Tante opere di cui sei stato l’artefice". Il messaggio finale esprime gratitudine per il suo operato e la tristezza per la sua dipartita, ma anche la certezza che ora Don Alessandro ha trovato la felicità, sentendosi finalmente vicino alla sua gente.