L’Abbazia di Santa Maria di Staffarda, situata a Revello, in provincia di Cuneo, è uno dei complessi monastici medievali più affascinanti e importanti del Piemonte. Sorge solitaria nella bella pianura saluzzese, circondata dalle imponenti valli del Monviso. Per risalire alla sua fondazione, è necessario tornare indietro sino al 1135, data in cui un piccolo gruppo di monaci cistercensi, provenienti dall’Abbazia di Tiglieto in Liguria, ricevette in dono questo terreno dall’allora Marchese di Saluzzo Manfredo I. I monaci si dedicarono a immense opere di bonifica, trasformando gli acquitrini in campi rigogliosi e rendendo l'area abitabile e coltivabile, trasformandola così in uno dei più fiorenti centri agricoli dell’epoca.

Contesto Storico e Principi Architettonici
L'area dove oggi sorge l’abbazia era, nel periodo di occupazione romana, alla confluenza dell’organizzazione territoriale delle località di Pollentia, di Forum Vibii e di Augusta Bagiennorum. In questa regione esterna prevaleva un'economia legata al bosco, al prato e alla palude, caratterizzata dalla caccia, dal pascolo, dalla pesca, dalla coltivazione estensiva e di radura, facente parte di un esteso sistema di latifondi. L’iscrizione di Onorata, risalente al VII secolo e originaria del sito (ora al Museo di Antichità di Torino), testimonia una presenza preesistente all'insediamento monastico cistercense, suggerendo che quest'ultimo potrebbe essersi sovrapposto a una chiesa campestre già circondata da un nucleo abitativo. Tale ipotesi è corroborata dal rinvenimento di avanzi di muri e di cotti romani nella regione a nord di Staffarda e nel sottosuolo presso l'abbazia.
L'abbazia di Staffarda venne eretta dai monaci cistercensi in un’equilibrata commistione di stile romanico e gotico, con la preoccupazione dominante di costruire un complesso funzionale ai principi delle regole benedettine. La data di fondazione viene indicata fra il 1135 ed il 1138, ma la costruzione richiese molto tempo, sia per la sua complessità, sia per la necessità di aspettare che i redditi sempre crescenti dell’abbazia lo permettessero. L'insieme degli edifici presenta un impianto edilizio alquanto complesso, fortemente rimaneggiato nel corso di nove secoli, permettendo di osservare elementi di architettura romanica della prima metà del XII secolo e gotica dei secoli XIII-XV, oltre a trasformazioni di epoca moderna.
Il rigore della regola di San Benedetto, su cui si fonda l'ordine cistercense, imponeva la frugalità in ogni espressione della vita religiosa, riflettendosi nell'architettura del monastero. Niente paramenti sacri, quindi, ed elementi decorativi all’insegna della semplicità e senza sfarzo. La chiesa di tipo basilicale, dedicata a Santa Maria, è a tre navate con tre absidi di pianta lombarda, costruita in mattoni a vista. L’utilizzo di materiali naturali come pietra e mattoni ribadisce la rinuncia a ogni tipo di orpello e di impreziosimento. Ancora oggi, l'impianto medievale della chiesa di S. Maria è caratterizzato dalla bicromia dei materiali da costruzione: il mattone usato per la muratura e la pietra per i capitelli e gli altri elementi architettonici di pregio.

Dettagli della Facciata della Chiesa di Santa Maria
La chiesa di Santa Maria di Staffarda si presenta in stile romanico lombardo, maestosa nelle dimensioni. La sua facciata è di stile romanico, preceduta da un semplice nartece a cinque campate. Un aspetto interessante dell'architettura della chiesa è la sua evoluzione stilistica: pur presentando ancora forme prettamente romanico-lombarde nella compiutezza dello stile, il nartece mostra già elementi gotici, testimoniando un periodo di transizione e un'equilibrata fusione di stili.
Un elemento distintivo della facciata è il portico che la precede. Questo portico, tuttavia, non faceva parte della costruzione originale. La facciata con portico a quattro arcate, leggermente arretrata rispetto al resto della struttura, è stata realizzata in una fase successiva. In origine, la chiesa non era concepita per l'accesso dei fedeli, ma era destinata esclusivamente ai monaci. Pertanto, l'unico ingresso originario era quello presente dal monastero, e non dalla facciata principale.

Una delle principali particolarità architettoniche dell'Abbazia di Staffarda, riscontrabile in particolare nella chiesa e che include la facciata, è la sua leggera asimmetria costruttiva. Questa caratteristica, non immediatamente percepibile, è pensata per esaltare la spiritualità del luogo e contribuisce a creare un'armonia unica. Ogni elemento può essere leggermente diverso dai suoi simili, come ad esempio le colonne, i capitelli o le crociere. La bicromia data dall'alternarsi di pietra e mattoni crea motivi ricorrenti bianchi e rossi, che, seppur più evidenti negli interni, definiscono l'estetica generale dell'edificio.
Nonostante le trasformazioni subite nei secoli, il borgo di Staffarda ha mantenuto la sua integrità, conservando quasi tutti gli ambienti abitati dai monaci e offrendo una testimonianza tangibile della sua ricca storia e della sua architettura distintiva.