La Messa Votiva della Beata Vergine Maria nel Rito Ambrosiano

Il Rito Ambrosiano è un rito liturgico di tipo latino, utilizzato principalmente nell'Arcidiocesi di Milano e in alcune aree limitrofe. Sebbene sia essenzialmente romano, si distingue per numerose particolarità, tra cui la divisione dell'anno liturgico, il Messale e il Lezionario, e presenta caratteristiche uniche derivate soprattutto da elementi dei riti orientali.

Mappa della diffusione del Rito Ambrosiano

Origini e Diffusione del Rito Ambrosiano

Il Rito Ambrosiano non fu ideato interamente da Sant'Ambrogio, sebbene molte delle sue peculiarità risalgano a lui. Si è formato come liturgia di tipo latino tra i secoli V e VIII, attraverso una lenta e progressiva differenziazione dal Rito comune del mondo latino. La distinzione dal Rito Romano divenne più evidente dopo le riforme introdotte da San Gregorio Magno, a partire dal VII secolo.

Le origini delle influenze orientali nel Rito Ambrosiano non sono facili da determinare, ma i numerosi rapporti diretti o indiretti di Milano con l'Oriente giocarono un ruolo significativo. Tra questi si annoverano la nazionalità greca di diversi arcivescovi, il governo dell'arcivescovo ariano Aussenzio, la cultura greca di Sant'Ambrogio, la residenza della corte imperiale a Milano - che aveva già in parte accettato usanze orientali - e i lunghi soggiorni di arcivescovi milanesi in Oriente per esilio o per Concili, oltre alla dominazione di popolazioni barbare già evangelizzate dagli orientali.

Il Rito Ambrosiano resistette a diversi tentativi di inglobamento nel Rito Romano, come quello operato da Carlo Magno e ulteriori tentativi nell'XI secolo sotto i pontificati di Niccolò II e San Gregorio VII. I Romani Pontefici, come Eugenio III nel 1145 e Anastasio IV nel 1153, riconobbero e approvarono il Rito ambrosiano. Un pericolo significativo si presentò durante il periodo di San Carlo Borromeo, quando il Concilio di Trento stabilì l'abolizione dei riti con meno di due secoli di vita; il rito ambrosiano, contando molti più secoli, non corse rischi da questo punto di vista.

Diffusione Geografica Attuale

In origine, il Rito Ambrosiano godeva di una vasta diffusione nel nord Italia, fino a sud di Bologna, e in aree come il Norico (Austria), l'Elvezia (Svizzera), la Pannonia (Ungheria) e la Vindelicia. Nel corso della storia, tuttavia, molte comunità sono passate al rito romano.

Attualmente, è prevalentemente seguito nella maggior parte della diocesi di Milano, con alcune eccezioni come i decanati di Monza, Treviglio e Trezzo sull'Adda, le parrocchie di Civate e Varenna, e le chiese non parrocchiali dei religiosi e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.

Al di fuori della Lombardia, il Rito Ambrosiano è osservato solo nelle parrocchie di Cannobio e Cannero Riviera (nel vicariato del Verbano, diocesi di Novara) e nel Canton Ticino, in particolare nelle parrocchie della Valle Capriasca, di Brissago e Ascona, e nelle tre valli superiori del Cantone (Blenio, Riviera e Leventina), note come le Tre valli ambrosiane.

La Messa Votiva della Beata Vergine Maria: Formulario e Liturgia

Nel contesto del Rito Ambrosiano, la celebrazione della Beata Vergine Maria assume forme e formulari specifici. Un esempio significativo è il formulario «Maria, Madre della Chiesa», riportato dal Messale Ambrosiano al termine dei comuni della Beata Vergine Maria (edizione 1990).

Copertina del Messale Ambrosiano

La Memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa

L'11 febbraio 2018, papa Francesco, tramite decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha iscritto nel Calendario Romano generale la memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, collocandola al Lunedì dopo Pentecoste. Nelle parrocchie di Rito romano della diocesi di Milano, tale memoria è celebrata a partire dal 21 maggio 2018.

Nel Rito Ambrosiano, la messa per questa memoria viene celebrata con il suddetto formulario. Poiché si tratta di una memoria e non vi è l'obbligo di un Lezionario proprio, le letture potranno rimanere quelle della feria corrente. Le letture suggerite includono:

  • Lettura - Gen 3, 9-15
  • Salmo - Sal 86 (87), 1-2, 3, 5
  • Epistola - Rm 5, 12-15

Questo dimostra come specifici formulari mariani siano integrati e celebrati nel Rito Ambrosiano, mantenendo le proprie peculiarità liturgiche.

La Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria nel Rito Ambrosiano

La festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria ha radici storiche profonde. In passato si ipotizzò che essa derivasse dalla festa di una chiesa mariana, detta Kathisma, situata tra Gerusalemme e Betlemme e celebrata il 15 agosto, ma tale ipotesi è oggi abbandonata. Un lezionario georgiano dell'VIII secolo attesta la celebrazione della Memoria di Santa Maria a Gerusalemme il 15 agosto; essa aveva al principio uno spiccato carattere popolare e invocava la protezione di Maria sulle Vigne; sarebbe inoltre legata a una chiesa costruita, pare, da Eudossia verso il 450 nel Getsemani.

La festa, apparsa subito dopo la solenne proclamazione della Maternità Divina ad Efeso (431), riguardava Maria nella qualità di Madre di Dio. Tuttavia, nel VI secolo si credette di ravvisare in quella chiesa il luogo della sepoltura della Madonna, ed è probabile che le narrazioni degli apocrifi intorno alla morte di Maria abbiano contribuito a trasformare la celebrazione gerosolimitana del 15 agosto in una festa della morte della Madonna. Nella Spagna e nella Gallia, una festa mariana, in un primo tempo generica, ma poi come celebrazione dell'Assunzione, appare alla fine del VI secolo; Gregorio di Tours ne parla nel c. 9 del De gloria martyrum; tale festa si celebrava il 18 gennaio.

A Roma la vera e propria festa dell'Assunzione di Maria è attestata sotto papa Sergio I (687-701), sotto il quale si ha notizia di quattro feste mariane: in un suo constitutum egli decreta che le feste della Purificazione, dell'Annunciazione, dell'Assunzione (chiamata Dormitio, "Dormizione") e della Natività di Maria siano celebrate con una solenne processione da Sant'Adriano al Foro a Santa Maria Maggiore. La festa dell'Assunzione prese rapidamente il primo posto tra le altre feste mariane. Dopo la definizione del dogma dell'Assunta da parte di Pio XII nel 1950, la liturgia della solennità fu ristrutturata per esprimere in modo adeguato il mistero della glorificazione di Maria. La liturgia odierna invita a guardare il dogma dell'Assunzione nel quadro globale della storia della salvezza, come una realtà che riguarda da vicino tutti i credenti. Il prefazio proprio della solennità sviluppa il mistero celebrato ispirandosi ampiamente al n. 68 della Lumen Gentium, e offre una bella sintesi del significato cristologico ed ecclesiale della celebrazione mariana: la Madre di Dio innalzata al cielo, il cui corpo non aveva conosciuto corruzione, è diventata "immagine della Chiesa... compimento del mistero della salvezza...".

Specificità Ambrosiane per l'Assunzione

Nel Rito Ambrosiano antico, la solennità è denominata IN FESTO ASSUMPTIONIS BEATÆ VIRGINIS MARIÆ. Il grado della Celebrazione è solennità. Qualora la solennità cadesse di domenica, essa viene traslata al 16 agosto, poiché nel Rito Ambrosiano le feste del Signore sono sempre prioritarie rispetto alle festività mariane. Ciò non intende sminuire l'importanza della Madre di Dio, ma lasciarla illuminare dall'azione redentrice del Figlio.

Elementi liturgici propri includono:

  • Psalmellus: Dilexisti justitiam, et odisti iniquitatem. Propterea unxit te Deus, Deus tuus, oleo lætitiæ præ consortibus tuis. (Hai amato la giustizia e odiato l'iniquità. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza delle tue compagne.) Normalmente l'esecuzione del Salmello comporta l'intervento del solista (o del coro), che propone la prima parte, cui segue la risposta dell'assemblea nella seconda parte. Durante il Salmello il sacerdote celebrante rimane all'altare e, terminato il Salmello, canta o recita l'Orazione che chiude la prima parte dei Vespri. Il Salmello è un Salmo cantato e abbreviato che di solito ha relazione con le verità contenute nella Lettura.
  • Halleluja: Diffusa est gratia in labiis tuis: propterea benedixit te Deus in æternum.
  • Antiphona Post Evangelium (Antifona dopo il Vangelo): Exaltata est sancta Dei Genitrix *super choros Angelorum ad cælestia regna. † Halleluja. (La santa Genitrice di Dio è stata innalzata nei regni celesti, sopra i cori degli Angeli. Alleluia.)

Le letture bibliche della liturgia odierna per l'Assunzione comprendono la Seconda lettura: 1Cor : Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, risorgeranno quelli che sono di Cristo. Il Vangelo: Lc : la Visitazione e il Magnificat. La lettura biblica dell'Ufficio delle Letture (Ef ) annuncia la partecipazione futura dei cristiani al trionfo di Cristo sulla morte. Nel rito ambrosiano antico le letture della solennità erano identiche a quelle del Rito romano.

Le parti della messa

Peculiarità della Celebrazione Eucaristica Ambrosiana

La celebrazione della Messa nel Rito Ambrosiano condivide gli elementi fondamentali con il rito romano, ma presenta alcune differenze nella loro disposizione o presenza. Il Lezionario Ambrosiano, riformato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II e introdotto in tutte le parrocchie di rito ambrosiano nel 2008, prevede una particolare formula introduttiva della lettura del Vangelo con l'espressione "In quel tempo." (notare il punto), che designa lo specifico momento della storia in cui, per l'intervento divino, l'economia salvifica è venuta manifestandosi, un momento preciso, collocato entro concrete coordinate spazio-temporali. Non vuole essere un complemento di tempo chiuso in sé stesso, bensì una solenne proclamazione della Parola di Dio, l'espressione con il punto presuppone una pausa contemplativa.

La Liturgia Vigiliare Vespertina

Il giorno di sabato, inoltre, in continuità con la tradizione ebraica, non è considerato feriale. La Liturgia Vigiliare Vespertina di Rito Ambrosiano, nota impropriamente come "Messa Pre-Festiva", è a tutti gli effetti una celebrazione festiva, solenne apertura del Giorno del Signore con il suo inizio dal tramonto del sole del giorno precedente. Per esprimere pienamente questa sua caratteristica originaria e quindi assumere la peculiarità di prima messa della Domenica, il celebrante, durante tutti i sabati dell'anno liturgico, non deve mai omettere l'annuncio della Risurrezione di Gesù (Vangelo della Risurrezione), eccetto che in Quaresima, alle messe vespertine della Domenica in Albis Depositis, della I Domenica di Pasqua e dell'Ascensione, dove vengono letti brani evangelici come la Trasfigurazione (Lettura vigiliare). In tutte le grandi solennità si celebra l'Eucaristia in forma solenne e per tutte le liturgie vigiliari vespertine, si può celebrare in forma solenne o in forma semplice.

La celebrazione introduttiva della messa vespertina è molto suggestiva. Il sole che tramonta (vespero) e la lucerna che risplende è un evidente rimando all'evento drammatico della croce dove il tramonto è paragonato alla morte, viene integrato nel rimando liturgico alla piena e definitiva vittoria di Cristo dove la luce della fiamma è vita e salvezza.

Rito d'Introduzione della Veglia

Si ordina la processione di ingresso, nella quale il sacerdote (o il diacono, se presente, o un lettore) preceduto dagli altri ministri, porta all'altare l'Evangeliario (o il libro delle Vigilie o il Lezionario) e lo depone sulla mensa. Il sacerdote, giunto davanti all'altare, introduce i Vespri con il saluto.

Mentre si canta il lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote celebrante. Questi, tracciato un Segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l'altare. Dopo l'accensione dei candelieri, il sacerdote celebrante, secondo l'opportunità, infonde l'incenso, sale all'altare e insieme agli eventuali concelebranti lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l'altare. Si canta o si recita l'Inno. L'assemblea (o il coro) canta o recita il Responsorio.

L'annuncio della Risurrezione del Signore è proclamato dal Celebrante con la formula: «Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo... Lettura del Vangelo secondo... Cristo Signore è risorto! Rendiamo grazie a Dio!»

Lo Scambio della Pace

Lo scambio della pace non è immediatamente prima della Comunione, ma viene anticipato al termine della Liturgia della Parola, prima della preparazione dei doni.

Lezioni e Salmelli

Inizia la Messa vigiliare. Durante il Canto all'ingresso, il sacerdote celebrante bacia l'altare e poi ritorna alla sede. Tutti i fedeli si siedono. Un lettore si porta all'ambone per proclamare l'unica lettura che precede il Vangelo: la Lettura dell'Antico Testamento in Avvento e Quaresima e nelle settimane dopo Pentecoste, l'epistola, negli altri tempi dell'anno liturgico. Ognuno dei lettori si avvicina all'ambone e prima di proclamare la lettura, chiede e riceve dal sacerdote la benedizione.

Normalmente l'esecuzione dei Salmelli comporta l'intervento del solista (o del coro), che propone la prima parte, cui segue la risposta dell'assemblea nella seconda parte. Al termine di ogni Salmello, tutti si alzano in piedi e il sacerdote canta o recita l'Orazione. Il Salmello è un Salmo cantato e abbreviato che di solito ha relazione con le verità contenute nella Lettura. Dalla proclamazione del Vangelo in poi la celebrazione si svolge come al solito fino alla Comunione dei fedeli.

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