La città di Ottaviano, situata alle falde del Vesuvio, nutre una fede e un amore profondi per il suo patrono, San Michele Arcangelo. Ogni anno, nella prima decade di maggio, la comunità organizza sontuosi festeggiamenti in suo onore, culminanti l'8 maggio, giorno in cui si commemora l'apparizione miracolosa dell'Arcangelo Michele.
Le Origini del Culto a Ottaviano
Secondo l'illustre studiosa di agiografia cristiana, Boesch Gajano, fu Paolino da Nola a "inventare" la figura del Patrono. Invece, la lezione di Giuseppe Galasso suggerisce che dal VII secolo in poi, nel Napoletano, nel Vesuviano e nella pianura nolana e sarnese, si confrontarono due "patroni": San Michele, giunto dal Nord con i Longobardi di cui era protettore, e San Nicola, risalito dal Sud con i Bizantini. Tracce di questo confronto sono riscontrabili anche a Ottaviano.
La chiesa parrocchiale di Ottajano era già "intestata" a San Michele nel 1561, quando fu "visitata" dal vescovo Antonio Scarampo. Le condizioni indecorose dell'edificio sacro spinsero il vescovo a minacciare la sospensione a divinis del parroco, Don Paolo di Matteo, portando all'avvio di opere di ampliamento e abbellimento. La "nova fabrica" della chiesa inglobò anche una cappella di San Giacomo che versava in rovina. A metà del '700, il Remondini interpretò erroneamente gli atti d'archivio vescovile, sostenendo che la chiesa parrocchiale fosse stata inizialmente consacrata all'apostolo Giacomo prima che all'Arcangelo Michele.
Il culto di San Michele mise radici in tutti i luoghi elevati occupati dai Longobardi per controllare le vie della pianura, facendone l'Angelo dei monti e delle grotte. Alla fine del VII secolo, i Longobardi strapparono Ottajano ai Bizantini, trasformandola in un "castrum" fortificato e ponendola sotto la protezione dell'Arcangelo Guerriero. L'area "patronale" dell'Arcangelo si estese progressivamente nel territorio dei Bizantini, fino a comprendere il Gargano.
Qui, il corredo di carismi e poteri dell'Arcangelo si arricchì: mentre il San Michele "longobardo" era principalmente il Giudice severo dei peccati e il Guerriero che combatteva Lucifero e le fiamme dell'Inferno, il San Michele "garganico" divenne il protettore dei campi e delle messi dal Male della Natura (tempeste, siccità, terremoti) e dal Male sociale (guerre, ladri, invidiosi).
Il Cambio della Data Patronale: Dal 29 Settembre all'8 Maggio
Storicamente, San Michele usciva in processione anche il 29 settembre. Tuttavia, una decisione cruciale fu presa il 15 aprile 1663. Nell'assemblea dei "deputati e cittadini" di Ottajano, dopo aver stipulato con il principe Giuseppe I Medici un "capitolo" fondamentale per regolare i rapporti tra la comunità e la famiglia Medici e per sistemare l'economia del territorio con criteri di straordinaria modernità, gli Ottajanesi stabilirono di consacrare l'8 maggio alla "festa solenne" di San Michele.
La motivazione era chiara: "questa nostra Città per sua particolare devozione sempre ha tenuto e tiene per suo particolare Protettore" l'Arcangelo. Dunque, il giorno del Patrono non fu più il 29 settembre, ma l'8 maggio. Con questa scelta, gli Ottajanesi adottarono il calendario del culto del Gargano, che proprio l'8 maggio celebra la miracolosa apparizione di San Michele.
Questa decisione fu influenzata dalle crescenti relazioni commerciali che i Medici e i loro agenti stringevano, in quegli anni, con i mercati del grano e della lana del Tavoliere, controllati, per quote importanti, dai Guevara di Bovino (famiglia della suocera di Giuseppe I) e da Giovanni D'Avalos, principe di Troia. Giuseppe I delegò come suoi agenti per i mercati di grano pugliesi i Duraccio, i quali, per la loro attività, meritarono il privilegio di organizzare la Festa di San Michele e di riservare ai ragazzi della famiglia il ruolo di "angeli" nel "volo" che si svolge durante la processione.

La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo: Storia e Rinascite
La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo a Ottaviano è un imponente edificio sacro che risale agli anni tra il XV e il XVI secolo. Secondo una storica tradizione locale, fu eretta in un'area adiacente a una preesistente chiesa, o cappella, intitolata a San Giacomo il Maggiore, la quale sorgeva sul luogo che in passato ospitava un tempio romano dedicato a Castore e Polluce. La stupenda Chiesa Madre fu dettagliatamente descritta nel XVIII secolo dal Remondini, che nei suoi scritti la descrisse formata da tre navate con sontuosi e artistici altari laterali, corredata da sacri paramenti e custode di reliquie donate da Bernardetto de' Medici e da altri principi medicei discendenti da Ottajano.
Purtroppo, il destino della Chiesa fu segnato da eventi catastrofici. Il terremoto del giugno 1688 arrecò gravissimi danni all'edificio sacro, ma grazie all'Universitas Octajani (il parlamento cittadino riunito in seduta congiunta di nobili e popolo) fu subito ristrutturata, affidando il progetto e i lavori all'ing. Antonio Galluccio di Ottajano. Nel 1906, l'eruzione del Vesuvio generò scosse di tale intensità da causare la perdita totale non solo dello straordinario soffitto impreziosito da cassonetti lignei dorati in oro zecchino con rosoni al centro, ma anche del coro ligneo e dell'ipogeo di Collegiata. Ancora una volta, la Chiesa Madre fu oggetto di restauro, con un progetto affidato all'ing. Saverio Scudieri, il quale previde la costruzione della cupola sul transetto e la creazione del tetto a "botte".
Opere d'Arte nella Chiesa Madre
All'interno della Chiesa Madre di San Michele Arcangelo si trovano numerose e importanti opere d'arte. Tra queste, spiccano:
- Diverse opere di Angelo Mozzillo (XVIII secolo).
- Una Stauroteca contenente documentate e autentiche reliquie della vera Croce di Gesù.
- Un tondo che raffigura un San Giovannino di Guido Reni (XVII secolo).
- Un altro tondo raffigurante l'Estasi di Santa Maria Egiziaca di Carlo Cignani (XVII secolo).

Le Tradizioni Festeggiamenti: La "Diana" e il "Volo degli Angeli"
I festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo a Ottaviano sono caratterizzati da tradizioni secolari e spettacolari riti.
La "Diana" Pirotecnica
La "diana" pirotecnica apre il giorno della Festa: una lunga "batteria", stesa a terra, sale di esplosione in esplosione verso la Chiesa del Patrono, e il susseguirsi dei botti è accompagnato da una folla rumorosa ed entusiasta. Il termine "diana" è collegato al latino "dies" (il giorno), proprio perché "esplode" all'alba e avverte tutti che inizia il giorno sacro al Patrono, allontanando le tenebre della notte e lo sguardo maligno degli spiriti nefasti.
La caratteristica della "diana" ottajanese sta nel fatto che sale verso la Chiesa e dunque anche verso la Montagna, e perciò mette in fuga con il suo strepito l'invidia maligna dei demoni contro cui combatte San Michele. Inoltre, protegge la città dalla minacciosa presenza del Vesuvio, a cui la città è così vicina.
Pirotecnia - Lancio di una diana per la novena di Sant'Anna
Il "Volo degli Angeli"
Il "volo degli angeli" è un'altra tradizione distintiva, che ancora nel secondo Ottocento caratterizzò quasi tutte le feste patronali del territorio. Oggi la manifestazione si svolge a Ottaviano e a Giugliano. Contrariamente a quanto scritto da uno storico ottajanese, che collocava la prima esecuzione nel 1861, documenti d'archivio attestano che il "volo" si tenne in due piazze di Ottajano già nel 1849.
La processione del Santo è particolarmente suggestiva grazie al tradizionale "Volo degli Angeli", che si svolge nelle quattro piazze principali del paese. Qui, due bambini, issati attraverso carrucole, intonano al Santo il suo tradizionale inno e invocano la sua protezione sulla città.
Controversie e Resistenze
Dopo l'Unità d'Italia, i prefetti tentarono di impedire lo svolgimento di un rito che attirava troppa gente dai Comuni della provincia e della Campania Felix e provocava problemi di ordine pubblico. Il 29 settembre 1864, Michele de' Medici riuscì a convincere il prefetto Serpieri che il "volo" non era causa di furti e risse, ricordandogli che la festa dell'8 maggio di quell'anno era stata "muta e squallida" proprio per la mancata celebrazione del rito. Chiese e ottenne il permesso per la processione del 2 ottobre. La lettera del Medici conferma che negli anni '60 dell'Ottocento si svolgevano due processioni di San Michele: una l'8 maggio e l'altra il 29 settembre, che spesso raggiungeva anche il quartiere della "Zabatta e Recupe".
Successivamente, nel 1947 e nel 1953, l'attacco al "volo degli angeli" venne condotto dai vescovi di Nola, che vedevano nel rito la presenza di elementi "pagani". Nonostante queste opposizioni, la tradizione ha resistito e continua a essere un pilastro dei festeggiamenti ottavianesi.

I Festeggiamenti Attuali: Un Esempio Annuale
Ogni anno, la città di Ottaviano organizza una serie di eventi che animano le vie e le piazze. I festeggiamenti tipicamente si articolano su più giorni, offrendo un ricco programma culturale, musicale e religioso. Ad esempio, una tipica celebrazione di quattro giorni può includere:
- Apertura con musica e cultura: Il programma può iniziare con l'esibizione di complessi bandistici, convegni su temi storici legati al Santo (come "San Michele Arcangelo nella monetazione longobarda"), mostre fotografiche che ripercorrono un secolo di processioni e l'accensione di luminarie artistiche. Spettacoli di cabaret e musica leggera allietano le serate.
- Giorno Clou (8 Maggio):
- Ore 6:00: Lo scampanio dei Sacri Bronzi sveglia la cittadinanza.
- Ore 7:00: Il tradizionale sparo della Diana e lo spettacolo pirotecnico in Piazza San Michele Arcangelo.
- Ore 11:00: Celebrazione della messa solenne in onore del Santo Patrono.
- Ore 12:00: La supplica alla Vergine di Pompei.
- Dalle ore 13:00 circa: Solenne processione del Santo Patrono nelle quattro piazze principali del paese per il tradizionale Volo degli Angeli, accompagnata dallo sparo di numerose "batterie" organizzate dai rioni e da privati.
- Sera: Degustazione di cibi e prodotti locali ("Taverne") e concerti di musica classica.
- Giorni Successivi: Santa Messa con Panegirico, mini tour per scoprire le bellezze storiche di Ottaviano, giochi gonfiabili per i più piccoli e serate di musica leggera con artisti di fama.
- Chiusura: Tradizionalmente, le festività si concludono a mezzanotte con l'incendio del campanile, uno spettacolo pirotecnico suggestivo.
Questi eventi sono organizzati con grande impegno dal Comune di Ottaviano e da associazioni locali, con l'obiettivo di valorizzare le tradizioni, la socialità, i prodotti tipici e il senso di comunità. Il Commissario Straordinario, Roberto Esposito, ha affermato che "per Ottaviano, questa festa rappresenta molto di più di una ricorrenza, è un momento di identità, di appartenenza e di memoria. È il giorno in cui le radici si fanno più forti, in cui le tradizioni tramandate dai padri rivivono nelle strade, nei cuori, nelle famiglie". Domenico Cutolo, Presidente dell'Associazione organizzatrice, ha aggiunto: "Siamo felici di riproporre questo appuntamento che rappresenta la vera anima del nostro paese".